Il PD un partito non liquido ne solido semmai “duttile”

Un partito attento e aperto alla società, non significa consegnare e delegare alla società le sue prerogative.

Il meridionalismo di supporto al mezzogiorno non è una condizione è un pensiero e uno dei tanti temi della politica che non si deve contrapporre ad altre realtà del paese.

E’ possibile fare un Partito che guardi senza un particolare strabismo a tutti i temi politici, di mediare  e dare delle risposte reali e “totali”?

Lettera al direttore de “il Mattino”

Gentile Direttore, prendo spunto da un’intervista all’On. Carmelo Conte, pubblicata qualche giorno fa sul Mattino dal titolo “Conte: «Con Bersani, ma da meridionalisti»”, per fare alcune riflessioni.

Come al solito gli spunti che l’On. Conte offre, sono sempre interessanti ed unici, tuttavia è indispensabile conoscere se il Conte-pensiero è quello dell’opinionista/commentatore politico che settimanalmente viene ospitato dal Mattino o è quello di un “operatore politico” che interviene nelle vicende del suo Partito. E’ necessario ed interessante sapere quale dei due si è espresso in quell’intervista, anche per dare il giusto peso all’intervista.

Gianni Punzo

Gianni Punzo Pres. Cis Nola

Quali sono i temi interessanti che offre Conte, riferendosi al PD, del quale è divenuto iscritto? Quale tipo di partito si vorrebbe fare; il tipo di Governo che si vorrebbe offrire, riferendosi alle prossime elezioni regionali e chi dovrebbe essere la “personalità” capace di guidare una coalizione che ancora non ha una sua connotazione politica; La centralità del mezzogiorno e il ruolo della Regione Campania, del futuro Governatore e del PD che dovrebbero avere perseguendo quest’agenda e la proposta avanzata in questi giorni di una «mozione meridionalista che parli all’Italia».

Il Conte opinionista, condividendolo o meno, può elaborare suoi pensieri esprimerli e naturalmente consegnarli al dibattito politico, incidendo o meno su di essi; il Conte politico, quando si esprime, lo fa perché rappresenta una sensibilità politica in un Partito (PD), e in quanto tale concorre per concretizzare, sia pure mediando rispetto alle altre sensibilità, quello che propone, incidendo e come, sulle politiche del suo partito, in quanto tale pone inevitabilmente una serie di problemi e mette in moto meccanismi di convergenza o di contrasto rispetto alla proposta.

Il tipo di partito che si vorrebbe? se non ci fosse stata una classe politica autoreferenziata e autonominata, sarebbe quello di un Partito “accogliente”, di base, aperto alla società, alle culture, al pensiero diverso, capace di elaborare politiche che comprendano tutti i “settori” della società, nel quale il confronto sia una “palestra”, non una “tensone” che deve avere per forza un vincitore. Un partito nuovo, non “nuovista”, se riesce a far convivere in se esperienze diverse politiche, sociali culturali. Un partito sicuramente non “liquido” ne “solido”, come si va dicendo, semmai “duttile” capace di modificarsi senza perdere la sua identità e modificandosi va incontro alla società, in continua evoluzione. Se ci sono, quali sono le differenze tra la “mozione” di Pier Luigi Bersani e quella di Dario Franceschini o quella di lesa maestà di Ignazio Marino? Sinceramente non me ne sono accorto. Sono solo uomini diversi, e gli uomini fanno anche la differenza.

On. Carmelo Conte

On. Carmelo Conte

Il mezzogiorno e i temi legati al mezzogiorno come tema principale di un partito? E’ di questi giorni la sollevazione di alcuni settori del PdL di Silvio Berlusconi, per l’abbandono che il Governo ha riservato al mezzogiorno, anche qui il PD è stato assente. Paurosamente assente , specie se si tiene conto che la maggior parte delle regioni del Sud erano e sono ancora governate dal Centro-sinistra. Governi e Governatori attenti solo alla gestione, e qui concordo, sul “del Governo” e “di Governo”. Ma se si pensa di avviare un processo per fare un partito che al suo interno ha anche esperienze territoriali imitando la Lega Nord, in nome di un “meridionalismo”, che è e deve essere patrimonio di chi ha una sensibilità politica tale da riconoscere, che attuare certe politiche in una determinata parte del paese è funzionale alla condizione sociale, economica, politica, geografica, del territorio stesso e invece si intende farlo come contrapposizione ad altre realtà, è un’operazione sbagliata.

