PD, guerre intestine e Amministrazione: E’ quiete dopo la tempesta?

I rapporti sentimentali o politici si basano su verità, correttezza, lealtà, onestà. Se consapevolmente si accetta altro o si è collusi o cornuti contenti.

Il dovere di governare“- Governare è sicuramente un dovere, ma non è scritto da nessuna parte si debba governare a tutti i costi.
Lettera aperta agli ebolitani“-
Antonio Conte non chiarisce: sostiene la tesi del suo gruppo o quella degli atti di cui ne è stato promotore in Giunta?

PD e lo strappo

EBOLI – Questi che seguono sono i testi di due manifesti, a firma dei partiti della nuova maggioranza PD, UDC, API e dell’ex Vice Sindaco defenestrato Antonio Conte. Se il manifesto della nuova maggioranza tenta in qualche modo di svelenire i rapporti politici ormai al lumicino, tra gli stessi esponenti, i gruppi del Partito Democratico, e tra i partiti di opposizione e quelli che costituiscono la nuova maggioranza, il manifesto di Conte ha i sapori del commiato ma non contribuisce a fare chiarezza sulla sua doppia posizione politica e amministrativa.

Antonio Conte

“Lettera aperta agli ebolitani” e “Il dovere di governare” sono i titoli di queste “riflessioni” che in verità, oltre alla volontà di distendere gli animi da una parte e quella di cercare di darsi  una giustificazione dall’altra, pare non contengano elementi politici di portata eccezionale, da giustificare un cambio di maggioranza piuttosto che un allargamento con avvicendamento della maggioranza ne le contestazioni lamentate dai contiani.

Governare è sicuramente un dovere, ma non è scritto da nessuna parte si debba governare a tutti i costi. Così come è auspicabile cambiare passo e registro, ma non prima di aver svolto un percorso che in politica è indispensabile e che porta i partiti a a fare un’analisi e a svolgere una verifica, che porti al chiarimento, base essenziale, per affrontare altri percorsi, ma dopo tutte le cose che a ragione o a torto si sono dette, non è corretto, andare oltre senza chiarire il precedente.

Il “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato,… in politica e per quello che si è detto non va bene, è accettabile solo in termini canzonettistici. Gli elettori hanno invece il diritto di sapere quali sono stati i motivi veri dietro quei “titoli” (affari) che gridavano al chiarimento.

  1. Quindi la prima operazione, dovrebbe essere quella della Verità.
  2. La seconda, quella della correttezza.
  3. La terza, quella della lealtà e della onestà.

E’ fuori di dubbio che alla base di questo rapporto conflittuale all’interno del PD, vi sia la difficoltà di  uomini e gruppi con percorsi e bagagli politici diversi, costretti ad una summa  e ad una convivenza forzata, dettata solo dalla necessità di organizzare una “difesa” capace di contrastare il partito di celluloide messo su da Silvio Berlusconi.

In provincia ed in Città poi, a concorrere alla formazione di questo partito vi era in maniera consistente, che poi ha finito per dominare, tutto  quello che si riferiva al PCI-PDS-DS, quello che rimaneva degli eredi  della DC e la parte più consistente di quello che rimaneva del PSI, con la presenza ritenuta da sempre molto ingombrante di uno dei protagonisti della Prima Repubblica, Carmelo Conte.

Nel corso degli anni, e attraverso vari passaggi politico-elettorali mentre la parte che si rifaceva al mondo politico dei cattolici era riuscita ad avere la maggior parte delle rappresentanze parlamentari, sul territorio, forse perché più organizzato e più presenti, forse anche perché la rappresentanza parlamentare non è stata all’altezza, finiva per prevalere lo zoccolo duro degli ex comunisti, riducendo al minimo e semmai annullando nel tempo ogni altra velleità politica delle altre sensibità..

Questa distorsione specie nella Città di Eboli ha fatto si che una classe politica più organizzata ma minoritaria prevalesse sugli altri costringendo, nella specie, quell’area che si rivedeva nelle posizioni dell’ex Ministro Conte, a doversi conquistare le “piazze” spesso confliggendo con il PD, e di volta in volta si è assistito ad un antirivieni politico che ha confuso gli elettori, ma che non ha fatto chiarezza sulle reali posizioni e conseguentemente sulle azioni politico-amministrative che la Maggioranza pure produceva ma che per buona parte delle volte si contestava e per altra si annuiva.

