E l’ISES arriva a Roma: Scotillo scrive a Papa Francesco

Il Caso dell’ISE arriva a Roma: Il Sindacalista della FISI Sanità scrive all’Arcivescovo e a Sua Santità Papa Francesco.

Dopo il consiglio andato deserto per mancanza di numero legale, i lavoratori dell’ISES sperano in quello di domani. Secondo i rumors non sarebbe cambiato niente: Le opposizioni del PD, MDP-LEU, FI e Fido sono contrari; I 5 dell’UDC sono contrari perchè non la questione ISES non era nel programma.

Papa Francesco in visista ad Assisi

Papa Francesco in visista ad Assisi

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Nei giorni scorsi, preso atto della mancanza del numero legale che ha impedito si discutesse in Consiglio comunale del cambio di destinazione d’uso al fabbricato, in precedenza ex Ufficio del Giudice di Pace, futura sede del Nuovo ISES, il sindacalista della FISI Sanità Rolando Scotillo, ha scritto una nota all’Arcidiocesi di Salerno ed a Sua Santità Papa Francesco su quello che, come egli rappresenta nella lettera, sia una “continua ingerenza” nei fatti del sacerdote Don Vincenzo Caponigro.

«La chiesa – scrive Scotillo – deve occuparsi di anime e deve interagire per la risoluzione delle problematiche sociali e non dovrebbe mai prendere le parti politiche o accanirsi contro chicchesia. Nel caso della Nuova ISES sembra che ci sia un accanimento da parte del sacerdote a cui, evidentemente, non è bastato il rilascio del Centro Polivalente SS. Cosma e Damiano da parte della Cooperativa, e sembra più che stia operando “una vendetta nei confronti dei lavoratori che chiedendo giustizia. Non è chiara poi – aggiunge Scotillo – la strategia che sottende a questo modo di fare e quali obiettivi si è posto il Sacerdote che dovrebbe pensare più alle anime che alla mondanità ed alla politica. Abbiamo chiesto un intervento ed un conforto alla Arcidiocesi di Salerno ed a Sua Santità Francesco, come si riporta nelle missive a loro indirizzate, aggiungendo – Noi staremo a vedere se la prossima settimana ci saranno i numeri per votare il cambio di destinazione d’uso dell’immobile in cui si spera sarà insediato il centro o se i politici ebolitani continueranno a fare polemiche sterili rischiando che esso venga definitivamente chiuso con una ulteriore perdita economica in un paese dove l’occupazione è spesso un miracolo».

Rolando Scotillo

Rolando Scotillo

E ancora Scotillo, a commento di quando accaduto postava su facebook un commento: «Il 3 maggio u.s. abbiamo assistito, dagli spalti dell’aula Consiliare del Comune di Eboli – sia all’interno della maggioranza che governa il nostro paese, che tra le fila dell’opposizione – ad un triste spettacolo. Una maggioranza politica che non riesce ad insediare il Consiglio per la défaillance di alcuni consiglieri di maggioranza ed una opposizione (tutta) che preferisce non essere presente.

Se all’ordine del giorno ci fosse stato un tema o una scelta “etica” o “politica” o comunque “una questione di coscienza” poteva essere possibile che sia la maggioranza che l’opposizione potessero spaccarsi in mille parti, ma davanti ad una questione sociale e su di un tema che interessa decine di famiglie, il lavoro e la permanenza di un’attività sul nostro territorio – permettetemi – ciò non può e non deve essere. Voglio, con questa nota, rivolgermi a tutti nel tentativo di ricondurre la questione sui binari dell’utilità comune e sul fatto che una importante struttura sanitaria del nostro paese, come è quella dell’ISES, non può e non deve morire per mano dei soli rappresentanti dei cittadini. Temi del genere in un’altra città avrebbero unito i partiti al di là dei colori politici, ad Eboli – invece – nonostante le Istituzioni tutte stiano attenzionando la vicenda cercando di preservare attività, posti di lavoro e famiglie dei disabili, siamo capaci – come solo noi popolo ebolitano siamo capaci – di fare terrorismo politico ergendoci al titolo di Ingegneri, professori universitari e magistrati tirando nella questione finanche la chiesa, contro una variazione di destinazione d’uso che in altre città avrebbero fatto già da tempo.

