Verso il Commissariamento del PD: Chi non ha colpe scagli la prima pietra

La segreteria provinciale ha convocato il Direttivo Sezionale del PD: Si va oltre Marisei e verso il Commissariamento della sezione.

Landolfi: “Marisei è il segretario di un partito che non lo vuole più. Ne prendiamo atto e adotteremo provvedimenti straordinari”.
Sgroia: “Non ha saputo interpretare le linee guida uscite dal Congresso, appiattito sulle posizioni della sua componente”. Di Donato: “Il commissariamento, una scelta dolorosa ma necessaria”.

Nicola Landolfi

EBOLI – Quella del Partito Democratico di Eboli è veramente una storia senza fine, o meglio una storia incominciata male e che si avvia a finire peggio, ma attraversando uomini e cose fino a rovinarne anche i rapporti interpersonali, fortemente compromessi, evidentemente, nella conservazione di posizioni politiche che più volgarmente si identificano nel potere e negli scontri che dietro il potere animano le azioni dei singoli e dei gruppi.

Mutuando quella famosa frase di uno che di coscienze e di uomini ne sapeva fin troppo: “Chi di voi non ha peccato scagli la prima pietra”, e riferendomi a quell’episodio riguardo all’adultera Maddalena e al tranello preparato contro Cristo, per prenderlo in fallo, viene da dire chi non ha colpe in questo PD scagli quella famosa “prima pietra”, avremmo la certezza matematica di essere lapidati e completamente sommersi di pietre.

Nella circostanza della Maddalena, sebbene in quel tempo secondo la legge di Mosè una donna sorpresa in adulterio, doveva essere lapidata, ed insieme a lei, anche l’uomo che con lei aveva commesso l’adulterio, Gesù trasformò quella condanna in un pretesto per manifestare la sua misericordia, in ogni caso legata  al pentimento, condizione essenziale del perdono.

Salvatore Marisei

Riguardo invece agli attori e ai registi di questo PD, non ravvisando nessun pentimento, semmai l’arroganza dell’ultima parola e quella della ragione a tutti i costi, ritenendo prepotentemente che i propri comportamenti, non sono da condannare o censurare, rispetto a quelli degli altri e riconducendo il tutto, senza per questo voler essere Gesù, alle nostre vicende politiche locali, per costoro, non ci può essere nessuna “misericordia“.

Una storia quella del PD che parte da lontano. Innanzi tutto dalla fusione di aree politiche e movimenti lontani fra loro costretti a stare insieme, sia per fronteggiare la macchina da guerra allestita da Silvio Berlusconi, sia per rispondere ad operazioni di piazzamento politico, rispetto ai nuovi scenari che si ponevano in campo. Alla “fusione” poi è seguito l’assetto, che è passato attraverso l’organizzazione sul territorio con il tesseramento. Quel tesseramento è la madre di tutti i problemi del PD, lo è a livello nazionale, altrove e ad Eboli.

La madre di tutti i guai, quella sorta di “peccato originale” che si portano dietro coloro i quali si fronteggiano non per l’affermazione di sentimenti nobili, ne talpoco per la visioni di prospettive politiche diverse, bensì per l’affermazione di supremazie da consentire un esercizio del potere assolutistico, che Dio solo sa se la nostra società ne ha bisogno, per affermare principi di eguaglianza e di libertà.

Quel tesseramento che era rivolto più alla conta che alla partecipazione degli iscritti al PD, è stato opportunamente denunciato, POLITICAdeMENTE lo ha fatto apertamente e pubblicamente, e tutti colpevolmente hanno preferito girarsi dall’altra parte e tenersi il marcio dentro casa pur di affermare il principio dei numeri.

Antonio Conte

Quei numeri, allo stesso tempo rappresentavano anche delle posizioni ed hanno prodotto una maggioranza e conseguentemente l’elezione del Segretario Salvatore Marisei. Hanno prodotto anche un organigramma più articolato, che andava dalla Direzione locale del PD alla rappresentanza Istituzionale, Assessori, capogruppo, Presidente del Consiglio e rappresentanze nelle varie Commissioni e negli enti, insomma potere liquido, non sappiamo, ma possiamo immaginarlo seguendo le reazioni violente, che rimbalzano da una parte all’altra dei contendenti politici che si affrontano in questa lotta senza limiti, che quell’organigramma si estendeva anche agli appalti e agli affari (intesi come argomenti che si trattano in Giunta e in Consiglio), e a quant’altro, che di tanto in tanto emerge dalle denunce sussurrate e mai apertamente pronunciate.

Comportamenti che man mano hanno determinato divaricazioni e anche mutamenti degli assetti politici interni, sicché quella maggioranza che aveva espresso il Segretario, e quella componente che aveva contribuito all’affermazione di Marisei, guidata da Luca Sgroia, aveva intrapreso un’altra linea lasciando al suo destino lo stesso Marisei determinando conseguentemente nuovi equilibri.

