Dibattito a Sinistra – Tarantino: SEL è in un “vicolo cieco”

Tarantino apre una discussione politica interna ed esterna a SEL: “Si è nuovamente imboccato un vicolo cieco che non porta da nessuna parte”.

La questione delle questioni non è mettere insieme sigle, per cercare di illudersi di non essere soli, ma cercare di “coinvolgersi insieme”, evitando fughe in avanti e primogeniture di cui non bisognerebbe andarne fieri, specie se queste rallentano un processo di coesione.

Giovanni Tarantino

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta che l’ex Consigliere Provinciale eletto in Rifondazione Comunista e ora esponente politico di Sinistra Ecologia e Libertà di Eboli, Giovanni Tarantino scrive ai suoi dirigenti. Tarantino, avverte un disagio e lo manifesta apertamente, poiché evidentemente inascoltato dalle sue parti, ma probabilmente anche perché forse non vi è stato un dibattito più serrato sulle questioni delle alleanze e sulla questione più delicata dellla collocazione di SEL nelle alleanze.

E’ probabile che Giovanni Tarantino, benché se ne è discusso nel dibattito congressuale, avrebbe voluto anche un confronto più aperto, svincolato dalle posizioni, magari condizionate da maggioranze interne, per comprendere anche cosa ne pensano gli altri, che pur non essendo militanti partecipano alla evoluzione della politica e del quadro politico.

Oggettivamente, la posizione di SEL, sembra essere quella di un gruppo, che si è asserragliato nei suoi ambiti, condizionato anche dai personalismi e dalle interpetrazioni negative di personaggi presenti in quei partiti con i quali si vorrebbe avviare un percorso comune, fino a condizionarsi tanto da evitare di produrre una elaborazione politica capace, sia in termini strategici che in termini politici e di elaborare alleanze politiche e programmatiche, capaci di disegnare un futuro che, possibilmente non sia condito di un passato molto discusso, specie se non si è operato un corposo intervento di autocritica.

La lettera di Tarantino apre una discussione che non è solo di Sinistra Ecologia e Libertà, se si tiene conto che tra i SEL vi è la presenza interessante ma condizionante di Gerardo Rosania, che è stato promotore, ispiratore e attuatore di politiche, che hanno segnato una stagione, ma che non ha prodotto gli effetti che magari ci si aspettava, oltre a non aver prodotto una classe dirigente, se non praticoni da una parte e illusionisti dall’altra, che coinvolge tutti siano essi soggetti interni che esterni a SEL.

La questione delle questioni quindi non è cercare di mettere insieme sigle, per cercare di illudersi di non essere soli, ma cercare di “coinvolgersi insieme“, evitando fughe in avanti ed evitando primogeniture di cui non bisognerebbe andarne fieri, specie se queste rallentano un processo di coesione.

Insomma SEL cosa vuole fare da grande? In che modo intende incidere sul futuro? Come pensa di rapportarsi a livello locale non escludendo i processi nazionali e i tentativi di dialoghi che sono in corso? Si rende conto che bisogna scollegarsi dalla fantasia e collegarsi alla realtà, che non è solo protesta, sia pure rispettabile, ma anche proposta e credibilità? Può mai pensare di essere alternativa con una sigla e un’associazione, sia pure rispettabilissime? La prima operazione è quella di evitare piedistalli; la seconda è quella di mostrare la maturità di discutere anche con chi non si vorrebbe; la terza è quella di accettare confronti e proposte anche storcendo il naso, ma nella convinzione che insieme si potrà poi dare le risposte giuste.

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IL VICOLO CIECO

Lettera aperta ai dirigenti di SEL

di Giovanni Tarantino

L’anno scorso sono stato costretto a ricorrere ad una lettera pubblica per lanciare un appello agli iscritti ed ai simpatizzanti di Sinistra Ecologia e Libertà per cercare di arginare la deriva massimalista e isolazionista verso cui il nostro partito era avviato per non perdere il rapporto con la gran parte del Centrosinistra ebolitano. La cosa suscitò un franco ed aspro confronto che ebbe nel dibattito congressuale il suo epilogo naturale. Anche se il documento politico approvato rappresentò un momento di mediazione che poteva evolvere in una direzione o nell’altra.

