I workshop tematici dei giovani del centro e della sinistra: Uniti e separati

Sono partiti i workshop tematici dei giovani della sinistra e del centro. Si parla di lavoro, di formazione e di ambiente, del “posto fisso” e dell’art. 18.

La difficoltà di trovare il lavoro, la precarietà, la burocrazia, i favoritismi, le clientele i veri nemici dei giovani. Vitiello: “E’ giusto che i giovani riflettano sul loro futuro, sebbene sia un momento di grande crisi”.

workshop giovani e lavoro

EBOLI – I giovani del centro e della sinistra hanno organizzato tre workshop tematici per parlare di lavoro, formazione, ambiente, diritti e partecipazione. Il primo incontro si è tenuto presso la sede di Forum Democratico, il gruppo vicino alla sensibilità dei Consiglieri del PD, Mario Di Donato e Luca Sgroia, sede che fu proprio del Partito Democratico.

L’obiettivo dell’incontro è quello di coinvolgere i giovani ebolitani nella costruzione di prospettive riguardanti il mercato del lavoro e la formazione, avvalendosi delle testimonianze dirette di giovani, lavoratori, rappresentanti sindacali, studenti e insegnanti. E riguardo a queste tematiche “L’unico dato sicuro e stabile nell’attuale mercato del lavoro – dichiarano gli organizzatori – è la condizione di precarietà in cui versa un’intera generazione”. Ed è proprio vero, per questo si avverte il bisogno di parlarne.

All’incontro hanno partecipato oltre che una decina di giovani ebolitani, anche rappresentanze di giovani di alcuni comuni vicini, alla presenza: del Consigliere Comunale del PD Roberto Palladino; dei Presidenti del Consiglio Comunale di Eboli e Albanella, Luca Sgroia e Valeria Mazzarella; del Vice Segretario Provinciale del Partito Democratico Mariarosaria Vitiello, che ha avuto anche il compito di chiudere i lavori; affrontando quei temi delicati oggetto degli incontri ma anche oggetto dell’agenda politica del Governo di Mario Monti.

Maria Rosaria Vitiello

Ed è proprio rispetto a questi temi che il Vice segretario Provinciale del PD Maria Rosaria Vitiello ha tenuto a ribadire che è opportuno che a livello nazionale si avanzino proposte che vadano nella direzione dei bisogni dei cittadini e che rispondano anche ai programmi del PD, mentre rispetto all’incontro specifico ha dichiarato: “Il tema e l’incontro sono stimolanti. E’ giusto che i giovani riflettano sul loro futuro e sulle prospettive che in questo momento si presentano, sebbene sia un momento di grande crisi. Le loro riflessioni devono diventare il vero strumento del cambiamento della società. E’ giusto che siano artefici del proprio destino senza aspettare altro, iniziando a “pretendere” rispetto, attenzione e ascolto, confrontandosi senza soggezione e rivolgendosi sempre con rispetto ai vari livelli politici ed istituzionali, non perdendo mai di vista il valore primario del confronto democratico”.

In effetti come poteva non essere interessante un incontro nel quale parlano i giovani, indipendentemente poi, che a parlarne, intorno ad un tavolo, vi fossero quelli più politicizzati: quelli dei Partiti di centro vicini all’UDC o all’API; quelli vicini a Sinistra Ecologia e Libertà o alla Fabbrica di Nichi; quelli vicini al Partito Democratico espressioni delle varie sensibilità interne.

