Intervista al Presidente Sgroia sulle Primarie: Sostengo Bersani

Sostengo Bersani perché credo in un Partito. Nella proposta di Renzi vedo un tentativo di snaturare il PD. A Salerno abbiamo già un innovatore: è Vincenzo De Luca.

Sgroia su Conte: “Non posso accettare di essere “rottamato” da mio nonno. Sono 40anni che in Città si sta distorcendo un messaggio”; e sulle infiltrazioni: “c’è un tentativo esterno di condizionare l’esito interno del voto. Si è lanciata un’OPA, per liquidare la classe dirigente del PD”.

Luca Sgroia-Presidente Consiglio Comunale di Eboli

EBOLI“In Provincia di Salerno abbiamo già un innovatore: è il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca; rispetto al quale ritengo che tutta la classe dirigente si debba stringergli intorno e spingerlo oltre la Provincia, la Regione perché occupi un ruolo di livello nazionale“. E’ con questa dichiarazione che il Presidente del Consiglio Comunale di Eboli Luca Sgroia, in un intervista rilasciata a POLITICAdeMENTE, smorza ogni polemica che lo voleva aderente ai comitati Pro-Renzi, e, non solo si colloca a sostegno del Segretario del PD Pierluigi Bersani, ma addirittura per meglio chiarire la sua posizione politica si iscrive in uno tra gli sponsor di De Luca, fino a immaginarlo impegnato in un eventuale Governo, nel caso Bersani dovesse vincere le Primarie e successivamente anche le elezioni Politiche.

E’ proprio vero, la candidatura di Matteo Renzi ha veramente mosso le acque, o meglio la palude del PD, e come a tutti i livelli da quello nazionale a quello locale, anche in Città ci sono state delle mini rivoluzioni, e tra “piazzamenti”, “ricollocamenti” e “consolidamenti” vari, un poco tutti hanno trovato il modo come giustificare e motivare un loro impegno a favore del Sindaco di Firenze.

Carmelo-Conte

Aveva sorpreso tutti la mossa a sorpresa dei due ex Assessori della Giunta Melchionda Vincenzo Consalvo e Venusia Mazzaro, rendendo pubblico il loro comitato “Adesso per Renzi“, anticipando quello, fino a questo momento unico ad essere “autorizzato” di Cinzia Belardi, Alex Vocca e Sofia Vetruccio, ma la vera sorpresa si è subito presentata come un “piatto avvelenato” per i renziani provinciali e quelli locali, con la diretta discesa in campo dell’ex Ministro delle Aree Urbane Carmelo Conte e la pattuglia dei suoi Consiglieri comunale Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone e Armando Cicalese, sui quali grava una sospensione per un anno dal PD, i quali dopo una “gita” a Firenze per “sciacquare i panni nell’Arno“, l’incontro salernitano del 16 u. s. e ben due riunioni, si sono schierati apertamente con il “rottamatore”, hanno dato vita ad un loro Circolo Pro-Renzi ed hanno affidato il coordinamento alla giovane e attiva Angelica De Vita.

E così ad Eboli, per ora, ci sono ben tre Circoli “Adesso per Renzi“, atteso che il Presidente del Consiglio Comunale Sgroia se ne è tirato fuori, guidate manco a farlo apposta da tre giovani donne, dietro le quali si nascondono nuove e vecchie aspirazioni, nuovi e vecchi appetiti, nuove e vecchie logiche, rendendo praticamente “torbide” e poco credibili, le spinte innovatrici che ci sarebbero nelle intenzioni del Giovane Sindaco di Firenze, che comunque hanno già prodotto degli effetti, che hanno fatto registrare i famosi passi indietro sia di Walter Veltroni il clintoniano e Massimo D’Alema l’eminenza grigia erede del PCI, PDS, DS, e ora del PD.

bersani_de_luca-renzi

E con questi chiari di luna emerge sempre più nettamente come questo PD sia terreno di conquista. Conquista che in Città ha significato la chiusura della sua sede e la “moltiplicazione” di diverse iniziative parallele e contrastanti con il Partito, con i 3 Circoli Pro-Renzi, l’associazione “Per Eboli” vicina al Sindaco Martino Melchionda, l’Associazione “Forum Democratico” che si richiama al Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia e al Consigliere Mario Di Donato; senza contare i Liberi e Riformisti di Conteche come si è detto si sono organizzati con Renzi.

