Ecco il Piano attuativo 2010 dell’Azienda Sanitaria Locale Salerno

Piano attuativo dell’Azienda Sanitaria Locale Salerno: Accorpamenti, trasferimenti, soppressioni e tagli.

Decreto del Commissario Ad Acta per il Piano di Rientro del Settore Sanitario n. 49 del 27.9.2010. Attua il Piano ma senza risorse finanziarie. Un attentato alla salute e ai servizi.

Caropreso Cirielli De Simone asl

SALERNO – Si è scelto di pubblicare il Piano Attuativo dell’ASL Salerno, anche per mettere fine alla ridda di voci, che di volta in volta affollano la cronaca quotidiana, rispetto anche a false informazioni che fanno allarmare amministratori e comunità, tutte protese alla salvaguardia dei loro Presidi Ospedalieri.

Francesco De Simone

C’è da dire che questo Piano è stato veramente discusso più nelle stanze “improprie” che in quelle professionali e di merito, tanto che le confusioni sono state sempre la conseguenza di fughe di notizie che gli stessi attori principali, evidentemente sollecitati da più parti, dicevano tutto ed il contrario di tutto: annunciazioni, dichiarazioni, correzioni, smentite, interferenze, accuse, dimissioni, rientri e nuove dimissioni, senza contare la scoperta di scopiazzamenti di altri studi, sono stato l’humus su cui si basa questo studio.

Giuseppe Zuccatelli

Giuseppe Zuccatelli, Francesco De Simone, Mariarosaria Caropreso, sono quelli su cui ora si abbattono gli strali e sono quelli che sono stati accusati dai vari responsabili politici di essere incompetenti ed inadeguati, ma questo rientra nella normalità del dibattito politico, anche atteso lo stato rovinoso in cui versa la Sanità in Campania, e questo capita quando si è lottizzati, nel senso che si associa ai singoli più l’appartenenza che la professionalità.

Fatto sta  che ormai il Piano è fatto e a noi comunque nessuno può impedirci di avere qualche dubbio, proprio per tutti i percorsi tumultuosi e tormentati che ci sono stati, sulla correttezza e sulla giustezza di questo piano, che oltre ad essere un Piano tendente alla razionalizzazione è anche un progetto, atteso che si programma anche cose che al momento non esistono, come l’OSPEDALE UNICO DELLA VALLE DEL SELE.

Caldoro – Cirielli

Come tutti i progetti che si rispettano deve esistere anche una parte economica che appare in tutti i suoi movimenti e passaggi, ma che invece non è per niente presente e gli stessi Sub – sub Commissari de Simone e Caropreso relazionano. Un  Progetto senza soldi è solo un progetto di massima se rimane in un cassetto, se invece per realizzare questo progetto si fanno anche movimentazioni che non sono affatto ininfluenti per i Presidi Ospedalieri Attuali e che incidono profondamente sugli stessi, sulla salute dei cittadini, sulla funzionalità oggettiva allora è solo uno sfregio.

Sara Caropreso

Di questo sicuramente sapremo chi saranno i PADRI atteso che il Presidente della Regione Stefano Caldoro ha “diffuso” le responsabilità nominando un suo referente in Raffaele Calabrò, che alleggerisce l’Assessore alla Sanità Marcello Taglialatela, mentre i tre sub si prendono tutti i pernacchi del caso, ma tutti insieme non si sottrarranno ad essere individuati come i BECCHINI della Sanità. In tutto questo ci sono state anche interferenze improprie utilizzando ruoli istituzionali non propri come quello del Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, che addirittura commissionò un piano alternativo, oltre poi ai continui battibecchi con Ciriaco De Mita.

Questo Piano è senza una proposta politica, è senza prospettive ed è percepito come un’attentato alla salute, ritenendo che gli sprechi non sono da individuare nella Piana del Sele tra Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide, ma altrove con la massima punta in Napoli e nella Sanità Privata, vere idrovore di danaro pubblico.

1

PREMESSA

Il diritto alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione, in base ad una rinnovata e moderna rilettura della norma, non impone soltanto allo Stato e a tutti gli organi competenti di prevenire e porre in essere ogni iniziativa che conservi e preservi la salute dei cittadini, bensì, deve concretizzarsi anche nella tutela della persona che, pur avendo perso provvisoriamente o irrimediabilmente la salute, necessita maggiormente della più ampia tutela per garantire l’esercizio di tutti i diritti riconosciuti alla persona, compatibilmente con la propria condizione.

Nel decreto del Commissario ad Acta per il Piano di Rientro n. 49 del 27.9.2010 c’è una chiara applicazione del principio sopra enunciato con l’intento di dare una nuova organizzazione ai servizi sanitari offerti dalla intera Regione Campania. Detto provvedimento  ha dato inizio al processo di revisione della rete ospedaliera ponendosi l’obiettivo di assicurare complessivamente un’offerta più adeguata ai bisogni dei cittadini attraverso, soprattutto, la riduzione delle attività ritenute inappropriate, con la conseguente organizzazione funzionale e operativa delle strutture ospedaliere.

Il decreto 49/2010 è caratterizzato dalla tendenza ad accorpare e integrare, quando le caratteristiche del territorio lo consentano, in un unico presidio più strutture sanitarie. Tutto ciò non corrisponde solo alla logica del risparmio, ma soprattutto a rendere più fruibili le prestazioni offerte  raggiungendo un livello qualitativo e riconoscendo maggiori garanzie al cittadino. Infatti, per quanto riguarda la Provincia di Salerno, l’attuale organizzazione ospedaliera presenta notevoli lacune dovute alla inadeguata dotazione di risorse per tutte le unità operative attive sul territorio.

I direttori sanitari, sono spesso chiamati ad assumersi in prima persona responsabilità autorizzando prestazioni aggiuntive e turni massacranti al personale sanitario per riuscire a rendere funzionali reparti che, in base ai budget loro assegnati, non potrebbero continuare a rimanere aperti.

In sintesi, l’attuale situazione della Provincia di Salerno dimostra che, nonostante l’esistenza di numerosi presidi ospedalieri, l’assistenza ai cittadini viene offerta in maniera poco funzionale e poco soddisfacente sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo, tanto che anche le più qualificate professionalità, presenti nell’Azienda, non riescono a esprimersi e a dare i potenziali risultati a causa di una frammentata ripartizione di risorse sia tecnologiche che umane, utilizzate in modo disorganico. A ciò aggiungasi che l’attuale situazione risponde ad una logica antica e non prevede alcun collegamento strutturale, continuativo e funzionale tra la rete ospedaliera e la rete territoriale che richiede una necessaria rivisitazione per garantire percorsi diagnostici e terapeutici che oggi trovano inappropriate risposte.

Nella formulazione del presente documento  si è cercato di conciliare il rigoroso rispetto dei parametri e criteri dettati dal decreto con le esigenze collegate all’impatto sulla cittadinanza che per tradizione e cultura considera eventuali modifiche lesive della incolumità pubblica. Per tale motivo è stato individuato un percorso che garantisse all’Ente e all’utenza tutta, scelte tecnicamente ineccepibili formulate da  gruppi di tecnici, di comprovata esperienza in materia sanitaria e già dipendenti interni all’ASL.

Il prioritario obiettivo di evitare inappropriati ricoveri viene, quindi, perseguito con tre percorsi da attuare in maniera sinergica e contestuale:

  1. potenziamento dell’assistenza domiciliare attraverso l’istituzione di una struttura centrale che curi tutte le attività di assistenza sanitaria e sociale a coloro che non necessitano di degenza ospedaliera, garantendo così un percorso terapeutico  e assistenziale anche con una continuità  assistenziale;

2.      attivazione di strutture sanitarie di nuova tipologia (SPS e Ospedale di Comunità) e postazioni PSAUT che in sinergia con la rete ospedaliera possano accogliere e fornire le prestazioni di primo soccorso riducendo notevolmente le prestazioni di pronto soccorso dei PP.OO. ai quali oggi si accede, per la maggior parte dei casi, senza necessità non avendo altri riferimenti a cui fare ricorso con celerità; SPS (i piccoli ospedali potrebbero diventare SPS: Castiglione e Scafati).

La novità, in alcuni casi, prevede l’attuazione di modelli assistenziali innovativi, la riconversione di piccoli ospedali non comporterà un vulnus di assistenza, anzi tutt’altro. I Cittadini potranno contare su una rete di assistenza territoriale il cui accesso sarà loro garantito in maniera più rapida e sicura. Dove le condizioni geografiche lo consentiranno verranno allocate strutture polifunzionali per la salute (SPS); si tratta di strutture in grado di raccogliere la domanda sanitaria e consistono in un presidio strategico che può fronteggiare le richieste più frequenti (anche i codici bianchi – urgenze che non comportano imminente pericolo di vita). In queste strutture, funzionanti h 24, saranno ricompresi ambulatori  di prime cure e piccole urgenze, coordinamenti di medici di famiglia, sedi PSAUT (emergenza territoriale 118), ambulatori medici specialistici e ambulatori infermieristici. La ratio di tali strutture coincide con la necessità di sottrarre il carico che oggi grava sui pronto soccorso dei PP.OO. Il 90% di accessi al pronto soccorso, su base statistica regionale, risulta collegato a prestazioni che potrebbero essere tranquillamente e meglio effettuate dagli istituendi SPS.

Altra nuova e innovativa tipologia è l’ospedale di comunità recepita dall’esperienza di altre Nazioni e, in particolare,  dalla Gran Bretagna, è quella degli ospedali di comunità, dotati di posti letto di tipo residenziale che garantiscono, a fronte di bassi costi, una degenza che comporta la riduzione dei ricoveri impropri negli ospedali, la permanenza del paziente in un ambiente più gradevole e vivibile, con la possibilità di relazionarsi con la famiglia e di essere monitorato clinicamente anche dopo la dimissione.

Inoltre, la previsione dell’hospice rappresenta un grande segnale di attenzione al paziente nello stato terminale e alla famiglia come sostegno psicologico e spirituale, affinché viva la particolare fase della vita con dignità e nel modo meno traumatico e doloroso possibile.

  1. riorganizzazione della rete ospedaliera contestualmente con la riorganizzazione della rete dell’emergenza alla quale si è attribuita la massima importanza tanto da sottoporre l’intera bozza della riorganizzazione della rete ospedaliera al vaglio ultimo dei tecnici aziendali esperti in materia di emergenza, al fine di assicurare che ogni modifica prevista per i PP.OO. venisse validata da questi ultimi ai quali sarà sottoposto ogni singolo provvedimento inerente il  percorso intrapreso.

Si sottolinea che in data 29.10.2010 è stato sottoscritto atto di preintesa tra l’ASL Salerno e l’AOUI Ruggi d’Aragona, allegato al presente documento, che ai sensi di quanto disposto dal decreto del Commissario ad Acta n. 49 del 27.9.2010, individua alcune condizioni che disciplineranno il passaggio delle strutture destinate a diventare plessi dell’A.O.,U.I. di Salerno.

Viene allegata, inoltre, al presente documento anche una bozza nella quale è indicata la nuova configurazione aziendale  che rappresenterà, qualora la Regione dovesse esprimere il proprio assenso, il modello base da attuare per rendere funzionale l’intera organizzazione, almeno in una prima fase sperimentale, nella quale si intenderebbe attivare, nell’immediato, i dipartimenti, così come elencati nella bozza di atto organizzativo.

Nella fase attuativa del prospettato riassetto aziendale, si determinerà una conseguente e automatica applicazione delle disposizioni prescritte dal decreto in materia di riduzione delle posizioni di coordinamento e organizzative.

Ad avvenuta acquisizione del pronunciamento favorevole da parte degli organi regionali sarà fornito in dettaglio il piano degli investimenti riguardante in maniera prevalente le tecnologie biomediche ed altri beni mobili la cui disponibilità da parte dell’Azienda renderà operativo il nuovo assetto operativo.

In base ad una preventiva stima i costi ammontano a circa 20.000.000,00 euro senza computare i costi relativi all’O.U. Valle del Sele e gli adeguamenti strutturali da apportare agli immobili aziendali.

I costi relativi all’emergenza, sono sinteticamente quantificati nella parte del documento dedicata all’emergenza.

La nuova configurazione riduce complessivamente i posti letto di 224 unità nel pubblico e di 127 nel privato. Risulta evidente la trasformazione di posti letto per acuti in quelli collegati alla lungodegenza e riabilitazione post acuzie, con un incremento complessivo “per non acuti” di 331 PL egualmente distribuiti tra pubblico e privato. In termini percentuali la riconversione dei posti letto è più marcata nel privato, con una riduzione dei posti per acuti di circa il 34%, mentre nel pubblico del solo 14%.