Purtroppo, da qualche mese, ho dovuto constatare che si è nuovamente imboccato un vicolo cieco che non porta da nessuna parte.

Pur avendo chiesto a più riprese, ma inascoltato, che le posizioni del partito dovessero essere precedute da una discussione interna agli organismi dirigenti, mi sono ritrovato sempre di fronte al fatto compiuto, fino al punto da ritenere “inutili” le riunioni fatte e a non parteciparvi più, perché le mie posizioni venivano scambiate per cedimento a Melchionda!

Dopo una pausa che ha visto il partito silente di fronte ad una crisi politica aperta e sotto gli occhi di tutti, quando ha ripreso a emettere comunicati, ho trovato con mio sommo stupore che quest’ultimo era firmato dal partito e da Rifondazione, per non dire di un’altra sigla a me sconosciuta !

Questa scelta ha destato in me stupore e meraviglia, fino al punto che non ho potuto trattenere l’esigenza di riprendere “carta e penna”  ed esprimere il mio dissenso !

Mi sono chiesto in quale direzione si va qui a Eboli, mentre a livello nazionale si va da tutt’altra parte?

Mentre a Roma Vendola incontra Bersani e sancisce un’alleanza per candidarsi a guidare l’Italia con un governo di Centrosinistra, tenendo addirittura ai margini l’IdV per le posizioni assunte in questi ultimi mesi, a Eboli riscopriamo alcuni frammenti di Rifondazione che, con tutto il rispetto per la storia passata non rappresenta più che una sigla dopo l’ emorragia delle uscite da sinistra e da destra !

Ora si spiega perché poco più di un mese fa il gruppo dirigente si interrogava se a Eboli si dovesse ancora fare un’ alleanza con il Partito Democratico; evidentemente già era maturata la  “scelta” di raccogliere qualche frammento in giro e non i soggetti reali presenti in campo.

Questa scelta è una grave responsabilità del gruppo dirigente che, non porterà da nessuna parte, se non all’isolamento del partito dalle future possibili alleanze per tentare di evitare la vittoria del centrodestra. Centrodestra verso cui nutro il mio rispetto per coloro che hanno mantenuto una loro coerenza, ma che disprezzo per coloro che, hanno contribuito a creare i danni che pure noi abbiamo in parte provocato e che oggi denunciano i “disastri” della sinistra che hanno provocato, per un posto di sottogoverno ed un po’ di visibilità sui media per un ruolo da consigliere conquistato con i voti di Rifondazione e della Sinistra ed oggi portati in pegno ai suoi padrini della Provincia e della Regione. Quando invece dovremmo chiedergli ogni giorno le dimissioni !

Ribadisco quindi ancora una volta il mio dissenso da questa scelta politica, l’isolamento dagli altri interlocutori del Centrosinistra non porta da nessuna parte, meno che mai ad una possibile alleanza diversa che possa giocarsi la partita di un nuovo governo della città, se non svolgere quel ruolo di apripista per altri protagonisti.

Questo non significa che io proponga di farsi annettere dall’attuale maggioranza, tutt’altro.

Propongo invece, in coerenza col ruolo che ci ha assegnato l’elettorato alle ultime elezioni, rimanendo quindi all’opposizione di questa amministrazione, di svolgere un ruolo diverso e non di sponda alle destre, per tenere aperta una speranza per la città alle prossime amministrative.

Eboli, 5 agosto 2012

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. @Giovanni Tarantino- Anche se non ho mai condiviso massimalismi ed estremismi e subito aderii al nuovo partito di OCCHETTO, riconosco nel buon Giovanni una onestà intellettuale di fondo ed ho sempre rispettato le sue scelte “più a sinistra” rispetto alle mie che mi costarono l’accusa “infamante” di “migliorista” alla Napolitano_Macaluso da parte di altri giovani leoni del PCI. Essi ,poi,aderirono tutti alle nuove formazioni sisnistroidi tipo Rifondazione,Comunisti Italiani,ecc… Qualcuno ricevette anche enormi soddisfazioni e benefici politico-amministrative,fino a diventare euro-parlamentare del radical chic Bertinotti.
    Oggi come oggi,caro Giovanni, ho maturato una mia convinzione personale che,credo appartenga a molti di noi ex iscritti al PD: tutti i partiti italiani sono moribondi.A maggior ragione i partitini della sinistra che rischieranno la sparizione con la modifica,se ci sarà,della nuova legge elettorale,sia relativamente all’innalzamento della percentuale di sbarramento,sia all’annullamento dell’attuale, sciagurato finanziamento ai partitini con percentuali dello 0,… e senza rappresentanze parlamentari .
    Perciò,mi dispiace, ma il buon Rosania sta solo abbaiando alla luna! Addirittura è su posizioni più estremiste di Vendola che cerca disperatamente un salvataggio nel PD. E credo che alla fine,pur di non morire,accetterà anche Casini,semprechè quest’ultimo sia disposto a prenderlo.