La rivoluzione dei fatti poi ha riservato una serie di rotture, che più delle volte sono andate ben oltre i muri del partito e hanno messo seriamente in difficoltà l’Amministrazione e il Sindaco Martino Melchionda. Comportamenti ed atteggiamenti ritenuti dalla nuova maggioranza interna venutasi a delineare, estranei alle regole di Partito e che delineavano sempre più un atteggiamento non di critica, ma di netta opposizione.

Le conseguenze hanno portato alla sfiducia prima del Capogruppo Carmine Campagna e poi dello stesso segretario Salvatore Marisei, fino alla esclusione dalla Giunta del Vice Sindaco Antonio Conte e al ridisegno di una nuova Maggioranza, nel frattempo organizzata e trattata, con l’ingresso dell’UDC e la nomina ad assessore di Pierino Infante.

Nello Mastursi

E’ inutile dire che gli il clima ritenuto già in precedenza pesante è divenuto del tutto impraticabile, e nonostante i continui interventi della Segretaria Provinciale del PD, che attraverso il suo Segretario Nicola Landolfi, e del responsabile degli enti locali Nello Mastrursi, sono intervenuti per cercare di riportare la normalità nel Partito, la questione è andata sempre più degenerando fino a rasentare i livelli personali.

Nei giorni scorsi campeggiava nei titoli della stampa locale attacchi all’Amministrazione e alla Segreteria Provinciale. Marisei denunciava gli interventi degli organi superiori del suo Partito ritenendoli inopportune intromissioni,  inquadrandoli in atti gravi di “intimidazione”.

Sicuramente il PD avrà delle regole e si spera ne facciano ricorso per risparmiarci queste penose teatrate.

Proprio riguardo a queste dichiarazioni il Segretario Provinciale del PD Nicola Landolfi ha dichiarato a POLITICAdeMENTE: “Poiché si tratta di questioni politiche, abbiamo usato solo percorsi politici. Abbiamo convocato il Direttivo cittadino. Le cose sono molto serie e nel PD il livello di scontro è andato ben oltre, toccando anche livelli personali e al di la dei provvedimenti che prenderemo, Marisei deve prendere atto che la stragrande maggioranza non è in sintonia con lui. Prenderemo, se è il caso, provvedimenti straordinari. E’ un vertice che non risponde alla sintonia dell’intero gruppo, e se arriveremo ad un commissariamento è solo per sottrarre il tutto alla contesa. Una cosa è certa: l’organizzazione politica locale, non è un protettorato, dentro il quale non si può intervenire, al contrario creeremo le condizioni giuste e la serenità necessaria per celebrare un congresso, nel quale tutti possano esprimersi e dal quale uscirà sicuramente una maggioranza se non è possibile praticare la strada dell’unità, ma nel prosieguo bisogna rispettare i rapporti e rispettare le decisioni prese anche se non si condividono. Un’altra cosa è certa: Marisei è il segretario di un partito che non lo vuole più e se ne deve prendere atto.

Parole ferme quelle di Landolfi, che non lasciano spazi ad altre interpretazioni, che sono messe li come dei macigni, proprio per creare un argine a tutte le derive che il PD sta prendendo.

In effetti, indipendentemente da come gli organi provinciali del PD si muoveranno, effettivamente Marisei dovrebbe prendere atto che non vi è più consenso intorno alla sua persona, in quanto segretario, e  politicamente, non vi sarebbe più quella maggioranza che lo ha eletto, atteso che la componente che fa capo al Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia, che nel frattempo oltre al suo originario gruppo, ha aggregato altre risorse come i Consiglieri Mario Di Donato e Mauro Del Masto, gli ha ritirato la fiducia.

Luca Sgroia

E Luca Sgroia è così che commenta la posizione politica del suo gruppo: “Abbiamo sostenuto convintamente Marisei a Segretario come espressione di un progetto politico, dopo un lungo periodo, abbiamo dovuto registrare nostro malgrado, che non ha saputo interpretare quella volontà di cambiamento e la linea politica che era uscita dal Congresso. Non ha saputo interpretare nemmeno le linee guida di chi lo ha eletto, appiattito come era a rappresentare ossessionatamente la sua componente originaria”.

Una mancanza di fiducia vera e propria quella del gruppo Sgroia-Di Donato-Del Masto, ma anche una presa di distanza che viene alla luce specie riguardo alle sortite e ad ipotizzare come estrema ratio il commissariamento è lo stesso Consigliere Comunale Mario Di Donato, presidente di Forum Democratico e componente del coordinamento del Gruppo consiliare del Pd: “Il commissariamento del Pd che la Federazione Provinciale si accinge a deliberare è una scelta dolorosa ma, necessaria per condurre il Partito ebolitano, in tempi rapidissimi, ad un congresso cittadino, che ponga le basi affinché si abbia di nuovo un gruppo dirigente legittimato dalla base, e che abbia anche dei luoghi fisici, dove si possa svolgere, con ritrovata serenità, la discussione politica.

