Rosania a tutto campo contro Melchionda e Cariello

Rosania a Cariello senza nominarlo: “Morirò comunista. Non basta tenere in mano una bandiera rossa per dirsi comunista” -.

Invocando discontinuità: “Chi è stato compartecipe a Melchionda deve farsi da parte”.
A Melchionda:“Libera questa Città. No agli inciuci, agli affari e alle clientele”.

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

EBOLI – E’ stata veramente una domenica particolare. Il clima più che natalizio era elettorale. Non c’è dubbio: siamo in piena campagna elettorale. Dopo Cosimo Pio Di Benedetto, che domenica scorsa scelse l’Auditorium di San Bartolomeo, come palestra politica, per proporre la sua candidatura a Sindaco, oggi è toccato a Gerardo Rosania con Sinistra e Libertà, affrontare la Piazza in un comizio pieno di spunti  e pieno di ricordi.

Domenica scorsa si esercitarono  tutti gli aspiranti Sindaci del Centro-destra e a sorpresa un Gerardo Rosania in chiave “civico“, oggi invece è sembrato un Rosania in chiave “politico“, accennando ad una possibile ricomposizione del cento-sinistra, ma  anche in chiave “rivoluzionario” riproponendo schemi del passato.

Il discorso dell’ex Sindaco Rosania è stato lungo ed articolato. Ha toccato tutti i temi da quello delle alleanze a quelli politici e amministrativi, bocciando senza appello sia l’Amministrazione dell’attuale Sindaco Martino Melchionda, sia le politiche di Rifondazione e di Massimo Cariello. Lo fa parlando del ritorno dell’abusivismo e dell’affarismo con provvedimenti ad personam, criticando il sistema clientelare e affaristico imposto da schemi del passato, con personaggi del passato, e anche qui senza nominarlo, ma facendo riferimento alle contestazioni in piazza del ’92, si è capito facesse riferimento all’ex Ministro Conte.

Nel comizio accenna anche ai temi di grande rilevanza politica che a suo giudizio sono stati trascurati e addirittura messi da parte, ma nello stesso tempo apre al centro-sinistra, nel momento in cui invoca l’unità “condizionata”, cioè a condizione che Melchionda si faccia da parte, individuandolo come un ostacolo, e che si facciano da parte anche quelli che insieme a lui hanno portato nel “buio” la Città.

Ha attaccato anche Rifondazione Comunista e Cariello colpevoli di essere usciti dalla maggioranza senza motivarlo e senza dare spiegazioni. E ci va giù duro nel momento in cui individua in Rifondazione:  I rivoluzionari di oggi che fanno marcia indietro per 50 euro, e  in Cariello quando dice che non basta tenere in mano una bandiera rossa per dirsi comunista.

Rosania nel suo intervento ha trascurato che l’Amministrazione di oggi è figlia di quella di ieri e che buona parte degli assessori e Consiglieri di oggi che la sostengono, sono quelli che erano i suoi più stretti sostenitori: I pretoriani. Dimentica che quello che lui indica come falso comunista è stato una sua “invenzione”, una sua “creatura” e se oggi si accorge che con i comunisti non ha niente a che fare, gli fa un piacere, perché finalmente chiarisce una posizione rimasta con giudizio sospeso per ben 13 anni.

La cosa preoccupante, invece, è che nessuno più vorrebbe il ritorno di quel passato di clientele e affari a cui lui fa riferimento, ma anche quel recente passato similcomunista di clientelismo e comunelle di varia specie che egli stesso condanna. Per il resto, invece non solo nessuno si augura che Rosania muoia, perché è comunque un valore, men che meno che muoia comunista, vuol dire che non ci  vuole lascia re nemmeno la speranza che possa cambiare.