Così come sono state interessanti le testimonianze di alcuni di loro che hanno parlato delle loro esperienze, oggettivamente tutte negative, anche facendo raffronti con altre società e altri paesi europei ed extraeuropei. Tutte hanno messo in evidenza le difficoltà di trovare il lavoro, rispondente alle proprie competenze e rispondenti ai propri studi. Difficoltà che si scontrano con i ritardi della nostra società, ma anche delle complicanze rispetto alle difficoltà di uno scontro continuo con la macchina burocratica del nostro Paese, vero ostacolo. Ma le difficoltà e gli ostacoli più fastidiosi ed insormontabili sono quelli che si incontrano nel quotidiano, quando ci si incontra o ci si scontra con i favoritismi, con le prepotenze e le arroganze del potere, oltre che le furberie e le varie corsie preferenziali, che la classe dominante mette in essere per avvantaggiare figli, parenti, nipoti, amici, amici degli amici, nanetti e ballerine. Quelli che ti saltano sempre avanti. Quelli che si trovano sempre nei posti giusti. Quelli che conosci e che ricordi che oltre a non studiare mai sapevano copiare bene, tanto bene che riescono sempre a fotterti oltre che i voti anche il posto di lavoro.

workschop giovani e lavoro

Parlando di queste cose, non si poteva non parlare delle problematiche giovanili messe in campo con tutte le distorsioni del caso rispetto alle varie modalità di approccio al lavoro e rispetto anche alla salvaguardia e al mantenimento del posto di lavoro. Insomma si è parlato del famoso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e del famoso posto fisso, che i nostri governanti con una campagna assordante stanno inculcando nell’opinione pubblica e specie nei giovani, che il “posto fisso” è una cosa del passato, e che tutto sommato, come ha detto il Presidente del Consiglio Monti, rappresenta una noia e che è più stimolante cambiare.

Se ci volevano convincere non ce n’è bisogno, noi non siamo convinti, siamo solo rassegnati, il posto fisso per i fessi non c’è e per i furbi e magari per i figli di… Fornero docet c’è e come. E sebbene anche la figlia del Ministro Fornero, che ha conseguito una serie di Master come la maggior parte dei giovani italiani ha diritto a lavorare, è legittimo sospettare altro se sua figlia trova lavoro, manco a farlo a posta, nella Università dove insegnano il Papà e la mamma, mentre migliaia di giovani ricercatori guadagnano poche centinaia di euro e sono senza contratto? E’ altrettanto ragionevole sospettare che la stessa riceva qualche incarico proprio dalla Banca dove mammà è consulente?

I giovani devono sapere che il posto fisso non esiste più….. per loro, esiste solo per le “caste”. Loro devono invece girare intorno ad un posto di lavoro facendo i co co co a vita e percependo al massimo un assegno mensile di 700 euro. E di queste cose si è parlato.

I giovani quando stanno insieme dimenticano, e danno il meglio, dimenticano anche qualche “furbizia” di contaminazione che viene dai grandi, che invece vogliono altro. E infatti, quell’altro e quella contaminazione è all’origine della questione che ha portato gli stessi giovani a convocare il Workshop, con un manifesto congiunto, nel quale però si sottolineava tutta la differenza che invece vi era dietro. Quella differenza era nella dicitura: i giovani di centro e i giovani di sinistra. Sottolineando che sono due cose diverse, ma proprio diverse.

Marziale Bufano

Chi è distratto non ci fa caso, chi è più attento invece nota la differenza di quel “centro” e di quella “sinistra”, senza il trattino è un’altra cosa rispetto al “centro-sinistra” con il trattino. Quella differenza è alla base del “peccato originale“, che si ripercuoterà anche nelle manifestazioni esterne ed istituzionali come si spera non accada, da qui a poco, per l’elezione del Forum dei giovani e del suo Presidente. Una differenza che indebolisce il Presidente uscente che invece sarebbe dovuto essere sostenuto nella sua riconferma, a meno che non se ne condivideva linea ed operato, ma che non rafforza chi invece si candida in contrapposizione. Peccato, forse si può fare ancora qualcosa, visto che non si boccia operato e indirizzi.