Immaginiamo come si rapporteranno tra loro e immaginiamo il tipo di politiche che si esprimerà, così come si può immaginare sempre come si raggiungerà quella univocità di  cui un partito ha bisogno. Ed è proprio di questo che POLITICAdeMENTE ne parla con il Presidente Luca Sgroia per cercare di comprendere meglio il PD, questo “sconosciuto” e comprendere oltre che la sua posizione politica interna , i rapporti con le altre aree politiche e quelli del Partito Democratico nel suo complesso rispetto alle politiche delle alleanze e de

D. – Troppe voci contro, troppe linee, troppa confusione in un Partito che trova fatica ad unificare i rapporti tra il Partito ed i suoi eletti.
R. – Ne abbiamo già discusso. E’ vero, ad Eboli ci troviamo un Partito che deve essere necessariamente ricostituito. Siamo stati più impegnati a organizzarci per contrastare una destra aggressiva ma impreparata e per questo pericolosa, che portare avanti il Partito. E’ stato un errore.

D. – E questo vi ha spinto ad organizzarvi tutti per conto proprio?
R. – Forse si, ma per questo ho chiuso la sede dell’Associazione “Forum Democratico“. Credo sia giunto il momento di “rientrare” nel Partito. Entro la fine dell’anno, prima di Natale daremo una sede e una nuova dirigenza al PD.

D.Sarà possibile? Non dimentichiamo i nuovi assetti che si stanno delineando e non dimentichiamo le turbolenze interne al PD e la estromissione dei riformisti di Conte, e gli eventuali riflessi che seguiranno all‘esito delle Primarie, che necessariamente metteranno in gioco i vari esponenti dei vari circoli e rimetteranno in gioco gli stessi riformisti, indipendentemente dall’esito delle primarie stesse.
R. – Non c’é stata l’estromissione di nessuno. I Riformisti si consideravano un Partito nel Partito, e la loro strategia spesso confliggeva con il centro-sinistra, ma era sempre in sintonia con il Centro destra di Stefano Caldoro, fino a diventare parte di quella opposizione.

D. – Ma sia nel recente passato e sia in quello più prossimo, ci si è sempre lamentati circa il mancato coinvolgimento politico del partito, dei singoli dirigenti e dei consiglieri.
R. – Abbiamo chiuso una verifica su questioni politiche, dalle quali è emersa l’esigenza di una maggiore collegialità e condivisione, avendo più volte lamentato uno scollamento tra il Gruppo consiliare e l’Amministrazione comunale. Si è convenuto di trovare nuovi luoghi di discussione e tra questi si è individuata la “Cabina di Regia“, appunto un luogo di condivisione alla ricerca di coinvolgere i Consiglieri comunali nei vari processi politici e amministrativi.

D. – E funziona?
R. – Funziona. Anche il Sindaco si è reso conto della sua utilità.

D. – Funziona fino ad un certo punto. In tutto questo il Partito è assente.
R. – Il Partito non c’era, per questo c’è l’urgenza di (ri)costiruire per davvero il Partito.

D. – Le Primarie sono viste come l’occasione propizia sia per costruire il partito e sia per regolare certi conti interni.
R. – In tante altre occasioni i 40enni hanno provato a scalare la politica, ricorderemo Craxi al Midas o Occhetto con la svolta della Bolognina, ma i temi su cui ci si confronta ora non sono uguali a quelli. Riguardo alle Primarie poi, ho avuto un approccio “laico”. Ho ascoltato Renzi e Bersani e mi sono formata una mia opinione.