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I contenuti principali del Comizio di

Gerardo Rosania Consigliere Regionale di Sinistra e Libertà

Comizio Sinistra e Libertà - Grimaldi - Rosania

Comizio Sinistra e Libertà – Grimaldi – Rosania

Ritorniamo in questa piazza, per reclamare i nostri diritti. Siamo ripiombati negli anni più bui della storia di Eboli. La questione morale è al centro della nostra battaglia. Noi chiediamo il rispetto delle regole, della moralità pubblica. E come ci rispondono? Rispolverando i politici degli anni Ottanta, i protagonisti del periodo più buio per Eboli. Negli ultimi cinque anni, si è imposta una mentalità clientelare. Affarismo e inciuci hanno posto fine al gioioso movimento che nel 1993, in questa piazza, contestò e pose fine alla pagina più triste per la storia di Eboli.

Il Centrosinistra balbetta, non fa proposte. Il governo Berlusconi ci fa orrore. Ma il centrosinistra cosa risponde? Il Parlamento viene offeso dal presidente del consiglio. La magistratura viene attaccata perché chiede il rispetto delle leggi. Berlusconi ha un’idea altra della democrazia. Vuole una Repubblica Presidenziale. L’Italia naufraga in una crisi economica devastante. La Lega e il centrodestra si accaniscono con gli extracomunitari, attraverso i respingimenti. Viene proposta la cassa integrazione a metà x gli extracomunitari. La provincia di Vicenza dice no ai professori del Sud Italia. Il centrodestra rilancia le gabbie salariali. I posti riservati sui bus ai residenti al nord. Cosa fa il centrosinistra di fronte al furto dei fondi Fas al sud? Dieci miliardi tolti al sud, dirottati sulla cassaintegrazione al nord, per la ricostruzione dell’Abruzzo. Ma noi a sud cosa facciamo? Cosa dicono i parlamentari Pdl del sud? Interventi necessari per le reti ferrate da rivalorizzare. L’alta velocità a cosa serve se poi impieghiamo due ore per arrivare nei paesi dell’entroterra?

I nostri giovani vanno al Nord. Sono ragazzi laureati e formati. Noi restiamo nel degrado e nell’abbandono, perdiamo le energie migliori.

Dobbiamo puntare su un’agricoltura moderna non di sussistenza.

Il Paesaggio è la nostra ricchezza. Bisogna investire sul turismo.

Piana del sele. Ultima grande zona agricola della Campania. La storia e la cultura sono la nostra risorsa, il nostro volano per il turismo.

I nostri centri storici. Il nostro oro è la storia. Ma dobbiamo offrire un mare pulito. Servizi per l’accoglienza. Mobilità per i turisti.

Eravamo nel progetto Costa del Sele. Cosa ne è rimasto? Avevamo scritto l’accordo tra i comuni della litoranea, Pontecagnano, Bellizzi, Battipaglia, Eboli e Capaccio. Hanno perso cinque anni. Chi ci ripaga di quei cinque anni? Un’amministrazione seria doveva darci delle risposte su questa città. Eravamo il comune riferimento della piana del Sele. Lanciavamo temi e battaglie serie, abbiamo disegnato progetti per Battipaglia e Pontecagnano. Era tutto scritto. Bisognava seguire quella strada.

Sono tutti presi da questi loro giochetti. Accordi intorno al tavolo per una pizza, per gli incarichi, gli assessorati. E le urgenze di Eboli? E i problemi? Questo è un modo arcaico di fare politica. Per un mese Melchionda ha sfogliato la margherita: mi dimetto, non mi dimetto, vi offro due assessori, quanti consiglieri avete? Noi chiediamo una sola cosa a Melchionda: “Libera questa città”. Il condono fiscale chi lo ha approvato? Il condono edilizio? Le demolizioni e gli sfregi nel centro storico? Abusi tollerati. Le politiche per la pace erano un problema. La bandiera arcobaleno, riconosciuta in tutto il mondo, dava fastidio a Melchionda.

Abusi edilizi. Gli abusi tollerati al Prato. Ad Angona. A Campolongo. Chi sta controllando i lavori abusivi? Che fine ha fatto la pattuglia antiabusivismo dei vigili urbani?