Ai Consiglieri di maggioranza presenti ed assenti all’assise del 3 maggio mi permetto di dire che non votando la variazione della destinazione d’uso della struttura in cui dovrebbe insediarsi l’ISES e permanendo lo stesso ISES nel Centro Polifunzionale di SS. Cosma e Damiano non si azzererebbero i rischi di un danno erariale ma, anzi, gli stessi si amplificherebbero e interesserebbero chi ha già votato precedentemente l’uso del Centro a favore dell’ISES. Approvando la variazione, al contrario, verrebbe meno in parte o del tutto tale ipotesi e nessun magistrato potrebbe incolpare una parte politica che ha tentato o tenta di salvare una importante attività economica del proprio paese. Del resto, esempi come l’ALITALIA (struttura privata) tutelata da prestiti – ponte pubblici, potrebbero essere più “illegittimi” se paragonati al caso dell’ISES. Ai Consiglieri tutti di opposizione che hanno deciso di non presenziare all’assise o di votare contro nel caso presenziassero, mi permetto di dire che su temi di tale importanza la popolazione potrebbe capire che – per motivi oscuri – si cerchi di effettuare regolamenti di conto con la maggioranza affondando di fatti una attività che, con grande forza di un nugolo di lavoratori senza stipendi da 4 anni e che stanno difendendo il proprio posto di lavoro con i denti, potrebbe rappresentare un ulteriore volano economico per il paese. Perché negare un’altra possibilità a dei lavoratori ed a una struttura che ha erogato storicamente assistenza ai disabili nel nostro paese, perché?…….Invito tutti, Sindaco, Consiglieri di maggioranza, Consiglieri di Opposizione, popolazione, ad un momento catartico di riflessione lungo fino alla prossima assise, quando solo voi e la vostra coscienza deciderete del destino di famiglie di lavoratori ed assistiti disabili con la vostra presenza ed il vostro voto.

Tullio Gaeta fa le corna

Tullio Gaeta fa le corna

Ma tornando alla lettera, quella scritta all’Arcivescovo e a Papa Francesco a lettera che si pubblica integralmente, ha come oggetto: “Problematica centro “ISES” di Eboli (SA)“. Ovviamente, ci è pervenuta e come sempre POLITICAdeMENTE la pubblica integralmente in quello che si chiama esercizio di verità, rispetto alle notizie e agli spazi che questo sito mette a disposizione, indipendentemente dai tempi e dalle disponibilità. Fa piacere che Scotillo nella sua lettera ha riportato articoli di questo sito a “mo” di archivio rispetto alla vicenda dell’ISES, tuttavia sarebbe stato giusto aggiungere tutta la poderosa rapportazione giornalistica della carta stampata per meglio identificare la visione dei fatti, sicuramente differenti, ma, indipendentemente dai contenuti favorevoli o contrari, oggettivamante plurale. Ma questa è un’altra storia.

Storia che in questi ultimi anni ha tormentato sicuramente gli attori principali: I dipendenti; E non dimentichiamolo mai, gli ospiti; I primi che vedono un futuro buio con la possibilità, si spera mai si avveri, della perdita del posto di lavoro, i secondi privati dei loro diritti e sebbene amorevolmente accuditi, tagliati fuori dalle prerogative loro attribuite dalle leggi che tutelano la loro cura, la loro assistenza, per alleviarne sofferenze e migliorare la loro qualità di vita sperando di accoglierli nella società eliminando ogni più piccola forma di esclusione.

