Buona sanità all’Ospedale di Eboli: Giovane salvato dalla meningite

Salvo il diciottenne magrebino ricoverato per meningite al Pronto soccorso e poi al Reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Eboli.

Mentre mamme muoiono di parto insieme ai loro piccoli, un esempio di “Buona” sanità dall’Ospedale di Eboli, che a seguito dei vari depotenziamenti, generati dalle politiche dell’ASL Salerno corre il rischio di chiudere.

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Proprio mentre i mass media hanno puntato i riflettori sulle recenti morti di ben cinque mamme e quattro bambini, mamme “colpevoli” solo di portare in grembo dei bambini e di volerli portare alla luce purtroppo senza riuscirci e addirittura perdendo la vita, fortunatamente dall’Ospedale di Eboli arriva un caso di buona sanità. rispetto a caso di un diciottenne magrebino ricoverato per meningite al Pronto soccorso e poi al Reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Eboli.

E se al dolore e allo sconcerto per la morte, avvenuta proprio durante il Santo Natale, di quelle cinque donne in gravidanza, morte a seguito del parto insieme a quattro dei cinque loro bimbi, si aggiunge lo sdegno e la rabbia, è più che legittimo, ed è ancora più rabbiosa la reazione che richiama notizie del genere proprio perché tocca vite umane e soprattutto tocca quella che viene individuata come “mala sanità“, e sebbene non si vuole puntare il dito accusatore su quegli Ospedali (Torino, Verona, Bassano del Grappa, Brescia e Foggia), lasciando alle indagini il compito di stabilire la verità dei fatti, ci balza alla mente una certezza: se quelle morti fossero accadute in Ospedali prevalentemente del Sud, cosa si sarebbe detto? Si risparmia, per carità di patria, di raccontare la possibile cronaca. Resta solo l’amaro in bocca per le decisioni che sono state prese negli ultimi cinque anni dai maggiorenti della Sanità locale, provinciale, regionale e nazionale, che vengono scandalosamente confermate solo pensando ai numeri.

Quei numeri che hanno fornito la scusa per sopprimere reparti ed Ospedali, per ridurre servizi e prestazioni, per accorpare e per trasferire reparti da un Ospedale all’altro, come nel caso del trasferimento dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia dei Reparti di Pediatria, Ginecologia, Ostetricia, nel tentativo di realizzare un Punto Nascite e semmai raggiungere i 500 parti. Un “Punto nascite” alla stessa stregua di quelli dell’ENEL o della TIM, con l’unica differenza che non si tratta di energia elettrica o di telefonia, ma di vite umane, di donne e di neonati, insomma del “MIRACOLO DELLA VITA“. Miracolo che stupidi burocrati, ragionieri sanitari, sporcano con le loro paturnie, mettendo a rischio mamme e nascituri così come è avvenuto in questi giorni e così come è avvenuto nell’imminente passato nelle nostre strutture ospedaliere, di cui la cronaca se ne è occupata abbondantemente, sottolineando sia le eventuali negligenze che le eventuali responsabilità e colpe in capo a dirigenti e medici.

E proprio pensando alla “mala sanità” che ci riporta al pomeriggio di sabato scorso, allorquando é arrivato al pronto soccorso dell’Ospedale di Eboli un giovane di origine marocchina, approdato recentemente in Italia a seguito degli ultimi sbarchi provenienti dalla Libia, il quale accusava una forte febbre, individuata poi come febbre cefalea consentendo una diagnosi precisa.

In pronto soccorso il dott Scoti ha immediatamente allertato lo specialista infettivologo dott Migliorino, il quale a sua volta ha avuto subito il sospetto di una meningite, e con l’aiuto degli specialisti rianimatori procedevano a una rachicentesi d’obbligo; nel contempo allertato anche il responsabile dell’U.O. delle malattie infettive dott Bamonte in equipe si è fronteggiata l’emergenza.

Gli esami hanno confermato la diagnosi di; meningite contagiosa; conseguentemente si provveduto alla somministrazone della terapia profilattica di tutti coloro che sono venuti a contatto con il malato, ricoverando nel contempo l’ammalato nel reparto di malattie infettive, e il personale infermieristico su disposizione del Responsabile provvedeva all’assistenza e alla somministrazione della terapia del caso.

La circostanza, ovviamente, sebbene rientri nei casi dell’ordinarietà, proprio per tutte le vicissitudini e per tutte le azioni depotenzianti che ha subito l’Ospedale di Eboli, diventa straordinarietà e si annovera tra i casi di “buona sanità“, aggiungendovi le quotidiane attestazioni di professionalità che toccano i vari Reparti e le varie equipe come nel caso: della Nefrologia e del dottor Gigliotti e il suo sparuto personale; della Cardiologia e dell’Emodinamica del dottor D’Angelo con il suo altrettanto sparuto personale; dell’Unità operativa Maxillo-Facciale, diretta dal Dottor Josca con i suoi pochissimi mezzi; dell’Oculistica e del gruppo del Dottor Iovieno con i suoi altrettanto pochissimi mezzi; e via di seguito per le altre specialistiche ha determinato un elogio particolare sia al personale infermieristico che medico da parte del dirigente dottor Bamonte.

E mentre si alternano casi di mala e buona sanità, e i nostri Ospedali corrono il rischio di chiudere a seguito delle paturnie di quei “ragionieri” della Sanità, la clase dirigente locale si da alla macchia e come se nulla accadesse intorno a se procedono nella loro strada ma in tutt’altra direzione delle aspettative dei cittadini ed in questo caso di quei cittadini che si aspettano che insieme ad una buona sanità si siano anche le strutture che funzionino e vi siano anche medici bravi, ma che vi siano soprattutto quelle attenzioni perchè i servizi e le prestazioni che si forniscano mettano a sicuro i più deboli e mettano gli utenti e gli ammalati a riparo da qualsiasi inconveniente e soprattutto dalla morte.

Eboli, 7 gennaio 2016

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