Donato Santimone candidato a Sindaco di Eboli 24ore dopo

Parte la campagna elettorale di Santimone candidato Sindaco della Sinistra MDP-LEU, Eboli 3.0, Democratica, in cerca del PD e senza i “Comunisti”. 

I temi di Donato Santimone: “Ambiente, turismo, cultura, sicurezza, smart cities, la Eboli del 2030 parte da qui“. L’On. Federico Conte: “Noi non presentiamo un nome, ma una funzione, una proposta che va dall”urbanistica, al trasporto, ai rifiuti, all’ambiente e una organizzazione che riguarda il nostro comune attraverso percorsi limpidi e di confronti quotidiani“. 

Donato Santimone_Federico Conte_Maria Carmela Rosania

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – A 24 ore dalla presentazione ufficiale della candidatura a Sindaco di Eboli di Donato Santimone, già abbondantemente comunicato sui social come dal video di Radio 105 che qui di seguito si ripropone il link: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=321110635550122&id=1515680708525117; sembra non ci sia più niente da dire o più niente di nuovo se non un chiarimento non chiarimento, circa la composizione di una alleanza che vorrebbe occupare un campo politico che va dalla sinistra tradizionale a quell’area di mezzo che si identifica nel così detto centro moderato e democratico, condizione essenziale per identificare l’alleanza che si è costruita intorno a Santimone di “Centrosinistra” e non di “Sinistra” come invece appare, cosa non tanto di poco conto, ma determinante anche per catturare quell’elettorato moderato che fa la differenza.

Differenza che è stata sottolineata da Santimone nel suo intervento, nel momento in cui egli ha diretto un invito ufficiale al Partito Democratico e al suo Commissario cittadino Luca Sgroia per ricostruire il “centrosinistra”, piuttosto che partecipare, come sta avvenendo, alla coalizione che sostiene il Sindaco uscente Massimo Cariello, rinunciando addirittura al simbolo, evidentemente solo per assecondare la caratteristica di una coalizione di liste civiche e così non disturbare la campagna elettorale del Governatore uscente della Campania Vincenzo De Luca. Per il Commissario cosa vuoi che sia il Simbolo del PD, una semplice formalità. Quale sarà il Simbolo della Lista Civica Democrat che sostiene Cariello? Siamo curiosi. Sicuramente il Simbolo della Fattoria del Potere, magari aggiungendovi una ruota come quella del Mulino Bianco.

Verrebbe da dire: «Interrogato il “morto”, il “morto” non risponde».  Immaginando il silenzio a quell’invito al dialogo che Santimone e Conte hanno rivolto al PD o a quel che resta del PD, o meglio ancora a chi in questo momento detiene per nomina commissariale le sorti del PD e non quella degli elettori democrat che al contrario non riconoscendosi in quel progetto, si orienteranno diversamente, si disperderanno o non andranno nemmeno a votare. Insomma a Santimone, Conte e a quelle tracce del PD che aderiscono alla candidatura Santimone e a quell’altra parte di moderati che aderisce all’Associazione Eboli 3.0 o “Eboli 1.5” se si tiene conto che il Consigliere Santo Venerando Fido aderisce alla coalizione che sostiene Damiano Cardiello va detto che: “non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare“.

Forse a distanza di 24 ore dalla presentazione ufficiale di Santimone, verrebbe in mente dire che più che rincorrere chi non vuole essere rincorso sarebbe utile comprendere i confini politici di questa coalizione che al momento identifichiamo, come anche Santimone ha confermato a “denti stretti” in tre liste oltre che MDP-LEU, “Eboli 3.0” e “Democratica” composte da “militanti democrat” e DeMa, mentre “l’altro mondo”, cioè quello della sinistra tradizionale ebolitana PDCI, PRC e PCI non c’è e si immagina nemneno ci saranno.

Non si capisce ancora gran che, ma per il momento è certo che Donato Santimone è il terzo candidato a Sindaco di Eboli e si aggiunge a Massimo Cariello che guiderà una coalizione di liste civiche ivi compreso il PD spogliato del suo simbolo e a Damiano Cardiello che guiderà una coalizione civica di destra. Quindi quel “cantiere” che vorrebbe ricostruite il centrosinistra è ancora tutto da attrezzare e se non si prende atto della realtà, si corre il rischio di farlo diventare come gli scavi di Pompei, laddove ogni tanto si scopre un reperto, che ci aiuta a ricostruire il passato ma non è funzionale al momento se non dal punto di vists storico e archeologico.