Centro ISES-Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

Centro ISES-Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

Tuttavia riconoscimenti a parte e trame a parte, alle quali POLITICAdeMENTE non si iscrive e ne rifiuta ogni minimo accostamento, la vicenda dell’ISES ha veramente molti lati oscuri, e quelli non spetta a noi risolverli, atteso che già sono in atto procedure giudiziare che sicuramente con il tempo riusciranno a far emergere ogni verità, così come spetta alla stampa, carta stampata o web raccontare i fatti man mano che si presentano, POLITICAdeMENTE non lo fa perché non si occupa di cronaca giudiziaria, trane che non vi siani risvolti politici, per i quali esprime oltre ai fatti commenti e opinioni.

Spetta a noi invece esprimere la più ferma condanna per i fatti che si sono verificati nell’ultimo Consiglio comunale, e non perché si contestava un episodio specifico o sistematico di cronaca, ma per le modalità che si sono messe in atto. Sarebbe stato corretto semmai esprimere, e non in maniera volgare ed arrogante, le stesse cose, cercando un dialogo, “pretendendo” visibilità a chiarimento, mostrando anche striscioni o cartelli, ma quegli “indici puntati” accompagnati da “fuori fuori”, oltre le urla, le corna e “l’indice in alto”, che significa ben altro, proprio no: E’ inaccettabile.

Ovviamente non si può non notare che il silenzio delle Istituzioni presenti ha fatto più rumore ancora e per questo ognuno per la sua parte si assume le proprie responsabilità, responsabilità però che passano attraverso fiumi di denaro in palio, fiumi che poi aprono ad altre storie e per questo si usano le lenti di ingrandimento. Naturalmente noi speriamo che la vicenda dell’ISES si concluda positivamente e si spera che nel Consiglio Comunale di domani sera si discuta e si chiariscano posizioni e decisioni, anche se sembra difficile si possa costituire una maggioranza intorno alla proposta del Cambio di destinazione d’Uso. Le difficoltà risiedono nelle posizioni consolidate dei gruppi e dei partiti presenti in Consiglio Comunale espresse in più circostanze in pubblico e sulla stampa, riferendoci al PD, al MDP-LEU, a FI e al Consigliere indipendente Fido e nelle posizioni del gruppo consiliare di maggioranza UDC con i suoi 5 consiglieri, i quali sebbene fedeli alla coalizione che ha espresso il Sindaco Massimo Cariello, sembra contestino il fatto che questa vicenda dell’ISES non sia un punto riportato nel programma sottoscritto. È chiaro che le vecchie e le nuove opposizioni farebbero bene a presenziare e semmai liberamente esprimere il loro voto favorevole o contrario piuttosto che evitare il confronto in Consiglio.

WhatsApp-Image-2018-05-03-at-20.07.24-800x445Infine si spera che gli animi si plachino e si ritorni alla civiltà, augurandoci passi anche per ammettere di aver sbagliato e rivendicare con garbo ed educazione una solidarietà evitando si possa compromettere per qualche comportamento inaccettabile..

