“Qualità della vita” secondo il Sole24Ore: Napoli ultima, Salerno 95^. I guai iniziano con l’Unità d’Italia

L’ultimo posto nella classifica de Il Sole24Ore fa affondare insieme a Napoli anche la Iervolino. E mentre  Cirielli e De Luca, i due “Galli sull’immondizia”, si beccano, Salerno non sta meglio. Ma quanto vale il Sole, il mare, la costiera sorrentina, amalfitana, Pompei, Paestum, Velia?

L’inflazione galoppa, 2 giovani su 3 non lavorano, le imprese falliscono, la sicurezza è al limite, l’ambiente urbano è degradato.

Veduta Napoli il golfo

NAPOLI – Anche quest’anno la classifica della “Qualità della Vita” nelle province e nelle città italiane stilata dal Sole24Ore assegna a Napoli la maglia nera. La tradizionale classifica, che ormai da oltre un ventennio misura la vivibilità delle 107 Province italiane, summa di una serie di indicatori e ben 36 valutazioni complessive,  con tutta la spietatezza assegna saldamente al capoluogo partenopeo la coda.

Stessa implacabile valutazione per le altre province Campane e moltissime del sud Italia. Se Napoli è tristemente in coda alla classifica. Caserta è terzultima. Benevento (94esima), Salerno (95esima). La città campana dove si vive meglio è Avellino (al 91esimo posto).   Ecco i dati del Sole24Ore.

I risultati del rapporto sono venuti fuori dall’analisi di 9 fattori, quali: ambiente, affari e lavoro, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Ciascuna macroarea è poi suddivisa in altri sei sottoindicatori significativi per un totale di 36.

Trento Piazza del Buon Consiglio

Mentre la Campania, Napoli e le altre province si leccano le ferite e si interrogano su questo triste “primato”, i risultati premiano Bolzano e Trento, che a giudizio sia dell’indagine di Italia Oggi che quella del Sole24Ore, guidano la classifica finale dell’edizione 2010.

A decretare il successo delle due realtà alpine, le buoni “voti” conseguiti sul fronte del reddito, del lavoro, della sicurezza, dei servizi, dell’ambiente, della salute. Bolzano poi, ha il primato per occupazione femminile, Trento, invece, per il minor indice di inflazione.

Non è la prima volta che le 2 province autonome del Trentino Alto Adige, occupano la vetta di questa classifica che anno per anno misura la vivibilità delle provincie italiane. Le 2 città del nord Italia hanno raggiunto un punteggio, rispettivamente, di 637 e 636 punti e sono seguite da Sondrio, Trieste, Belluno, Siena, Aosta (altra provincia autonoma), Gorizia, Bologna, Oristano prima provincia del Sud, le altre tutte affollate agli ultimi posti.

Napoli sulle stesse aree arranca in maniera disastrosa: inflazione alta (oltre il 2 per cento), costo delle abitazioni (3.700 euro al mq), la situazione lavorativa non ne parliamo (2 giovani su 3 sono disoccupati), l’economia fa registrare grandi difficoltà (i fallimenti sono oltre il doppio della media nazionale), l‘ecosistema è in pieno collasso (emergenza rifiuti), per i reati poi si è in continua emergenza.

Edmondo Cirielli Vincenzo De Luca

Continuare a commentare i dati non serve più a nulla, è invece necessario analizzarli e dare delle spiegazioni oltre che esprimere dei giudizi anche sui criteri che esprimono queste classifiche.

Innanzi tutto verrebbe da dire che le Istituzioni si facessero prendere da un sussulto di dignità. Per Istituzioni naturalmente non mi riferisco solo a quelle locali (Regioni, Province, Comuni, Enti vari del Sud), bensì a quelle nazionali, soprattutto a quelle, atteso che si percepisce e non solo, come il Governo e la maggior parte dei suoi componenti sia contro il Sud.

Le maglie nere? Ormai le indossiamo dall’Unità d’Italia. Perché i guai di Napoli e del Sud sono incominciati da lì, da quando i Sabaudi decisero di unificare politicamente uno Stato, fino ad allora solo geografico. Da quel momento i Piemontesi si comportarono da “vincitori” e per avallare l’inizio di una impostazione che vedeva progressivamente togliere risorse al Sud e trasferirle al Nord, aggiunsero una giustificazione che riuscì a trovare il piemontese Cesare Lombroso, senza nessun fondamento scientifico, se non nella sua ostinata ricerca “guidata”, le ragioni per classificare gli abitanti del Sud come inferiori e delinquenti e giustificare le razzie.