D. – E quale sarebbe questa opinione?
R. – La proposta di Renzi mira a snaturare quello che è il PD. Ho l’impressione che se vince non avremo un Partito ancorato al mondo del lavoro e della solidarietà.

D. – In che senso?
R. – In Renzi, nella sua proposta non trovo gli argomenti tipici del centrosinistra. Per esempio, di fronte alla crisi economica, non si pone al centro la questione del lavoro. Vedo un tentativo di snaturare il nostro  Partito.

D. – E allora?
R. – Allora mi pongo un interrogativo: Se si ravvisava l’esigenza di cambiare la classe dirigente, perché Renzi anziché  partecipare alle primarie non ha chiesto la convocazione di un Congresso e discuterne al suo intermo?

D. – Forse perché il messaggio di Marketing politico della “rottamazione” non era efficace in una battaglia interna, era più semplice che passasse portandolo alla luce.
R. – Ecco e forse questo che non va, come non va il messaggio “Se vinco io questo o quello non si candiderà o meno”. Scelte del genere non le condivido, non mi appartengono. Nella rottamazione di D’Alema, Bindi o altri noi decapitiamo la nostra classe dirigente, e gli altri? Siamo sicuri che un’operazione del genere sia producente? Più che gli uomini è indispensabile pensare e agire in maniera diversa.

D. – Torniamo a noi e al livello locale, ai comitati Renzi e al PD che sarà dopo le Primarie.
R. – Sul nostro territorio alcuni nomi presenti in alcuni comitati Pro-Renzi, sono riconducibili a esponenti politici del centro destra e sembra vi sia un tentativo di inquinare questa esperienza straordinaria. Sono primarie e non elezioni e c’è un tentativo di condizionare l’esito del voto per stravolgere gli assetti interni, ma sembrerebbe anche un tentativo di lanciare una sorta di OPA nel centro sinistra, per sostituire anzitempo una clase dirigente del PD e non solo, essendo primarie di coalizione.

D. – In che senso una OPA? Per esserci un’Offerta è necessario che qualcuno la accolga.
R. – Il tentativo è quello di liberarsi di una classe politica per regolare propri disegni. In ogni caso non posso accettare di essere “rottamato” da mio nonno. Sono quarantanni che in questa Città si sta distorcendo un messaggio.

D. – A chi si riferisce all’adesione di Conte e dei suoi a Renzi? Per questo ha scelto Bersani?
R. – Sostengo Bersani perché credo in un Partito e perché c’é una classe dirigente responsabile e capace di affrontare il centro destra.

D. – Queste Primarie sono veramente importanti, si ha l’intenzione di fare una battaglia definitiva e trasformarla in una resa di conti.
R. – E’ verosimile. E per questo sono convinto che non si può usare Partiti e alleanze come un Tram e assitere a chi sal e chi scende condizionando però i percorsi, ad opera di uomini e organizzazioni che solidarizzanocon tutti tranne che con gli alleati, e da alcuni di questi ascoltare anche lezioni di moralità, condannando una classe dirigente del PCI-PDS-DS- e ora PD. Non lo accetto. da questi abbiamo raccolto una Città stremata.

D. – Si riferisce sempre ai contiani?
R. – I contiani ci sono o non ci sono, al momento queste persone non stanno nel PD, la questione politica però è chiara: non ci alleremo più. E’ indispensabile una sclta di campo chiara, seria e definitiva. E’ indispensabile fare chiarezza anche in relazione alla partecipazione alle primarie, anche per sapere: Chi sta nei comitati con Renzi,  sostiene il PD o altri Partiti? Noi pretendiamo chiarezza e uniformità.