Martino Melchionda

La Verità. Quando si condividono percorsi politici, pure se divergenti sulle linee ma che diventano convergenti poi negli atti amministrativi si è egualmente responsabili, sia se si tratta di atti che meritano una condanna che invece meritano il plauso.

Ed è successo che mentre si contestavano alcuni affari amministrativi prodotti dalla Giunta Melchionda, si aveva al proprio interno e tra i promotori un proprio assessore, tra l’altro ricoprente un ruolo di primo piano, essendo egli Vice Sindaco. E così la verità ha voluto che mentre una parte contestava, l’altra partecipava alla produzione di quegli atti, materia di contestazione.

Sarà stata anche una partecipazione sofferta, ma non si è mai capito, forse perché non vi è stata mai nessuna dichiarazione che annuisse o dissentisse quella strategia, tranne che raccogliere fugacemente un velato imbarazzo trovandosi in una posizione delicata esposta all’impallinamento. Questa condizione non è stata mai chiarita e non si è chiarita nemmeno nel Manifesto di commiato forzato dell’ex Vice Sindaco Antonio Conte.

La Correttezza invece avrebbe voluto che le questioni andassero riprese nella maniera giusta, nel senso che a quelle contestazioni prodotte nei modi e nelle forme consoni in una alleanza che si basa su una reciproca convenienza, bisognava dare delle risposte precise ed inequivocaboli per fugare ogni dubbio rispetto alle accuse di malaffare, di clientelismo, di operazioni immobiliari legate ai famosi PUA, recentemente approvati dalla Giunta.

Salvatore Marisei

La stessa correttezza si sarebbe dovuta aspettare nel fare una verifica politica e amministrativa che riguardasse l’andamento della maggioranza e dell’amministrazione, ivi compreso verificare se gli obiettivi che ci si era preposti, confrontandoli con il programma di mandato presentato agli elettori solo un anno fa, fossero stati raggiunti.

La lealtà e l’onestà. Nella vita quotidiana, nei rapporti personali ed interpersonali, così come nei sentimenti, nel lavoro e perché no anche in politica, vuole che se si sta insieme è solo per seguire una scelta ponderata. Scelta che ci porta a condividere percorsi anche difficili e spesso quella condivisione, si fonda proprio sulla lealtà e l’onestà. Quando queste due componenti fondamentali vengono a mancare, si cambia lavoro, si abbandona un’amicizia, si divorzia, si scioglie un accordo politico.

Se pur verificando che in un rapporto sono venute a mancare, l’onestà e la lealtà, questo non accade, due sono le motivazioni o non si vuol capire e si soffre, o, pur avendo compreso si accetta diventando “conniventi”, se si tratta di rapporti politici basati sul malaffare, cornuti contenti, se si tratta di rapporti tra coniugi.

Una serie di errori politici ha attraversato il PD locale e inevitabilmente ha scaricato sull’Amministrazione i riflessi negativi di uno scontro tenuto sempre caldo e alto che ha confuso gli elettori e talvolta anche gli osservatori politici, come ad esempio: L’aver votato contro un emendamento di indirizzo che modificava la natura politica dell’Amministrazione in occasione della votazione del Bilancio e successivamente l’aver votato a favore del Bilancio stesso, approvando di fatto quello stesso documento precedentemente “ripudiato“.

Ma questo errore non è da meno rispetto a quello della esclusione di Antonio Conte dalla nuova Giunta, avvenuta all’indomani dell‘approvazione del Bilancio, anche se nel frattempo vi era stato un tentativo politico di ricucire lo strappo e successivamente dichiarare di esserne dispiaciuto sottolineandone la correttezza il valore dell’assessore defenestrato.

Errori su errori. Così come quello che ha commesso Antonio Conte, sottoposto per un anno ad un continuo logorio dalle bordate dei suoi stessi amici di gruppo, senza intervenire sulle questioni e sui metodi oggetto di contestazione. L’ex Vice Sindaco Conte non ha chiarito mai la sua posizione e non lo ha fatto nemmeno rivolgendosi agli ebolitani nel suo manifesto. Insomma l’ex Vice Sindaco Conte sostiene la tesi dei suoi amici di gruppo o quelli per il quale solidarmente ne è stato promotore in Giunta oggetto di contestazione?

Non ci sarà mai una risposta, quella affidata al manifesto è troppo debole.

