Messaggio bipartisan di Cuomo, Cardiello e Sgroia: Giù le mani da Mazzini

Solidarietà bipartisan al funzionario del Comune di Eboli Pino Mazzini, da Sgroia (Eboli Libera), Cardiello (Forza Italia) e l’On. Cuomo.

Dopo il provvedimento punitivo a Mazzini, dal Palazzo dei veleni spunta una lettera anonima, e invece di annullare un atto illegittimo, come chiedono Cuomo, Cardiello e Sgroia, si apre una indagine interna: E’ barbarie politica. Un continuum di vendette.

Cuomo-Cardiello-Sgroia

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Gli strascichi all’azione di sfiducia nei confronti dell’Amministrazione Melchionda a seguito delle dimissioni dei 17 Consiglieri comunali che hanno poi determinato lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del Commissario prefettizio Vincenza Filippi, hanno lasciato la coda e producono ancora effetti, come quello che è capitato a Pino Mazzini, Funzionario dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Eboli, solo perché è il papà di Pietro Mazzini, esponente di Eboli Libera, uno dei 17 consiglieri che ha “cappottato” Melchionda.

Pino Mazzini all’indomani delle dimissioni collettive che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio comunale ha subito un provvedimento di chiara matrice ritorsiva. Con un provvedimento illegittimo, preso il giorno successivo alla decadenza di ogni funzione, gli veniva revocato l’incarico di componente della Commissione Mandamentale Elettorale, circostanza che fece molto scalpore e che ha contribuito non poco a deteriorare ulteriormente i rapporti politici e personali all’interno del Partito Democratico e della Maggioranza che sosteneva l’Amministrazione Melchionda.

Vincenza Filippi

Vincenza Filippi

Sebbene quel provvedimento conteneva in se tutto il verbo dell’arroganza, in seguito non è stato annullato e al coontrario perché si potesse avere la certezza di fare del male, pare sia intervenuta puntuale come la morte una lettera apocrifa che denunciava il Funzionario Mazzini di tenere nel corso dello svolgimento delle sue manzioni comportamenti poco corretti. Il “corvo” immaginando un possibile annullamento di quel provvedimento ha pensato bene di intervenire anonimamente con uno scritto, perché si potesse dare corso, così come pare sia avvenuto, ad una indagine interna e bloccare così l’effetto delprovvedimento illegittimo della revoca, e semmai, generando ancora di più confusione, giungere  ad altri obiettivi non bene indentificabili se non nella miseria umana e in un clima che oggettivamente giustifica ogni atto che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale.

Le voci corrono più in fretta di qualsiasi tweet e quando ci si è resi conto che si sta orchestrando una campagna diffamatoria che segue e copre quella ricattatoria e vendicativa le reazioni sono state immediate e ci è giunta una accorata lettera a firma del professor Vincenzo Petraglia, amico personale di lunghissima data di Pino Mazzini e in concomitanza dichiarazioni di: Luca Sgroia, del Partito Democratico e Leader del Movimento Eboli Libera, uno dei protagonisti dell’azione politica che ha “staccato” la spina all’Amministrazione di Martino Melchionda; dell’ex capogruppo di Forza Italia e aspirante candidato sindaco del centrodestra Damiano Cardiello; e di Antonio Cuomo ex Parlamentare del PD, anch’egli candidato a Sindaco; tutti e tre, sebbene di aree politiche diverse oltre ad esprimere la loro più piena solidarietà a Mazzini, condannano senza appello sia il gesto di chiara matrice ritorsiva e i successivi prosiegui che avrebbe introdotto una lettera anonima ad orologeria, e invitano al superamento di ogni conseguenza annullando il provvedimento che si ritiene profondamente ingiusto sul piano morale, illegittimo sul piano sostanziale, inopportuno sul piano formale.

Gentile Direttore – si legge nella missiva pervenutaci dal prof. Petraglia – scrivo una lettera pubblica, spinto insieme da un sentimento di amicizia e anche da uno spirito civico. Nelle ultime settimane, infatti, in seguito alla caduta dell’amministrazione Melchionda e allo scioglimento del Consiglio comunale ho assistito ad una sorta di aggressione nei confronti del mio amico Pino Mazzini, dirigente del settore anagrafe del Comune di Eboli.

Il giorno dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, dovuto alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri, il Vicesindaco Cosimo Cicia rimosse d’imperio Mazzini dalla presidenza della Commissione mandamentale elettorale, che pure lo vedeva impegnato da anni sia per il ruolo di dirigente del Settore Anagrafe che per le sue spiccate competenze acquisite in anni di lavoro. Un atto arrogante e odioso, predisposto da un amministratore oramai privato del potere di compiere atti che andassero oltre l’ordinaria amministrazione.

Vincenzo Petraglia

Vincenzo Petraglia

Che si trattasse di un atto di puerile quanto di una odiosa vendetta, – fa rilevare Petraglia – è risultato più che evidente a tutti. Il figlio Pietro di questo stimato dirigente comunale, infatti, era uno dei 17 consiglieri comunali “colpevoli” di avere sfiduciato il Sindaco Melchionda e la Giunta comunale da lui presieduta.