D. – E dopo, quando i risultati saranno definitivi come accoglierete gli sforzi dei comitati.
R. – Accoglieremo chi è chiaro e non ha altri “sogni”. Riguardo poi a Renzi e alla sua rottamazione, noi in Provincia di Salerno abbiamo già un innovatore: è il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca; rispetto al quale ritengo che tutta la classe dirigente si debba stringergli intorno e spingerlo oltre la Provincia, la Regione perché occupi un ruolo di livello nazionale.

Eboli, 26 ottobre

17 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI EBOLI luca sgroia, secondo il mio modesto parere è uno dei peggiori presidenti degli ultimi 30 anni.
    Nn può essere rottamato da nessuno e ne tanto meno da il ” NONNO “, infatti si autorottama da solo.
    E’stato eletto presidente con i voti dei riformisti…..
    Alle prossime elezioni sicuramente nn verrà eletto neanche consigliere comunale, un giovane perchè dovrebbe votarlo, spiegatemelo.
    Nn è minimamente paragonabile con il precedente presidente MARIO CONTE,in tutti i sensi…..
    Se nn mi sbaglio prima era un bassoliniano……. adesso elogia De Luca indicandolo come “innovatore”….. boh………
    Mi sbaglio oppure De Luca era uno della cgil e militante del P.C.I. + DI 30 ANNI FA.
    Nn voglio dilungarmi ulteriormente sul ruolo svolto dal P.C.I. e dalla C.G.I.L. ( ATTUALMENTE VERO CANCRO DEL LAVORO E DELL’ECONOMIA ITALIANA),altrimenti innescherei una polemica inutile.

    P.S. Nn sono contro De Luca ne come amministratore e ne come sindaco, però nn è un innovatore……………..
    A scanso di equivoci io voterò alle primarie Bersani.
    Però carissimo PRESIDENTE sgroia persone come lei che ancora parlano, me ne stanno quasi facendo passare la VOGLIA, in breve la campagna elettorale è meglio la faccia BERSANI ed ALTRI nn lei………

  2. Ho letto con interesse l’articolo.
    Ieri sono stato invitato a partecipare alla “riunione” di questa sera del “comitato pro Renzi” dal mio amico Enzo Consalvo a cui ho detto quello che pensavo che non ritengo di riferire. Vorrei aggiungere qualche cosa alle considerazioni di cui sopra. Queste sono primarie di coalizione del “centro-sinistra” ed in quanto tali mi consentono di andare a votare. Non sono primarie o congresso del PD, in questo caso io non avrei partecipato. Avevo consigliato a Nencini ( Segretario del PSI) di partecipare, ma mi fatto sapere che dopo l’ultimo incontro del PSE ( Partito Socialista Europeo) e doppo un chiarimento con Bersani , ha garantito la partecipazione alla stesura del Documento di Intenti e le Regole ( Infatti Marco Di Lello è stato molto attivo nella terna che rappresentava PD, PSI e SEL). Ho letto tutto e devo dire la verità condivido quanto prodotto dal Comitato nazionale. La querelle che si è scatenata è TUTTA INTERNA AL PD, è questo è la testimonianza della crisa di uesto ( e degli altri Partiti- vedi PDL), molti ispiratori del “movimento” renziano, a prescindere dai giovani che vengono esposti in prima linea, sono persone che sono delusi dal Partito Democratico non avendo avuto la possibilità, la forza, l’intelligenza e le capacità poltiche necessarie per “crearsi” uno spazio politico CREDIBILIE e cercano ora di ri-DARSI una copertura strategica,per reallzare una “nicchia di potere” in quanto certamente non si può parlare di ideologia, infatti il moderno liberista ( di formazione democratica-cristiana) Renzi, è molto attento a non far capire ( ideologicamente), da che parte stà anzi cerca di convincere ex berlusconiani ( e ce ne sono alcuni anche ad Eboli) a votare nelle Primarie, per Renzi. Sono convinto che questo inquinerà la democraticità dell’operazione in quanto poi molti di questi eventuali “nuovi elettori e rottamatori” torneranno a votare nelle elezioni politiche del prossimo aprile CENTRO-DESTRA( spero il 6 e non il 13 per evitare di far avere la pensione a chi il 6 non ha ancora maturati i pochi anni -CINQUE- necessari ) . Non è il mio Segretario ed il PD non è il mio Partito, ma voterò BERSANI !!