Hanno perso milioni di euro per la rotatoria a Santa Cecilia. 15 milioni di euro che potevano riqualificare il quartiere. Non c’è sicurezza senza illuminazione, senza un progetto viabilità complessivo.

Le politiche sociali, la lotta all’evasione scolastica, al bullismo, l’assistenza agli anziani, che fine hanno fatto?

Rifondazione. E’ uscita dalla maggioranza. Senza dare spiegazioni, senza elencare un motivo. L’autocritica a sinistra era un valore. I rivoluzionari di oggi fanno marcia indietro per 50 euro.

San Nicola Varco. La questione viene da lontano. Melchionda ha chiesto un giorno si e l’altro pure, lo sgombero del ghetto. E dopo lo sgombero ha versato lacrime di coccodrillo sul disastro umanitario. Perché nessuno si era preoccupato di dove finissero gli 800 marocchini di San Nicola Varco. Torre barriate può ospitare solo 20 persone. Villa Falcone e Borsellino è chiusa. I marocchini sono stati trattati peggio dei cani. Con il mondo del volontariato e sindacale sono stati rotti i rapporti. Un caporale arrestato? CI fate sapere il suo nome? Un’azienda agricola denunciata per lavoro nero c’è?

Eboli-Biblioteca senza fondi, mediateca a rischio chiusura

Urbanistica e clientele: siamo alle varianti ad personam. Capannoni abusivi premiati con le sanatoria, i lotti in area industriale assegnati agli amici, con l’ articolo 17. Nemmeno un bando è stato fatto.

Eboli, economia. Siamo al dissesto finanziario. Revisori dei conti hanno redatto una relazione drammatica. Quanti debiti abbiamo fuori bilancio? Un milione e trecentomila euro di deficit per la spazzatura, da recuperare entro dicembre. Siamo fuori di due milioni e mezzo di euro. L’anno prossimo la Tarsu aumenterà del 50 per cento. Chi verrà dopo Melchionda, erediterà una realtà pesantissima. Da dissesto finanziario.

Eboli, Quartieri. I comitati di quartiere e i luoghi di partecipazione. Noi proporremo il parere obbligatorio dei comitati di quartiere, prima di muovere una pietra in un rione.

Cosa facciamo con le forze del centrosinistra? Alle vecchie logiche di inciucio, non ci stiamo. Aspettiamo che qualcuno parli di programmi. Sentiamo inciuci sulle poltrone. Tanti personalismi. Noi puntiamo all’unità nel centrosinistra. Ma non è un feticcio. La nostra condizione è la discontinuità netta con l’amministrazione Melchionda. In termini di modalità, in termini di progetti. Chi è stato compartecipe di Melchionda deve farsi da parte. Noi andiamo avanti con il programma partecipato. Poi cercheremo uomini e gambe per portare avanti i nostri progetti. Noi voliamo alto. Su altri livelli. Generali senza eserciti o eserciti succubi dei loro generali, non ne vogliamo. Il centro antico è il cuore di Eboli. L’ospedale di Eboli rischia di chiudere. L’ospedale unico è un progetto, lavoriamoci. La sanità è anche territorio. Dobbiamo riqualificare intere zone di Eboli. Disagio da combattere con le politiche sociali. Il commercio è abbandonato a se stesso. Con i centri commerciali che spunteranno, cosa offriamo ai nostri commercianti? Illuminazione e vetrine, almeno questo aiuto. Scuola e cultura non si svendono.

Il partito comunista aveva il sentore di quel che accadeva. Ora non c’è più. Ora solo affari, comunelle e clientele. Non è questo il terreno della sinistra. Non basta tenere in mano una bandiera rossa per dirsi comunista. Dobbiamo viverlo giorno per giorno. Io morirò comunista.

Dateci una mano. Venite a ragionare e costruire con noi per il programma della città. Noi stiamo con chi non ha paura della questione morale. Con chi crede che la politica non è gestione del potere. Noi vogliamo parlare con la gente che vuole risolvere i problemi della nostra città. Noi sogniamo una nuova primavera per tornare a volare.

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