Consorzio Farmaceutico: Cantone archivia gli esposti su Melchionda

Il Presidente dell’Anticorruzione Cantone archivia gli esposti contro la nomina di Melchionda a presidenza del Consorzio Farmaceutico.

L’ex Sindaco di Eboli Melchionda: «Di tutta la vicenda, ora, resta l’amara conferma di quanto avvelenato sia il clima politico, quello ebolitano soprattutto».

martino-melchionda-Sindaco-Eboli

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Il tempo è galantuomo, – scrive in una nota politica l’ex Sindaco di Eboli Martino Melchionda all’indomani dell’archiviazione di cui agli esposti che a suo tempo furono presentati, relativamente alla sua nomina di Presidente del Consorzio Farmaceutico Intercomunaleristabilisce la verità, basta sapere aspettare. Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, ha deliberato l’archiviazione di tutti gli esposti pervenuti in merito alla mia nomina di presidente del Consorzio Farmaceutico Intercomunale.

Tutti ricorderanno – prosegue Melchionda – con quanta veemenza è stata contestata la mia posizione, in quanto nominato presidente in data 2 gennaio 2015, dopo aver ricoperto l’incarico di Sindaco del Comune di Eboli fino a settembre 2014.

raffaele-cantone

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Da più parti si è gridato allo scandalo, – ricorda Melchionda – ritenendo illegittima la mia nomina. Ebbene, oggi, nero su bianco, come recita la delibera stessa di Cantone, sono insussistenti tutte le contestazioni giunte.

L’Autorità Nazionale anticorruzione, – aggiunge l’ex Sindaco di Eboli – investita anche da Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, con tanto di interrogazione parlamentare, si è pronunciata, confermando la legittimità della mia nomina.

Parole gonfie di rabbia vennero adoperate allora dal deputato e numerosi furono anche gli esposti partiti da Eboli; – ricorda ancora Melchionda facendo un salto all’indietro nella memoria degli atti politici di allora – tutti a parlare di questione morale, di legalità e di trasparenza delle istituzioni.

Ebbene, – sottolinea Melchionda – per ragioni personali e anche perché a volte le poltrone si lasciano a prescindere da tutto il resto, per sgomberare il campo da ogni dubbio, seppure insussistente, mi sono dimesso già da tempo, con assoluta serenità.

Di tutta la vicenda, ora, – conclude l‘ex Sindaco di Eboli ed ex Presidente del Consorzio Farmaceutico Intercomunale Martino Melchiondaresta l’amara conferma di quanto avvelenato sia il clima politico, quello ebolitano soprattutto».

foto politicademente

Martino Melchionda-Pasquale Aliberti

L’archiviazione da parte di Cantone non può che far piacere, specie se si considera che le vicende politiche si devono affrontare politicamente, usando il linguaggio della politica e le modalità della politica e non come accade ormai correntemente, facendo ricorso alla Magistratura Ordinaria, a quelle Contabile, come recentemente abbiamo appreso circa la vicenda della Eboli Patrimonio, che coinvolgerebbe lo stesso ex Sindaco Melchionda, solo perchè non si riesce a fronteggiare un’azione politica con una adeguata azione altrettanto politica ma di contrasto.

E così rispetto alla presunta incompatibilità-illegittimità di Melchionda al vertice del Consorzio Farmaceutico Intercomunale o quella dell’attuale Sindaco di Eboli Massimo Cariello, come componente del CdA dell’ASI., cade un macigno ma apre anche una discussione sulle modalità da utilizzare nelfare opposizione.

CA-ASI-Massimo Cariello- quarto da destra

CdA-ASI-Massimo Cariello- quarto da destra

Premettendo che raggiungere posizioni politiche di primo piano e occupare postazioni gestionali e di responsabilità politiche per una persona che si dedica alla politica è legittimo, perchè accresce il proprio prestigio, la propria influenza, il proprio ruolo, ma anche perchè rispondere in maniera diversa alle esigenze del proprio corpo elettorale è l’obiettivo principale di un politico, tuttavia, per quanto ci riguarda sia nell’uno che nell’altro caso (Malchionda e Cariello), è che nel ricoprire quei ruoli gli stessi apportino qualche benefico concreto ai territori di loro influenza e che siano soprattutto condivisi dai loro partiti o territori.

Ciò premesso, ricordando comunque che POLITICAdeMENTE non si è affiancato al coro di quelli che gridavano alla illegittimità, semmai faceva considerazioni politiche, quelle che avrebbero dovuto fare gli avversari interni ed esterni al Partito di Melchionda. Considerazioni che mettevano in evidenza come l’accordo che ha portato l’ex Sindaco di Eboli Martino Melchionda, allora esponente di primo piano del Partito Democratico, il quale pur essendo stato sfiduciato da 17 Consiglieri comunali di cui 9 del suo stesso Partito, fosse nominato nuovo presidente del Consorzio Farmaceutico di Salerno, contro la volontà del suo stesso Partito.