Forse si può sperare dopo questi incontri, che si possa veramente difendere i principi delle idee dei giovani fortificandoli con le azioni, anche se devono essere forti e se si deve scontrare con i desiderata dei grandi, quelli che contaminano e magari farlo chiedendo con forza, ognuno ai propri Partiti, di essere contrari alle politiche di assalto al lavoro e al terrorismo rispetto alle speranze dei giovani.

Forse si può sperare in qualcosa se si chiede al Sindaco, al Presidente del Consiglio, di annullare quella selezione di cui non si capiscono bene i connotati della competizione e del valore dei colloqui e dei titoli di quel famoso bando del Servizio CivileGenerazioni a confronto“, per rispetto a tutti i giovani che hanno partecipato, così come si potrebbe chiedere maggiore chiarezza per le varie selezione circa il Piano di Zona S5, ricordando a noi e agli altri che: Il Lavoro non è un privilegio,  è un diritto. Un diritto che rende l’uomo libero e dignitosi.

Questo sarebbe proprio un bell’inizio.

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Ecco l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori

18. Reintegrazione nel posto di lavoro.

Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro (3/c).

Ai fini del computo del numero dei prestatori di lavoro di cui primo comma si tiene conto anche dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale, per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale (3/d).

Il computo dei limiti occupazionali di cui al secondo comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie (3/e).

Il giudice con la sentenza di cui al primo comma condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia o l’invalidità stabilendo un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del licenziamento al momento dell’effettiva reintegrazione; in ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto (3/f).

Fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto al quarto comma, al prestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito del datore di lavoro non abbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell’indennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intende risolto allo spirare dei termini predetti (3/g) (1/cost).

La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.

Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.

L’ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l’ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell’articolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.

L’ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.

Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all’ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l’ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all’importo della retribuzione dovuta al lavoratore (8/cost).

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Eboli, 15 febbraio 2012

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. La differenza centro e sinistra in questa fase ci sta tutta, ma sarebbe stato interessante aggiungerci anche i giovani di destra. Quando i giovani parlano, discutono e si confrontano è sempre positivo, gli adulti per una volta potevano solo ascoltare invece hanno preso parte alla discussione probabilmente per visibilità.

  2. Signori, quando si spegneranno i riflettori su quest’ennesimo “workshop” ognuno tornerà ad interessarsi delle proprie cose (chi lavora), a continuare a disperarsi (chi non ha lavoro) o a riprendere a fare i salti mortali per raccimolare qualche centinaio di euro al mese (chi è riuscito ad inventarsi qualcosa). In momenti di crisi come questi occorrerebbe che essere capaci di guardarsi intorno e capire, una buona volta, quali sono le potenzilità di questo paese e sfruttarle. Lo ripeterò fino allo sfinimento: ragazzi Eboli ha uno scrigno pieno di ricchezze che possono essere colte solo da chi è pronto a farlo. La storia, la cultura può essere una grande opportunità e non lo dico io che sono il signor nessuno ma gente di gran lunga migliore di me. Muoversi in sinergia con un’amministrazione che DEVE cominciare a lavorare veramente per la crescita del paese potrebbe permettere, una volta per tutte, di inserire Eboli nei circuiti turistici importanti poi la cosa viene da se. Sul territorio si muovono diverse associazioni che potrebbero essere un valido supporto alle iniziative che potrebbero essere messe in cantiere. Avevamo immaginato, tempo fa, la realizzazione di un sito dove ricostruire la vita domestica di una famiglia di ominidi. Abbiamo le potenzialità, i siti sono lì a disposizione: perché non pensarci e dirottare turisti dalle nostre parti: un biglietto simbolico ed ecco un sicuro guadagno per gli organizzatori. Visite guidate nel centro antico, nella Piana, nei comuni vicini ed anche queste potrebbero essere buone opportunità di guadagno. Bisogna sapersi muovere ed ofrire ai potenzili turisti pacchetto completo (ristorante-albergo-visite guidate sul territorio-momenti culturali). Non è facile ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
    Ragazzi vi auguro tanta fortuna!!!!
    Armando

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