FISI Sanità è per il Punto nascita a Battipaglia e se la prende con Melchionda

Il Sindacato FISI Sanità sul trasferimento dei reparti di Ostetricia e Pediatria da Eboli a Battipaglia ritiene ininfluente l’aspetto delle nascite e trascura quello della Sicurezza delle partorienti.

FISI Sanità ha chiesto l’accelerazione del processo di diversificazione dei due plessi della Valle del Sele e per il Plesso di Eboli che si completino gli interventi programmati e se la prende con il Sindaco Melchionda e definisce la rivolta delle mamme una “protesta montata”.

Rolando Scotillo-FLP-

Rolando Scotillo-FLP-

per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – A proposito della chiusura e del trasferimento dei reparti di Ostetricia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia, per andare a costituire quello che viene defini to “Punto Nascita” alla stessa stregua di un centro commerciale, l’organizzazione sindacale FISI Sanità interviene sulla vicenda e ritiene che “Ad Eboli 700 puerpere all’anno, su 1.100 puerpere, decidono di partorire fuori Comune ed in altro Ospedale, non per questo i 700 neonati non sono Ebolitani. Interviene la nostra Organizzazione sulla questione del trasferimento della neonatologia e della Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia.” –

L’osservazione di FISI Sanità sulla cittadinanza è pertinente, poiché sono gli stessi genitori che determinano al momento della nascita la cittatadinanza. Il problema al contrario e tutt’altro, ed evidentemente FISI Sanità si è soffermato solo sull’aspetto anagrafico, il più stupido degli effetti, trascurando al contrario le condizioni nelle quali saranno proiettate circa 1500 partorienti, in locali che non sono affatto adeguati, per spazio e per attrezzature.

Caldoro-Cirielli-Squillante-Cariello-Spinelli-Lenza-Matrioska-Sanità.

Caldoro-Cirielli-Squillante-Cariello-Spinelli-Lenza-Matrioska-Sanità.

Altra considerazione che evidentemente è sfuggita nella foga di far apparire una “montatura” quella che avrebbe inscenato il Sindaco Melchionda, che tra l’altro sebbene ha una serie di responsabilità politiche di varia natura, certo non ha quella della riorganizzazione della Sanità in Campania e nella nostra Piana del Sele. Riorganizzazione che è in capo ad un Partito, che tra l’altro, proprio per le sue politiche è stato fortemente sconfitto alle ultime elezioni Europee e che l’anno prossimo in occasione delle Amministrative finirà di scomparire. Partito, che attraverso i suoi uomini, e il DG Antonio Squillante che è uno di essi, sta disponendo una Sanità immaginata, per ridurre prestazioni e servizi, anche in un tentativo come quello che riguarderebbe il concentramento delle divisioni neonatali.

Ebbene, FISI Sanità evidentemente trascura che vi è stata una pubblica denuncia da parte del Primario di Ostetricia e Ginecologia di Battipaglia Gennaro Auriemma, ebbe a dire in occasione dell’Assemblea della CISL a Battipaglia, seriamente preoccupato per le madri partorienti e per i nascituri, nel momento in cui ha vicino alla Sala Parto, una Sala Operatoria chiusa, e nel caso dovessero insorgere complicanze dovrebbe condurre le pazienti in una Sala Operatoria lontana, immaginando i rischi e le possibilità nel caso di conseguenze serie di ricevere denunce per “omissione di soccorso“, Sala o Sale Operatorie lontane da Ostetricia ormai chiuse dal 15 giugno scorso fino al 15 settembre prossimo, condizione che aggrava le preoccupazioni di Auriemma e che ci allerta, come ha allertato anche le mamme e le donne incinte che hanno marciato per protesta, hanno occupato pacificamente l’Ospedale di Eboli e che si sono recate presso la Direzione Sanitaria di Salerno, scostumatamente mal trattate insieme agli altri protestatori, condizioni quella delle sale operatorie che il Sindaco di Eboli Martino Melchionda ha più volte denunciato e che a parere di POLITICAdeMENTE non ha tutti i torti, mentre ce li ha il DG Squillante e i suoi collaboratori discutibili come il Commissario del Personale Pietro Spinelli e il Direttore sanitario Rocco Calabrese, i quali solidarmente con questo provvedimento giocano sulla vita degli altri e mettono in discussione seriamente quella delle Partorienti e dei Nascituri, e chi ne condivide i tratti di questa operazione “omicida” si rende egualmente responsabile.

