UDC nei “casini”: Atrigna si dimette e si dichiara indipendente

Atrigna usa toni pacati e si dimette dall’UDC. Dietro le dimissioni lo scarso coinvolgimento nelle scelte politiche e amministrative.

L’UDC, un Partito che si mantiene insieme con lo “sputo”, sempre in guerra, tra cambi e scambi, chi entra, chi esce: Che “casini”.

Atrigna Massimiliano

EBOLI – Il Consigliere Comunale Massimiliano Atrigna, si è dimesso dall‘UdC. Le motivazioni sicuramente sono riconducibili all’ultimo Consiglio Comunale. In quella circostanza aveva disertato la seduta consiliare insieme al Consigliere di Italia dei Valori Francesco Rizzo, e del Partito Democratico Mario Di Donato, in aperto contrasto con il resto del gruppo consiliare formato da Emilio Masala e Pietro Mazzini.

Atrigna aveva lamentato uno scarso coinvolgimento, e lamentava altresì, l’assunzione di provvedimenti scaturiti da indirizzi e decisioni politiche mai discussi e mai concordati nel suo gruppo, nonostante la famosa “Cabina di Regia“, che avrebbe dovuto fungere da sintesi e da raccordo tra l’Amministrazione, il Sindaco, la Giunta e il resto del gruppo consiliare.

Nell’ultimo Consiglio comunale la questione che Atrigna aveva contestato era il punto all’Ordine del giorno che riguardava il PUA Fascia Costiera, e facendo venire meno il numero legale aveva voluto apertamente dissociarsi da ogni decisione che gli altri due suoi colleghi di partito avevano preso senza coinvorgelo, e oggi arrivano le dimissioni dall’UDC e dal Gruppo consiliare. Dimissioni che ha affidato alla lettera che segue e che si pubblica integralmente:

Comunico a tutti che a partire da oggi mi dichiaro Consigliere comunale indipendente.

Ringrazio il partito provinciale nella persona del Segretario Luigi Cobellis e soprattutto del Presidente Vincenzo Inverso per la disponibilità dimostrata in questi mesi. Ringrazio il segretario e amico Pierino Infante per l’impegno con cui si sta dedicando alla sua idea di partito e per la vicinanza dimostrata alla mia persona.

Lascio l’UdC perché delle incomprensioni sono diventate insormontabili, posizioni ed impostazioni politiche diverse, tutte legittime, ma inconciliabili. Non ci sono colpe e non ci sono colpevoli, ma sentivo limitata la mia agibilità politica e non riuscivo a partecipare alle scelte.

Faccio gli auguri al gruppo consiliare che lascio, sicuro che loro capiranno la mia scelta.

La mia idea di politica resta saldamente ancorata al Centro e da consigliere comunale continuerò a battermi, ancora con più forza, per il mio territorio e per i miei concittadini.

Massimiliano Atrigna

Sebbene nella lettera di dimissioni i toni sono pacati, non possono nascondersi atti e comportamenti che ci dicono proprio il contrario.

L’UDC, insieme a Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e alcune Liste civiche, alle ultime elezioni amministrative aveva appoggiato il Candidato Sindaco Massimo Cariello, che nel secondo turno di Ballottaggio perse di misura a favore del Sindaco uscente Martino Melchionda. Il Partito di Casini riuscì ad eleggere due consiglieri comunali: Pierino Infante ed Emilio Masala; i quali poi si avvicinarono all’Amministrazione e senza che vi fosse mai stata una sola motivazione politica palese, aderì alla maggioranza, piazzando in giunta Pierino Infante, il quale lasciava il posto di Consigliere comunale al primo dei non eletti Paolo Polito, che a sua volta dopo breve tempo, transitò in Futuro e Libertà per l’Italia.