    Questo è tanto. Il SEL ebolitano parla solo di aria fritta!!!
    Ciao Vincenzo

  2. che cosa ridicola e penosa sentire transfughi e retrocodisti dissertare di democrazia e partecipazione , vergognatevi di tenere ancora bordone al pd oramainuova dc , vergognatevi per il vostro simbolo che alla berlusconi porta il nome del leader all’interno , vergognatevi nel fare da scendiletto a livello nazionale a bersani monti berlusconi e soci , ma andatevene a casa ma smettetela con queste pantomime ridicoli ridicoli ridicoli , ad eboli vi conosciamo ci avete stancati parole parole parole ; i giovani chiedono di farvi da parte smettetela con le vostre faide familiari , aria fritta??? ma fatevi una frittata conditeci un panino e andatevene al mare . Basta monti !!! Basta bersani e soci !!! Basta niki pensi ai problemi di taranto della sanita e dei disoccupati pugliesi e visto che ci sta ci saluti l’ex ass. tedesco tra indagati si comprendono.

  3. Si continua a parlare in modo estenuante e forse nostalgico di una sinistra che non c’è piu’ e se mai ci sia stata non fa parte dei politici della seconda repubblicain poi.
    Costoro politici che si definiscono di sinistra ,anche se qualcuno proveniente dal proletariato ,si contraddice perche smarrito la vecchia via iniziando dal loro curricolo elettorale e spesso si dice anche di non mischiare vita privata con quella pubblica una pura contraddizione. Se un politico o un uomo pubblico anche se molto importante se è biondo lo è anche quando dorme va al bagno mangia da un bacio al suo amore e quando è in pubblico. quindi il privato è l’ombra del pubblico altrimenti si parla di attori della politica ed è proprio cosi fate come vi dico ma non come io faccio.La sinistra forse ,anzi anche ai tempi del dott. Cassese non vi è mai stata. Si cercava solo di snobbare una casta una moda che spesso erano in contraddizione con gli ideali che rimanevano fogli stropicciati di carta velina portati dal vento.Della destra si sa bene la collocazione soprattutto per quelli di sinistra ,ma la sinistra dov’è finita se mai ci sia stata.
    Faccio un esempio se sono ricco ma ho la mentalita’ di sinistra do al povero affinche lui mangia ,allieva le sue sofferenze ,ma forse mi sbaglio ho preso fischio per fiasco.Ad Eboli come al parlamento italiano ,rifondazione ,pd,democratici di sinistra ex PCI,SEl e IdV sono metamorfosi di personaggi che sono contro altri personaggi definiti di destra ,ma loro non sono mai stati di sinistra ne sanno la sinistra che cosa è.La teorizzazione della sinistra sembra perdersi nell’aria e il termine piu giustamente sta ad indicare la posizione fisica delle poltrone nel parlamento.Poveri illusi che hanno creduto in una sinistra mai esistita, anche io ci ho creduto, e dopo una grande riflessione ho capito che è stato un miraggio .Sono figlio di una sinistra che non esiste per meglio dire che non riconosco,una persona deve essere coerente fino in fondo se ha degli ideali che vuole condividere, altrimente è nulla quindi costoro di che parlano. Lasciate i vostri vizi , i vostri costumi e ritornate a quello che vi è stato insegnato,sarete piu sani piu coerenti piu credibili.
    PS. non sono un predicatore ma uno che crede nei valori fondamentali dell’umanita’ e non vede destra o sinistra ma una strada da seguire dritta e infinita per camminare insieme senza differenzazione di classe.
    ‘.

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