ATTUAZIONE PIANO OSPEDALIERO ASL SALERNO

La fase predispositiva del presente documento attuativo è stata connotata dalla difficoltà di contemperare le previsioni del decreto 49/2010 con le peculiarità, diverse tra loro, dei vari ambiti territoriali  compresi nella Provincia di Salerno dove si incontrano zone caratterizzate da reti di comunicazione particolarmente disagiate per la conformazione geomorfologica (Costiera Amalfitana, entroterra  Cilentano e del Vallo di Diano, Parco degli Alburni, ecc.). Dal punto di vista giurdico-amministrativo l’operazione è risultata ancor più complessa in quanto alla data dell’emanazione del Decreto 49/2010 permanevano disomogeneità organizzative tra le strutture sanitarie rientranti nelle ex disciolte AA.SS.LL., tra le quali la rete informatica, le dotazioni tecnologiche, ecc.

Particolarmente problematica è risultata l’attuazione del decreto 49/2010 per i PP.OO. compresi nelle “zone di frontiera” che per l’organizzazione ospedaliera presente nelle Province e Regioni limitrofe hanno tradizionalmente assistito popolazione proveniente da queste ultime. In tali casi, si è posta particolare attenzione onde evitare una drastica riduzione dell’assistenza al fine di garantire il diritto alla salute, in maniera uniforme a tutti i cittadini della Provincia e alla sempre crescente fetta di popolazione di età superiore a sessantacinque anni.

Inoltre, la disomogenea organizzazione delle strutture sanitarie oggetto di riconversione, accorpamento e annessione hanno reso opportuno il coinvolgimento, di alcuni dirigenti medici ai quali è stato chiesto di elaborare delle bozze da cui poter trarre spunto per predisporre il documento attuativo;

A questi tavoli è stato affidato il compito di predisporre un programma attuativo di quanto previsto dal piano ospedaliero per i presidi di competenza. In considerazione della necessità di dover chiudere i pronto soccorso a seguito di processi di dismissione/riconversione/confluenza di alcuni ospedali, è stato affidato (tavolo n. 2) il compito di prevedere una riorganizzazione dell’emergenza territoriale che, tenendo conto di questi processi, garantisca il soddisfacimento dei bisogni delle popolazioni interessate.

PROVINCIA DI SALERNO

Provincia di Salerno

RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA

Il piano attuativo è stato elaborato sulla base di quanto previsto dal decreto n. 49 del 28 settembre 2010 del Commissario ad acta della Regione Campania.

Vi è una criticità diffusa, legata alla carenza di risorse umane, in particolare di sanitari (dirigenza e comparto).

Tale situazione ha determinato la necessità, per consentire ai presidi ospedalieri di garantire almeno le loro funzioni essenziali, di ricorrere largamente all’istituto del lavoro straordinario e all’attività libero professionale.

I processi di dismissione, riclassificazione e confluenza consentono di superare, almeno in parte, tale criticità in quanto riducono il fabbisogno di risorse umane. Questo aspetto è particolarmente rilevante in caso di dismissione. Lo è meno in caso di riconversione, in quanto talune risorse umane sono comunque necessarie per garantire la nuova funzione ed altre nuove devono essere acquisite. Anche la fusione produce effetti positivi qualora si associ ad accorpamenti e riduzione di posti letto.

Va inoltre considerato che laddove si chiudano i pronto soccorso occorre prevedere un potenziamento dell’emergenza territoriale e, quindi, disponibilità di risorse umane.

È stato altresì valutata la possibilità di un utilizzo polifunzionale dei servizi diagnostici presenti in queste strutture (per l’emergenza territoriale e le attività distrettuali) e la concentrazione in esse di attività territoriali quali continuità assistenziale e specialistica ambulatoriale.

L’applicazione del piano va pianificata anche tenendo conto delle caratteristiche del territorio e della capacità di dare risposte delle strutture ospedaliere che fanno parte della rete dell’emergenza. In particolare, per l’area Nord (agro nocerino-sarnese), è pianificata la chiusura dei pronto soccorso di Scafati e di Pagani, mentre i presidi di Mercato S. Severino, Cava dei Tirreni e “Da Procida” diventano plessi dell’Azienda Ospedaliera di Salerno.

La principale criticità è legata alla critica situazione organizzativa e strutturale in cui versa attualmente il pronto soccorso di Nocera in particolare e tutto l’ospedale in generale.

Giova ricordare che Nocera è presidio sede dell’emergenza di III livello, con emodinamica e neurochirurgia. Ospita inoltre molte discipline specialistiche.

La chiusura degli altri pronto soccorso dell’agro può essere pianificata solo dopo aver risolto le criticità di questo ospedale. Tale soluzione passa attraverso il completamento dei lavori del nuovo pronto soccorso e la

delocalizzazione nel Plesso di Pagani di almeno parte delle attività di tipo elettivo, che in questo momento appesantiscono Nocera, condizionando la sua capacità di dare risposte efficienti alla domanda di prestazioni in generale, e di emergenza in particolare.

Riorganizzazione dei Presidi di Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Da Procida.

I plessi dei PP.OO. ( funzioni ospedaliere) di Cava dei Tirreni, Mercato San Severino e Da Procida confluiscono nell’Azienda Ospedaliera “Ruggi d’Aragona”, (ad eccezione della Fisiopatologia Respiratoria, Endocrinologia, Geriatria e le funzioni individuate dal decreto 49/2010, come ribadito nell’incontro tenutosi il 29.12.2010 presso gli Organi regionali ) per il presidio di Cava dei Tirreni che vengono assorbiti dal PO “Villa Malta”. Tutte le altre loro funzioni, compresa l’attività di Pronto Soccorso, non saranno più di competenza dell’ASL Salerno.

In particolare, i termini, le modalità del processo di annessione sono stabiliti nell’atto d’intesa stipulato tra le due aziende interessate, che rimanda e richiama , tra l’altro,  tutti i provvedimenti  e gli atti regionali riguardanti l’argomento ( Decreti commissario ad acta n.49/2010 e 73/2010 e successivi accordi raggiunti presso gli Organi regionali). Si allega atto di intesa.

Struttura Sanitaria di Castiglione di Ravello

La struttura di Castiglione di Ravello passerà all’ASL Salerno e disattiverà completamente tutti i posti letto in essere assicurando esclusivamente una funzione di primo soccorso, i servizi, come già enunciato precedentemente, rimarranno a coprire le esigenze distrettuali. In definitiva si realizza un modello di Struttura Polifunzionale (PSP) con la presenza di attività amministrative, cliniche (specialistica ambulatoriale, materno-infantile), di diagnostica di laboratorio e radiologica. In considerazione delle peculiarità del territorio e delle necessità di tutela della popolazione, pur prevedendo la dismissione dei posti letto e della sala operatoria (e quindi di attività chirurgiche) si garantisce il potenziamento dell’emergenza territoriale (118) con un’organizzazione multidisciplinare, attraverso l’utilizzo delle stesse risorse al servizio del territorio per attività programmate. Accanto a questo si confermano le risorse professionali già dedicate all’attività di pronto soccorso di Castiglione (medici e infermieri).  Si ritiene necessario confermare la figura dell’anestesista che potrà anche essere utilizzato sul territorio in ambulanza o auto medica per operazioni di rendez-vous con ambulanze medicalizzate o non medicalizzate o per trasporti secondari.

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 2) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che :

Entro 3 mesi dalla presente, come già indicato nel piano attuativo aziendale il PO di Castiglione di Ravello viene dismesso come presidio ospedaliero e vengono disattivati i posti letto in essere e, in accordo con le indicazioni del decreto 49 viene convertito a PSP, che ospiterà una struttura di primo soccorso utilizzando le risorse dedicate già esistenti, nonché una guardia rianimatoria che verrà utilizzata per i trasferimenti dei pazienti critici e impiegata sul territorio in supporto ai medici SAUT e alle ambulanze non medicalizzate, presso il Presidio rimarranno attive le due tipologie di ambulanza, con e senza sanitario a bordo, per garantire il trasporto protetto presso i presidi ospedalieri di riferimento, si attivano afferenti alla struttura 4 posti di osservazione breve (OBI) mantenendo comunque il personale attuale.

Il servizio garantito dal laboratorio di analisi e dalla radiologia verrà razionalizzato con orario feriale h12  mediante:

  1. Utilizzo di POCT (POINT OF CARE TESTING) per gli esami di laboratorio. Il POCT è l’espressione di un’attività analitica limitata generalmente ad un numero ristretto di esami ed eseguita su sistemi strumentali semplici, modulari e gestiti da personale non di laboratorio. Questi piccoli laboratori decentrati sono attivati in genere presso il “luogo di cura” del paziente, soprattutto in quelle sedi che agiscono nell’area della Medicina Critica, come ad esempio, le Unità di Pronto Soccorso.
  2. Utilizzo di sistemi di refertazione a distanza per la diagnostica per immagini.

L’introduzione di questi sistemi consentirebbe di ridurre il costo del personale (tecnici di laboratorio e radiologi).

Riconversione P.O. SCAFATI

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 3) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che :

L’ospedale di Scafati nel piano suddetto trasferirà le proprie unità per acuti presso il PO di Villa Malta conservando i seguenti posti letto:

25 posti di medicina generale
35 posti di recupero e riabilitazione
20 posti per lungodegenti

Tale riconversione rappresenta un’occasione unica per colmare gravi carenze del sistema riabilitativo regionale e venire incontro alle necessità di tutta la rete delle terapie intensive.

A tutt’oggi è estremamente complesso trovare accoglienza in regione per tutti i pazienti che in rianimazione/terapia intensiva superano un evento acuto, e necessitano di proseguimenti delle cure in reparti dedicati, ma a bassa intensità di cure, come pazienti tracheostomizzati, tracheostomizzati ed in ventilazione meccanica, pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite, lesioni midollari acute / polineuropatie di varia origine, lesioni cerebrali acute di varia origine e con disabilità gravi e complesse, disturbi della coscienza, disturbi cognitivi e comportamentali.

Questa si traduce inevitabilmente in un aggravio delle aree intensive con notevole aumento dei ricoveri impropri. In un sistema in riconversione la necessità di posti letto in terapia intensiva diventerà ancora più rilevante.

Da qui la necessità di trovare un sicuro sbocco per tali pazienti nelle aree riabilitative e di lungodegenza a bassa intensità di cure.

Si ravvisa perciò l’opportunità di trasformare l’ospedale di Scafati in un centro ad alta specializzazione per il trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite (codice 75), saranno attivati anche posti letti per i pazienti in stato vegetativo (cod.56.99) e recupero funzionale (cod 56).

La struttura dedicata alle gravi cerebrolesioni acquisite (codice 75) (GCLA), avrà come obiettivo il contenimento della disabilità e la prevenzione delle complicanze secondarie e terziarie nonché il reinserimento del paziente nel tessuto socio-familiare.

Per cui si ipotizza la seguente struttura:

1.      10 posti di terapia subintensiva per pazienti necessitanti di ventilazione meccanica
2.      25 posti  per pazienti di cui ai codici 75 e 56 ma non necessitanti di ventilazione meccanica.

I 25 posti di medicina generale saranno dedicati a pazienti con patologie croniche e si interfacceranno con la rete degli ospedali per acuti per il ricovero di pazienti che non necessitano di interventi urgenti ma di continuazione di cure che non possono essere erogate in regime di assistenza domiciliare.

I 20 posti per Lungodegenti saranno dedicati a pazienti con gravi patologie croniche, a prevalente indirizzo internistico e rivolti ad assicurare una stabilizzazione della patologia ed un successivo indirizzo verso le cure domiciliari.

Il servizio garantito dal laboratorio di analisi e dalla radiologia verrà razionalizzato con orario feriale h12  mediante:

  • Utilizzo di POCT (POINT OF CARE TESTING) per gli esami di laboratorio.
  • Utilizzo di sistemi di refertazione a distanza per la diagnostica per immagini.

L’introduzione di questi sistemi consentirebbe di ridurre il costo del personale (tecnici di laboratorio e radiologi).

N. UU. OO Dotazione P.L. Piano Osp.
1 MEDICINA GENERALE 25
2 LUNGODEGENZA 20
3 RECUPERO E RIABILITAZIONE 35
–           TERAPIA SUBINTENS. 10
–           COD. 56 E 75 25
4 DIAGNOSTICA PER IMMAGINI
5 PATOLOGIA CLINICA
6 DIREZIONE SANITARIA
7 DIREZIONE AMMINISTRATIVA

cronoprogramma :

  • entro 45 giorni: chiusura punto nascita
  • entro 3 mesi: trasferimento pediatria, Ostetricia e Ginecologia, e Ortopedia presso PO Sarno, trasferimento Anatomia Patologia presso Pagani
  • entro 16 mesi: trasferimento Chirurgia presso PO Sarno, Chiusura Rianimazione, chiusura Pronto Soccorso e subentro PSAUT
  • entro 18 mesi attivazione PL riabilitazione e lungodegenza

Presidio Ospedaliero “Martiri del Villa Malta” di Sarno

Il P.O. “Martiri  del Villa Malta di Sarno” è configurato, quindi, quale struttura di II livello per la rete dell’emergenza, spoke per l’emergenza cardiologica e per l’ictus cerebrale. In esso confluiranno le unità per acuti provenienti dal PO di Scafati, i reparti di Fisiopatologia Respiratoria, Endocrinologia e Geriatria provenienti dal PO di Cava dei Tirreni.

