Eboli: Il ritiro “tattico” di Cardiello “spegne” il centrodestra

Cardiello si ritira e da Sindaco del Fronte popolare affondato da LEU, “spegne” FI e, il Centrodesta piomba nel buio. 

E per la prima volta il Centrodestra non compare sulla scheda elettorale. Cosa c’è dietro l’angolo? Un complotto che coinvolge dietro l’infiltrazione camorristica: Prefettura, Procura, FI, Cariello e la sua Ammistrazione, o è semplicemente la fuga di candidati a seguito di una impostazione di campagna elettorale “bocciata” dai cittadini? Forse non vuole concedere vantaggi a nessuno e attende strade “giudiziarie” per  poi riproporsi. 

Eboli_Amministrative_2020_Damiano Cardiello_Santo Venerando Fido

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Queste sono elezioni farsa, di impunibilità generale, la mia è una scelta ponderata per la legalità, – è così che ha esordito il capogruppo di FI Damiano Cardiello nella sua conferenza stampa convocata sul filo del rasoio per la presentazione delle Liste per annunciare di non volersi più ricandidare a Sindaco sebbene abbia composto tre liste – Eboli è stata cancellata dalla mappa giudiziaria, le persone perbene come noi riflettono, troppi eventi che perdurano. Sono 5 anni che apprendiamo notizie poco rassicuranti, e per questo esprimo la solidarietà a Peppe Rinaldi che ha un estimatore dalla svizzera Pasquale Cariello per le scomode verità contro il fratello.

Ad eboli ci sta un sistema che condiziona la vita pubblica. – ha proseguito Cardiello – noi paghiamo un isolamento sociale, le istituzioni ad eboli non godono di una fiducia serpeggia la sfiducia, dal mese di gennaio assistiamo a riferimenti di camorra ad eboli, casalesi al comune per i parcheggi. noi abbiamo scritto al prefetto se sapere se fosse vero o meno, ad oggi nessuna risposta, sono cose gravi che fanno riflettere, un black out istituzionale, nel luglio 2017 avevo finito un udienza al giudice di pace di eboli un imprenditore locali mi affianca e si lamenta delle mie copiose richieste di accesso ai fatti, e poi mi minaccia dalle parole alle minacce io l’ho querelato, ma il fascicolo è pendente, come faccio a fare una campagna elettorale?

Manca agibilità democratica, – aggiunge Cardiello – noi non abbiamo un minimo interesse elettorale, non rincorriamo posti, siamo mosche bianche in una illegalità diffusa.

A Eboli ha 40.000 abitanti, capitale del sele, non ci sta serenità. Una farsa le elezioni, il nostro lavoro ha fruttato 200 interrogazioni e mozioni, insieme alla sinistra siamo andati oltre l’appartenenza per il benessere comune, firmando congiuntamente interrogazioni e davano fastidio nello svolgimento dei consigli comunale. Abbiamo subito insulti, tentativi di aggressioni, come a maggio quando il sindaco ha definito “animale” un consigliere comunale. Siamo stati offesi da un assessore, e ad oggi non abbiamo ricevuto una scusa.

Damiano Cardiello _Santo Venerando Fido

Arroganza e presunzione, – prosegue ancora Cardiello – usano il Municipio come casa propria, vedi piano di zona, parcheggi, cimitero, a iosa, forse qualcuno ne è anche stanco, e tutto resta nel limbo. Fateci capire, dateci una risposta sulle ombre o meno. Noi ci riferiamo ai liberi cittadini, il nostro lavoro non andrà perso, noi garantiremo altre forme anche senza essere consiglieri comunali, non abbiamo intenti politici ed altri obbiettivi,  saremo il pungolo qualora si svolgessero alte elezioni.

Ringrazio il collega Santo Venerando Fido che ha avuto il coraggio di firmare dei documenti importanti, – conclude Damiano Cardiello aggiungendo – ci siamo rivolti alla Prefettura per le infiltrazioni camorristiche. Due consiglieri comunali chiedono chiarimenti da mostrare ai cittadini, non c’è stata nessuna risposta. Viviamo con l’incubo delle infiltrazioni camorristiche, il clima avvelenato, l’illegalità non ci permette di essere della partita, lo facciamo non a cuor leggero, noi siamo per la legalità».