Squillante-Calabrese-Spinelli

Squillante-Calabrese-Spinelli

Risparmiare non significa tagliare il diritto alla salute, ridurre servizi e prestazioni e mettere in pericolo i cittadini, risparmiare significa eliminare la camorria delle prestazioni in ALPI che procurano arricchimenti per una serie di medici e contribuiscono alla spesa diben 22 milioni di euro solo nel 2012.

Perché non si pubblicano le spese dell’ALPI e delle prestazioni accessorie dell’anno 2013?

Siamo a giugno e l’ASL è abbondantemente in ritardo. Forse si ha vergogna di rendere pubblico un altro sciupio milionario di danari pubblici?

Per risparmiare, al DG Squillante bastava solo fare un incontro con i suoi e tagliare quanto ha percepito il suo Commissario Spinelli piuttosto che mandare a morire delle donne se dovessero insorgere complicazioni al momento del Parto per via della chiusura delle Sale Operatorie. E’ talmente grave questa  decisione che indignarsi è troppo poco, perché non è giusto che chiunque corra rischi anche se per un solo attimo, specie se si sa già a priori che quell’attimo potrà essere fatale.

Forse è su questo che sicuramente chiederemo al Sindacato FISI di pronunciarsi e di unirsi a noi in questa battaglia per evitare quegli sprechi: quelli si sprechi; e magari rivolgersi al vero ed unico responsabile di questa allegra brigata, il Governatore della Campania e Commissario di Governo della Sanità il “Ponzio Pilato” Stefano Caldoro, più che con il Sindaco di Eboli Melchionda, così tutti saremo sicuri di lasciare ad ognuno le proprie responsabilita. Così magari a Caldoro, Squillante e compagni faranno il proprio dovere per la Sanità; il Sindacato svolgerà il ruolo di controllo, di proposta, di sorveglianza sulla sanità, il personale e gli utenti; e il sindaco di Eboli proverà ad amministrare bene la sua Città e magari impegnarsi per altre cose alla stessa stregua di quanto sta facendo oggi in difesa dell’Ospedale.

Ospedale-Eboli-Protesta-Corteo

Ospedale-Eboli-Protesta-Corteo

La protesta montata dal Sindaco di Eboli, Martino Melchionda, – scrive FISI Sanità – oltre a non trovare molta condivisione tra gli Ebolitani appare più una “sceneggiatura” politica che basata su effettive esigenze della popolazione.

All’utente – spiega Scotillo Rolando presente alla riunione con la Direzione Generale della ASL sul tema dei trasferimenti delle Unità Operative di Pediatria, Ostetricia e Neonatologiainteressa che, in caso di complicanze, la salute del proprio neonato venga tutelata anche attraverso la presenza di una Unità Operativa di terapia Intensiva Neonatale attualmente presente solo nel Presidio di Battipaglia e che in qualunque momento, già dal primo minuto dalla nascita, può intervenire in maniera qualificata garantendo la massima assistenza senza dover trasferire ad altra struttura sanitaria e senza esporre a ulteriori pericoli il piccolo neonato.