Si prevedono, inoltre, 2 posti di day hospital di Allergologia.

Nuova configurazione del P.O. “Martiri del Villa Malta”di Sarno
UU.OO. Dotazione P.L. Piano Osp. Day

Hospital

Day

Surgery

totali
CARDIOLOGIA 18 2 20
UTIC 6 6
CHIRURGIA GENERALE 23 2 25
UROLOGIA 2 2
MEDICINA GENERALE 15 2 17
PNEUMOLOGIA E

FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA

8 2 10
ENDOCRINOLOGIA 4 2 6
GERIATRIA 2 2
OSTETRICIA E GINECOLOGIA 23 2 25
PEDIATRIA – NIDO 8 7 15
NEONATOLOGIA 4 4
ORTOPEDIA 12 2 14
TRAUMATOLOGIA 6 6
TERAPIA INTENSIVA 8 8
TOTALE 160

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

In aggiunta a quanto già enunciato si specifica il seguente cronoprogramma :

  • entro 3 mesi: attivazione Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, e Ortopedia con l’accorpamento del personale proveniente dal PO di Scafati, attivazione del servizio di Rianimazione
  • entro 16 mesi: accorpamento con Chirurgia proveniente PO Scafati

Presidio Ospedaliero “ Umberto I”di Nocera Inferiore e  P.O. “A. Tortora” di Pagani

Il Presidio Ospedaliero A. Tortora di Pagani è riconfigurato quale plesso del Presidio Ospedaliero di Nocera.

L’ospedale di Nocera si colloca nell’ambito dell’area territoriale dell’agro sarnese nocerino come ospedale specialistico con funzioni di DEA di 3° livello.

Ne deriva che il carico delle prestazioni di Pronto Soccorso per l’Ospedale di Nocera saranno di gran lunga incrementate e pertanto si rende necessario un potenziamento del Pronto Soccorso del plesso di Nocera, insieme ad un potenziamento della capacità di ricovero in emergenza. Questi obiettivi devono essere congruenti sia con la tempistica di disattivazione dei pronto soccorso nell’area che col potenziamento dell’emergenza territoriale soprattutto connesso al miglioramento dei tempi di percorrenza.

Gli ospedali di 3° livello devono assicurare le funzioni e i percorsi per le prestazioni di emergenza con più alta qualificazione (esempio: cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per i grandi ustionati, la stroke unit, il trauma center).

La struttura di Anatomia Patologica del P.O. di Scafati trova naturale collocazione nel plesso di Pagani, dovendo essere, tra l’altro, lo stesso P.O. di Scafati riconvertito in una struttura ad indirizzo riabilitativo.

La struttura disponibile nel plesso di Pagani, all’interno dell’ex piastra di emergenza, è perfettamente aderente a un progetto di “presa in carico globale” del paziente neoplastico e alle esigenze dei degenti oncologici ed ematologici e pertanto le unità operative corrispondenti del plesso di Nocera saranno  trasferite nel plesso di Pagani. E’ prevista la collocazione presso il plesso di Pagani di una terapia intensiva post-operatoria per supportare la chirurgia oncologica e le emergenze dell’ematologia.

Il plesso di Nocera rappresenta il plesso di maggiore dimensioni e la struttura organizzativo funzionale è finalizzata alla gestione dell’emergenza ed alle specialità. In virtù di queste indicazioni il plesso deve presentare una capacità ricettiva di ricovero ordinario connesso alle funzioni di pronto soccorso di 3° livello.

Il Presidio Ospedaliero di Nocera è individuato come:

  • Centro HUB di livello 1 di riferimento per emodinamica interventistica (UTIC con emodinamica interventistica) ed il PO di Sarno è centro spoke (UTIC senza emodinamica interventistica). Quale Centro Hub di 1° livello è sede di afferenza di pazienti che richiedono prestazioni assistenziali tecnologicamente avanzate ed erogabili solo a questi livelli e pertanto devono garantire l’assistenza h 24. Anch’essi sono tenuti ad accettare i pazienti provenienti dai centri spoke o inviati dal 118 nei casi gravi secondo le procedure concordate, anche in assenza di posti letto ed il loro decongestionamento deve avvenire garantendo il ritorno del paziente a cura della struttura con UTIC che ha avviato l’iter diagnostico o territorialmente competente rispetto alla residenza del paziente, ovviamente con garanzie di stabilità del paziente stesso. Il 30% dei posti letto di Recupero e Riabilitazione Funzionale (cod. 56) è destinato alla cardiologia riabilitativa. La titolarità delle attività di cardiologia riabilitativa è da attribuire allo specialista cardiologo.
  • Centro HUB di 2° livello di riferimento per l’assistenza del paziente in fase acuta per ictus cerebrale (Stroke Units) ed il PO di Sarno è centro spoke. Tali unità sono costituite da aree dedicate all’ictus di tipo semintensivo, che hanno raggiunto una consolidata esperienza nella trombolisi sistemica derivante dalla partecipazione ai registri SITS – MOST e SITS – ISTR, dislocate in ospedali in cui è presente una U.O. di Neurologia, con personale adeguato alle necessità, una U.O. di neuroradiologia e una di Neurochirurgia, in esse verrà organizzato un percorso anche per il trattamento endovascolare.

Riguardo il Plesso di Nocera è previsto:

  • Il miglioramento dell’accessibilità e la capacità ricettiva del Pronto Soccorso;
  • Trasferimento del pronto soccorso dal plesso di Pagani a quello di Nocera, ivi compreso il personale attualmente in servizio.
  • Trasferimento della Medicina d’urgenza del plesso di Pagani al plesso di Nocera e fusione con la  Medicina Interna e creazione di una unica struttura di Medicina Generale.

Attualmente sono in fase di attuazione i lavori per la ristrutturazione del nuovo Pronto Soccorso.

Riorganizzazione P.O. “ATortora”di Pagani quale  plesso del P.O.” Umberto I” di Nocera Inferiore

UU.OO. Dotazione P.L. Piano Osp. Day

Hospital

Day

Surgery

totali
ONCOLOGIA

Fisiopatologia respiratoria ad indirizzo oncologico

2 10 12
EMATOLOGIA 10 5 15
DERMATOLOGIA oncologica 4 4
CHIRURGIA ONCOLOGICA 10 1 11
TERAPIA INTENSIVA POST-OP
4 4
TOTALE 46

Riorganizzazione P.O. “Umberto I” di Nocera Inferiore

uu. oo. Dotazione P.L. Piano Osp. Day

Hospital

Day

Surgery

totali
CARDIOLOGIA 23 1 24
UTIC 8 8
CHIRURGIA GENERALE 21 1 22
MALATTIE INFETTIVE 14 4 18
MEDICINA GENERALE 23 2 25
NEFROLOGIA 9 3 12
NEUROCHIRURGIA 18 2 20
NEUROLOGIA 18 2 20
OCULISTICA 1 4 5
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 18 2 20
OSTETRICIA E GINECOLOGIA 26 2 28
OTORINOLARINGOIATRIA
13 2 15
PEDIATRIA 8 7 15
PSICHIATRIA 16 16
UROLOGIA 12 3 15
TERAPIA INTENSIVA 12 12
RIABILITAZIONE 10 10
GASTROENTEROLOGIA
2 4 6
NEONATOLOGIA 10 10
ONCOEMATOLOGIA

PEDIATRICA

4 4
PNEUMOLOGIA 11 2 13
TERAPIA INTENSIVA

NEONATALE

8 8
TOTALE 326

O.U. Valle del Sele

La Regione ha provveduto ad individuare la dott.ssa Maria Rosaria Caropreso quale Project Manager per la realizzazione dell’Ospedale Unico Valle del Sele.

Nell’ambito di una fattiva collaborazione e nei limiti delle competenze e dei poterti attribuiti dalla Regione, è stato formulato il documento che viene   riportato nelle pagine seguenti

CRONOPROGRAMMA

In esecuzione del documento sottoscritto dal Commissario Straordinario dell’ASL Salerno, prof. Francesco De Simone e dalla dott.ssa Mariarosaria Caropreso, project manager del P.O.U. Valle del Sele, in attuazione del decreto commissariale n. 49 del 27.9.2010, di seguito si dettagliano le fasi relative al cronoprogramma che nei termini stabiliti dalla normativa e dalla disposizioni regionali porteranno all’accorpamento strutturale e funzionale del P.O.U. Valle del Sele.

I FASE – 6 mesi

La prima fase, che sarà attuata entro i primi sei mesi, decorrenti dalla data di approvazione del documento di attuazione da parte dei competenti organi regionali, prevede la seguente programmazione specifica: Emergenza – Urgenza

Azioni/cronoprogramma

  1. I step – dal 1° al 3° mese :
    attivazione di PSAUT presso i PP.OO. di Oliveto Citra e Roccadaspide
  1. II step – dal 3° al 6° mese :
    monitoraggio della tenuta dell’emergenza integrata con il territorio
  1. III step – alla fine dei 6 mesi
    Disattivazione dei PP.SS. dei PP.OO. di Oliveto Citra e di Roccadaspide

Dipartimento Strutturale Trasversale Donna-Bambino (P.O. Battipaglia)

–     Pediatria  (7  + 7) 14
–     Terapia intensiva neonatale 6
–     Neonatologia  8
–     Ginecologia ed Ostetricia   (28 + 2) 30

Azioni/cronoprogramma :

I step – dal 1° al 2° mese :

trasferimento della pediatria e ginecologia del P.O. di Oliveto Citra presso il   P.O. di Battipaglia

  1. II step – dal 2° al 4° mese  trasferimento della pediatria e ginecologia del P.O. di Eboli presso il P.O. di Battipaglia
  2. III step- 5° e 6° mese – monitoraggio e attuazione definitiva

La finalità della nascita di tale Dipartimento è quella di creare una rete pediatrica per supportare il processo di riorganizzazione tra Ospedale, i Distretti Territoriali (4 distretti),i PLS ponendo “l’utente al centro del sistema offerta-salute”, in un territorio che è il più giovane d’Italia per sviluppo demografico.

Inoltre  il “Dipartimento Strutturale trasversale donna-bambino” conterrà i percorsi assistenziali tra i vari presidi per la realizzazione dell’integrazione ospedale-territorio con la presenza negli ospedali di Oliveto, Roccadaspide ed Eboli di Ambulatori dedicati e integrati ai  consultori distrettuali del territorio e dell’Ospedale capofila (Battipaglia).

A fronte di tale organizzazione e da una prima stima sommaria delle risorse umane, il personale (medico, del comparto, collaboratore sanitario ostetrico)sembra essere sufficiente a coprire la turnistica

Dipartimento Cardio-vascolare (P.O. Eboli)

In ottemperanza alla previsione stabilita dal decreto commissariale n.49, per  garantire la risposta assistenziale ai bisogni dell’emergenza cardiologica (funzione Hub di 1° livello del nuovo Presidio Unico della Valle del Sele) la nascita del Polo dell’emergenza cardiologica presso il presidio di Eboli impone concettualmente la centralizzazione dell’attività emergenziale in tale Presidio, dotato di UTIC e Emodinamica Interventistica

CARDIOLOGIA (20 + 2) 22

UTIC 8

Azioni/cronoprogramma :

1.I step – dal 1° al 3° mese :

trasferimento delle risorse relative alle UTIC di Oliveto Citra e Roccadaspide presso il P.O.  Eboli

2.II step – dal 3° al 5° mese  trasferimento delle risorse relative all’UTIC del P.O. di Battipaglia (dove rimarranno 6 posti letti, di cui 2 monitorati)presso il P.O. di Eboli

3.III step-  6° mese

monitoraggio e attuazione definitiva della tenuta del Polo dell’emergenza cardiologica e dei Servizi territoriali/ospedalieri di Oliveto Citra e Roccadaspide (Day-hospital cardiologici e/o servizi di riabilitazione cardiologica)

Tutti e 4 i P.O. dovranno comportarsi in una logica di sistema unico per i trasferimenti a circuito chiuso dei pazienti cardiologici in maniera centripeta verso Eboli per l’emergenza e in maniera centrifuga per le attività elettive e di riabilitazione.