Salerno

Purtroppo da quel momento siamo sempre stati abituati a queste maglie nere, specie quando si parla di servizi, di sistema di qualità della vita. Questo è un altro colpo a una Città ferita, mortificata, condannata, ma è un duro colpo anche per le altre province campane, per Salerno innanzi tutto.  E’ necessario che le istituzioni facciano qualcosa perché un atteggiamento di rassegnazione significherebbe solo la resa. La fotografia dell’indagine, ci dice che nessuna delle nostre province raggiunge gli standard degli indicatori a cui fa riferimento l’indagine stessa.

Ma veramente possiamo immaginare che la qualità della vita sia migliore a Trento o Bolzano, rispetto a Salerno o Napoli o nel resto della Regione Campania o più in generale quelle del Sud? La Campania esprime realtà, nel campo della medicina, della cultura, dell’imprenditoria e dell’artigianato che estrapolate dal contesto raggiungono valori di vera e proprie eccellenze.

Ma quanto valgono in termini di qualità della vita il Sole, il Mare, le costiere più belle del Mondo (sorrentina, amalfitana, cilentana), i distretti archeologici più importanti d’Italia (Pompei, Paestum, Velia)?

Va evidenziato anche come ogni cittadino napoletano, salernitano, campano ha contributi da Roma molto inferiori rispetto agli abitanti delle città del nord. Senza contare i fiumi di euro indirizzati alle Regioni e Province a statuto speciale come Valle d’Aosta, Trentino e Sicilia, (anche qui differenziati: più al Nord che al Sud), ma esponenzialmente differenti rispetto alle Regioni del Sud. Insomma, un cittadino di Napoli costa allo Stato 7mila euro, un cittadino della Val D’Aosta ne costa 17mila. E se a Napoli costa 7mila euro, a Salerno, Caserta, Benevento, e Avellino, costa ancora meno.

Il Piemonte, la Lombardia, rispetto agli abitanti, al territorio e alle risorse che versano allo Stato, ricevono più risorse che la Campania o la Basilicata. Questo strabismo è alla base di molte differenze e da questa indagine esce fuori in maniera vergognosa come il divario tra il Nord e il Sud sia cresciuto e come sia divenuto abissale rispetto al punto di partenza: 150 anni fa, cioè dall’Unità d’Italia ad oggi.

Quindi gli ultimi posti in classifica dipendono soprattutto dalle infrastrutture, dal lavoro, dalla mobilità? Quindi non dovrebbe essere la maglia nera per il Sud, bensì fornire al Nord e al Governo la maglia rossa, Rossa dalla vergogna.

Rosa Russo iervolino

Purtroppo insieme a Napoli, affonda anche una signora nobile, onesta e leale come Rosa Russo Iervolino, che chiude una onorata carriera politica travolta dall’immondizia che paga colpe diffuse e incancrenite di altri di cui sopra, eppure in tutto questo invece di fare ammenda a Salerno assistiamo alla lotta tra il Presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli e il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, i “Galli sull’immondizia“, che continuano a beccarsi mentre insieme a Napoli affonda anche la Provincia di Salerno.

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Ma non è lo sport, l’esercizio dialettico preferito dagli italiani fare ‘i galli ‘ncoppa mmunnezza’?

  2. Edmondo Cirielli è famoso per avere fatto una proposta di legge, primo firmatario, per poi ritirare il suo nome dalla legge, denominata quindi ex-Cirielli, una devastante legge per l’impatto sul sovraffollamento carcerario, che ha modificato il regime delle prescrizioni e rimodulato la recidiva con appesantimento di pene detentive – appunto – per i recidivi. Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, l’Accademia militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma conseguendo la laurea in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e la Laurea specialistica in Scienze della Sicurezza interna ed esterna: un plurilaureatro. E’ tenente colonnello dei Carabinieri, in aspettativa per mandato parlamentare, presidente della IV Commissione Difesa della Camera. Mi domando quanti stipendi percepisca, legittimamente certo.

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