“Evidentemente, poi, – aggiunge ancora la FISI Sanità – non si può limitare nel diritto una madre che decide di partorire in una struttura più affidabile come avviene per 700 nuovi parti all’anno. Nel corso della riunione, poi, tutta la rappresentanza sindacale autonoma ha chiesto una accelerazione del processo di diversificazione dei due plessi della Valle del Sele ed ha chiesto per il Plesso di Eboli in particolare il potenziamento dell’emodinamica interventistica e della cardiologia, dell’Urologia, l’attivazione del Dipartimento Testa – Collo (Oculistica, Otorino – Laringoiatria, Neurologia) ed un percorso ed una rete Pediatrica.

“Con proposte perseguibili si ottengono risultati credibili, non con proteste fini a se stesse e che non hanno basi scientifiche, ma che vogliono solo bloccare i processi di innovazione e riorganizzazione per tutelare interessi di parte o di una certa politica che quando aveva il potere di disegnare la programmazione sanitaria aveva previsto già la chiusura del polo nascita ad Eboli. – chiosa Rolando Scotillo che – secondo Melchionda, su 1.100 neonati registrati ad Eboli solo 400 debbono essere considerati Ebolitani?”

Salerno, 28 giugno 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. FISI Sanità chi ???

    DITE SEMPRE LE STESSE COSE OGNI GIORNO.

    ALMENO VI RENDETE CONTO???

  2. …@..

    Ms …bravissimo FISIME CISL Fials FSI FISIME.. e poi PRI PSI PCI e poi ancora MSI PLI PR e ancora FI PdL e poi ancora FdI e poi ancora e’ basta trova un cavallo idoneo x i tuoi g…..
    e non rompere gli z…….purpett purpett purpett ….evviva le purpett…continuate..

  3. FISI… FATE I SINDACALISTI NON CERCATE DI FARE GLI AMMINISTRATORI ,VISTO CHE CE NE SONO TANTI E HANNO LE LORO DIFFICOLTA’…FISI DIFENDETE I SERVIZI .I POSTI DI LAVORO ,I DIRITTI DEGLI UTENTI , LE LISTE DI ATTESA , IL MIGLIORAMENTO DELLE ATTIVITA’ , LA DEQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE FATTA DI TURNI MASSACRANTI E COMUNQUE SENZA LE NECESSARIE UNITA’ IN SERVIZIO MA DI COSA VI OCCUPATE SOLO DEI VOSTRI TESSERATI.

  4. da leggera,tratto da
    L’altra Casta.
    «L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di farsi carico degli interessi generali del paese, agli occhi degli italiani si è dissolta oramai da tempo. Lasciando il posto a quella di un’arrogante casta iperburocratizzata e autoreferenziale che, sotto la guida di funzionari in carriera solleticati dalla voglia del grande salto nel mondo della politica, ha via via perso il contatto con il paese reale. Un apparato che, presentandosi come legittimo rappresentante di tutti i lavoratori, in nome di una concertazione generata in diritto di veto pretende di mettere becco in qualunque decisione di valenza generale. E che in realtà fa gli interessi dei soli suoi iscritti, sempre più marginali rispetto al sistema produttivo nazionale, per i quali sacrifica il bene collettivo, mettendosi ostinatamente di traverso a qualunque riforma rischi di intaccarne uno status quo fatto di privilegi. Una congrega troppo impegnata nelle beghe di palazzo per ricordarsi che il suo core business dovrebbe essere la difesa del potere d’acquisto e della sicurezza dei lavoratori. E che con una sorda chiusura verso ogni forma di meritocrazia ha finito per bloccare l’ascensore sociale, condannando i più deboli a restare tali. Insomma il sindacato dei fannulloni, dei pensionati e dei dipendenti pubblici come lo ha definito Luca Cordero di Montezemolo…I tre leader del sindacato italiano, i tre porcellini, come li chiama in privato Massimo D’Alema, sono onnipresenti. Parlano in media quattro volte al giorno. Di qualunque cosa. Approfittano di qualunque palco e di ogni gazzetta. Ma il risultato è devastante. Solo un italiano su venti si sente rappresentato da loro. E meno di uno su dieci dichiara di fidarsi». Stefano Livadiotti

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