  3. Sulla questione dell’elogio di De Luca da parte del Presidente del Consiglio Sgroia, condivido il pensiero di Carmelo C.
    Suvvia Presidente,sa bene che affermando una cosa del genere non è credibile, almeno avesse promosso azioni filo De Luca da quando Bassolino è andato via lo capirei, ma oggi che si erge a paladino proprio no!
    Conosco bene il senso del partito e proprio per questo dico che è ora di parlare un linguaggio di verità, tutti. Se così non sarà, nessuno sarà più affidabile o credibile agli occhi delle persone, non degli elettori. Abbiamo snaturato ogni cosa e la persona è diventata un numero nella cabina elettorale, parlo di lei come di Conte come di Melchionda, parlo di una classe dirigente, nella quale anch’io sono stata parte attiva e fondante che deve cambiare rotta.
    Lo dice una che è stata candidata alle regionali con De Luca Presidente e per me quello fu um momento di sintesi perchè pensavo fosse il momento per smetterla una volta per tutte con le correnti e correntucole varie. Così non è stato e il PD ebolitano e non solo, lo ha dimostrato ampianamente, frammentando il voto in mille rivoli e non appoggiando il candidato locale. Detto questo…mi taccio.Cordialmente Maria Sueva Manzione

  4. Errata corrige:
    non si “erga”-

  5. Condivido l’analisi del giovane Conte. Ho spiegato in altri blog perchè sosterrò Bersani e perchè Renzi non mi convince. Penso che Conte senior non voglia rottamare nessuno ma sia alla ricerca di spazio e posizione nel Pd, così come De Luca non è certo il nuovo che avanza. Ricordo a Sgroia che l’ottimo amministratore De Luca, leader attuale ma non nuovo o innovatore, era vicesindaco a Salerno con Vincenzo Giordano sindaco in un’amministrazione a maggioranza PSI – PCi per almeno 10 anni. Coloro che reputa vecchi Sgroia, i compagni socialisti, erano gli alleati di maggioranza del vecchio PCI a guida De Luca in provincia di Salerno. Poi della realtà storica ci si dimentica il giorno dopo, ma questo entra nel più complesso discorso delle mistificazioni ipocrite degli ultimi 20 anni. Inoltre il sig. Sgroia non è certo nuovo, avendo rivestito incarichi politici nel PCI – PDS – DS – PD da almeno 15 anni, idem Melchionda e co. Infine tanti compagni e amici socialisti sono ancora suoi alleati nell’attuale sistema di potere con posizioni marginali e nel momento in cui l’attuale Sindaco e la componente PCI – PDS – DS del PD verrà definitivamente trombata dagli elettori, probabilmente ci ritroveremo il giovane – vecchio Sgroia alleato voltagabbana di qualche compagno socialista giovane e non o ex destra o ex Rifondazione.( non dimentichiamo che il giovane – vecchio Sgroia era alleato di Conte nelle precedenti primarie di partito ed è diventato presidente del consiglio per un esplicito accordo tra sindaco e area riformista ).

  6. Apprezzo la scelta chiara e definitiva di Sgroia. Apprezzo anche la scelta di Conte e di Mazzara e Consalvo.
    Quello che non apprezzo è sentir parlare dei sostenitori di Renzi, come me, come se fossimo dei corpi estranei al centro-sinistra.
    Questo linguaggio delegittimante ha portato l’Italia nelle mani di Berlusconi per un ventennio.
    Proviamo a dosare meglio le parole, ricordandoci sempre chi siamo e pensando semplicemente che stiamo facendo una campagna elettorale nazionale per il prossimo nostro candidato Premier.
    Per una volta pensiamo all’oggi e teniamo a freno il nostro ego, anche perché se gli elettori delle primarie del centrodestra dovessero essere più numerosi di noi, poi la figuraccia sarebbe irreparabile.