Mario Conte

Errori su errori politici si diceva. In effetti la madre di tutti gli errori per i contiani  forse è stato quello di aver accettato prima come candidato Sindaco Melchionda, e sopportato poi logorandolo nello svolgimento del suo mandato fin dal primo momento, accettandone però con la presenza di Antonio Conte di condividerne la gestione e gli atti politico-amministrativi. Ma è stato anche quello di aver voluto sostituire Mario Conte e Salvatore Di Dio, con Antonio Conte e Salvatore Marisei. Modificando l’approccio anche rispetto al Sindaco sempre più insofferente verso gli ambiti politici, da quello della mediazione a quello della tensione.

In genere la squadra che vince non si cambia.

Se questa regola vale per il Partito del PD, a maggior ragione vale per l’Amministrazione. E senza nulla togliere le persone e il loro singolo valore. Forse si è utilizzato persone giuste nei ruoli sbagliati. Allo stesso modo è venuta fuori dal voto un’Amministrazione e ora ce ne troviamo un’altra. Forse si poteva fare altrettanto utilizzando altri percorsi.

In questa confusione e con tutti questi errori solo una cosa è certa quella che si è inserita una buona dose di potere, quello liquido, che sembra essere alla base di tutte le motivazioni.

……….  …  …………

Testo del manifesto del PD UDC API

IL DOVERE DI GOVERNARE

Finisca la stagione dei veleni. Deve finire! Dopo mesi e mesi di accuse, veti e sospetti occorre cambiare registro. Non intendiamo più rincorrere gli insulti rabbiosi di questi giorni; dobbiamo evitare che le tensioni interne ai partiti si ripercuotano sulla città e sugli interessi degli ebolitani. Eppure avremmo tanto da dire, di un passato che non deve tornare, di processi ancora da celebrare; ma non è questo il terreno sul quale ci vogliamo misurare.

Sentiamo il dovere di governare, per dare risposte ai cittadini; perciò ci metteremo a lavorare al massimo delle nostre forze e capacità, senza farci distrarre dalle polemiche inutili. Non cadremo nel tranello di chi vuole alimentare un dibattito guerrafondaio per allontanarci dagli obiettivi prefissati. Sappiamo che sono sufficienti pochi ingredienti: umiltà, dedizione, chiarezza e lavoro, tanto lavoro.

Chi vorrà continuare il gioco al massacro sarà libero di farlo, ma resterà isolato. Noi ci sforzeremo di cogliere i suggerimenti buoni, le idee vere e condivisibili, e – senza timore di sminuire la nostra azione amministrativa – sapremo farli nostri e farli diventare fatti concreti.

Un passo alla volta, di traguardo in traguardo, proveremo a fare cose buone per la città, perché possa tornare a sorridere.

Le prime cose che faremo:

1. estendere il “porta a porta” a tutto il territorio comunale, fino alle abitazioni più isolate, per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che già raggiunge il 50%;
2.
completare l’impianto di compostaggio, anche senza il finanziamento (tante volte promesso e mai erogato) della Regione Campania;
3.
adottare il Puc (piano urbanistico comunale) per rilanciare lo sviluppo della Città;
4.
adottare un piano particolareggiato dell’intera fascia costiera, per superare le incertezze e i limiti dei tanti vincoli apposti;
5.
rafforzare importanti servizi sociali, estendendo ad un maggior numero di anziani e disabili l’assistenza domiciliare, istituendo un centro per l’aiuto a famiglie disagiate, riducendo ulteriormente il numero di minori in istituti, attivando un’assistenza specialistica per alunni portatori di particolari disabilità;
6.
riqualificare e mettere in sicurezza l’intero tratto ebolitano della Statale 18, con rotatorie ed illuminazioni;
7.
redigere un piano commerciale a sostegno di piccole e medie strutture, anche in vista dell’apertura del centro commerciale di Serracapilli e dell’outlet di San Nicola Varco, insediamenti che daranno lavoro a ragazzi e ragazze della nostra Città.

Al Sindaco di Eboli chiediamo di guidarci sul terreno di una ritrovata serenità. Le difficoltà sono tante, ma non ci fermeremo. Saremo più forti delle ostilità, che (temiamo) non mancheranno. Abbatteremo la cultura del sospetto e la teoria del tanto peggio tanto meglio.

Avanti Martino, facciamo vedere chi siamo e cosa sappiamo fare!

Poche cose, cose semplici, da fare ad una ad una, ma da fare!

Firmato PD, UDC, API

……………  …  ……………..

Manifesto dell’ex Vice Sindaco Antonio Conte

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Eboli, 16 agosto 2011

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