Allarme Sanità Valle del Sele: Medici Ribellatevi allo scempio

Medici della Valle del Sele: Rileggete il Giuramento d’Ippocrate, seguite il codice deontologico, la morale, l’etica, ribellatevi agli “ordini”, evitate lo sfascio della Sanità.

L’Ospedale di Eboli più degli altri, ha avuto medici che hanno fatto la medicina, uomini che non aspettavano le regole per ispirare la loro professione, giganti che hanno fatto scuola e nessun buontempone può pensare di trasportarne i pezzi, altrove.

Ospedale di Eboli-foto Politicademenete

Ospedale di Eboli-foto Politicademenete

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Quello che sta accadendo nella Sanità a livello generale e quello che in particolare tocca alla provincia di Salerno e specificamente alla Valle del Sele e al cosiddetto Piano di riordino degli Ospedali di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Oliveto Citra, è semplicemenete una logica conseguenza della invadenza della Politica in un settore particolarmente delicato della Sanità che ha come obiettivo quello della salute dei cittadini.

Spesso a seguito di quelle invadenze, si mina anche l’autonomia professionale, le regole deontologiche e la libertà delle scelte che il medico, per rispondere alla sua professione, alla morale e all’etica che l’accompagnano deve applicare in osservanza al giuramento ippocratico.

L’errore che in questi anni si è commesso, è stato quello di applicare ad un valore sociale:la salute“; una corrispondenza monetaria, mercerizzando le prestazioni, del che, non hanno lo stesso valore la cura di una polmonite contratta da un anziano, rispetto ad una operazione al cuore, ad una valvola mitralica, o a un trapianto di un polmone o altro, di guisa che diventa conveniente economicamente, indipendentemente dalla complessità, più puntare su degenze minime, seppure complesse, che altre, altrettanto complesse, ma lunghe e per questo più costose, facendo prevalere il modello “utilitaristico” piuttosto che altri, i quali mirano oltre che al perseguimento del benesse fisico anche a quello morale e psicologico, ancorché quello contrattualistico medico-paziente dando applicazione appunto al valore ippocratico che ispira la professione del medico.

Hippocrates

Hippocrates

Sulla base dell’applicazione del primo modello, ci dovremmo liberare degli anziani, perché ogni minima malattia che contraggono rappresenta un costo, seguendo al contrario il secondo modello dovremmo, innanzitutto puntare sulla prevenzione e poi applicare tutto il valore professionale della medicina affinché quelle cure mediche, affiancate a quei supporti psicologici, diventino amorevoli e per questo più accettate, contribuendo sicuramente al miglioramento della salute del paziente.

Si ha la netta sensazione che nella gestione della Sanità, quando si vuole necessariamente perseguire i conti con la precisione del ragioniere senza soffermarsi su altri fattori, che rappresentamo quel valore che hanno di per se, è l’operazione più cinica che si possa adoperare, e se queste operazioni vengono dettate e applicate da Medici, che nel frattempo hanno assunto ruoli Manageriali di comando nel campo della sanità, è ancora più grave inquanto essi disattendono al giuarmento ippocratico.

Va da se che intorno all’anno 460-450 a. c. o giù di li, le ASL non c’erano, e non c’erano nemmeno i Direttori Generali, così come non c’era l’ALPI e non si pensava minimamente alla Spending Review, tra l’altro, l’inglese non c’era ancora, e i medici rispondevano solo alla loro professione ispirandosi alla morale e all’etica e naturalmente nell’eservizio della professione si faceva attenzione a che morale e etica fossero un patrimonio unico e indissolubile.

Purtroppo oggi si è costretti a registrare una netta demarcazione tra questi due valori e ci troviamo di fronte medici che seguono la morale, altri che seguono l’etica, vacillando e soccombendo nel momento in cui un ordine superiore si intromette nella gestione quotidiana della propria professione. Accade così che negli Ospedali della Valle del Sele, la maggior parte dei medici per “ubbidire” all’ordine “utilitaristico” contravviene ai propri principi etici e morali, senza contare che non riesce nemmeno ad accennare ad una ribellione, altri medici, come è stato pure propagandato hanno aderito ad un “accordo” mediando tra la richiesta e la concessione, altri ancora, hanno abdigato a qualsiasi forma di resistenza accettando supinamente “ordini”, che al contrario potrebbero compromettere il normale esito di una prestazione.

ANTONIO-SQUILLANTE

ANTONIO-SQUILLANTE

Volendo dare una spegazione a questo sdoppiamento: il medico “morale” è quello che sa cosa deve fare e lo fa indipendentemente dall’ordine e indipendentemente dalle conseguenze seguendo appunto la deontologia; il medico “etico” pur sapendo cosa deve fare riesce anche a non farlo per non contravvenire alla gerarchia, adattando il suo operato più all’ordine che alla deontologia.