«Sua Santità ed Eccellentissimi Sacerdoti, – scrive nella sua lettera “Il cittadino, il rappresentante sindacale e fedele Rolando Scotillo” come si è firmato il Sindacalista della FISI Sanità – la presente è per renderVi edotti degli accadimenti in agro di Eboli e nell’Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno, ove in un contesto economico difficile un nugolo di lavoratori sta affrontando mille difficoltà per preservare il proprio posto di lavoro e per garantire alle proprie famiglie una stabilità altrimenti non possibile. Fino a qua nulla di anormale. La situazione prende, poi, una via inaspettata…il Comune di Eboli – in attesa di una sistemazione definitiva – concede in uso provvisorio una struttura denominata “Centro Polifunzionale di SS Cosma e Damiano”. Sulla vicenda interveniva eufemisticamente “a muso duro” Monsignor Vincenzo Caponigro, ex rettore del santuario dei Santi Medici e deus ex machina dell’opera stessa, colui che in tanti anni si era speso per ottenerne i finanziamenti regionali (6 milioni) affinché si costruisse in loco un ostello per pellegrini e viandanti bisognosi, con acclusa casa di riposo per anziani, il quale intravedeva una sorta di ingeneroso esproprio da parte del Comune, e dunque con una diffida legale all’intero consiglio più giunta ed un esposto contemporaneo agli statuali organi preposti (Regione Campania e Prefettura), con la quale si rizelava di una tale improvvida scelta, ravvisandone la consumazione tentata (ad horas) di diversi reati, ed invitando l’Assemblea civica, a stare molto “accorta” sulle scelte che dovesse deliberare. La vicenda va avanti ed i lavoratori, attraverso uno strumento finanziario, riescono a finanziare il trasferimento di attività presso altra struttura diversa dal Centro Polifunzionale e chiedono al Comune di  Eboli attraverso un regolare permesso di costruire il cambio di destinazione d’uso dell’immobile in questione anche per liberare predetto Centro Polifunzionale che sarebbe tornato, così, nella disponibilità e nella vocazione d’uso originaria senza generare danno ad alcuno.

Don Enzo Caponigro

Don Enzo Caponigro

Tale fatto, però, non ha riportato alla calma gli animi e, soprattutto, ha generato una ulteriore nota rabbiosa del Monsignor Vincenzo Caponigro (nota pro n 0021611 del 26 aprile 2018) indirizzata al Comune di Eboli (Commissione Controllo e Garanzia) con la quale in maniera “sospettamente” tecnica si contestava questa scelta chiedendo il diniego in un turbinio di “accanimento” contro persone comuni che in forma cooperativistica stavano solamente cercando di dare una soluzione alle aspettative delle loro famiglie. Delle due l’una: se a generare “la rabbia” del sacerdote era stato la concessione all’utilizzo del “Centro Polifunzionale SS. Cosma e Damiano” e su cui evidentemente vi erano gli interessi del sacerdote, con la liberazione dell’immobile tutto doveva rientrare nella normalità… Ciò non è stato. Nella seduta consiliare del Comune di Eboli del 03 maggio u.s. tra i veleni di una opposizione politica al cambio di destinazione d’uso dell’immobile in cui si doveva trasferire il centro “Nuova ISES” ed il documentoad orologeria” del sacerdote è venuto meno il numero legale facendo slittare l’autorizzazione ad altra data. Strano è anche questa sinergia tra il Sacerdote e la parte politica che avversa questo cambio di destinazione d’uso dell’immobile in questione.

Orbene, in diritto canonico, I sacerdoti devono prestare rispetto e obbedienza al Sommo Pontefice, accettare gli uffici che vengono loro affidati, cooperare fra di loro, sostenere i laici, anelare alla santità, osservare la continenza e impegnarsi a studiare per tutta la vita la Tradizione Sacra e le Sacre Scritture. Devono evitare la mondanità, assenze ingiustificate dai loro uffici, vestiti secolari, uffici civili e attività commerciali. Inoltre, hanno il diritto di governare secondo i loro rispettivi uffici, il diritto di associazione in conformità allo stato clericale e il diritto alla remunerazione e alle vacanze. Nulla sembra essere previsto per ciò che attiene alla possibilità da parte dei sacerdoti di “scomunicare”, “denunciare” o “orientare” la politica per fini ed obiettivi che non siano di chiara competenza ecclesiastica. Sembrerebbe più che tale atteggiamento assunto dal Sacerdote rivesta un profilo politico e di parte politica e di interessi al di fuori dell’anima e delle competenze dei sacerdoti. Più volte, con ammirazione ed orgoglio, ho assistito nella provincia di Salerno a manifestazioni capeggiate da Sacerdoti per la difesa di un diritto (ad esempio la manifestazione contro la chiusura dell’Ospedale di Agropoli), mai ho assistito – come in questo caso – ad un vero e proprio accanimento di un Sacerdote contro cittadini che tentano di tutelare il diritto al lavoro e di risulta contro dei disabili che – se la situazione non si dovesse risolvere – potrebbero essere divisi ed assegnati ad altre strutture fuori dal territorio di origine.