E poi alle domande dei giornalisti presenti Cardiello sulle infiltrazioni risponde aggiungendo: “Eboli diventa una Città dalla democrazia sospesa“. – Circa il suo collocamento rispetto alle elezioni regionali – “Sosterremo il Presidente Caldoro daremo la mano ai candidati locali“. – rispetto poi alle alleanze sfumate o accennate soprattutto con LEU fino a cercare di comporre un quadro unico delle opposizioni, risponde – Abbiamo tenuto diverse riunioni di nobile iniziativa tra tutte le forze politiche di opposizioni rispetto alla Band Cariello. Tuttavia devo riscontrare una negatività rispetto al rapporto che hanno fatto prevalere basato sull’appartenenza politico-ideologica, e purtroppo non ha funzionato. –

amministrative Eboli 2020_Alfonso Del Vecchio_Massimo Cariello_Donato Santimone

Di seguito rispetto al rapporto con il suo partito Forza Italia, Cardiello ha aggiunto – Ho rappresentato il centrodestra e Forza Italia con coerenza. Sono amareggiato del mancato interesse verso Eboli da parte della Dirigenza politica provinciale, e nel caos vi è stata un poco di confusione. Fatto sta che il centrodestra non sarà rappresentato, peccato. Le ho provate tutte, pur di avere un dialogo, ho anche fatto un passo di lato ma nulla. Tutti i candidati delle tre liste regolarmente sottoscritte, sebbene con rammarico, hanno accettato il nostro indirizzo“. Presenti all’incontro oltre ai giornalisti e personalità varie i candidati al consiglio regionale a sostegno di Stefano Caldoro: Donato Gallotta e Rolando Scotillo; Il consigliere comunale uscente di LEU, Antonio Petrone il “sovversivo” come egli stesso si è definito evidentemente distanziandosi dai LEU e i curiosi.

Questa la cronaca con la trascrizione pedissequa dell’intervento di Cardiello alla sua conferenza stampa che tutti gli organi di stampa e web hanno riportato questa mattina. Ma come al solito le verità, quelle vere, spesso sono “dietro l’angolo“, oppure sono rappresentate con l’occhio della verità “rappresentata” quella della quale si è convinti e che poi di seguito viene assunta come verità, salvo poi apprendere, ma solo molto tempo dopo quela vera. E purtroppo questo è il tempo che viviamo: Quello della post-verità. Ma quando vale poi la verità vera dopo che si è assunto quella rappresentata? Assolutamente nulla, si pareggiano fino addirittura ad accettarne due o più di due.

Damiano Cardiello _Santo Venerando Fido

Ciò premesso, rispetto al ritiro di Cardiello, che POLITICAdeMENTE più di una volta lo ha anticipato, parte da lontano e da diverse considerazioni che proviamo di volta in volta ad elencarle: prima di ogni cosa sarebbe la sensazione di abbandono da parte delle Istituzioni ritenendo non siano state accolte le sue reiterate denunce o rilievi, denunce spesso basate su articoli di stampa e spesso da osservazioni fatte su taluni atti amministrativi, che POLITICAdeMENTE ha sempre riportato e dato spazio, confermando che qualsissi “cappa di potere” non può mai inibire nessuno, tranne che, al contrario, non si vuole essere inibiti, eppure non è mai arrivato un minimo ringraziamento, come invece è stato in conferenza stampa. L’abbandono, che dal racconto di Cardiello traspare, lascia intendere anche una scarsa attenzione da parte di quegli organi a cui si è rivolto, (Prefettura, Procura) e quindi quel silenzio a, secondo lui, attribuibile in qualche modo ad una sotta di “commistione” e non magari a una valutazione accorta di quello che non è affatto un processo, ma una notizia di stampa che rappresenta fatti, veri o finti che siano, raccontati come se fossero un Processo e restarne delusi perché quegli articoli non si sono trssformati in processi confondendo “desiderio” e realtà.

La realtà rappresentata e gli episodi che nel corso degli anni sono stati oggetti di attenzione, sono conseguenti ad atti amministrativi, e che Cardiello ci racconta che sono all‘attenzione della Magistratura e questa sta evidentemente sts svolgendo indagini. La giustizia, quella giusta della quale il nostro Paese ne è esempio fin dal tempo dei Romani, vuole i suoi tempi e non segue il desiderio dei singoli, i quali pur di appagare la propria “sete” di giustizia diventata vendetta, sarebbero capaci di giungere all’assioma indagato-colpevole, quella giustizia si chiama “giustizialismo” e i Tribunali non possono essere sostituiti dai Giornali, che tra l’altro per come l’osservatorio della libertà di stampa ci indica, come Paese, siamo oltre il 60° posto nel Mondo, ben al di sotto di alcuni Paesi a regimi dittatoriali, e di questo i giornalisti e i giornali si dovrebbero interrogare, e solo così si renderebbero conto di quanto siano liberi e di quanto si siano voluti autonomamente sottoporre ai poteri forti o ai Partiti, o alle proprietà, o a tutti e tre.

