Melchionda cerca casa: preferisce il “Residence” Di Pietro al “Condominio” Bersani

Melchionda verso Italia dei Valori? Pare ci sia stato un incontrato a Roma con Tonino nazionale. Nonostante le proteste dei dirigenti locali il prossimo 12 luglio Di Pietro sarebbe a Salerno per ufficializzarne il passaggio.

Il Sindaco di Eboli pare voglia una candidatura al Parlamento. Guida l’amministrazione da leader PD e mediterebbe di aderire ad IDV. Che cosa è più grave la congiura o il tradimento?

Di Pietro-Melchionda-Bersani

EBOLI – Il Sindaco di Eboli Martino Melchionda cerca casa. Il “Condominio” Bersani gli sta molto stretto, è super’affollato e rende la convivenza difficile e per questo pare abbia rivolto le sue ricerche nel “Residence” Di Pietro, l’ex PM di Mani Pulite ha sempre disponibile qualcosa, non si può mai sapere non si nega mai ospitalità a nessuno, anche se magari si tratta di uno Scilipoti di passaggio.

Secondo alcune voci, ormai sempre più insistenti, che accompagnano i movimenti politici del Sindaco di Eboli Melchionda, il quale sembra abbia ispezionato diversi altri siti prima di approdare in “Casa Di Pietro“: c’era chi lo dava ormai quasi sulla “barca di mezzo di Casini“; chi invece a bordo di un fiammante treno ad alta velocità diretto verso Montezemolo.

La calunnia è un venticello! Ma quando si è uomini pubblici, bisogna aspettarsi oltre che l’interessamento degli altri, anche qualche fantasia e così un piccolo indizio, diventa una prova e avendo tutti i riflettori puntati addosso, una piccola ombra aggiunta all’indizio può dare corpo ad un ectoplasma, e così si mormora e si racconta di un attivismo particolare di Martino Melchionda, per chiudere quanto più in fretta possibile una trattativa che lo porti a concorrere da candidato alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica, nella tornata elettorale della primavera prossima.

Una candidatura che andrebbe in continuazione al suo impegno politico, giacché è al suo secondo mandato da Sindaco e non può più ricandidarsi. La condizione per una candidatura, passerebbe attraverso le dimissioni dalla carica di Sindaco entro il prossimo mese di ottobre, sempre che vi sia un Partito che gli garantisca una postazione, e questo sia se si voti con il vecchio sistema delle “nomine”, sia se si cambi e si andrebbe verso un collegio uninominale o liste con voto di preferenze. Un dettaglio di non poco conto.

Un dettaglio che alimenta: i sogni del Sindaco, portandolo ad intensificato le sue trattative con il Partito di Antonio Di Pietro; e gli incubi dei vari dirigenti di questo Partito che non gradirebbero la sua presenza, figurarsi poi se potrebbero accettare una sua candidatura. Le sue aspirazioni seppure legittime devono necessariamente coincidere con quelle dei Partiti a cui egli si è rivolto e pare che abbia intensificato le sue avance specie dopo l’esperienza che lo ha visto battuto sul filo di lana dal suo collega di Battipaglia Giovanni Santomauro, anch’egli in cerca di casa, il quale nei giorni scorsi ha aderito armi, bagagli e consiglieri al Partito di Casini e Cesa.

Santomauro a differenza di Martino Melchionda non ha mai voluto condividere “l’Appartamento del PD”, salvo che per una volta, quando scoppiò la scintilla e l’Onorevole Antonio Cuomo lo volle a tutti i costi e lo impose come candidato Sindaco di Battipaglia. Melchionda invece era organico al Partito Democratico, è stato indicato dal suo Partito, è stato riconfermato dal suo Partito fino a perdere i suoi alleati tradizionali come SEL, Rifondazione, Italia dei Valori, che invece non lo volevano e tra questi guarda caso vi era anche e soprattutto Italia dei Valori, che invece preferì Massimo Cariello, allora ancora esponente di primo piano di Rifondazione Comunista, che organizzò una coalizione alternativa a quella di Melchionda insieme appunto all’IDV e all’UDC, entrambi partecipanti attivi all’Amministrazione, non trascurando il relativo passaggio di Cariello al Centro-destra all’indomani del risultato elettorale che lo vide soccombente sebbene di misura nei confronti dell’attuale Sindaco Melchionda.

Quindi Melchionda da attore principale ha partecipato in maniera più che attiva ai vari tesseramenti e ai vari congressi, prima alleato con Cuomo, contro i Riformisti dell’ex Ministro Carmelo Conte e il presidente del Consiglio Comunale di Eboli, Luca Sgroia, poi alleato di quest’ultimo e sempre con Cuomo contro i Riformisti, che nel frattempo conquistano la maggioranza e si impossessano della locale sezione, e a fasi alterne e a secondo delle loro convenienze, incomincia a dare filo da torcere all’Amministrazione e al Sindaco Martino Melchionda, fino a che quest’ultimo li estromette dalla Giunta, dimissionando il Vice sindaco Antonio Conte, e sostituendo nel gruppo Consiliare il Capogruppo Carmine Campagna con la troica Vincenzo Rotondo, Mario Di Donato, Roberto Palladino, fino ad ottenere il Commissariamento della Sezione e del Segretario Salvatore Marisei e successivamente vista la condotta anti-amministrazione del gruppo consiliare dei Riformisti Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, a sospenderli dal Partito per un anno.

