Lettera al Sindaco di Eboli Martino Melchionda sulla "Vertenza Aracne"

Perché l’Avvocato difensore del Comune non ha presentato ricorso in Cassazione alla Sentenza n° 4104/08 del Consiglio di Stato e perché ha notificato la Sentenza solo il 31/12/2008, ben 4 mesi dopo?

Sindaco Melchionda

Sindaco Melchionda

EBOLI – Signor Sindaco,
prendo spunto da uno dei manifesti tematici, apparso sulle mura cittadine dal titolo “Vertenza Aracne” e mi rivolgo direttamente a Lei, anche rispondendo all’esplicito invito rivolto ai cittadini di intervenire, in una sorta di “forum” sul Blog del Sindaco, esprimendo il proprio punto di vista.

Devo dire che l’iniziativa che ha preso insieme alla Sua Giunta di offrire una cifra (1.800.000 euro) a titolo di risarcimento al Consorzio Aracne, non può che ritenermi d’accordo. Si comprende che il tentativo è quello di aprire una trattativa che, temo fondatamente, non si concluderà con quella cifra, ma purtroppo con altre ben più consistenti, grazie agli errori che per sfortuna ci sono stati in precedenza.

La delibera di Giunta Comunale, sia pure tardivamente, è comunque un caposaldo amministrativo e politico, atteso che non è riuscito a discuterne i termini e le risultanze in Consiglio Comunale, per la “fuga” dei Consiglieri, che non hanno fatto celebrare la seduta. Tuttavia devo registrare, nella cronologia dei fatti e degli atti, che ha fornito sul manifesto, la mancanza di altri elementi che a Lei forse sono sfuggiti, a mio avviso importanti quanto quelli esposti e che danno il senso a chi legge, di come si è svolta realmente la vicenda.

La prima osservazione o meglio il primo quesito “madre e padre” di tutti gli altri è questo:
-Perché l’Avvocato difensore del Comune non ha presentato ricorso in Cassazione alla Sentenza n° 4104/08
del Consiglio di Stato?
-Con chi ha concordato la linea difensiva?
Se si vuole andare nello specifico poi:
-L’Avvocato difensore del Comune che tipo di memoria difensiva ha presentato, atteso che vi era una Sentenza del TAR a lui favorevole?

Sindaco, ho letto quella Sentenza del TAR : l’enunciato e le conclusioni sono magistrali, per il nostro o vostro o di chi sa chi Avvocato, bastava copiarne i contenuti e riproporli nel ricorso al Consiglio di Stato. Ammetterà che ci sono delle zone d’ombra. Così come, non si pretende che Lei abbia saputo o ne era o meno a conoscenza, che l’Avvocato difensore del Comune nella Vertenza Aracne, avesse in corso nello stesso tempo anche vertenze contro il Comune. Solo questi fatti ne mettono in discussione, purtroppo, la credibilità e costerebbe a chiunque la sospensione dall’Ordine degli Avvocati e mette altresì in discussione un’altra cosa altrettanto importante, di valore inestimabile: la morale.

Lei poteva anche non saperlo ma il nostro Difensore non poteva non sapere di essere contemporaneamente e in più vertenze avvocato del Comune e avvocato di ricorrenti contro il Comune. Evidentemente riesce a sdoppiarsi nella sua personalità e svolgere entrambi i ruoli di “accusa” e di “difesa” con molta disinvoltura. In quel caso era difensore del Comune?

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

Quando le cose nascono male, finiscono peggio. Nessuno si vuole augurare che questa vicenda e le conseguenze economiche, che ne deriveranno insieme ad altri episodi (vedi SETA la società che gestiva i rifiuti urbani) conducano il Comune verso un dissesto economico, con ricadute disastrose sull’intera comunità. Quando la Corte dei Conti con i suoi Magistrati trarrà le sue conseguenze il Comune individuando ora le responsabilità, che ci sono e come, si rifarà con una debita azione risarcitoria su quanti hanno indotto in errore gli amministratori (riferendomi alla Delibera della Giunta Rosania n.239 del 29/07/2004) e tutte le distrazioni successive. Ma questo sarà possibile solo dopo che il Comune sarà condannato al risarcimento e sarà interessato al dissesto, a meno che non emergono altre responsabilità di natura penale, estranee a fatti puramente amministrativi.

Nella cronologia dei fatti vanno inseriti altri quesiti che sono sempre determinanti ai fini di fare chiarezza e di condurre il tutto nei binari della correttezza:
Perché l’Avvocato difensore del Comune ha notificato la Sentenza solo il 31/12/2008, ben 4 mesi dopo ben sapendo che il termine dei 180 giorni scadesse il 9/03/2009?
-Perché il 23/02/2009 si conclude un accordo con la controparte (Aracne, GIN Srl e i rispettivi legali) per una somma di € 10.082.617,50, nel quale accordo figurano solo i funzionari del Comune senza l’Avvocato difensore e senza nessun Amministratore?
-Perché si è concluso prima l’accordo il 23/02/2009 e la Giunta comunale il 19/03/2009 ha deliberato di affidare l’incarico all’Ing. Francesco Siano (esperto in materia di stime) il quale quantifica il danno in € 3.665.447,16 più € 809.619,00 per spese progettuali?
-Perché sapendo che il termine concesso dal Consiglio di Stato scadeva il 9 marzo 2009 il Consiglio Comunale è stato convocato ben 4 mesi dopo?

Sindaco, quando si amministra è da mettere in conto che si è sempre soggetti alla critica, sperando questa sia fondata e non strumentale. Purtroppo, e me ne rendo conto, quando ci si lascia prendere dal quotidiano, pur con tutta l’attenzione, ci sfuggono di mano cose su cui si innescano processi a noi non voluti, sconosciuti, ma non per questo pericolosi. Questo vicenda, che Lei ha chiamato giustamente “Vertenza Aracne”, è una di quelle.

Località S. Andrea

Località S. Andrea

Quando si leggono attentamente le carte, si comprendono tante cose, e si possono dare diverse letture e fare tante considerazioni, e queste sono quelle che ho riscontrato. Ma al di la di ogni considerazione che Lei ha vissuto come Sindaco di questa Città resta comunque da dire:
– Primo, che S. Andrea non è un Quartiere e non rientra nelle finalità di cui al Bando negato dalla Giunta di Gerardo Rosania;
– Secondo, che pur ammettendo che S. Andrea fosse stato un Quartiere, il Consorzio Aracne non era nella disponibilità del suolo, in quanto tale non poteva essere titolare di nessuna autorizzazione (è come se io chiedessi di intervenire sul suo appartamento con una DIA);
– Terzo, che vi è stata una superficialità degli apparati comunali (vedi copia e incolla della perizia di parte di valutazione del danno di 10.082.617,50 e il relativo accordo);
– Quarto,
è che un’operazione del genere senza investire che poche centinaia di euro, per  un progetto magari ripetuto nelle vicine città è divenuto una “banca”, passando come un investimento negato;
– Quinto, le Cooperative che aderiscono a questo Consorzio sono  formate da soggetti reali  e consapevoli?

Il grande Totò direbbe: “e io pago”.


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