Think Tank Eboli Futura

Ciò detto, rispetto alle alleanze Cardiello è stato sorvolante sia rispetto a quella intentata tra tutte le opposizioni presenti in Città, composte da forze politiche presenti in Consiglio comunale e non e da associazioni e comitati politici che svolgevano un ruolo di opposizione a Cariello, realizzando un fronte, purtroppo anche questo contro Cariello e non propositivo per promuovere nuovi approdi e offrire nuove praterie. Fronte al quale la sinistra tradizionale ed estrema ebolitana PCI in testa subito si fece da parte e meno male, altrimenti ci sarebbe stato una sorta di clima da fronte popolare che inevitabilmente avrebbe diviso in due la Città e gli orientamenti facendo perdere di vista i temi politici che da anni sono irrisolti. Temi accennati da un Think Tank, oggettivamente interessante, che parlava alla Città, la faceva esprimere, e poteva giungere anche a individuare quella classe dirigente di cui tanto se ne ha bisogno e tutti la invocano. Think Tank che aveva raccolto il contributo di tanti giovani (uomini e donne), brutalmente ignorato, poi nel corso del tempo, perché evidentemente non funzionali ai tatticismi denunciati dai “Rinfusi” di LEU Girolamo Ginetti e Giovanna Albano, abbandonati a se stessi. E così ci chiediamo, ovviamente senza attenderci una risposta: Che fine ha fatto quella esperienza? A chi è servita? Dove sono tutte quelle persone e quelle giovani donne e uomini che vi hanno partecipato? Nelle liste non ve ne è traccia. È servita, per allontanare Cardiello dalla postazione di candidato unico del fronte anti Cariello. Ma la politica non si fa contro qualcuno si fa in favore di idee, programmi e volontà.

Girolamo Ginetti e Giovanna Albano

Forse, più che il rammarico appena accennato perché non è stato supportato dal suo Partito, Cardiello avrebbe dovuto manifestarlo veementemente e non a 5 minuti prima di presentare le Liste, sicuro che il suo Partito FI non poteva più organizzarsi, ma abbondantemente prima. Forse non lo ha fatto perché voleva che le cose andassero così e forse anche per non accentuare il fatto che oltre al Prefetto, alla Procura, si associasse anche Forza Italia, in quel complotto che ignora i “processi” di stampa perché tutti coinvolti a proteggere Cariello e a nascondere le infiltrazioni camorristiche che coinvolgerebbero Cariello e la sua Amministrazione.

Sono anni che ascoltiamo di queste infiltrazioni camorristiche, e sono anni che assistiamo acqueste campagne che, seppure taluni sono in buona fede, in altri c’è la precisa intenzione di creare una palude di fango e veleno da rendere ogni percorso difficile infondendo terrore, proprio quella Camorra che si invoca festeggia indisturbata e ringrazia essendo i fari diretti in altre direzioni. Non sarà mica questa campagna di odio e di fango che ha costretto i vari soggetti politici a ripiegare sui tatticismi: I LEU facendo un “Listone” e Cardiello magari non presentandosi e non consentendo al suo Partito di presentarsi, circostanze che hanno allontanato i possibili candidati, i quali non condividendo l’impostazione della Campagna elettorale di tipo scandalistica basata più sullo scontro fisico che sulle proposte e sui programmi?

Sta di fatto che a seguito del ripiegamento, senza nulla togliere ai singoli e coraggiosi candidati, sembra che le Liste siano state riempite ma nessuna risponde ai propositi delle prime ore. A queste riflessioni ci sarebbe una ulteriore considerazione che ci porta a pensare che Cardiello, ben consapevole del vantaggio del Sindaco uscente Cariello, ha pensato di fare “passo” per non riportare sul suo curriculum politico una terza sconfitta, rimandando il tutto ad un prossimo futuro che a rigor di legge sarebbe fra 5 anni, ma a rigor di desiderio sarebbe a breve per un intervento del Prefetto, per modo da avere sgombro il terreno non avendo concesso a nessuno di crescere nel frattempo, di qui il ritiro tattico. È questa la verità o è anche qiedta fantapolitica? Il tempo lo deciderà.

Eboli, 22 agosto 2020

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. ho scritto due post su questo articolo ma non vi è traccia potrebbe essere un errore del server?

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