II FASE – 30 mesi

Le azioni della seconda fase (30 mesi) porteranno l’ospedale di Eboli e Battipaglia ad “essere” di fatto funzionalmente  integrate. I  Reparti e posti letto dovranno avere l’assetto definitivo del Presidio unico della Valle del Sele  alla fine dei 30 mesi.

– PRESIDIO UNICO Valle del Sele. assetto definitivo (decreto 49) CARDIOLOGIA (20 + 2) 22

– MALATTIE ENDOCRINE DEL RICAMBIO E NUTRIZ (0 + 5) 5

– CHIRURGIA GENERALE (35 + 5) 40

– MEDICINA GENERALE (35 + 5)  40

– NEFROLOGIA (6 + 4) 10

– NEUROLOGIA (18 + 2) 20

– OCULISTICA (6 +9) 15

– ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (25 + 5) 30

– OSTETRICIA E GINECOLOGIA (28 + 2) 30

– OTORINOLARINGOIATRIA (12 + 3) 15

– PEDIATRIA (7 +7) 14

– UROLOGIA (15 + 5) 20

– TERAPIA INTENSIVA (8 + 0) 8

– UNITA` CORONARICA (8 + 0) 8

– GASTROENETROLOGIA(10 + 5) 15

– NEONATOLOGIA (8 +0) 8

– ONCOLOGIA (6 + 6) 12

– PNEUMOLOGIA (8 + 2) 10

– TERAPIA INTENSIVA NEONATALE (6 + 0) 6

– TOTALE POSTI LETTO 328

(PO Battipaglia – PO Eboli – PO Oliveto Citra – PO Roccadaspide)

La realizzazione di due poli specialistici tra Eboli (chirurgico) e Battipaglia (medica) avverrà in questa II fase.

Solo i Reparti di Medicina Generale, Chirurgia Generale, i 2 Pronto Soccorsi, le Terapie Intensive saranno presenti in entrambi i Presidi. La somma dei posti letto per tali Reparti deve essere rigorosamente rispettata e distribuita equamente tra i due Presidi. In questa fase si prevede la realizzazione dei dipartimenti trasversali di

– Medicina
– Chirurgia
– Servizi

Lo strumento della dipartimentalizzazione trasversale d’integrazione funzionale assume un valore strategico fondamentale alla luce del decreto 49 che ribadisce “l’articolazione dipartimentale come strumento indispensabile per l’attuazione del Piano attuativo….!

Alla luce del presente progetto i Dipartimenti precedentemente istituiti presso l’ASL ex Salerno2 di pertinenza dei 4 Presidi della valle del Sele (Dip. Di Area critica,Discipline Chirurgiche, Cardiologia etc.) devono intendersi soppressi.

1.DIPARTIMENTO di MEDICINA

– Medicina Generale (Eboli, Battipaglia)
– Nefrologia e Dialisi (Eboli)
– Neurologia (Battipaglia)
– Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Battipaglia)
– Pneumologia (Battipaglia)

2.DIPARTIMENTO di CHIRURGIA

– Chirurgia generale (Eboli,Battipaglia)
– Ortopedia e Traumatologia (Eboli)
– Urologia (Eboli)
– Oculistica (Eboli)
ORL (Eboli)
– Rianimazione e terapia  intensiva(Eboli,Battipaglia)

DIPARTIMENTO SERVIZI

– Radiologia (Eboli,Battipaglia + Oliveto,Roccadaspide come servizi di diagnostica ambulatoriale)
– Laboratorio analisi (Eboli,Battipaglia + Oliveto,Roccadaspide come punto prelievi ambulatoriali)
– Anatomia Patologica (Eboli)
– Centro Trasfusionale (Battipaglia)
– Farmacia (Battipaglia)

Dipartimento di Chirurgia

I step – dal 1° al 6° mese

– Urologia (15+5)20

Unificazione dei 2 Reparti presenti ad Eboli ed Oliveto Citra con il trasferimento del personale dall’urologia del P.O. di Oliveto Citra a quello di Eboli.

Otorinolaringoiatria (15 + 5) 20 allocato già ad Eboli

Oculistica (15 + 5) 20 allocato già ad Eboli

Le attività dei due reparti possono essere parzialmente convertite in attività solo diurne  e pertanto potrebbe esserci una conversione di posti letto ordinari in Day-hospital attività più efficiente ed economica e attività ambulatoriali

II step – dal 6° al 12° mese

Riorganizzazione/Assetto Reparti di Chirurgia Generale (35+5) 40 (totali Eboli+Battipaglia) con rivalutazione delle strutture semplici ad essa afferenti

III step – dal 12° al 24° mese

–     Ortopedia (25+5) 30

–     L’U.O. di Ortopedia e Traumatologia è prevista nel P.O. di Eboli.

IV step – dal 24° al 30° mese -Rivalutazione/riassetto delle strutture semplici afferenti alle strutture complesse ed opportunità di soppressione delle stesse o sussistenza o trasformazione in strutture dipartimentali, alla luce del nuovo assetto per attività specialistiche meritevoli.

Dipartimento di Medicina

I step – dal 1° al 6° mese

– Realizzazione STROKE UNIT

Neurologia (18+2)20

–      trasferimento dell’U.O. di Neurologia c/o il P.O. di Battipaglia

II step – dal 6° al 12° mese

– Riorganizzazione/Assetto dei due Reparti di Medicina Generale (35+5) 40

(totali Eboli+Battipaglia)

III step – dal 12° al 24° mese

Malattie infettive

Attualmente, presso il P.O. di Eboli è attiva l’U.O. Malattie Infettive e Tropicali con 10 P.L.,  U.O. non più prevista dal decreto 49/2010 nel P.O.U. Valle del Sele.

Si propone di ridurre  alla metà il numero di posti dell’U.O., monitorare il tasso di occupazione in un tempo ragionevolmente breve di 12 mesi e deciderne l’eventuale soppressione.

–  Pneumologia (8 +2) 10

L’U.O. di Pneumologia avrà sede in Battipaglia e sarà il frutto dell’accorpamento dei 2 reparti  di Eboli +Battipaglia.

IV step – dal 24° al 30° mese

Rivalutazione/riassetto delle strutture semplici afferenti alle strutture complesse ed opportunità di soppressione delle stesse o sussistenza o trasformazione in strutture dipartimentali, alla luce del nuovo assetto per attività specialistiche meritevoli.

Dipartimento dei Servizi

I step – dal 1° al 6° mese accorpamento dei 2 centri trasfusionali (Eboli e Battipaglia) in un solo centro trasfusionale allocato a Battipaglia

–   centralizzazione dei servizi
–      radiologia (Eboli,Battipaglia)
–      laboratori (Eboli,Battipaglia)
–      anatomia patologica (Eboli)
–    farmacia (battipaglia)

Nei presidi di Roccadaspide ed Oliveto Citra

– un punto prelievo per il servizio laboratoristico.
– per il Servizio di Radiologia, essendoci già le risorse tecnologiche è ovvio la continuità con un servizio di diagnostica ambulatoriale.

Per il presidio di Oliveto Citra, in concomitanza con i processi di accorpamento delle unità operative sopra riportate, la riconfigurazione si avvierà verso la riclassificazione in presidio ospedaliero di riabilitazione.

Nella II fase del cronoprogramma (30 mesi successivi) ciò avverrà tramite il graduale trasferimento di unità operative  nei Presidi di Eboli o di Battipaglia, che avverrà con lo stesso timing dei Reparti omologhi:

le Chirurgie  durante il riassetto delle Chirurgie di Eboli e Battipaglia, l’Ortopedia durante l’accorpamento dell’Ortopedia di Battipaglia ad Eboli,

l’Urologia come già previsto (vedi crono programma). La Medicina rimane ad Oliveto Citra.

L’azione proattiva immediatamente successiva sarà l’attivazione di unità operative, quali quelle di lungodegenza/ riabilitazione e recupero funzionale. Si istituiranno poi servizi di cardiologia riabilitativa, ortopedia riabilitativa, centro per i disturbi dell’alimentazione,etc. che saranno erogati in regime di day-service e ambulatori.

La medicina del dolore,centro d’eccellenza già attivo in tale presidio continuerà la sua attività.

Tale attività potrebbe essere capofila della rete delle discipline algologiche  con l’attività di hospice del Presidio e di altri hospice territoriali, dando al Presidio una collocazione d’eccellenza.

Allo stesso modo, e con le stesse modalità cronologiche adottate per il Presidio di Oliveto Citra si provvederà ad un concomitante potenziamento delle attività territoriali attraverso la realizzazione di Strutture Polifunzionali per la salute (SPS) per il presidio di Roccadaspide.

Il modello di SPS da realizzare deve necessariamente tener conto da un lato della continuità assistenziale, ossia dei livelli di assistenza sinora erogati in regime di ricovero, dall’altro delle specifiche competenze e professionalità presenti. Si avvieranno nuovi modelli assistenziali (residenziali e ambulatoriali) al fine di realizzare compiutamente un modello funzionale di servizi assistenziali in rete, in particolare la prevenzione e la gestione delle patologie croniche.

Per il Presidio di Roccadaspide tale modello si caratterizza per la programmazione e la proattività di progetto assistenziale integrato funzionalmente con i presidi ospedalieri di riferimento ed il monitoraggio sull’attuazione del percorso stesso. A tal fine per il presidio di Roccadaspide è da prevedersi la realizzazione di un Ospedale di Comunità con una dotazione di 20 posti residenziali e di una Residenza sanitaria assistita. Sono previste attività di day service e ambulatoriali, con erogazione di prestazioni di cardiologia, pneumologia,allergologia etc.

L’ospedale di Roccadaspide sarà in tal modo modulato sulla reale domanda di salute  del territorio, con un’offerta di media assistenza ad alta tutela personale.

Napoli,28/1/2011                                                            dott.ssa  M.Caropreso

P.O. “L. Curto” di Polla-Sant’Arsenio

Il Presidio di Polla garantisce, per l’emergenza cardiologica, l’assistenza come centro spoke essendo dotato di Cardiologia con U.T.I.C. senza servizio di Emodinamica.Per quanto attiene invece la Stroke Unit viene garantita presso il Presidio, dotato di Neurologia, Radiologia con TC e Terapia Intensiva, la prestazione di Hub di I livello.

Nuova configurazione del P.O. di Polla – S.Arsenio

uu. oo. Dotazione P.L. Piano Osp. Day Hospital Day Surgery Totale
MEDICINA GENERALE

Ss oncoematologia

27 2 29
NEFROLOGIA 3 1 4
NEUROLOGIA 13 2 15
PNEUMOLOGIA 14 1 15
GERIATRIA 13 2 15
S.P.D.C. 8 8
PEDIATRIA 6 4 10
CARDIOLOGIA 13 1 14
U.T.I.C. 6 6
TERAPIA INTENSIVA 8 8
CHIRURGIA GENERALE 23 2 25
OCULISTICA 3 4 7
O.R.L. 5 4 9
UROLOGIA 7 3 10
OSTETRICIA 28 2 30
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 21 2 23
TOTALE 228

Struttura Sanitaria di Agropoli

Il Presidio, esce fuori dalla rete dell’emergenza ospedaliera per essere riconvertito “in centro ambulatoriale ad indirizzo oncologico ed in struttura residenziale per cure palliative (hospice)” in un disegno di integrazione con le strutture di ricovero oncologico così da garantire l’intero percorso dell’assistenza al paziente ed una ulteriore qualificazione.

Per mantenere un punto di primo soccorso verrà ubicata presso il Presidio di Agropoli una struttura PSAUT in h24, coadiuvata, per 8 ore al giorno, da strutture specialistiche ambulatoriali atteso che il Presidio Ospedaliero occupa, già al momento, gli stessi spazi ove è allocato il Distretto.

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 5) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

il Presidio, in particolare, esce fuori dalla rete dell’emergenza ospedaliera per una riconversione “in centro ambulatoriale ad indirizzo oncologico ed in struttura residenziale per cure palliative (hospice)” in un disegno di integrazione con le strutture di ricovero oncologico così da garantire l’intero percorso dell’assistenza al paziente ed una ulteriore qualificazione alla struttura in tal senso.

In attesa della organizzazione delle funzioni, che il Piano di Rientro prevede per questo Presidio, è necessaria la individuazione di un modello organizzativo intermedio che attraverso un servizio di emergenza territoriale vada a surrogare le attività che al momento dovranno sospendersi.

Delocalizzazione presso il Presidio di Agropoli di una struttura PSAUT in h24 coadiuvata, per 8 ore al giorno, da strutture specialistiche ambulatoriali atteso che il Presidio Ospedaliero occupa, già al momento, gli stessi spazi ove è allocato il Distretto.