Ebbene tornando a quello che in questi anni la nostra Sanità e i nostri Ospedali stanno subendo in nome della Spending Review e al clima di terrore che ormai si respira, è quanto mai singolare come si possa assistere all’inerzia di medici e di dirigenti medici che si vedono chiudere e trasferire altrove i propri Reparti senza accennare una minima difesa, per nulla di campanile, ma fondata su valutazioni oggettive che sconsiglierebbero ogni decisione che va in quella direzione.

L’Ospedale di Eboli più degli altri della così detta Valle del Sele, che pure sono sottoposti a pressioni inaudite, ha avuto medici che hanno fatto la medicina, uomini che non aspettavano le regole per ispirare la loro professione, giganti che hanno fatto scuola e che hanno fatto grande un Ospedale, che ha tutto il valore di essere una struttura completa e complessa e che nessun buontempone può pensare di trasportarne pezzi, armi e bagagli, altrove.

Quei medici giganti rispondevano al nome di Sarro, Repaci, D’Alessandro, Longo, Jemma, D’Aniello e tanti altri che ispirandosi alla morale e all’etica hanno conferito prestigio all’Ospedale di Eboli. Molti di loro li ho conosciuti personalmente e più di tutti Ennio D’Aniello, deputato della Repubblica, ma che per non tradire la sua professione e quel giuramento rinunciò allo stipendio di parlamentare, uomo colto, onesto, generoso e combattivo, medaglia d’oro al valor civile conferitagli dopo la Grande Guerra, a riconoscimento del suo comportamento eroico e generoso, avendo trasformato il suo palazzo in una improvvisata clinica, e sebbene non fosse ancora laureato, incurante dei bombardamenti in atto e delle ferite gravissime riportate, curò amorevolmente e con pochissimi mezzi centinaia e centinaia di persone rifugiate sugli Alburni che accorrevano in quel di Serre da D’Aniello.

Ennio D'Aniello

Ennio D’Aniello

Pensando a Ennio D’Aniello, mio maestro politico e di vita, sotto quelle bombe non pensò mica al modello utilitaristicocosto-benefici” si comportò da medico e seguì il modello “paternalistico” incurante di quello che sarebbe successo, e quel suo comportamento lo fece diventare eroe e quel “peso” non lo ha mai abbandonato semmai lo ha guidato nel corso della sua vita, rendendo con la sua presenza grande e prestigioso l’Ospedale di Eboli.

Ritornando al Nostro Ospedale e agli sprechi che noi abbiamo individuato, perché eclatanti, come quelli delle (Attività Libero Professionali Intramoenia) riuscendo a fare anche la differenza rispetto ad alcune che potevano essere evitate ed altre per le quali non se ne poteva fare a meno proprio perché si era negato il ricorso alle figure professionali occorrenti, seguendo quel calcolo “costo-benefici“, ne conviene che gli sprechi sono altrove e risiedono in alcune scelte i cui  costi sono ormai fuori controllo, come per esempio, aver demandato esclusivamente ai privati l’assistenza e la riabilitazione delle persone indigenti e diversamente abili, o l’attività ambulatoriale, della diagnostica e dei laboratori di analisi. Altri sprechi sono nei costi e nella forniture delle attrezzature mediche e paramediche o dei macchinari o della manutenzione, e se solo il Commissario Pietro Spinelli ora, o il Direttore Generale Antonio Squillante prima, si rendessero conto di questo, lo potrebbero verificare semplicemente recadosi in una Farmacia qualunque e comprare una banalissima siringa o un cerotto o una benda o un pacco di ovatta, per verificare il loro effettivo costo e poi confrontarlo con quelli che normalmente si praticano nelle gare.

Questo è solo un esempio ma nel momento in cui scoprissimo che le siringhe costano il quadruplo faremmo la cosa più stupida se dicessimo: Per risparmiare da oggi in poi non si comprano più siringhe. Allo stesso modo non si può pensare di bloccare una gara di modestissimi 200mila euro impedendo che si ultimi un reparto. Quanto costa quel ritardo? E non si può nemmeno consentire si bandisca una gara utilizzando la formula della somma urgenza per poi non affidare o non eseguire a distanza di anni i lavori. Che cosa è accaduto perché sia scomparsa quell’urgenza? Questi sono solo alcuni esempi, altri li abbiamo fatti in altri articoli, ma questi esempi non hanno la pretesa di condizionare e diventare forme accusatorie, ma solo momenti di riflessione che facciamo perché viviamo quasta realtà da utenti.

Sarebbe auspicabile e meritevole che ad accennare una difesa sicuramente più valila, perché più pertinente e puntuale rispetto alle tematiche che cerchiamo di affrontare, fossero i Medici, ed è a loro che ci rivolgiamo perché si lascino prendere dall’orgoglio e si ricordino di quel giuramento solenne che volontariamente hanno pronunciato, nel momento in cui hanno scelto di svolgere la professione di Medico.

Per chi lo avesse dimenticato quì di seguito è stato pubblicato il Giuramento d’Ippocrate, lo rileggano, non chinino la testa e non si pieghino ai “comandi”, seguano la deontologia e si ispirino alla morale e all’etica, caccino il coraggio e si ribellino, ci troveranno al loro fianco.