L’aggressione, tuttavia, non si è fermata a questo atto illegittimo, vieppiù di matrice concussiva. Nei giorni seguenti, pare sia spuntata una lettera anonima, ma evidentemente chiaramente “ispirata”, che ha segnalato presunte immoralità comportamentali dello stesso dirigente, accusato di aver approfittato nell’esercizio del proprio ruolo per trarre presunti benefici elettorali o addirittura di “altra” natura giustificando così conseguenti indagini ispettive interne.

Mazzini – ricorda Petraglia – dirige l’ufficio Anagrafe da molti anni e mai, fino ad ora, qualcuno gli aveva mosso appunti di nessuna natura. Mai il Sindaco in carica, un assessore, un consigliere, mai un cittadino, nativo di Eboli o giunto da qualsiasi parte del mondo, aveva denunciato soprusi o comportamenti non regolari.

La segnalazione giunge, tempestivamente, proprio in coincidenza della fine ingloriosa dell’esperienza Melchionda. Delle due, l’una: O l’accusa è falsa e infondata, come sono spinto a pensare proprio in virtù dalla mia antica amicizia e profonda conoscenza che mi lega a Pino; o l’accusa contiene elementi di verità, consegnandomi la figura di un altro uomo che non conosco e confligge con la sua generosità, con il suo altruismo, con la sua disponibiltà, con il suo attaccamento al lavoro e con la sua profonda e incommensurata onestà che tutti, dico tutti, gli riconoscono, fatta eccezione di chi senza avere più i poteri ha emesso, quel provvedimento, facendo un abuso e commettendo un reato che si avvicina alla concussione, e di chi ha armato di penna e ispirando i contenuti di chi poi si è guadagnato i galloni redigendo e intestandosi quellalettera anonima ha inteso accusarlo.

Valutando le ipotesi, – aggiunge ancora – gli estensori della lettera anonima e i loro mandanti sono protagonisti di una vendetta di stampo mafioso e vanno giudicati con lo stesso metro che si giudicano i mafiosi. Così come, se fossero stati a conoscenza di simili pratiche, giudicate immorali e illegali, avrebbero dovuto denunciarle subito, nel caso contrario se le hanno tollerate, magari anche per profittarne di quei vantaggi elettorali di cui sarrebbe accusato, sarebbero come minimo corresponsabili, trattandosi, tra l’altro, di personalità dello stesso Partito. Corresponsabili: sul piano giuridico di omessa denuncia di voto di scambio e forse altro ancora; sul piano morale degli abusi o dei vantaggi di “altro genere” di cui vanno cianciando.

Poi c’è un’altra cosa da considerare, e come cittadino, – prosegue ancora – ritengo intollerabile: quella che si riferisce alla codardia dell’anonimato. Quale stima si può avere di persone che non hanno il coraggio delle proprie azioni e che si coprono dietro la vigliaccheria di una lettera anonima? Questo comportamento, da solo, basterebbe a restituire interamente all’amico Mazzini la dignità che tentano, goffamente, di sottrargli e darebbe la motivazione giusta ai cittadini di Eboli di quelle ragioni che hanno spinto la maggioranza dei consiglieri a porre fine a questa triste e decadente esperienza amministrativa.

Ci vorrebbe – conclude Vincenzo Petraglia rivolgendo direttamente a Melchionda – un sussulto di dignità dell’ormai ex sindaco Melchionda. Dovrebbe essere lui a sgomberare il campo da queste volgari illazioni che colpiscono un suo valente dirigente e svelenire il clima irrespirabile che si sta generando nella comunità che ha governato per quasi dieci anni”.

Luca-Sgroia

Luca-Sgroia

Sulla vicenda del funzionario Pino Mazzini è intervenuto anche l’ex Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia, il quale appreso della lettera anonima che giunge a corollario di una stagione di veleni che colpisce anche persone del tuttto estranee ad ogni processo politico ha dichiarato a tale proposito: “Il Professore Petraglia ha ragione. Mazzini è stato vittima di un vile atto di ritorsione, e solo perché è il padre di Pietro, e come suo figlio, è un amico, ma soprattutto una persona perbene e un uomo libero.

E il sapore della ritorsione – dice Sgroia – si legge tutto in alcune dichiarazioni su quel provvedimento rilasciate da chi l’ha compiuto e da chi l’ha ispirato. Questi rivendicano, quasi con orgoglio, che “la politica dà e la politica toglie”. Ma quale politica? Questo è un atto di analfabetismo politico e di un’inciviltà umana indicibile compiuta verso un funzionario che è sempre stato stimato da tutti, perché persona ligia al dovere, che ha sempre adempiuto con onore ai suoi compiti.

La motivazione addotta poi negli atti ufficiali, – aggiunge il Leader di Eboli Liberamentre si rilasciavano le dichiarazioni che ho appena citato, era ancora più risibile: Mazzini a marzo va in pensione. Ma ovviamente quando ci si ricorda di ciò? Il 29 settembre, due giorni dopo la firma della sfiducia all’ex Sindaco, e poche ore prima della nomina del Commissario. Si converrà che la tempistica è quantomeno singolare.