Il servizio garantito dal laboratorio di analisi e dalla radiologia verrà razionalizzato con con orario feriale h12 mediante:

  • Utilizzo di POCT (POINT OF CARE TESTING) per gli esami di laboratorio.
  • Utilizzo di sistemi di refertazione a distanza per la diagnostica per immagini.

L’introduzione di questi sistemi consentirebbe di ridurre il costo del personale (tecnici di laboratorio e radiologi) con orario feriale h12

In prima istanza e in attesa che il Direttore del Distretto provveda al coinvolgimento di specialisti ambulatoriali, peraltro già presenti in alcune UU.OO., l’attività di che trattasi potrà essere garantita da una parte di sanitari fino a oggi impegnati nella assistenza di reparto (cardiologi, traumatologi, internisti).

Si prevedono 4 posti letto  di osservazione breve (OBI) nella disponibilità dei medici SAUT, così come previsto dalla normativa regionale onde consentire la valutazione del paziente che accede alla struttura.

Così come previsto, presso il Presidio rimarranno attive le due tipologie di ambulanza, con e senza sanitario a bordo, per garantire il trasporto protetto presso i presidi ospedalieri di riferimento.

Tale organizzazione potrà certamente attuarsi in tempi brevi non determinandosi un taglio netto al percorso dei pazienti che attualmente vi accedono e consentendo di porre in essere, con la necessaria tranquillità, la organizzazione definitiva della struttura secondo l’indirizzo previsto nel piano di Rientro e nel rispetto del cronoprogramma.

Tale riconversione viene prevista in 6 mesi come da cronoprogramma previsto dal decreto 49:

  • Entro 3 mesi: blocco dei ricoveri dei pazienti delle unità di ortopedia, chirurgia, cardiologia e astanteria e allergologia
  • entro 4 mesi dimissione di tutti i pazienti ricoverati presso tali unità, attivazione del PSAUT con affiancamento del personale attuale per il passaggio delle funzioni
  • entro 5 mesi chiusura della terapia intensiva e dell’UTIC
  • entro 6 mesi trasferimento di tutto il personale non necessario presso altri PO, chiusura del pronto soccorso e piena attivazione del PSAUT.

Presidio Ospedaliero “Dell’Immacolata”di Sapri

In tale Presidio l’assistenza cardiologica è del tipo spoke così come quella relativa alla stroke unit in quanto priva di U.O. di Neurologia.

Nuova configurazione del P.O. “Dell’Immacolata”di SAPRI

UU.OO. Dotazione P.L. Piano Osp. Day Hospital Day Surgery Totale

MEDICINA GENERALE

23 2 25
PEDIATRIA 6 4 10
CARDIOLOGIA 5 1 6
U.T.I.C. 4 4
TERAPIA INTENSIVA 4 4
GASTROENTEROLOGIA
CHIRURGIA GENERALE 23 2 25
OCULISTICA 1 4 5
UROLOGIA 2 3 5
EMODIALISI ambulatorio
OSTETRICIA 14 2 16
ORTOPEDIA 18 2 20
TOTALE
120

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 6) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

Con sorpresa si è rilevato dal decreto 49 che nonostante la previsione di SARNO come SPOKE di I livello per lo stroke, non si è previsto nessun posto letto di neurologia per tale PO.

Si prevede l’attivazione, come previsto dal decreto riguardo la rete dell’ictus cerebrale acuto, di 2 posti letto dedicati presso il reparto di medicina dell’ospedale con la consulenza h24 di un neurologo atto a trattare tali patologie. Presso tale presidio, vista anche la presenza di un servizio di Terapia Intensiva, se verranno rilevati i necessari requisiti e competenze potrà anche essere praticata la trombolisi d’urgenza.

Presidio Ospedaliero “San Luca”di Vallo Della Lucania

Presso il Presidio di Vallo è previsto un centro hub di I livello per l’emergenza cardiologica in quanto la U.T.I.C. è munita di servizio di emodinamica ed elettrofisiologia, mentre può garantirsi una stroke unit come hub di II livello per l’ictus cerebrale.

Nuova configurazione del P.O. “San Luca”di VALLO DELLA LUCANIA

UU.OO. Dotazione P.L. Piano Osp. Day Hospital Day Surgery Totale
U.T.I.C. 8 8
TERAPIA INTENSIVA 10 10
MEDICINA GENERALE 33 2 35
NEUROLOGIA 18 2 20
PEDIATRIA 8 7 15
PSICHIATRIA 8 8
RECUPERO E RIABILITAZIONE 20 20
CARDIOLOGIA 25 2 27
ONCOLOGIA 5 10 15
MALATTIE INFETTIVE 13 2 15
CHIRURGIA GENERALE 33 2 35
CHIRURGIA VASCOLARE 6 2 8
NEUROCHIRURGIA 16 2 18
OCULISTICA 5 5 10
UROLOGIA 12 3 15
OSTETRICIA 20 2 22
ORTOPEDIA 18 2 20
ORL 4 2 6
TOTALE 307

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 4) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

nel piano di riassetto della rete ospedaliera si prevede un reparto di neurologia con 20 PL, attualmente esiste presso tale presidio un piccolo servizio di neurofisiopatologia, con l’ausilio di tale servizio preesistente si prevede il seguente cronoprogramma che prevede l’attivazione del reparto alla definizione degli eventuali esuberi di personale e delle possibili mobilità interne:

  • entro 6 mesi: definizione dei locali ed eventuale adattamento degli stessi
  • entro 8 mesi: definizione del personale dirigente
  • entro 10 mesi definizione del personale ausiliario
  • entro 12 mesi attivazione del reparto ed inizio dei ricoveri

NOTA GENERALE sulle strutture di cui sopra

I servizi sono presenti in tutti gli ospedali h 24 tranne nei presidi di Castiglione, Agropoli, e Scafati dove la presenza è diversamente regolata. E’ prevista per la razionalizzazione di tali servizi l’utilizzo di POCT (POINT OF CARE TESTING) per gli esami di laboratorio. Il POCT è l’espressione di un’attività analitica limitata generalmente ad un numero ristretto di esami ed eseguita su sistemi strumentali semplici, modulari e gestiti da personale non di laboratorio. Questi piccoli laboratori decentrati sono attivati in genere presso il “luogo di cura” del paziente, soprattutto in quelle sedi che agiscono nell’area della Medicina Critica, come ad esempio, le Unità di Pronto Soccorso, e attivazione di sistemi di refertazione a distanza interaziendale per la diagnostica per immagini.

Provincia di Salerno

RIORGANIZZAZIONE RETE DI EMERGENZA TERRITORIALE

La rete di emergenza territoriale viene rimodulata in virtù del nuovo piano di riconversione/ristrutturazione della rete ospedaliera,  in una fase iniziale, verranno posizionati presidi PSAUT nei P.O. in dismissione, nonché nella zona di Salerno Centro e di Capaccio. Ciò allo scopo di ridurre all’utenza il disagio proveniente dalla chiusura totale dei Pronto Soccorso; è previsto dopo il primo periodo di prova un ridimensionamento degli stessi in base ai livelli di attività. Resta inteso che un PSAUT non è un pronto soccorso ma un presidio di primo intervento volto a trattare patologie meno complesse, e alla stabilizzazione e trasferimento dei casi di maggiore complessità ai sensi delle D.G.R.C. 2343/2003 e 1268/09.

E’ prevista, come dal decreto 49 27/09/2010, l’istituzione dei DIE (dipartimenti integrati per l’emergenza), programmati per governare tutte le componenti del sistema di emergenza:

1. DIE Salerno 1 interaziendale

1.      U.O. Centrale Operativa 118 Salerno (dell’Azienda Ospedaliera);

2.      U.O.Emergenza Territoriale ;

3.      U.O. P.S. Azienda Ospedaliera;

4.      U.O. P.S. P.O. Nocera, Sarno, Valle del Sele;

5.      Direttori dei Servizi Infermieristici.

2. DIE Salerno 2 intraziendale

1.        U.O. Centrale Operativa 118 Vallo della Lucania;

2.        U.O. Emergenza Territoriale;

3.        U.O. P.S. P.O. Polla, Vallo della Lucania, Sapri

4.        Direttori dei Servizi Infermieristici

Centrale Operativa 118 di Vallo della Lucania

1.      Coordina i soccorsi nell’ambito territoriale dell’ex Asl Sa3;

2.      1 Direttore Responsabile, 6 Medici, 1 Coordinatore, 15 Infermieri, 1 Amministrativo, 2 Tecnici tutti dipendenti;

3.      Referente aziendale nel proprio ambito territoriale per la Maxiemergenza.

Si prevedono le seguenti tipologie di postazioni:

  • Ambulanza non medicalizzata (Autista-Soccorritore, Infermiere Professionale) tipo B;
  • Ambulanza medicalizzata di soccorso avanzato (Autista-Soccorritore, Infermiere Professionale, Medico Saut) tipo BM;
  • Centri Mobili di Rianimazione (Autista-Soccorritore, Infermiere-Professionale, Medico Specialista in Anestesia e Rianimazione) tipo A;
  • Auto medicalizzata (Infermiere Professionale, Medico del Saut o Anestesista Rianimatore) tipo AM
  • Elicottero sanitario HEMS
  • Le postazioni non medicalizzate (tipo B) utilizzano la figura dell’infermiere professionale e dell’autista soccorritore; questo equipaggio addestrato su tecniche di soccorso  di base (BLSD – PTC) è in grado di erogare le primissime cure sulla scena, applicare atti medici delegati, di richiedere un pronto intervento dell’auto medica, dell’ambulanza medicalizzata o del Centro mobile di rianimazione, per il prosieguo delle cure mediche a seconda del grado di complessità; inoltre  procede al trasporto infermi quando richiesto. Queste postazioni possono essere posizionate in zone ad alta densità abitativa per incrementare la risposta del sistema quando è previsto un alto numero di chiamate e prevedere l’intervento medico solo nei casi in cui  si rende necessario. Possono essere utilizzate,  altresì, in quelle aree dove la previsione di chiamate è reputata modesta. Si ritiene che l’attivazione contemporanea di ambulanza B in sequenza con Auto medica rappresenti il necessario passaggio ad un sistema ad più alta efficienza e a minor costo rispetto all’esistente.
  • Le postazioni medicalizzate (tipo BM) vengono allocate in base a criteri demografici e orografici, impiegate sia in centri urbani ad alta densità che a bassa densità, assicurano una pronta medicalizzazione dell’intervento e quindi anche un’azione di filtro, con trattamento della patologia senza successivo trasferimento in ospedale. Devono assicurare una copertura territoriale il più possibile omogenea, con possibilità di rendez-vous con Ambulanza di tipo A, o auto medica. Laddove la postazione SAUT sia ubicata in un Pronto Soccorso è previsto l’impiego del medico sia nel servizio di pronto soccorso sia nel sistema 118, in modo da supportare il PS in soprannumero in interventi a bassa criticità.
  • Le  Auto mediche verranno impiegate laddove consentito dal sistema viario in posizione baricentrica tra due o più Ambulanze tipo B, per consentirne la medicalizzazione laddove necessario. Assicurano una risposta efficiente laddove patologie a bassa complessità non richiedono il supporto medico ma il semplice trasporto in ospedale che può essere effettuato da ambulanze B, permettendo di medicalizzare l’intervento solo quando necessario. Operano in rendez-vous con altri mezzi sanitari. Intervengo preferibilmente su codici Rossi.
  • Postazioni rianimative tipo A: l’impiego del centro mobile di rianimazione si rende necessario in virtù del notevole aumento dei tempi di percorrenza successivo all’organizzazione tipo Hub and Spoke per le patologie traumatiche, cardiologiche e neurologiche. Può fornire supporto, laddove richiesto, alle ambulanze B e BM, effettuare trasporti secondari per patologie ad elevata complessità pervenute ai PSAUT. È opportuno prevederne l’utilizzo nell’esteso ambito territoriale compreso tra Agropoli e Roccadaspide. Si prevedono inoltre nei P.O. di 2° e di 3° livello ( Nocera Inferiore, Sarno, Valle del Sele-Eboli, Polla, Vallo della Lucania).
  • Elicottero HEMS: può effettuare interventi primari o secondari in rapporto alle aumentate richieste operative conseguenti alla dismissione di alcuni presidi ospedalieri. Rende possibile una rapida centralizzazione dei pazienti. È necessario realizzare elisuperfici idonee anche al volo notturno per garantire un’operatività h24: in tal modo l’HEMS avrà un ruolo centrale nel sistema di emergenza, cessando di essere uno  strumento accessorio come attualmente risulta. L’utilizzo in soccorso primario a supporto dei mezzi, medicalizzati o non, permette l’operatività su tutto il territorio provinciale ed in particolare nelle aree più remote ed a bassa incidenza di eventi, aree sguarnite da presidi sanitari ad alta efficienza. Per cui è prevista la costruzione di due elisuperfici atte al volo notturno in prossimità dei presidi di Castiglione di Ravello, e di Roccadaspide il cui costo stimato ammonta a 1.200.000 cadauna.
  • Ubicazione

1.      Psaut  n. 9  (6 nel DIE Sa1 e 3 nel DIE Sa 2)

1.1.1.       Scafati, Cava de’ Tirreni, Mercato San Severino, Salerno via Vernieri, Eboli, Oliveto Citra, Roccadaspide, Capaccio Scalo, Agropoli; Qualora dovessero intervenire chiusure di PP.SS. non più rientranti nelle competenze dell’ASL questa provvederà a garantire l’emergenza nelle rispettive zone attivando una postazione SAUT.