A suffragio della mondanità e dell’impegno politico manifestato dal sacerdote Don Vincenzo Caponigro, di seguito, si evidenziano alcuni dei molteplici interventi assunti dal sacerdote in questione e facilmente ritrovabili in rete:

“La Città” del 04/05/2018 “dipendenti hanno raggiunto l’abitazione di Don Enzo Caponigro e chiesto spiegazioni……alla fine è esplosa la tensione che potrebbe avere uno strascico giudiziario” (il sacerdote sembra che si sia riservata la facoltà di querelare i dipendenti) ma purtroppo ad essere sempre più arrabbiato del solito è il “Padre putativo” del Centro Polifunzionale di SS Cosma e Damiano, il Monsignor Don Enzo Caponigro, il quale ha scritto una ulteriore lettera al Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Eboli esponendo i nuovi fatti a quelli già denunciati in precedenza.

(https://www.massimo.delmese.net/121969/centro-polifunzionale-ss-cosma-e-damiano-il-m5s-chiede-trasparenza/ Don Enzo Caponigro promette: “Mi costituirò parte Civile nelle sedi opportune affinché i responsabili paghino in proprio “.

(https://www.massimo.delmese.net/110529/eboli-centro-polifunzionale-revocato-il-finanziamento-e-dissesto/)  Ma appunto nel frangente sopra indicato, interveniva eufemisticamente “a muso duro” Monsignor Vincenzo Caponigro, ex rettore del santuario dei Santi Medici e deus ex machina dell’opera stessa, colui che in tanti anni si era speso per ottenerne i finanziamenti regionali (6 milioni) affinché si costruisse in loco un ostello per pellegrini e viandanti bisognosi, con acclusa casa di riposo per anziani, il quale intravedeva una sorta di ingeneroso esproprio da parte del Comune, e dunque con una diffida legale all’intero consiglio più giunta ed un esposto contemporaneo agli statuali organi preposti (Regione Campania e Prefettura), https://www.massimo.delmese.net/103125/centro-polifunzionale-don-enzo-caponigro-diffida-il-sindaco-cariello/ con la quale si rizelava di una tale improvvida scelta, ravvisandone la consumazione tentata (ad horas) di diversi reati, ed invitando l’Assemblea civica riunitasi stasera, a stare molto “accorta” sulle scelte che dovesse deliberare.

(https://www.massimo.delmese.net/103227/un-consiglio-comunale-sullises-con-la-scomunica-di-don-enzo-caponigro/ ) Il Monsignore ispiratore e “padre” del Centro Polifunzionale, è sceso in campo e apertamente si dichiara contrario alla volontà del Sindaco di delocalizzare il Centro di riabilitazione ISES in quella struttura.

(https://www.massimo.delmese.net/103125/centro-polifunzionale-don-enzo-caponigro-diffida-il-sindaco-cariello/ )

A sua Santità ed all’Ordine Sacerdotale, – conclude Scotillo – chiediamo un conforto che in agro di Eboli non riusciamo ad ottenere e che la situazione torni alla dovuta calma lasciando alla politica ed ai politici la facoltà di scegliere in maniera autonoma, serena e senza ingerenze ed interferenze di alcuna origine».

Insomma per come stanno andando le cose dell’ISES se ne occuperà la “Divina Provvidenza”.

Eboli, 8 magio 2018

11 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Incommentabile.