Anche – precisa ancora Sgroia sottolineando quanto le scelte politiche che li hanno portati ad interrompere una esperienza politica fossero giuste – per comportamenti volgari come questo, io e gli altri amici di Eboli Libera abbiamo detto basta. Apprendo, poi, che adesso arrivano anche le lettere anonime. Quindi agli analfabeti politici si aggiungono anche i corvi codardi.

Che miseria. – conclude Luca Sgroia visibilmente turbato e profondamente scosso per il degrado morale a cui si è giunti – Totale solidarietà al mio amico Pino, e un grazie a suo figlio Pietro, perché è un uomo coraggioso, che ho l’onore di avere al mio fianco”.

Damiano-Cardiello-

Damiano-Cardiello-

Alla notizia degli ulteriori veleni che scuotono il Palazzo e che danno la dimensione di come il livello di moralità fosse caduto così in basso e che vedono come capro espiatorio e vittima sacrificale il funzionario Mazzini, è intervenuto ulteriormente l’ex capogruppo consiliare di Forza Italia Damiano Cardiello il quale senza mezzi termini, con durezza e determinazione ha dichiarato preoccupato: “Quanto sta accadendo intorno la vicenda che riguarda il Dirigente Pino Mazzini è sconcertante e allo stesso tempo allarmante. Stiamo parlando di una persona vittima di una chiara scelta non politica ma connotata da un profondo rancore personale, intrisa di vendetta e che nulla ha a che fare con un normale atto amministrativo.

La “punizione” esemplare per Mazzini, – prosegue Cardiello – reo di avere un figlio che la pensa diversamente dall’ex Sindaco Melchionda e dall’ex maggioranza di centrosinistra a guida PD, non solo nuoce all’immagine di un Comune oggetto di una gestione familiare della cosa pubblica ma avvelena un clima in una città già di per se difficile.

Il Commissario – conclude Damiano Cardiello rivolgendosi direttamente al Commissario Prefettizio Filippi – ha il dovere di revocare in autotutela l’atto a firma di un Vice Sindaco non più in carica e ripristinare la legalità, relegata a principio secondario in città.

Antonio Cuomo

Antonio Cuomo

Di eguale tenore è la dichiarazione dell’ex Parlamentare del Partito Democratico Antonio Cuomo, il quale al momento, è lontano dal suo Partito tanto da essere a capo, come candidato Sindaco, di una coalizione civica in alternativa al PD, non appena ha appreso la notizia, ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione, convinto che il primo sforzo da compiere e il primo obiettivo da raggiungere in questa Città sicuramente è quello della concordia, brutalmente accantonata in questi ultimi anni per dare spazio ad altro che non ha niente a che vedere con gli elementi più semplici della civiltà:

“Quello che accade a Pino Mazzini – dichiara l’On. Antonio Cuomo del PD candidato a Sindaco di Eboli a capo di una coalizione di quattro Liste Civiche – è la diretta conseguenza di una campagna di veleni che niente ha che vedere con il normale svolgimento della vita politica, confondendo politica, amministrazione, funzioni, partecipazione, collocando questo brutto episodio in un orrendo buio  che non deve prendere nessuno.

Esprimere solidarietà a Mazzini – conclude Cuomo – è il minimo, specie per chi conosce il suo vissuto, e sottolineo però come sia necessario ripristinare percorsi democratici che invero da un bel pò si sono smarriti. Di qui il mio impegno a scendere in campo direttamente perché simili episodi non abbiano più a verificarsi. I nostri concittadini, in particolare, devono essere liberi di esprimere il loro pensiero politico, di esercitare il loro voto liberamente e di partecipare in maniera altrettanto libera a qualsiasi attività politica, indipendentemente dal ruolo che rivestono fino ad esserne orgogliosi, e tutti noi dobbiamo essere rispettosi e guardiani di quelle libertà.

Mei prossimi giorni – conclude la sua dichiarazione l’On. Antonio Cuomo – chiederò un incontro con il Commissario prefettizio dott.ssa Filippi, per consegnarle questo messaggio, pregandola, che nell’esercitare le sue funzioni,  faccia attenzione in uno di diffondere tranquillità e serenità tra i funzionari e i dipendenti comunali, evitando vi sia un clima di caccia all’untore, e nello stesso tempo di valutare ogni azione possibile per il ripristino del torto che Mazzini ha subito”.

Ogni altro commento è superfluo, così come è superfluo, ma val la pena ricordare al Commissario Prefettizio dott.ssa Vincenza Filippi, di sorvegliare affinché il Palazzo non diventi un luogo di barbarie, e soprattutto sorvegli senza delegare nessuno, oltre che evitare ogni tentennamento rispetto a fatti e circostanze che si presentano da subito come un continuum di un’azione politica che rappresenta un terreno scivoloso fatto di trappole e vendette, e che dietro lettere anonime o apocrife che siano, ricordi che: Le mani dei servi, anche se “anonimi”, lasciano sempre le impronte dei padroni “certi”.

Eboli, 3 novembre 2014

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