1.1.2.       Per ogni Psaut è prevista una dotazione di 12 Medici Dipendenti, 18 Infermieri Dipendenti e 2 Ambulanze con Autista-Soccorritore, una di tipo BM ed una di tipo B;

2.      Saut n. 21   (14 nel DIE Sa1 e 7 nel DIE Sa2)

Sarno, Angri, Nocera Inferiore, Nocera Superiore,Praiano-Positano, Maiori, Castiglione, Baronissi, Giffoni Valle Piana, Pontecagnano, Battipaglia, Campagna, Buccino, Serre, S.M. di Castellabate, Ascea, Omignano Palinuro, Policastro, Piaggine, Padula, Teggiano;

Ogni Saut prevede una dotazione organica di 6 Medici Dipendenti, 6 Infermieri Professionali, 1 Ambulanza tipo BM con Autista-Soccorritore;

3.    Ambulanze tipo B n. 17  (8 nel DIE Sa1 e 9 nel DIE Sa2)

Pagani,S.Valentino Torio, Vietri sul Mare, Salerno 1, Salerno 2,Salerno 3, Acerno, Bellizzi, Aquara, Omignano, Salento-Fasano, Gioi, Marina di Camerota, Montano Antilia, Vallo della Lucania, Sapri, Sala Consilina, Caselle in Pittari;

Ambulanza, Autista-Soccorritore ed Infermiere Professionale;

4.    Automediche  n. 3  (tutte nel DIE Sa 1)

Pagani, Eboli, Mercato San Severino

Personale medico Saut o Anestesista Rianimatore ed Infermiere Professionale Dipendente

5.    Ambulanze CMR n. 6 (3 nel DIE Sa1 e 3 nel DIE Sa2)

Nocera Inferiore, Sarno, Valle del Sele-Eboli, Polla, Agropoli-Roccadaspide, Vallo della Lucania con equipaggio costituito da Anestesisti-Rianimatori e Infermieri Professionali  Dipendenti forniti a rotazione dalle U.O. di Emergenza (Rianimazione, Utic, Pronto Soccorso, Centrale operativa, Sala Operatoria);

A Salerno è attiva un’Ambulanza Rianimativa dell’Azienda Ospedaliera;

Una parte dei rianimatori su ambulanza A o AM, potranno essere distolti dal attività ordinarie  non critiche in ospedale, e quindi in contemporaneo servizio ospedale/118 .

Si prevede l’integrazione dei Medici di Continuità Assistenziale per il trattamento delle patologie di minore gravità.

Tuttavia in corso d’opera, per migliorare l’economicità del sistema e l’ottimizzazione delle risorse,  si prevede una riduzione progressiva del fabbisogno di medici, incrementando il numero di mezzi non medicalizzati in rapporto alle reali richieste e all’effettivo numero di interventi delle postazioni. Per raggiungere tale obiettivo è necessario prevedere un monitoraggio con cadenza trimestrale della rete onde intervenire in itinere per gli aggiustamenti necessari.

Si prevede un piano di formazione certificata di alto profilo atta a permettere ai medici e agli infermieri dedicati all’emergenza, l’acquisizione di  competenze specifiche. Già da molti anni nel nostro paese sono attivi processi formativi che sono volti, basandosi su conoscenze già patrimonio dei sanitari e dei parasanitari, per permettere l’acquisizione di protocolli operativi internazionalmente riconosciuti volti ad accorciare i tempi di reazione in emergenza, a ridurre la carica di stress degli operatori e in definitiva a migliorare le performance dei soccorritori. Inoltre operando con protocolli standardizzati si permette un serio controllo di qualità degli interventi. La proposta di un piano formativo rivolto indifferentemente, ma in maniera modulare a tutti gli operatori coinvolti nelle emergenze ma anche a coloro che occasionalmente possano essere coinvolti nelle emergenze, propone la costituzione di un centro di formazione permanente in emergenza che progressivamente potrà rispondere alle necessità formative aziendali.

Tale centro si occuperà dell’organizzazione di corsi teorico-pratici, con una forte valenza formativa e con una grande propensione al lato pratico, avendo come attenzione il Sapere, cioè la standardizzazione delle conoscenze, il saper fare alla divulgazione e strutturazione delle manualità suddette, e del saper essere cioè curare le capacità di reazione durante le urgenze.

Ci sembra quindi necessario ribadire fin dall’inizio come sia mandatario assicurare il reclutamento dei formatori inizialmente con soggetti che già effettuano formazione in emergenza secondo linee guida unificate da società scientifiche accreditate a livello internazionale.

Questi corsi utilizzano schemi didattici già pienamente validati da società scientifiche nazionali ed internazionali.

Si basano su:

§  Un ridotto ruolo delle lezioni teoriche frontali a beneficio di tecniche formative innovative prevalentemente pratiche

§  Ridotto numero di allievi per corso e basso rapporto istruttore. In modo da garantire pienamente l’apprendimento e l’acquisizione di un corretto metodo di lavoro

§  Utilizzo di tecnologie multimediali e di manichini appositamente progettati per la formazione interattiva, in modo da contestualizzare le manovre in scenari di simulazione

§  Valutazione in itinere e finale, in modo da avere la certezza dell’apprendimento ed offrire agli allievi un forte strumento di autovalutazione e una serietà di conduzione.

Il costo di un progetto di formazione che prevede la costituzione del centro di formazione e l’effettuazione dei corsi di formazione si basa su un prezzo stimato di circa 700 euro ad allievo, che può essere quantificato in un costo totale di circa 395.000 euro

Verrà attivato un nuovo sistema informatico elaborato congiuntamente con l’A.O.U.I. Ruggi d’Aragona che renderà più efficiente, rapido, tempestivo e funzionale il sistema dell’emergenza.

ATTO DI  INTESA

TRA

L’Azienda Sanitaria Locale Salerno CF 04701800650 con sede in Salerno alla via Nizza 146, Salerno, rappresentata dal Commissario Straordinario prof. Francesco De Simone, domiciliato per la carica nella medesima sede

E

Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona CF 05044230654 con sede alla via San Leonardo, Salerno, rappresentata dal direttore generale, dott. Attilio Montano Bianchi, domiciliato per la carica nella medesima sede

Premesso:

–          che il Decreto del Commissario ad Acta n. 49 del 27.9.2010, pubblicato sul BURC n. 65 del 28.9.2010, ha approvato un documento, quale testo coordinato con i precedenti, modificato e integrato sulla base delle osservazioni del Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza, che annulla e sostituisce integralmente i documenti approvati con i decreti commissariali 29/2010, 42/2010 e 46/2010 con conseguente rimozione della legge regionale della legge regionale n. 16/2008, nella parte in cui la ristrutturazione della rete ospedaliera e di tutti i provvedimenti in contrasto con il presente decreto che sostituisce il Decreto del Commissario ad Acta  42/2010ai sensi di quanto disposto dal Decreto ;

–          che nel suddetto decreto è previsto che:

–          il Presidio Ospedaliero A. Fucito di Mercato San Severino ed il Presidio Ospedaliero G. Da Procida di Salerno sono programmati quali plessi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona;

–          confluiscono, previa intesa tra la ASL Salerno e l’Azienda Ospedaliera Integrata con l’Università, talune funzioni attualmente presenti nel Presidio Ospedaliero di Cava che sarà destinato a plesso dell’Azienda Ospedaliera Integrata con l’Università;

–          che è necessario stabilire le condizioni, le modalità e i termini per attuare il passaggio dei PP.OO. A. Fucito di Mercato San Severino,  il Presidio Ospedaliero G. Da Procida di Salerno e delle funzioni del P.O. Santa Maria dell’Olmo di Cava dei Tirreni.

Le parti convengono

l’AOUI Ruggi d’Aragona, con decorrenza 1.1.2011 subentra nella titolarità:

–          di tutti i beni mobili ( attrezzature informatiche, sanitarie ecc.) dei presidi oggetto del trasferimento;

–          di tutti i beni mobili e immobili, già di proprietà degli Enti Ospedalieri di Cava dei Tirreni, Mercato San Severino e G. Da Procida trasferiti ai comuni di pertinenza e da questi alle ex UU.SS.LL. di competenza, rientranti poi nei patrimoni delle disciolte ASL SA 1 e SA 2;

–          di tutte le funzioni dei tre PP.OO. A. Fucito di Mercato San Severino,  il Presidio Ospedaliero G. Da Procida di Salerno e parte delle funzioni del P.O. Santa Maria dell’Olmo di Cava dei Tirreni;

–          di tutti i rapporti contrattuali riguardanti:

a) il personale dipendente dall’A.S.L Salerno che verrà trasferito all’A.O.U.I. con le modalità previste dalle normative vigenti in materia e dai rispettivi CC.CC.NN.LL e se possibile conserverà, se migliore,  il trattamento accessorio spettante alla data del 31.12.2010, gli incarichi di struttura (semplice, complessa, dipartimentale o di altro tipo), posizione organizzativa e coordinamento, fino a relativa scadenza, già conferiti dalla Azienda in data antecedente alla delibera con la quale l’ASL Salerno ha approvato lo schema della presente preintesa;

b) gli immobili adibiti a sede   del  Presidio Ospedaliero A. Fucito di Mercato San Severino, del Presidio Ospedaliero G. Da Procida di Salerno e del P.O. Santa Maria dell’Olmo di Cava dei Tirreni;

c) contratti di fornitura e servizi in essere destinati al funzionamento dei PP.OO. in parola e agli obblighi derivanti dal loro funzionamento, manutenzione ecc. ;

Le parti convengono, inoltre, che le unità operative di Fisiopatologia respiratoria, Endocrinologia e Geriatria del P.O. di Santa Maria dell’Olmo di Cava dei Tirreni sono trasferito al P.O. di Sarno, mentre le restanti attività resteranno nella disponibilità dell’A.O.U.I.;

L’AOUI Ruggi d’Aragona, pertanto,  acquisisce, con decorrenza 1.01.2011, il valore dei cespiti ammortizzabili relativo ai beni mobili e immobili presente nel bilancio dell’A.S.L. Salerno al 31.12.2010, così come risultante dalla certificazione che produrrà il responsabile della Funzione Economico Finanziaria dell’ASL Salerno.

Dalla data del 1.1.2011, anche, tutti gli oneri economici derivanti dai rapporti contrattuali di cui sopra sono a carico dell’AOUI Ruggi d’Aragona. In particolare, si precisa che dal 1.1.2011 tutti gli oneri (a titolo esemplificativo:retribuzione base, accessori, oneri previdenziali, oneri riflessi, ecc…) relativi al personale trasferito saranno a carico dell’AOUI Ruggi d’Aragona.

Qualora le procedure e gli adempimenti tecnici e contabili necessari al trasferimento non dovessero essere perfezionati  alla data del 1.1.2011, con la rideterminazione delle quote del FSR spettanti alle due aziende da parte della regione Campania e, quindi, impedire all’AOUI di effettuare operazioni di liquidazione e pagamento delle spettanze del personale trasferito, per salvaguardare e tutelare gli interessi del personale, fermo restando la decorrenza giuridica già fissata e confermata al 1.1.2011, l’Azienda Sanitaria Salerno si rende disponibile, nel periodo necessario al perfezionamento dell’iter, ad effettuare il pagamento dello stipendio base spettante  al personale già trasferito.

In tal caso e per tutto il lasso di tempo necessario (comunque per un massimo di sei mesi)  a consentire all’AOUI di effettuare i pagamenti in piena autonomia, quest’ultima sarà tenuta a rimborsare mensilmente, entro e non oltre, trenta giorni dalla richiesta formale avanzata dall’ASL Salerno, gli importi che l’Azienda medesima ha anticipato per conto dell’AOUI per garantire la continuità nel pagamento degli stipendi.

L’ASL Salerno resta titolare dei crediti relativi ai PP.OO. trasferiti e maturati fino alla data del 31.12.2010.

L’ASL Salerno resta obbligata nei confronti dei vari creditori per i debiti maturati fino alla data del 31.12.2010 relativamente ai PP.OO. trasferiti che verranno quantificati dalla Funzione Economico Finanziaria.