Ma a questa defiance si sopperì immediatamente con l’adesione di Massimiliano Atrigna e Pietro Mazzini, eletti rispettivamente nella Lista Noi Sud e PD. Di seguito è storia recente dal momento che l’Amministrazione Melchionda fu colpita da una crisi amministrative che portò al Melchionda Bis, passando sulla pelle di Infante che fu praticamente estromesso dalla Giunta su richiesta specifica della maggioranza del suo gruppo consiliare, sostituito dall’Assessore Tecnico Dino Norma. Atrigna mette sotto accusa proprio quella “cabina di regia”, che evidentemente non ha funzionato nemmeno adesso che si sarebbe dovuto parlare della Fascia Costiera.

In seguito il Partito dell’UDC, mentre la crisi politico-amministrativa si risolse con la costituzione di una cabina di regia, che avrebbe dovuto garantire più collegialità nelle scelte, venne commissariato con l’impegno di indire un Congresso cittadino che si tenne eleggendo segretario cittadino per acclamazione, Pierino Infante.

Che casino.

La verità è che questo Partito si mantiene insieme con lo “sputo”. Le due anime che si confrontano non hanno niente in comune se non la gioventù, e se qualcuno pensava che con il Congresso si fosse risolta ogni cosa si sbagliava di grosso, le dimissioni di Atrigna sono la prova del contrario. Non è cambiato niente e indipendentemente da chi entra e da chi esce, sia in questo partito che nell’Amministrazione non ci si aspetta niente di buono. Quest’amministrazione sembra sempre più la stazione di una metropolitana, tanti sono quelli che ci salgono e ci scendono e tante sono le fermate che ormai non fa più notizia nulla se non l’attesa di definire quanti siano realmente i debiti che il Comune ha accumulato, e quali saranno le soluzioni che si prospetteranno, alla luce del così detto decreto “salva comuni“, per capire se l’Amministrazione Melchionda continuerà nelle sue corse “metropolitane” o è arrivata definitivamente al capolinea decretando il fallimento del Comune.

Una cosa è certa, le dimissioni di Atrigna cambiano l’assetto della maggioranza e la rende sempre più instabile. Staremo a vedere.

Eboli, 17 novembre 2012

10 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. complimenti. Adesso caro Atrignaa se hai i così detti, anziché patteggiare, rompi tutto. Aspetteremo cosa fara

  2. Aspettiamoci di sapere quale e’ o quali sono le richieste per ammorbidire le posizioni.

  3. Cliccando sul link di sotto potrete apprezzare le considerazioni che hanno di noi importanti dirigenti nazionali dell’UDC. Cliccate gente, cliccate!!! Campioni di comunicazione e di contenuti.

    http://www.youtube.com/watch?v=C0wZtA1npig

  4. 1-2-3-4, un due te quatt, un due te quatt, tirullallero lallero lalla il salto della quaglia picere mi fa, TIRULLALLERO LALLA PIACERE MI FA.VISTO IL CALIBRO DEI PERSONAGGI, IMMAGINO CHE UN IMPORTANTE QUESTIONE NAZIONALE ABBIA FATTO RENDERE INDIPENDENTE, CON IL FAMOSO APPOGGIO ESTERNO, LO STATISTA ATRIGNA: CHI SA SE SIA STATO IL SOSTBEGNO ALLA PALESTINA PER UNA POSSIBILE GUERRA CON ISRAELE, OPPURE UN BIGLIETTO GRATUITO PER IL CONCERTO DI EMMA??? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA. PERMETTETE UN PENSIERO PER UN ECCELLENTISSIMA PERSONA:CARO SABINO RINALDI QUANTO CI MANCHI!!!