  2. Voler negare ogni attenzione e sensibilità alla vicenda umana, e non solo, dei degenti e dei lavoratori sarebbe un atto deprecabile. Ma voler istigare le masse con false congetture e realtà mistificate è reato. Tutto questo, da due anni e oltre, sotto la regia del Sindaco eletto dal Popolo, che ben altre azioni avrebbe potuto mettere in campo se l’interesse fosse stato davvero quello della tutela dei degenti e dei lavoratori. Giorgio Bocca nel 1982 ha scritto:”….donde quella mescolanza di mediocrità intellettuale e di capacità manovriera, di mediocre cultura e di scaltrezza che definiscono questa classe politica. Gente di scarse o nulle letture, che abita in case modeste e di cattivo gusto, che non ha la minima dimestichezza con letterati, artisti, che conosce poco o niente del mondo industriale, ma imbattibile a manovrare nei corridoi di un congresso, a organizzare la clientela, a tenere buono il clero protettore …….”. Sembra scritto oggi.

  3. Questo è l’inizio della fine, l’avventura Cariello/ Di Benedetto/Lenza/Vecchio finisce giovedì.
    ADDIO

  4. Una vergogna davvero.Una schifezza che solo una mente perversa può partorire.Che ad Eboli si sia superato ogni limite era chiaro,ma che si fosse arrivati al punto in cui dei “senza Dio” scrivessero al Papa veramente è il colmo.

  5. Il caro Scotillo dovrebbe scrivere al suo compare del nord Italia ,il quale disse ,2 anni fa, che avrebbe voluto investire nell I.S.E.S. dai 3 ai 6 milioni di euro.Adesso ne ha l occasione ,c è un pezzo di terreno in vendita nell area sanitaria in località ACQUARITA ,lo comprasse ,ci costruisca sopra e saremo tutti felici.Il signor Scotillo dal papa ci deve andare personalmente ,ma per farsi confessare, visto i danni che ha arrecato all I.S.E.S.;essendo lui stesso in combutta con personaggi ambigui e di dubbia moralità ,i quali hanno scopi diversi da quelli che il signor Scotillo va piagnucolando a destra e a manca.Legalità,vogliamo solo legalità e che i veri colpevoli paghino tutte le porcherie che hanno commesso.

  6. Piena solidarietà a don Enzo Caponigro.

  7. … ci vuole coraggio…

    come Ebolitano spero che il Papa non faccia nessuna associazione tra un xxxxxxx del genere e gli abitanti di Eboli che lavorano onestamente tutti i giorni senza permessi sindacali e strumentalizzazioni di ogni genere.

  8. Poi non si dica che sono io a criticare Scotillo.
    Nel 2017, in un altro post, già disse che voleva rivolgersi al Papa. Allora lo chiamò “Bergoglio”, oggi “Francesco”.
    Spero che sappia che sono la stessa persona.

  9. Vergognati Scotillo, ti ho affrontato già tre anni or sono in sede ises ed in presenza del commissario liquidatore, te e i tuoi compari di merende.Ti ribadisco, sei patetico smettila di raccontare frottole.Lascia stare il Santo Padre, piuttosto confessato e di la verità

  10. La prima cosa che fece Scotillo ,quando andò all ises ,fu quella di sottoporre ai soci della defunta coop.un modulo di adesione al suo famosissimo sindacato…aderirono in molti, facendogli
    fare bella figura e forse racimolò qualche soldino.Raccomando al signor Scotillo che se dovesse recarsi alla Santa Sede,oltre allo spazzolino da denti,non dimentichi il faldone di moduli per l adesione al sindacato… non si sa mai ..a volte accadono miracoli..

  11. Perché tanto interesse…. per un centro di riabilitazione che non aveva nessun connotato per essere un centro riabilitativo, partendo dalla struttura e dal personale che vi lavorava. Salvare che cosa ?! un centro gestito male per decenni,con la consapevolezza di tutti. Quante persone, ad Eboli, nel silenzio hanno perso e perdono il lavoro tutti i giorni c’è qualcuno che si interessa di loro ??.
    Perché tutta comunità Ebolitana ne dovrà pagare le conseguenze economiche e finanziarie per una scellerata scelta politica. Bisogna essere solidali con Don Enzo almeno dice la verità dei fatti.

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