GIURAMENTO

Testo “moderno” del Giuramento di Ippocrate

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, GIURO:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d’urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

……………………  …  …………………….

Testo “classico” del Giuramento Ippocratico

GIURAMENTO di IPPOCRATE

“Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto:

  • di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla;
  • di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
  • Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
  • Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio;
  • similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
  • Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
  • In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
  • Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
  • E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro”.

Eboli, 9 marzo 2014

 

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Questo è delirio. scomodare Ippocrate per giudicare dal punto di vista morale professionisti seri e liberi è un atto di una presunzione inaudita che fa comprendere a che punto può arrivare lo scontro politico in questa nostra città. Il giuramento di Ippocrate è un documento che detta, in maniera semplice, anzi forse semplicistica, le linee generali della condotta del medico nei confronti del paziente e mai del medico nei confronti dell’ASL. Ippocrate non c’entra nulla con le scelte politiche nell’ambito dell’organizzazione di un servizio sanitario e strumentalizzare l’etica professionale per colpire chi non è allineato con questa discutibile protesta è un atto di picchettaggio morale lesivo della dignità personale e professionale dei medici. Il medico deve fare solo il medico, deve curarsi della persona che gli chiede aiuto e lo fa in tutte le condizioni possibili e con tutti gli strumenti a sua disposizione in quel preciso momento e soprattutto lo fa in scienza e coscienza, due condizioni giudicabili da chi è in grado di comprendere fino in fondo il profondo significato che sta dietro a queste parole. Il medico può scegliere se, come, quando e con quali strumenti chiedere di essere messo in condizioni ottimali per assistere il proprio paziente e nessuno può arrogarsi il diritto di fare la morale per le scelte che compie per raggiungere il suo obiettivo. Smettiamola di ergerci a moralisti per sostenere posizioni che per quanto legittime, non possono sconfinare nel tentativo di tirare per la giacchetta chi non la pensa come noi e vuole semplicemente continuare a fare seriamente il proprio lavoro senza entrare in vicende che non attengono alle sue prerogative professionali. I picchetti sono odiosi e tendono a limitare la libertà di scelta dell’individuo e più odioso è tentare di condizionare le scelte delle persone attraverso l’uso distorto dell’etica professionale a fini esclusivamente politici.

  2. Non entro nel merito del commento di Massimo, ma in questo momento tragico per il “mio” Ospedale, vorrei ricordare tutti coloro che consentirono la importantissima classificazione di ENTE PROVINCIALE “Ospedale MM.SS.Addolorata”:
    Alcuni Consiglieri: Tanino Petraglia, Ninuccio D’Amato, Pietro Caponigro, Carlo Mazzella, etc,
    Primari;
    Geriatria: D’Alessandro, Chirurgia: Sarro,Urologia, Greco, otorinolaringoiatra ed Odontostomatologia : Salvatore Jemma, Anestesia e Rianimazione:Olivieri, Cardiologia, Giovine, Medicina, D’Aniello,Oculistica; Fauci, Ortopdia/Traumatologia e FKT: Repaci, Malattie Infettive : Di Maio, Ostetricia e Ginecologia: Longo,Radiologia; Di Giuda, Lab. Analisi : Grimaldi,Anatomia Patologia: Baldi, Direzione Amministrativa: Magliano, Direzione Sanitaria: De Gregorio.Farmacia: Catlado, Dialisi, Budetta, Pediatria: Pasquale Pilerci, Endocrinologia, Orio, Neurologia: Fiore G., Dermatologia: Torrone.Servizio Immunotrsafusionale: Bianchi etc.. Devo poi ricordare, alcuni amici, in rappresentanza di tutto il personale infermieristico e tecnico: Lauretta Gaeta e Vittoria Pallotta, Santina Caponigro,Vito Morrone,Margherita. Cosimo Vivone (Capo elettricista). Mario Ceriale (storico autista), Franco Pantone (economo) e Tanino Monti (Provveditore). Petraglia,Annamaria Capacchione,etc… come pure la gloriosa squadra “tecnica” diretta da Enzo Chiagano, la ragioneria (Gabriele Polito), Servizio Personale: Giovanni Sparano, ma anche Paolo Josca, Cosimo Marino, e tanti , tanti operatori che con umiltà ed impegno si sono impegnati per anni per …..NON VEDERE LA SITUAZIONE ODIERNA : UNA VERGOGNA …….

    • Dimenticavo:
      Pediatria: Pasquale Pilerci
      Otorinolaringoiatra ed Odontostomatologia : Salvatore Jemma.Cosimo Vivone( Capo elettricista).Mario Ceriale ( storico autista ), Franco Pantone ( economo) e Tanino Monti (Provveditore)………..

  3. @…. traggicomiche ….
    essere x tutta un era di gestione fallimentare assolutamente indifferenti e preoccupati solo nel fare e ricevere piccoli o grandi favori

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