Una bella vittoria politica di Martino Melchionda che ha trovato nella Segreteria Provinciale del PD spalla forte, e da quel momento non esiste più la Sezione del PD ad Eboli, mentre per contro vi sono ben due Associazioni che si richiamano ad altrettanti gruppi: l’una “Forum Democratico, che fa capo al Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia; l’altra “Per Eboli” che fa capo al Sindaco Melchionda e ai suoi adepti; entrambe le Associazioni hanno una sede, il PD no. Ironia della sorte una delle due occupa la vecchia sede del PD. Una bella soddisfazione quella del Sindaco Melchionda e del suo alleato Sgroia, dal momento che hanno avuto il campo sgombro dai riformisti e dal momento che sono riusciti, sia pure svuotando la Sezione, a sdoppiarsi, così che evidentemente il Sindaco si sente svincolato dal suo impegno di leader del PD, dimostrando un’attenzione verso altri partiti e nella fattispecie per l’Italia dei Valori.

Pare non sia soddisfatto di come il PD lo ha sostenuto sia nella sua prima che nella sua seconda candidatura, e di come riesce a governare il PD ebolitano, e di come sia stata gestita la vicenda che poi ha portato alla sospensione dal PD stesso dei riformisti di Carmelo Conte, oppure dei risultati politici sbiaditi che la sua Amministrazione a prevalente guida PD, di cui ne è Sindaco e di cui ne è leader, pare non sia soddisfatto degli appoggi incondizionati avuti in ogni circostanza dal PD, al punto di cercare una nuova collocazione, e siccome la sua azione amministrativa è costellata di limpidezza, il suo approdo naturale non poteva che essere quello di Italia dei Valori e di Di Pietro, il quale fa dell’onestà e della limpidezza una ragione di vita politica del suo Partito.

Tornando alle voci e alle preoccupazione dei dipietrini provinciali, Melchionda nell’altra settimana scorsa, accompagnato dal commissario provinciale IDV di Salerno Nello Di Nardo, ha avuto un incontro a Roma con Di Pietro. Un incontro cordiale che ha poi portato alla convocazione di una direzione che sarebbe dovuta servire a discutere dell’adesione del Sindaco di Eboli, anche per sondare dirigenti e base. La direzione si è tenuta nella settimana scorsa e sulla vicenda, atteso lo stupore ma anche una diffusa contrarietà di gran parte dei dirigenti provinciali ha subito una frenata, ma non ha arrestato il processo e pare che il prossimo 12 luglio Antonio Di Pietro sarebbe a Salerno ed in quella circostanza si ufficializzerebbe il passaggio di Melchionda ad iDV.

E’ realtà o è fantasia?  Se è fantasia, allora ogni fatto ed ogni presunta circostanza cadranno nel dimenticatoio senza lasciare nessuna traccia. Se tutte queste cose invece appartengono alla realtà ci lascia molto stupiti, ma anche profondamente preoccupati per la deriva morale che accompagna i percorsi degli attori politici attuali. Una deriva che non risparmia nessuno, e di questo e altro ancora se ne parla apertamente senza nessun imbarazzo. L’importante è ottenere una candidatura, non importa con chi e non importa se con la destra il Centro o la Sinistra.

E così nel caso specifico del Sindaco di Eboli un suo cambio di casacca, come si dice oggi, è inquietante. Nel corso della sua carriera politica non si è registrata una sola controversia con il suo Partito, non vi è stato nessuno screzio tra il PD e Melchionda, non vi è stata nessuna divaricazione politica che giustifichi un suo passaggio dal suo Partito ad un altro, peggio ancora se si tratta del Partito di Di Pietro che fa del rigore morale una bandiera. Di Pietro non ne ha avuto abbastanza con Scilipoti e lo scilipotismo. E’ evidente che certi fenomeni si ripetono fino a moltiplicarsi. Quando c’é una trattativa di questo genere c’é chi si propone, ma c’é anche chi accetta le proposte.

E’ sconcertante che mentre tutto questo accade, si è ancora in un Partito e si partecipa per questo Partito a scelte politiche che poi coinvolgono i destini di intere comunità e allora assale l’eterno dilemma: Che cosa è più grave la congiura o il tradimento? Non lo sapremo mai, semmai lo potremo valutare quando la congiura viene scoperta, oppure a cose fatte quando, quando il tradimento ha dato i suoi frutti. In entrambi i casi per il futuro sarà difficile che ci si possa fidare dei congiurati, sempre che non vengano scoperti e facciano una brutta fine, allo stesso modo per i traditori, i quali benché abbiano portato a termine la loro azione, vivranno il resto dei propri giorni una vita da traditori, pronti ad essere ingaggiati per ordire altri tradimenti.

L’altro aspetto, e questa volta tutto in capo ad Italia dei Valori, al suo Leader Di Pietro e ai suoi dirigenti locali, è quello che si riferisce ad un cambio di passo epocale rispetto a personalità politiche colpite da avvisi di Garanzia o da rinvii a giudizio. Si ricorderà, che solo l’anno scorso Italia dei Valori non volle appoggiare il Sindaco di Salerno De Luca, contrapponendogli Rosa Egidio Masullo, sol perché De Luca aveva un processo in atto. Si ricorderà il naufragio di IDV a Salerno, gli elettori bocciarono quella scelta, e la lista raccolse poche manciate di voti.

Nel caso del Sindaco di Eboli Melchionda, tralasciando la sua attività politica, che lascia molto a desiderare, tant’é che aleggia sulla Città l’ombra del Dissesto, e premettendo che un suo rinvio a giudizio non è affatto sinonimo di colpevolezza, in capo ad una sua scelta di “cambiare casacca” alla stessa stregua di un calciatore o peggio ancora di un mercenario, è veramente sorprendente e poco comprensibile una sua decisione di aderire ad un altro Partito, poichè non è suffragata da nessuna circostanza politica che negiustifichi l’azione, se non all’ottenimento a qualsiasi costo di una candidatura.

Eboli, 6 luglio 2012

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