Monica Paolino-Pasquale Aliberti-Martino Melchionda

Monica Paolino-Pasquale Aliberti-Martino Melchionda

Quello che si lamentava, sempre politicamente parlando, era che la sua elezione, giunse al termine di un’assemblea dell’Ente nella quale l’ex primo cittadino prese il posto, dell’ex Presidente Bruno Di Nesta, in quota Pd, a sua volta chiamato a ricoprire  il ruolo di direttore generale dell’Ente Provincia di Salerno, e che la sua nomina avvenne contestualmente a quella dei consiglieri Maria Rosaria Vitiello, Andrea Inserra, Antonio Agresti e Giuseppe Bruno, per niente e mai rivendicato dal PD, che al contrario, avrebbe voluto altro ed altri.

Infatti, scavando nella memoria e nei fatti che scandirono gli avvenimenti politici di allora, l’elezione di Melchionda a Presidente del Consorzio Farmaceutiche, si attribuì  ad un accordo trasversale, che sarebbe passato sulla testa anche dei Democrat, sebbene Melchionda fosse fino a quel momento ancora del PD. Un accordo, si disse, stipulato tra il Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti che rappresentava il 45% delle quote consortili, e il Sindaco di Capaccio Italo Voza che a sua volta ne rappresentava il 19%. I due Sindaci, ovviamente con l’apporto di Melchionda, hanno raggiunto la maggioranza ed hanno chiuso l’accordo, per nulla condiviso dal PD provinciale di Salerno. Accordo che ha fruttato la vice presidenza ad appannaggio del Comune di Capaccio, e una leadership consolidata da parte di Aliberti rafforzata poi dalla candidatura e dalla elezione della moglie Monica Paolino, al Consiglio Regionale della Campania per FI. Quell’accordo comprendeva, e anche di questo si disse, sarebbe passato attraverso un appoggio elettorale a favore della Paolino.

Nicola Landolfi

Nicola Landolfi

Se si dice questo, va detto anche che le voci di allora, raccontavano che quell’accordo doveva essere chiuso in maniera diversa, e quella diversità avrebbe fatto la differenza, una diversità che avrebbe però portato alla Presidenza del Consorzio delle Farmacie, non Melchionda appena detronizzato anche dal suo stesso partito ed alla ricerca di una sua ricollocazione, ma il segretario Provinciale del PD Nicola Landolfi, poi “sistemato” come Amministratore Unico presso SA Energia.

Insomma, la nomina di Melchionda fu uno schiaffo al PD e nello stesso tempo ha chiarito, se ce ne fosse stato ancora bisogno, come i rappresentanti politici si rapportano ai propri partiti e come, attraverso la cosa pubblica, gestiscono il potere e le piazze del potere, per nulla coincidenti con gli interessi generali, ma al contrario seguendo solo i propri interessi, ovviamente politici. Di quì semmai la questione delle questioni che attiene alla “morale“, alla “etica“, ma anche questo è opinabile, perché ognuno ha la sua morale.

Eboli, 29 dicembre 2015

6 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Grande Massimo, un’analisi che condivido con un finale che condivido ancora di più.
    Cariche, incarichi assegnati solo per mantenere equilibri politici, per sancire accordi, per rafforzare poteri. Poco conta l’interesse generale. Che la carica ricoperta da questo “signore” si legittima lo dicono le carte esaminate dalla commissione presieduta dal dott. Cantone ma non ci sarà mai nessuna commissione a giudicare la correttezza morale ed etica (come dice Admin) di quella scelta.
    Volendo scendere ancora di un gradino, questa somma di incarichi e relative retribuzioni, in un paese dove c’è gente che stenta ad avere uno, grida allo scandalo. Perché è uno scandalo. Nun s’abboffano mai!!!!

  2. All’indomani della caduta di Mussolini,Montanelli in uno dei suoi memorabili scritti “disse” che l’Italia era un Paese stranissimo…la sera prima contava 40 milioni di abitanti e l’indomani mattina erano diventati improvvisamente 80 milioni!!!”…ai 40 milioni di fascisti di ieri vanno aggiunti i 40 milioni di antifascisti di stamattina!!!!!”.Così scrisse.Aveva ragione.
    P.S. Ovviamente non è x Armando che assolutamente non conosco e con cui concordo.Ma vorrei solo che i miei concittadini non dimenticassero troppo facilmente che negli ultimi 10 anni hanno votato giusto il contrario di quello che poi dicono oggi davanti al bar “La fatina”!Finitela che fate ridere.