Mario Di Donato

Il Partito è, e deve continuare ad essere, patrimonio di tutti. Le critiche, anche serrate, devono avere piena cittadinanza, ma non è immaginabile che qualcuno dimentichi che il PD, ad Eboli, è forza di governo, uscita vittoriosa dalle elezioni amministrative che ci vedono al secondo mandato consecutivo alla guida della città, col Sindaco Melchionda. E’ il momento di dire basta alla guerra per bande, questo devastante fenomeno di balcanizzazione del PD di Eboli deve cessare, lo dico in primo luogo agli amici dell’area riformista, e deve cessare la stagione di veleni e di pettegolezzi su tutto e su tutti.

E’ affermazione di senso comune, quindi, dire che il Pd non può essere opposizione di se stesso, e che determinati comportamenti di alcuni che l’hanno lasciato credere all’opinione pubblica, devono cessare. Solo così potremo ritrovare le ragioni della comune militanza in un partito politico”.

Se fosse così semplice sarebbe già tutto risolto, il problema è che se vi sono delle responsabilità da addebitare all’area che si richiama all’ex Ministro Carmelo Conte, riguardo al suo “strabismo” politico nel vedere e denunciare speculazioni edilizie, affari, clientele, e collegamenti con gente poco raccomandabile, che a loro detta frequentano il Comune, non si possono sottacere altre responsabilità riconducibili all’Amministrazione e al Sindaco Martino Melchionda, poco incline ai rapporti umani e refrattario a qualsiasi tentativo di “controllo” inteso come qualsiasi iniziativa tendente alla collegialità.

Tutto sommato alcune di quelle questioni sollevate dai contiani, erano giuste anche se  tendenziose, perché parziali, ma se a porle fossero stati altri estranei a questa amministrazione e a quella che l’ha preceduta. Interrogazioni e fatti dei quali si sarebbe dovuto fare autocritica se appartenenti alla sfera politica e esprimere condanna e distanza se appartenenti a fatti amministrativi non condivisibili. La presa di distanza postume non è credibile e lo è ancor meno se si è coinvolti a pieno titolo.

L’Amministrazione Melchionda è carente sotto il profilo politico e progettuale, perché non riesce ad interpretare quelle che sono le esigenze, sempre più impellenti di un territorio martoriato da scelte politiche nazionali, aggravate da quelle del governo Regionale e peggiorate dalle scelte dell’Ente Provincia. La Sanità, i Trasporti, la Scuola, i Servizi e tutte le altre politiche ivi comprese quelle territoriali e di sviluppo, sono primarie rispetto a scelte, benché gravi, di clientelismo praticato e di malgoverno dimostrato, includendo la cattiva gestione della Multiservizi, quella delle Acque (ASIS), e delle Farmacie (Consorzio), passando per i Patti e finendo attraverso gli accordi territoriali (accordi di reciprocità), ma in tutte queste carenze non si escludono responsabilità precise e solidali che coinvolgono anche quell’area che si richiama all’ex Ministro Conte, indipendentemente dai tentativi inutili e superflui di svincolarsi.

Questa sera la Segreteria Provinciale con la presenza di Nicola Landolfi e Nello Mastursi, ha convocato il Direttivo Sezionale* per definire politicamente le questioni interne, e alla luce delle reazioni di Marisei e delle dichiarazioni raccolte, non si esclude un commissariamento e l’avvio di un processo che porti alla celebrazione di un nuovo Congresso. Appena avremo delle notizie aggiorneremo l’articolo, ma purtroppo si è fermamente convinti che questa storia non finisce qui, e se dalle responsabilità non potrà escludersi nessuno, ci aspettiamo che qualcuno invochi quella famosa frase “chi non ha peccato scagli….” preludio del “perdono” che precede la “misericordia“, si può suggerire ai democratici, che se vogliono acquistare la fiducia del proprio elettorale devono necessariamente praticare moderazione, lealtà, onestà, che in chiave moderna e applicate alla politica altri non sono che: il perdono e la misericordia.

………..  …  ………..

*L’esito dell’incontro

L’incontro programmato dalla Federazione Provinciale del PD si è tenuto, e dopo un ulteriore tentativo di superamento del difficile momento politico che sta attraversando il Circolo di Eboli, si è preso atto che non vi sono le condizioni che consentono un normale e sereno prosieguo delle attività politiche, registrate nel passato con un documento di sfiducia nei confronti del segretario, confermate nel tempo e ribadite nel corso dell’incontro. Il segretario Provinciale Landolfi ed il responsabile degli enti locali Mastursi, trasferiranno nelle sedi opportune questa volontà e questo stato di cose perché si assumano i provvedimenti del caso e mettere in condizione il Circolo di Eboli di proseguire nella sua attività politica bloccata dalle divisioni che si presentano.

Eboli, 28 settembre 2011 –  Aggiornato alle ore 3,00 del 29 settembre 2011

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