Il meridionalismo, guai a farlo diventare di supporto al mezzogiorno come condizione endemica, esso non è una condizione è un pensiero, ma anche un dei tanti temi alla pari della immigrazione, delle politiche economiche, sociali (sanitarie, scolastiche ecc.), dei trasporti, della comunicazione, del lavoro e così via, e non per questo per valorizzare queste politiche bisogna fare un partito dei “meridionali”, degli “immigrati”, dei “lavoratori disoccupati”, della “Giustizia” e via dicendo. E’ possibile fare un Partito che guardi senza un particolare strabismo a tutti i temi che sono nell’agenda politica e per questo capace di mediare tra le varie aspettative e dare delle risposte reali e “totali”?

Chi dovrebbe guidare questo Partito e chi guidare la coalizione in vista delle prossime elezioni Regionali? Fare i nomi prima di fare un Partito e una coalizione, e senza sapere ancora cosa e come fare, è come vendersi la pelle dell’orso ancor prima di averlo catturato, ucciso e scuoiato. Un partito attento e aperto alla società, non significa che deve consegnarsi o delegare altri alla guida di processi che esso disegna, è come dire a un pittore dimmi cosa vuoi dipingere che ti chiamo qualcuno che lo fa per te.

rettore raimondo pasquino unisa

rettore raimondo pasquino unisa

Il mondo dell’impresa, quello accademico-manageriale e più in particolare Gianni Punzo e Raimondo Pasquino, se fossero organici a un partito o alla politica militante non ci sarebbe niente di male, ma forse è meglio facciano il loro mestiere o la loro professione: per il primo usando una citazione biblica che rende l’idea: “E’ Più facile che un cammello passi in una cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei Cieli”; per il secondo è preferibile che si dedichi all’Università con più attenzione, così si rende conto perché è agli ultimi posti nella classifica del Ministero dell’Università e della Ricerca, e perché i giovani non si laureano e perché si bloccano negli ultimi esami o alla tesi, e potrebbe interrogare i suoi professori che dividono gli esami in 4 e anziché aumentare i corsi per avere pochi alunni preferiscono avere pochi corsi e affollati. Manco a farla a posta proprio da Salerno e proprio dal PD potremmo avere molte personalità capaci di poter guidare la Regione Campania, lo stesso Conte potrebbe essere un ottimo interprete. Vincenzo De Luca potrebbe assurgere a quel ruolo o altri ancora, senza per questo pensare ad una candidatura che sia di contrapposizione Salerno-Avellino-Napoli. Potremmo pensare a De Luca candidando un progetto. Il progetto di una Città cambiata, se se ne condivide il cambiamento e senza attardarsi a dare patenti di nuovi e patacche di vecchi.

Un manager, un imprenditore, uno scienziato o chi per esso non necessariamente possono essere bravi politici, anche se concorrono ognuno per la propria specialità allo sviluppo di un paese. La politica è fantasia, ma è anche programmazione e sviluppo del territorio, è economia. Soprattutto economia. L’economia è una scienza esatta. E’ un tavolo a tre gambe e se ne viene a mancare una o quest’una vorrebbe essere gamba e poggiarsi sopra, diventerebbe un tavolo sghembo. L’impresa, il capitale, il lavoro sono i presupposti di quel tavolo e chi deve “concertare” su quel tavolo deve sapersi poggiare e muovere senza avere interessi da sostenere. La politica deve saper mediare i conflitti e dare risposte adeguate e rispondenti ai tre soggetti a supporto di quel tavolo, ben sapendo che anche se l’economia è una legge perfetta, in politica non sempre 2+2 è = a 4, può essere 3 oppure 5. Questa è la magia.

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Conte fa ancora l’inventore. Solo che sono 15 anni che non ne azzecca una

  2. Questi nomi falli a casa tua. Alla regione DE LUCA

  3. E’ inutile cercare altrove, noi a Salerno abbiamo Vincenzo De Luca e sicuramente se sarà candidato, sarà il Presidente della Regione.

Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2019 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente