Pippo Civati si candida alla segreteria PD e archivia i tentativi dei “Dinosauri”

Pippo Civati per chi non lo ha capito si candida alla Segreteria del PD: ”Mi candido alla segreteria: vendicheremo le promesse mancate”.

Si profila uno scontro giovane, nuovo. Due stili diversi moderato e riflessico Cicati, piazzaiolo e incisivo Renzi. Non ce n’é più per nessuno. E la corazzata del Dinosauro Dalema va a fondo come i nuovi cuccioli di “dinosauro” Fassina, Orfini, Boccia e ….

pippo-civati-politicamp

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ROMA – Per chi non lo avesse ancora capito, Pippo Civati, si candida alla Segreteria del PD. ”Mi candido alla segreteria: – ha detto alla stampa Civati – e vendicheremo le promesse mancate’ – ed ha aggiunto – Non capisco perchè qualcuno insista nel dire che non lo farò – lo ha detto in chiusura del suo PolitiCamp di Reggio Emilia, e già incomincia a dettare le prime strategie dicendo – Riportiamo con noi Sel e il popolo delle primarie’‘. E come si fa a non essere d’accordo con lui, atteso che il PD prima delle elezioni politiche ha montato su una coalizione in tutta fretta comprendendo SEL e i residuati politici di una sinistra marginale che non esiste più nemmeno sulla carta, ma servita solo a piazzare qualcuno nei vari colleggi, salvo poi a perdere miracolosamente le elezioni, e ciliegina sulla torta, dopo essersi confinato in un angolo il PD si è fatto catturare da Silvio Berlusconi, che ormai con Renato Brunetta l’ “energumeno tascabile“, come lo etichettò D’Alema, detta regole e indirizza minacce al Governo, e alle prime due cariche istituzionali del Paese: il Presidente del Senato Pietro Grasso e della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

Pippo Civati

Pippo Civati

Si profila uno scontro tra giovani: Pippo Civati-Matteo Renzi, e il Partito Democratico non ha che da guadagnarci. E’ un ora che le agenzia ormai impazzano, battendo la notizia e raccogliendo le dichiarazioni di Civati, e non poteva essere altrimenti, soprattutto perché, per contrastare il ciclone Renzi, si stava organizzando tutto il “Carrozzone”, quello che da anni affossa i democratici giusto a pochi metri dal traguardo, capitanato dal “Dinosauro” Massimo D’Alema.

Un “Carrozzone” quidato dall’Eminenza rossa: quello che tra una risatina e l’altra sotto il baffettino da sparviero complottava in modo tale, che anche nella sconfitta, doveva essere il solo ad esserci; quello che fa il comunista d’alto mare, a bordo della sua “Icaro“, con la scusa della passione per la vela, imita i miliardari; quello che prima di affossare “Romano Prodi“, grazie all’aiuto del suo compagno di “Cachemir” e “MissoniFausto Bertinotti, aveva affossato Achille Occhetto, l’ideatore della “Gioiosa Macchina da Guerra”; quello che ha sempre ha inciugiato con la “bicamerale” con Silvio Berlusconi; quello che da sempre o sta avanti in prima persona o dietro gli altri a manovrare per abbattere qualcuno e sostenere qualche altro; si stava organizzando e poteva in qualche modo mettere insieme tutta quella parte del PD, che non vuole mollare, che si richiama in massima parte ai Comunisti del PCI-PDS-DS, ormai prevalenti nel PD, che non vedevano l’ora di lavarsi i panni ancora “rossi” di  ideologia, per presentarsi belli, nuovi e puliti all’elettorato impersonando dopo la “tradizione” il “cambiamento”. Peccato che hanno sbagliato fiume, ed invece di andare nell’Arno si sono bagnati nell’Olona, il fiume di Milano, il fiume più inquinato del Mondo, lasciandosi addosso il cattivo odore.

dalema-in barca

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Si stava organizzando qualche cosa di “mostruoso” per sfidare il “Bischero” Sindaco di Firenze, grazie al quale il PD non è del tutto crollato alle ultime elezioni, e a condurre la battaglia è sempre lui: il “baffettino da Sparviero”, ed avevano pensato di contrapporgli appunto uno dei tanti Cuccioli di Dinosauro l’astro nascente del PD, uno di quelli paracadutati alle scorse elezioni per dargli uno scranno sicuro al Parlamento e poi assicurargli, come è avvenuto, un posto da Vice Ministro nel Governo Letta: Stefano Fassina. Un economista che quando lo intervistano in TV di tutto parla, tra l’altro anche in maniera piagnucolenta, tranne che di economia. Con uno scontro Matteo-Renzi-Pippo Civati, si archivia il tentativo maldestro di far rivivere quel giurassico politico del PD che fa di tutto per non estinguersi.