  3. La considerazione finale coglie nel segno.
    Al di là di qualsiasi questione legale, e qui bisogna dar atto a POLITICADEMENTE che all’epoca dei fatti non si aggiunse al coro dei fustigatori moralisti antimelchiondani, resta sempre la questione dell’etica politica e della morale.
    Il PD salernitano, al pari di tutti gli altri partiti di potere e di opposizione, non brilla su questo piano etico-morale.
    Anzi. Si dimostra più famelico e machiavellico di altre forze politiche. Questi esempi di “malgoverno” allontanano ancor più i giovani e i cittadini onesti dalla politica e creano una forma latente di disgusto verso tutto ciò che riguarda la vita amministrativa pubblica

  4. Gli italiani sono sempre corsi in soccorso dei vincitori (frase non mia) come hanno sempre cambiato casacca molto disinvoltamente. Ma anche in altri paesi europei, politicamente molto più avanzati dei nostri, l’alternanza conservatori-progressisti non necessariamente è sintomo di voltagabbana ma, anzi, al contrario attraverso il voto democratico è il modo migliore per “punire” chi ha promesso e non ha mantenuto o chi ha lavorato male. Parlar male, oggi, di Melchionda segue la sessa scia di chi oggi parla male di Rosania e dei problemi creati dalla sua gestione poco accorta. Se Cariello non sarà all’altezza del suo compito i tanti che oggi lo acclamano parleranno male anche di lui. Noi siamo un popolo che vuole un Messia, vuole il Salvatore che ci traghetta verso il Paradiso, ci deve pensare Lui a risolvere i problemi sollevando Noi da ogni responsabilità. La mancanza di senso civico degli italiani e, in particolare degli ebolitani, porta proprio a questo. Nessuna assunzione di responsabilità, nessun dovere civico, nessuna partecipazione attiva alle scelte comuni. Tutti alla finestra a guardare … ma pronti a criticare se le cose non ci stanno bene. Questi sono soggetti che io biasimo, un pò meno coloro che hanno dato un contributo fattivo per il paese e sono stati derisi o messi da parte dal potere costituito per favorire altri interessi (questo è quello che è accaduto negli ultimi 15 anni). Oggi qualcosa SEMBRA sia cambiata. Se è solo fuffa e non c’è lungimiranza nei progetti lo sapremo fra 5 anni, per ora lasciamoli lavorare tranquilli e, soprattutto, cerchiamo di remare tutti verso la stessa direzione: la resurrezione di questo sciagurato paese.

  5. GLI ITALIANI CORRONO SEMPRE IN SOCCORSO DEL VINCITORE è una frase di Ennio Flaiano, polemista di altri tempi che io ricordo bene a causa della mia età avanzata.
    E’ veramente un difetto tutto italiano.
    Come pure l’attesa “dell’uomo della provvidenza” ,definizione papale durante l’ascesa della Buonanima, è una condizione tutta italiota.
    Ma, a proposito della Buonanima, Egli ebbe a dire un’altra verità sul popolo italiano:
    GOVERNARE GLI ITALIANI NON E’ IMPOSSIBILE…E’ INUTILE.
    E così sembra pure di noialtri cittadini ebolitani.
    Eppure ci fu un tempo non troppo lontano quando EBOLI divenne punto di riferimento politico-culturale di tutti i centri dell’Alto e Basso Sele.
    Nella nostra cittadina avanzò una classe dirigente capace di imporre le scelte politico-amministrative financo alle segreterie provinciali e regionali di tutti i Partiti allora in auge: nel PCI come nella DC, nel PSI come nel PRI, nel PSDI come nel MSI…
    Tutto ciò durò fino all’alba di Tangentopoli della fine degli anni ’80.
    Non sono un nostalgico pur avendo superato brillantemente il secolo di vita, ma credo fermamente nelle nuove generazioni. Son convinto che prima o poi, dopo gli anni delle tenebre, verranno i giorni della luce. Dalle macerie politiche di questi ultimi anni, che appartengono a tutta l’Italia, EBOLI scriverà nuove pagine di storia. Ci sono in questo paese tante donne e uomini giovani e antichi che oggi vivono nell’ombra non per codardìa, ma perchè ricacciati nell’angolino da “personaggetti” che hanno venduto l’anima al diavolo pur di conquistare il potere.
    Queste donne e questi uomini li possiamo ritrovare ovunque, sono anche tra i consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione…dobbiamo solo attendere ancora altri cinque anni…
    Non credo che riuscirò a realizzare questo sogno perchè il mio tempo sta scadendo. Ma, serenamente dico dal basso della mia esperienza PARTECIPIAMO INSIEME ALLA RINASCITA EBOLITANA.

  6. @GRANDE NONNO

    condivido in pieno quello che dici, spero solo che la parte migliore di questa città esca finalmente dall’ombra e dia il proprio contributo fattivo alla sua rinascita.
    Le sacche di degrado materiale e morale non sono prerogativa solo di Eboli (purtroppo) ma se ognuno, anche con semplici gesti quotidiani, avesse quale obiettivo quello di porre fine a questo lento scivolamento verso il basso sarebbe una vera conquista di civiltà. Eboli non merita tutto questo, noi non meritiamo tutto questo.
    Lunga vita a te!

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