  5. Ecco altre dimissioni, di un altro politico cittadino che vive con disagio la realtà politica, non ritrovandosi più nelle idee e nei modi di chi l’ha accompagnato fino adesso.
    Oppure c’è dell’altro dietro, o meglio, avanti?
    Si esce dalla politica cittadina perchè schifati di atteggiamenti personalistici che non fanno bene alla comunità o perchè si cerca la strada migliore per reintegrarsi, con altre strade, visto il momento storico e disastroso di tutta la politica italiana?
    Appelliamoci a queste dimissioni (e aquelle di altri) come un senso di disagio che la nostra politica sta vivendo a livello nazionale ma soprattutto nella generazione attuale.
    Deve esserci un radicale e duro cambiamento: c’è bisogno di onestà, di chiarezza, di trasparenza, c’è bisogno di un atto d’amore che qualcuno deve fare per l’intera società, con un lavoro svolto da competenti, e non da chi può portare voti al momento. C’è bisogno di qualcuno che riesca a far innamorare soprattutto i giovani dai vent’anni in poi del desiderio di amministrare amorevolmente questa città, proprio come si fa nella propria famiglia, per chi c’è l’ha.
    C’è bisogno di scuotere le anime di chi teme il futuro dei nostri figli!
    Aggrapparsi alle promesse del politico di turno solo per un posto di lavoro o altro, magari anche non sicuro, continua ad essere drammaticamente inopportuno e lascia ai nostri figli un futuro incerto e senza opportunità e speranze.
    Occorre che qualcuno sappia sognare è realizzare con i valori della vera politica la nuova gestione amministrativa, in modo da riportare questa città alle altezze di cui un tempo privilegiava.

  6. meglio la sua mossa che quella di infante

  7. @avvelenata
    Si Sabino Rinaldi manca tanto anche a me. Se avesse potuto aprire un blog oggi, con tutta la carne che c’è al fuoco, sarebbe stato dirompente.Pax.

  8. @ antonio
    E’ difficile trovare un nuovo Sabino Rinaldi, perchè oggi siamo tutti dei mediocri e degli arrivisti. Ci manca il coraggio di dire e di esporci, salvo poi criticare tutti e tutto nel retro bottega o in qualche blog, utilizzando qualche pseudonimo….in primis io che mi firmo avvelenata in onore ad un grande poeta contemporaneo, Francesco Guccini. Sabino dall’alto della sua cultura e delle sue capacità professionali non temeva nessuno

    • Non offendiamo nessuno, quando scriviamo….gli offesi dovremo essere noi cittadini che come al solito siamo amministrati da persone che hanno pensato più alla poltrona e magari alla crescita politica (ovviamente disastrosa), e alle loro tasche.
      Il coraggio non manca è solo la fiducia in chi ci è accanto che nonostante abbia la collera verso tutti coloro che non sono capaci di gestire amorevolmente una amministrazione comunale, continuano ad eleggere il proprio amico o parente che sia, mettendo in vera difficoltà i figli di questa terra.
      Ci vorrebbe davvero poco a cambiare le cose….
      solo determinazione ed un gruppo di persone, che rispettando le regole, si organizzino per farle rispettare.
      Io sogno, e già questo è un buon motivo per sperare in qualcuno che riesca in questo, prendendo in seria discussione anche la mia stessa persona per iniziare IL MIGLIORAMENTO, della nostra società.
      Non bisogna affidarsi solo a coloro che fino ad oggi hanno amministrato per altri fini, e solo perchè non c’era nessun altro che potesse farlo, in maniera seria, degna ed onesta. Onestà solo questo cerchiamo, onestà e trasparenza, e con un atto d’amore si possa sacrificare per migliorare il futuro dei nostri figli (bambini di oggi).

  9. @avvelenata
    Beh non è proprio così. Don Sabino aveva i suoi bravi protettori e soprattutto veniva da famiglia ricca. Chi vive del suo rischia troppo ad esporsi, denunciare e attaccare. Se noti, gli attivisti del nostro tempo sono tutti soggetti con le spalle ben coperte economicamente.
    Questo li rende più odiosi e meno credibili.
    Un onesto anonimato sul web aiuta a far circolare idee sane, già è qualcosa.

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