Pippo Civati lo aveva già anticipato sul suo Blog “www.ciwati.it” il 5 luglio scorso in un breve ma significativo intervento dal titolo:

Contro la tattica

Ho deciso, dopo aver letto le cronache romane del Pd, da cui non mi sono mai sentito più lontano.

Dopo aver sentito parlare per settimane di regole, correntoni, rischio scissioni (il solito Franceschini, che ne parla sempre, in modo fin sospetto), piccioni, contropiccioni, candidature in Europa, candidati che avevano giurato di non candidarsi che forse si candidano, battute penose, è venuto il momento di lanciare il manifesto contro il tatticismo, i calcoli e i trucchi.

Dopo aver scorso le pagine di giornale in cui Letta dice che si andrà avanti per diciotto mesi (in attesa di un rinvio che riguardi anche quella scadenza), Cicchitto blocca le norme anti-corruzione che don Ciotti ci ha proposto, l’Fmi sostiene che bisogna abbassare le tasse sul lavoro e non quelle sulla casa (ma noi non possiamo, perché Berlusconi si arrabbia), penso che dobbiamo cambiare discorso.

Concentrarci sulla ricostruzione di un centrosinistra di governo (senza suffisso con il superlativo), studiare una strategia che ci consenta di uscire da questo eterno impasse e da un’alleanza innaturale, andare alla ricerca di tutte le forze buone che ci sono nel Paese.

E smetterla con i calcoli e con i sondaggi, e provare a parlare di politica, senza farci distrarre da cose totalmente inutili.

Sono anni che la politica è ammalata di tattica, che poi per altro nove volte su dieci si rivela sbagliata. È venuto il momento di prenderne atto.

Ci riusciremo? Sì.

Pippo-Civati-Matteo-Renzi-Inaugurazione-Comitato-Renzi-Foto - Giovanni Andrea Rocchi

Pippo-Civati-Matteo-Renzi-Inaugurazione-Comitato-Renzi-Foto – Giovanni Andrea Rocchi

Oggi lo ha confermato al “Politicamp” di Reggio Emilia, la sua manifestazione per dire la “politica della base”: “Mi candido e lancio un manifesto contro il tatticismo. Se va contro le larghe intese, caro Enrico, ce ne faremo una ragione. Mi candido perché c’è da ricostruire il centrosinistra: riportiamo con noi Sel, richiamiamo il popolo delle primarie”. E come aveva anticipato sul suo blog lo ha confermato nella sua manifestazione articolando la sua proposta motivata da quel tatticismo che sta facendo morire la politica e con la politica il PD: “Sono anni che la politica è ammalata di tattica, che poi per altro nove volte su dieci si rivela sbagliata. È venuto il momento di prenderne atto”.

Insomma un altro PD è possibile secondo Pippo il “mite”, quello di cui hanno paura Casaleggio e Grillo, perché fa breccia sui suoi parlamentari imbavagliati e ingessati se non insultati ed espulsi del Movimento 5 Stelle, e Civati lo ha sintetizzato questa mattina, nel suo intervento conclusivo, disegnando quel Pd che immagina e per questo si candida alla Segreteria per offrire un partito diverso: “Un punto di arrivo per tutti gli spiriti liberi, un posto dove andare e stare bene, per fare cose che in Italia non si sono mai fatte”.

Per incidere sulle politiche nazionali che tanto stanno facendo soffrire i militanti del PD ma soprattutto gli italiani che ormai non sanno più come fare per arrivare alla metà del mese. Per dare quella fiducia ai giovani e ai mercati, insomma per far ripartire un’Italia messa in ginocchio da una pressione fiscale che mortifica ogni iniziativa, ma anche perché si ponga fine a quei privilegi che fanno quella famosa differenza e che oltre ad essere percepiti come “contro di loro” vengono subiti come uno sfregio.

E’ possibile un altro PD ed è possibile un’altra Italia?

Roma, 7 luglio 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Di sicuro è uno dei volti nuovi della politica italiana,non circostanziato solo al PD,e altrettanto lo potremmo considerare un “cavallo di razza” della new generation dei politici di centro-sinistra,ma come diceva admin nel suo articolo,ci saranno perigliosi ostacoli ad una sua eventuale vittoria finale,le lobbies interne dei tecno-sauri,sono dure a morire e po c’è il brat-boy Renzi.
    Temo che intorno a Renzi si consumi e si consumerà un paradosso: proprio perchè in grado di drenare consensi nell’elettorato di centro destra non piace a (larga parte di) quello di centrosinistra; ergo il migliore candidato premier (dato che gli elettori di centrodestra sono di più di quelli di centrosinistra) ha le minori chances di diventare segretario del PD. Un’aporia.
    Per chi conosce Civati non è certo una novità questa sua capacità di pensiero e proposta, ricordo per i 6 referendum che aveva proposto diverso tempo fa,il suo fare da Bravo ragazzo,rispetto al guascone Renzi,lo porterà lontano?
    Se il PD vuol recuperare consensi,la trovo una strada obbligata!

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