Un cantiere che l’On. Federico Conte immagina sia fatto di “Proposta e di contrasto“, proposte per il Paese e di contraspo alle politiche messe in atto dall’amministrazione Cariello, nel momento in cui boccia l’attuale maggioranza di governo cittadina, la sua guida, la sua gestione fatta di “prebende quotidiane“, ritenendo a sua volta di aprire un nuovo percorso politico che va al di la del nome di Santimone, nel momento in cui dice “Noi non presentiamo un nome, ma una funzione, una proposta che va dall”urbanistica, al trasporto, ai rifiuti, all’ambiente e una organizzazione che riguarda il nostro comune attraverso percorsi di confronti” e facendo sua una frase di Mino Martinazzoli, segretario della Democrazia Cristiana, badiamo bene, non di Gramsci o di Nenni, per marcare la differenza tra gli altri e quello che si sta costruendo ha concluso: “La politica è altrove: noi li aspettiamo la“.

Bene, bravo, ed è proprio li che noi stiamo aspettando, per comprendere dove sta la politica, chi ne fa parte, con cosa e con come si vuole occupare quel luogo, e soprattutto a chi si vuole rivolgersi, anche perché il quadro politico nazionale e quello regionale sono abbastanza confusi e gli elettori, nella confusione finiscono sempre per essere attratti dagli incantatori di serpenti piuttosto da chi indica prospettive future magari preannunciano anche dei sacrifici per raggiungerli. Speriamo che l’attesa non sia “buzzatianamente” autodistruttiva.

Nel corso della conferenza stampa di ieri sono state presentate le ragioni della candidatura di Donato Santimone, come egli ha voluto sottolineare: «Tutta tesa ad una battaglia per la costruzione, in un coerente disegno strategico che si sta definendo in collaborazione con le forze sociali, economiche ed imprenditoriali, politiche e del mondo della cultura e del sindacato della nostra città, della Eboli del 2030. – seguendo secondo Santimone percorsi politici che mettano in risalto – Ambiente, turismo, cultura, smart cities, politiche giovanili, riorganizzazione e trasparenza della macchina amministrativa, cultura della legalità i capisaldi del programma politico della coalizione. .

Questo per Donato Santimone “è la prima tappa di una lunga campagna elettorale, nel corso della quale la coalizione delineera’ tutti i punti programmatici volti alla costruzione di una Eboli aperta, colta, inclusiva, capace di generare ricchezza e lavoro per i propri abitanti nel rispetto dell’ambiente: la Eboli del 2030 parte da qui“. Sarà cosi? Noi ce lo auguriamo e ci auguriami anche vi sia una contesa ma nella più corretta agibilità politica.

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Federico Conte

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Conferenza stampa presentazione candidatura Donato Santimone

Eboli, 28 giugno 2020

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Nulla di personale per Donato, ma come si fa ad allearsi con persone che qualche anno prima erano i peggiori avversari politici. Semplice ,si vuole ricombattare la sinistra anzi il centro sinistro. Dall’altra parte vi è il centro destra, poi la destra e infine la sinistra antica.Ma questa è una giostra medievale ,non quella di De Vita ma quella della politica ebolitana.Con questi personaggi e coalizioni contradittorie,non si va da nessuna parte.40 anni di politica scellerata hanno portato Eboli dal più grande paese della provincia di Salerno al più cesso paese della provincia ,ma sopratutto il più povero paese.Il guaio peggiore che questa maniera di fare politica ha assuefatto glòi elettori ebolitani ,strafottenti ,assistenzialisti e senza ideali.Qui vige il detto mi manda Picone e amico dell’amico.Questa coalizione di centro sinistra come pure Cariello perche viene dalla sinistra e non meno peggio quelli del centro destra che si sono alleati con Cariello pur di comandare sono la stessa schifezza gente senza principi nei ideali ne programmi che fanno gli interessi dei cittadini.Eboli ha bisogno di un nvero cambiamento, gente nuova giovani puliti e preparati,pieni di iniziative e con vedute mentali con ampi spazi.queste persone devono andarsene da Eboli ,gente che sbucano da tutte le parti come funghi per avere una poltrona : tipo azienda improsta ,centro Elaion che vive con fondi pubblici,monopolizzazione dell’ospedale che è morente. Mentre strutture e sito che non portano voti ,sono alla derivA, L’UTOPIA DEL CENTRO STORICO,mARINA DI eBOLI E RETE DEL PERCORSO TURISTICO DEI MONTI PICENTINI.cHE SCHIFO MI VERGOGNO DI ESSERE EBOLITANO.

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