Per quanto riguarda gli interventi per l’edilizia sanitaria di cui all’art. 20 della legge 67/88, si conviene che l’AOUI Ruggi d’Aragona avrà competenza a decorrere dalla data di sottoscrizione del presente atto ad adottare tutti gli atti inerenti alla programmazione e gli ulteriori provvedimenti attuativi, mentre  le risorse economiche trasferite e relative a investimenti, se già finanziati e attuati e realizzati, saranno di competenza dell’ASL Salerno.

L’ASL Salerno si impegna a fornire all’AOUI tutti gli atti previsti dal presente protocollo ed utili all’attuazione di quanto in esso previsto, entro cinque giorni dalla sottoscrizione dello stesso.

Le parti  stabiliscono che dalla data di sottoscrizione del presente atto, salvo diverse disposizioni da parte della Regione Campania alla quale il presente accordo verrà trasmesso per competenza, ogni adempimento attuativo del decreto 49/2010 relativo al P.O. Mercato San Severino, al P.O. Da Procida  e al P.O. di Cava dei Tirreni rientra nelle competenze del rappresentante legale dell’A.O.U.I. Ruggi d’Aragona.

Il presente atto di preintesa potrà essere oggetto di ulteriori modifiche e integrazioni e, in caso di sopravvenuti provvedimenti regionali contrari a quanto pattuito, si intenderà automaticamente priva di qualunque effetto.

Qualora, entro la data di 10 giorni dalla ricezione del presente atto, la Regione Campania non dovesse pronunciarsi favorevolmente in ordine al presente atto (in particolare, l’assenso degli organi competenti regionali dovrà concretizzarsi in un impegno formale relativo all’adeguamento della rimessa mensile spettante all’AOUI per par fronte ai maggiori oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni e del personale, così come sopra indicato), verrà sospeso qualunque effetto dello stesso fino all’acquisizione del parere regionale, in tal caso  le parti individueranno una nuova data dalla quale far decorrere gli effetti di cui sopra.

Salerno

Il Commissario Straordinario                                                                Il Direttore Generale

ASL Salerno                                                                             A.O.U.I. Ruggi d’Aragona

Prof. Francesco De Simone                                                          Dott. Attilio Montano Bianchi

Attività e costi dei Presidi Ospedalieri esistenti

La tabella sotto riportata evidenzia le risorse presenti di personale e dei costi complessivi per ciascun presidio ospedaliero. La distribuzione del personale presenta un considerevole variabilità. I costi sono rappresentati anche per posto letto, evidenziando una significativa variabilità di questo indicatore di efficienza connesso alla dimensione dell’ospedale.

Il Numero di pazienti trattati in regime di degenza ed il numero delle prestazioni ambulatoriali per ciascun presidio ospedaliero è così rappresentato:

PRESIDI OSPEDALIERI ASL SALERNO Posti letto ex Decreto n. 49/2010 PRODUZIONE
DIMESSI RO PAZIENTI DH N.RO PRESTAZIONI AMBULATORIALI PER ESTERNI Totale pazienti in degenza
CAVA – CASTIGLIONE 125 4.884 4.372 531.208 9.256
SCAFATI 110 5.085 2.325 118.455 7.410
SARNO 91 5.311 1.818 135.400 7.129
NOCERA 357 13.252 8.831 247.305 22.083
PAGANI 45 1.857 1.106 48.921 2.963
BATTIPAGLIA 154 7.730 2.989 339.353 10.719
EBOLI 226 6.908 5.380 363.573 12.288
MERCATO SAN SEVERINO 162 5.528 3.833 170.364 9.361
OLIVETO CITRA 123 4.305 3.254 200.151 7.559
SALERNO “DA PROCIDA” 88 1.605 956 363.628 2.561
AGROPOLI 48 2.342 675 88.550 3.017
POLLA- S. ARSENIO 248 10.383 3.798 252.193 14.181
ROCCADASPIDE 66 2.613 1.405 123.540 4.018
SAPRI 118 5.658 2.436 114.962 8.094
VALLO DELLA LUCANIA 287 11.497 4.760 222.121 16.257
TOTALE 2.248 88.958 47.938 3.319.726 136.896

In questa tabella è rappresentato il valore medio tariffario per singola prestazione tenendo conto che il valore tariffario medio è connesso alla media della complessità casistica.

Il rapporto Produzione/Costi è documentato nella tabella sottostante. La produzione è connessa al valore dei DRG del 1997, per cui si rende necessario al fine di rappresentare un realistico indice di produttività aggiornale il valore tariffario al 2009, sulla base dell’inflazione realizzata dal 1997 al 2009

L’attuale offerta delle case di cura in provvisorio accreditamento e rappresentata da 1.102 posti letto, di cui 253 per “non acuti”. I dati di attività sono così rappresentati:

Dati di Attività case di cura accreditate
Numero RO Fatturato RO valore medio RO
30.211 69.670.395 2.306
Numero DH Fatturato DH valore medio DH
14.422 15.567.314 1.079
Totali ricoveri Totale fatturato Valore medio ricovero
44.633 85.237.708 1.910

Il confronto pubblico – privato

L’attività pubblica costituisce circa il 75% dell’attività complessiva ospedaliera con una % di ricoveri in DH mediamente del 34% sul totali ricoveri, mentre il fatturato del DH mostra un uniforme percentuale sul totale del fatturato ricoveri di circa il 17%, in relazione ad una minore complessità del caso medio trattato in DH

valore medio RO valore medio DH Valore medio ricovero
Presidi pubblici 2.684 1.038 2.108
Presidi privati 2.306 1.079 1.910
Totali 2.588 1.048 2.059
variazione % del pubblico sul privato 15% -4% 10%

Numero RO Numero DH totali ricoveri % DH sul totale
Presidi pubblici 88.958 47.938 136.896 35%
Presidi privati 30.211 14.422 44.633 32%
Totali 119.169 62.360 181.529 34%
% del pubblico sul totale 75% 77% 75%
Fatturato RO Fatturato DH Totale fatturato % DH sul totale
Presidi pubblici 238.750.271 49.762.797 288.513.068 17%
Presidi privati 69.670.395 15.567.314 85.237.708 18%
Totali 308.420.665 65.330.111 373.750.776 17%
% del pubblico sul totale 77% 76% 77%

……. …. ….. …..

La tabella sottostante evidenzia che il ricovero ordinario medio degli ospedali pubblici presenta una complessità media maggiore, mentre quello del DH risulta lievemente maggiore nelle case di cura accreditate.

RAZIONALIZZAZIONE STRUTTURE

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 8) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

per quanto riguarda la prescrizione imposta dal decreto 49/2010, circa la necessità di prevedere la riduzione delle strutture complesse di un numero pari al 20%, si prevede il seguente programma di razionalizzazione:

–          le strutture complesse esistenti e attivate, alla data di insediamento dell’attuale Direzione Commissariale, dagli atti risultano  pari a 322. Il dato sul quale è stata calcolata la percentuale del 20% corrisponde a 296, pari alla differenza tra 322 e 26 (n. strutture complesse afferenti quelle funzioni dei tre PP.OO. che non rientreranno più nelle competenze dell’Azienda Sanitaria Locale , bensì all’Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria Ruggi d’Aragona, ai sensi del Decreto 49/2010 e 73/2010, intesa e accordi tra le parti);

–          il lasso di tempo previsto, non brevissimo, per definire il percorso risulta purtroppo necessario, perché strettamente e direttamente collegato al cronoprogramma previsto per la razionalizzazione della rete ospedaliera; inoltre, si sottolinea la presenza di numerosi incarichi attualmente ricoperti sulla base di anomale procedure o provvedimenti privi della forma e degli estremi ritenuti essenziali, per molti dei quali questa Direzione ha già avviato procedimento di verifica.

FUNZIONI CENTRALI

Le funzioni centrali esistenti nelle tre ex disciolte AA.SS.LL. SA 1, SA 2 e SA 3, destinate a dirigenti del ruolo SPTA e della dirigenza medica e veterinaria, ammontano a n. 59.

Le stesse, al termine del processo di razionalizzazione, saranno ridotte a 19 .

Al notevole ridimensionamento si perverrà:

–          al termine della definizione del processo di accorpamento  da ultimarsi entro e non oltre 15 giorni dalla data di approvazione del presente documento attuativo saranno eliminate minimo 31 strutture complesse; alla data odierna, le procedure che risultano essere già concluse hanno determinato la soppressione di n. 16;

–          immediatamente e comunque  non oltre giorni 25 dall’approvazione del presente documento,  saranno soppresse n 9 strutture complesse,  in quanto le relative competenze e funzioni risultano improduttive per l’ASL e, a volte, si frappongono al raggiungimento di obiettivi nel breve termine, aggravando senza alcun beneficio l’iter amministrativo. Di queste 9, alcune sono di antica istituzione e non più coerenti con il dettame di normative sopravvenute o con il nuovo assetto organizzativo producendo effetti negativi sulla efficienza e sulla produzione. A fronte della “proliferazione di strutture complesse”, nell’ambito delle tre disciolte AA.SS.LL., alcuni settori sono connotati dalla totale o parziale carenza di referenti con professionalità e requisiti qualificanti, per tali settori, stante la loro assoluta valenza tecnico-giuridica, saranno previste strutture semplici, alcune delle quali in staff alla Direzione.

STRUTTURE OSPEDALIERE

Le strutture complesse degli attuali  PP.OO. aziendali sono 170 e verranno ridotte a 122 ivi comprese quelle previste nella prima fase di accorpamento funzionale del P.O.Unico Valle del Sele.

48 strutture verranno gradualmente eliminate in concomitanza con i rispettivi accorpamenti funzionali e riconversioni dei plessi ospedalieri come da cronoprogramma illustrato nella precedente parte del documento.

Al fine di evitare che la soppressione della struttura non si traduca in un effettivo e concreto risparmio per l’Azienda, si cercherà di far coincidere la decorrenza del provvedimento con la data di scadenza del contratto   o del pensionamento del dirigente incaricato.

Per alcune strutture sarà attivata  la definizione del processo di riconversione (da complesse a semplici) in quanto ritenute non aderenti ai criteri quali-quantitativi del decreto 49/2010.

Poiché il processo attuativo ha ricadute sull’organizzazione dell’assistenza e, contemporaneamente, determina conseguenze giuridiche, amministrative ed economiche, si prevede che possa essere ultimato entro un anno dall’approvazione del presente piano. A tal fine, verranno dettate linee di indirizzo ai direttori di dipartimento ai quali sarà affidato il compito di proporre tutti gli atti necessari per garantire la definizione del percorso finalizzato alla riduzione delle strutture entro l’arco temporale prefissato.

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

Nei Dipartimenti di Prevenzione delle tre ex AA.SS.LL. risultano agli atti 24 strutture complesse che, ad avvenuta attivazione del nuovo Dipartimento unico di Prevenzione dell’ASL Salerno saranno ridotte a 9, compresa la direzione amministrativa del Dipartimento.

La procedura verrà ultimata entro e non oltre sei mesi dall’approvazione del presente documento attuativo.

DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

Risultano agli atti 24 UOSM, classificate come strutture complesse più due strutture denominate “pscicologia” , “neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza” e “psicoterapia”. Ne vengono programmate 15 compresa la direzione amministrativa.

La procedura verrà ultimata entro e non oltre sei mesi dall’approvazione del presente documento attuativo.

DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE

Il Numero delle strutture complesse del Dipartimento delle Dipendenze sarà 5

La procedura verrà ultimata entro e non oltre sei mesi dall’approvazione del presente documento attuativo.

STRUTTURE TERRITORIALI

Nei Distretti sanitari aziendali saranno previste 33 strutture complesse comprensive di quelle afferenti alle nuove funzioni previste nei PP.OO. riconvertiti in Strutture Sanitarie Territoriali come Castiglione di Ravello e Agropoli.

STRUTTURE SEMPLICI E SEMPLICI DIPARTIMENTALI

Allo stato attuale, la Direzione Commissariale si impegna a individuare le strutture semplici e semplici dipartimentale in aderenza ai criteri e ai parametri dettati dal decreto 49/2010.

Infatti, ad eccezione di quelle già previste nella parte del presente documento riguardante l’organizzazione, nel rispetto del numero consentito dalle disposizioni regionali, si preferisce individuarle e determinarne le competenze a seguito di una fase transitoria nella quale i dirigenti nominati quali responsabili delle nuove strutture centrali accorpate e i capi dipartimento, alla luce delle valutazioni operate su dati empirici, adempiano al compito loro assegnato relativamente alla formulazione di una proposta organizzativa dettagliata che sarà sottoposta al vaglio dello scrivente.

Posizioni Organizzative

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 8) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

Presso la ex ASL SALERNO 1  furono individuate ed istituite  ( con deliberazione n. 422 del 2 aprile 2004 e successive di integrazione) n.  36 posizioni organizzative .

Presso la ex SASL SALERNO 3 furono individuate ed istituite  ( con deliberazione n. 982 del 28 maggio 2004) n. 72 posizioni organizzative .

Presso la ex ASL SA2 le posizioni organizzative non sono state mai individuate e istituite.

Alla data del 30 agosto 2010 le posizioni effettivamente vigenti ( con la relativa remunerazione) sono in numero di 19 per ex ASL SA 1  e n. 64 per ex  ASL SA 3, per un numero complessivo di 83 posizioni organizzative.

A tale numero sarà ridotto a 73 posizioni organizzative che saranno spalmate sulle strutture come sopra individuate

Posizioni di coordinamento

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con  nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 8) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che:

le posizioni di coordinamento presso l’ASL Salerno, allo stato ammontano a 358. Su tale numero  sarà operata la percentuale di riduzione prevista dal decreto 49/2010, in concomitanza con la razionalizzazione della rete ospedaliera.

ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE SALERNO

DI SEGUITO VIENE INDICATA LA BOZZA DI ORGANIZZAIZONE MINIMA DELL’AZIENDA

58

59

61

62

63

64

In staff alla Direzione vengono previste le seguenti strutture semplici:

Ingegneria Clinica

ALPI

Farmacoeconomia

Farmacovigilanza

Professioni sanitarie

PRESIDI OSPEDALIERI

P.O. Umberto I di Nocera e “A.Torotra” di Pagani
P.O. “Martiri del Villa malta” di Sarno
P.O. U. Valle del Sele (Roccadaspide, Eboli, Battipaglia e Oliveto Citra)
P.O. “San Luca” di Vallo della Lucania
P.O. “L. Curto” di Polla-Sant’Arsenio
P.O. “Dell’Immacolata” di Sapri

STRUTTURE SANITARIE

Struttura sanitaria Castiglione di Ravello
Struttura sanitaria di Scafati
Struttura sanitaria Agropoli

DISTRETTI SANITARI

o Distretto Sanitario Angri- Scafati

o Distretto Sanitario Sarno-Pagani

o Distretto Sanitario Nocera

o Distretto Sanitario Cava dei Tirreni-Costa d’Amafi

o Distretto Sanitario Mercato San Severino

o Distretto Sanitario Salerno

o Distretto Sanitario Pontecagnano – Giffoni Valle Piana

o Distretto Sanitario Battipagli

o Distretto Sanitario Eboli

o Distretto Sanitario Oliveto Citra

o Distretto Sanitario Capaccio-Roccadaspide-Agropoli

o Distretto Sanitario Vallo della Lucania

o Distretto Sanitario Polla Sant’Aresenio

o Distretto Sanitario Sala Consilina

o Distretto Sanitario Sapri/Camerota

ORGANIZZAZIONE DIPARTIMENTALE

Dipartimenti di tipo strutturale ASL SALERNO

Individuazione dei Dipartimenti Aziendali

L’Azienda fonda la propria organizzazione dipartimentale individuando i seguenti dipartimenti che si conformano ai principi di efficienza, efficacia, responsabilità operativa,omogeneità delle funzioni, indicati nell’atto di indirizzo regionale e con direzioni sanitarie e amministrative U.O. complesse.

Dipartimento di Salute Mentale
Dipartimento di Prevenzione
Dipartimento delle Dipendenze

DIPARTIMENTI FUNZIONALI ridisegnati alla luce delle osservazioni e rilievi di formulati con nota del Sub Commissario ad Acta prot. 377/C del 20.1.2011 (punto 7).

Una grande criticità rilevata nell’ambito dei reparti e servizi ospedalieri è l’assoluta difformità di comportamento nella scelta delle tecnologie biomediche, nella gestione e approvvigionamento di materiale di consumo , nella organizzazione e utilizzo delle risorse disponibili.

In luogo dei preesistenti Dipartimenti delle tre disciolte AA.SS.LL., ritenuti assolutamente inadeguati alla normativa di settore, viene prevista la creazione dei dipartimenti funzionali per ciascuna delle aree geografiche individuate (Area “A”, Area “B” e Area “Valle del Sele”).

Tanto allo scopo di rendere ottimale l’offerta assistenziale ed eliminare, al contempo, tutte le disomogeneità presenti nelle strutture ospedaliere aziendali. Inoltre, l’attivazione dei medesimi

Dipartimenti con la contestuale nomina dei direttori responsabili, faciliterà l’attuazione dei percorsi delineati in attuazione del decreto 49/2010. L’individuazione delle tre Aree geografiche risponde all’esigenza di circoscrivere l’ambito di competenza del Dipartimento in un’area territoriale che garantisca, comunque, vicinanza tra le strutture interessate per consentire eventuali interscambi di risorse da poter utilizzare in modo più razionale. Per ciascuna delle seguenti Aree vengono istituiti i Dipartimenti funzionali descritti nei paragrafi successivi. Per ciascuna tipologia di Dipartimento, tra i tre capi dipartimento nominati per le rispettive Aree, sarà individuato colui che avrà il compito di coordinare le attività di competenza.

Area “A” – P.O. Nocera/Pagani e Sarno

Area “B” – P.O. Vallo della Lucania, Polla, Sapri;

Area “Valle del Sele” – P.O. Battipaglia, Eboli, Oliveto Citra e Roccadaspide.

Dipartimento di Emergenza

Il modello dipartimentale, che anticipa il riordino del sistema di emergenza – urgenza su base regionale, è organizzato sulla base del D.P.R. 27 marzo 1992 e delle linee guida nazionali approvate in sede di intesa Stato-Regione. L’organizzazione dipartimentale assicura lo svolgimento efficace e coordinato delle fasi di allarme sanitario, di risposta territoriale e di risposta ospedaliera.

SOC Medicina d’Urgenza, Pronto Soccorso e Accettazione

SOC Servizio Anestesia e Rianimazione

SOC Servizio 118 e Coordinamento trasporto infermi

SOC Terapia intensiva neonatale

Ad esso partecipano nel complesso o attraverso sub articolazioni UUOO di tutti gli altri dipartimenti assicurando le necessarie competenze specialistiche.

Dipartimento Area Medica e Specialità Mediche

SOC Medicina
SOC Nefrologia e Dialisi
SOC Gastroenterologia
SOC Endocrinologia
SOC Malattie infettive e Tropicali
SOC Geriatria e lungodegenza
SOC Malattie endocrine del ricambio e nutriz.
SOC Neurologia
SOC Pneumologia
SOC Oncologia Medica e Oncoematologia Pediatria, neonatologia ed ematoncologia pediatrica
SOC Il Dipartimento comprende quasi tutta l’area medica ed è dotato di posti letto ordinari, di Day Hospital e di Terapia sub intensiva laddove presenti. Eroga servizi a pazienti degenti sia in elezione che in urgenza, nonché prestazioni ambulatoriali e consulenze per i degenti di altri dipartimenti.

Esso rappresenta il naturale prolungamento del dipartimento d’emergenza per i pazienti non chirurgici ed anche la naturale sede dell’approfondimento clinico. In questo senso, e fino alla profonda ristrutturazione dell’intera sanità territoriale, il Dipartimento di medicina e delle specialità mediche assume un ruoloparticolarmente delicato di carattere assolutamente strategico. Esso è infatti la sede naturale di risposta a una domanda di salute quantitativamente molto rilevante e qualitativamente estremamente articolata che risponde a bisogni in qualche caso semplici e forse, a posteriori finanche inappropriati, ma che arrivano anche a condizioni che, specialmente nell’ambito della polipatologia, richiedono spesso attività, strumenti, personale e competenze di carattere sub-intensivo particolarmente qualificati e specializzati.

Dipartimento Cardiovascolare

E’ il dipartimento dove si integrano le aree cardiologiche con le UTIC, che collaborano alla rete Hub and spoke dell’emergenza cardiologica integrandosi con il dipartimento Emergenza-Urgenza per intervenire sulle patologie cardiologiche acute.

SOC Cardiologia
SOC UTIC
SOC Emodinamica
SOC Chirurgia Vascolare

Dipartimento di Chirurgia e delle Specialità Chirurgiche

SOC Chirurgia Generale
SOC Ortopedia
SOC Urologia
SOC Neurochirurgia
SOC Oculistica
SOC Otorinolaringoiatria
SOC Ostetricia e ginecologia

E’ un Dipartimento finalizzato alla terapia chirurgica di tutte le patologie di pertinenza. È dotato di posti letto ordinari e di Day surgery. E’ la sede appropriata dell’approfondimento e dell’elezione chirurgica e delle specialità chirurgiche.

Dipartimento dei Servizi

SOC Chimica Clinica
SOC Microbiologia e Virologia
SOC Anatomia Patologica
SOC Farmacia
SOC Medicina fisica, riabilitativa
SOC Radiodiagnostica e Medicina Nucleare
SOC Medicina trasfusionale e servizio emostasi

Il Dipartimento governa considerevoli risorse Aziendali, sia dal punto di vista economico che organizzativo.

Eroga servizi e prestazioni diagnostiche e di laboratorio e di diagnostica per immagini ai degenti e ad utenti esterni e partecipa alle attività del dipartimento di emergenza. Aggrega inoltre due Servizi di particolare delicatezza quali la Farmacia e la Medicina fisica e riabilitativa.

Il Dipartimento è contraddistinto dall’utilizzo di tecnologie di elevato costo e necessitanti di costante evoluzione.

CURE DOMICILIARI

L’obiettivo regionale fissato alla percentuale del 3,5 della popolazione anziana in carico al servizio sanitario (over o uguale a 65 anni ) entro il 2012. Stante la disomogeneità della percentuale raggiunta tra le tre disciolte Aziende Sanitarie Locali sarà necessario prima uniformare le modalità di gestione dell’assistenza domiciliare sul territorio e, successivamente potenziare il servizio mediante una capillare distribuzione sul territorio delle basi operative per il personale adibito che dovrebbe essere reclutato dal personale ospedaliero risultante in esubero a seguito della riorganizzazione della rete dei PP.OO.

Sarà necessario, comunque, selezionare il personale e provvedere ad una adeguata formazione pertanto, si presume che per la messa in regime possano coincidere.

APPENDICE

Sintesi dei costi preventivati per l’attuazione del presente documento relativo al riordino della rete ospedaliera e territoriale dell’ASL Salerno, esclusi i costi relativi alla realizzazione dell’O.U. del Sele.

Tecnologie biomediche per presidi ospedalieri euro 20.000.000,00
Tecnologie biomediche per strutture territoriali euro 5.000.000,00
Ristrutturazione immobili e/o adeguamento degli stessi:
o P.O. Nocera-Pagani euro 18.000.000,00 finanziabili con fondi ex art. 20 della legge sull’edilizia sanitaria se viene autorizzato il loro utilizzo per ipotesi di progetto diversa rispetto a quella precedente al decreto 49/2010 e o altri P.O. forfetariamente euro 10.000.000,00

Opere edilizie in materia di emergenza euro 2.400.000.00: euro 1.200.000,00 per ciascuna delle due piazzole di atterraggio delle eliambulanze previste a Castiglione di Ravello e di Roccadaspide.

Acquisto automezzi per l’emergenza:
n. 6 auto mediche =
euro 150.000.00 ca
n 6 ambulanze di tipo “A”
euro 240.000,00 ca
n. 56 ambulanze di tipo “B” euro 1.680.000,00 ca
noleggio annuo per eliambulanza 1.150.000,00 ca

Piano degli investimenti con l’indicazione delle priorità

Alla luce delle osservazioni e rilievi comunicati con nota prot. n. 377/C del 20.1.2011 (punto 10) del Sub Commissario per il Piano di rientro, si rappresenta che risultano essenziali per l’ASL i seguenti interventi strutturali e tecnologici:

– in via prioritaria le opere per l’adeguamento di tutto il sistema dell’emergenza 6.820.000,00
– ampliamento e adeguamento strutturale e tecnologico dei PP.OO. di Nocera 18.000.000 e Vallo della Lucania (DEA di II livello) 6.000.000
– intervento strutturale e tecnologico per la definizione del polo oncologico presso il P.O. di Pagani 5.000,00;
– ampliamento strutturale e adeguamento tecnologico per il P.O. di confluiranno reparti e funzioni 2.000.00,00;

Sarno dove

– riconversione dei PP.OO. di Castiglione di Ravello, Scafati e Agropoli

Il presente piano non comprende il piano degli investimenti P.U. Valle del Sele, per il quale sarà redatto apposito atto su proposta del project manager.

ILCOMMISSARIO STRAORDINARIO
PROF. FRANCESCO DESIMONE

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