  7. Le osservazioni di Luca Sgroia sono utili e stimolanti. Condivido la confusione (credo “strumentale”) da parte di Renzi di mischiare le carte e far apparire questa competizione sia come primarie di partito (ovvero congresso) sia come primarie per il governo.

    Proprio perchè condivido con Sgroia questo errore di impostazione non capisco come possa passare da una riflessione di questo tipo (confusione primarie di partito con primarie di governo) ad una autoconfusione affermando che “si vuole snaturare il pd”.

    Se sono primarie di coalizione non si snatura il PD, si sta decidendo con quale leader (e quali programmi) presentarsi alle prossime elezioni.

    A scanso di equivoci (e lo dico a chi sostiene Renzi m anche a Sgroia) anche con Renzi premier è il partito che decide linea politica e candidature. Votando Renzi non si rottamano Bindi e D’Alema se loro non sono d’accordo.

    Detto questo (e lo dico a chi sostiene Bersani) sul tema del rinnovamento Renzi ha già vinto e dovremmo ringraziarlo per aver reso il PD un luogo più vivo, dove si torna a discutere, dove si riescono a recuperare i delusi e gli scontenti dei suoi primi 5 anni di vita e allo stesso tempo attirare anche persone nuove.

    E qui però, condivido quello che dice Alex Vocca, i sostenitori di Renzi non sono un corpo estraneo al centrosinistra. I due comitati sono comitati abbastanza “politici” e “partitici”. Sono delusi, scontenti da come vanno le cose nel PD. E non è un caso che il PD sia passato dal 33 % al 25 % prima delle primarie e nel contempo sia aumentata la fascia dell’indecisione fino a quasi il 50 %. Alex Vocca (ex membro della segreteria cittadina del PD) e Venusia Mazzara (ex dirigente di partito nonchè Assessore PD) non sono certo infiltrati del centrodestra e non vengono da esperienze “altre”. Sono delusi dalla gestione del partito nazionale e probabilmente dall’assenza del partito locale.

    Se l’obiettivo è costruire il Partito Democratico invece di attaccarli, ghettizzarli e prendere le distanze sarebbe più conveniente capirne ragioni, istanze e motivazioni. Il confronto, se civile, produce sempre buoni frutti.

    La paura dell’inquinamento da parte del centrodestra va affrontata laicamente: gli inquinamenti sono venuti da persone all’interno della competizione e, in italia, salvo smentite che gradirei conoscere, sinora, mai dall’esterno.

    Riguardo l’opa che ben velga. E dovremmo accoglierla. Non limitarla. Il PD tutto è fuorchè un partito padronale. Non ha padroni. E’ l’unico partito, con tutti i suoi difetti, realmente contendibile in Italia.

    La dimostrazione di apertura più grande l’ha data Bersani cambiando le regole scritte 5 anni fa per far partecipare Renzi.

    Lì è venuta fuori una contraddizione a cui accennava anche Antonio Lioi: da una parte ci sono stati gli entusiasti (e sono prevalentemente i nativi democratici “ma anche” tutti quelli che davvero hanno superato l’esasperato correntismo e il totem dell’appartenenza altro problema evidenziato da Maria Sueva Manzione). Dall’altra gli ex-popolari, gli ex-PCI-PDS-DS e tutti quelli che possono essere definiti come il “partito degli appartati” quelli che ricoprendo ruoli ed incarichi tendono a conservare lo status quo e a vedere come dannose per il proprio orticello qualsiasi novità, qualsiasi cambiamento. Non puoi chiedere a D’Alema di autorottamarsi visto che non ha avuto la sensibilità di togliersi di mezzo dopo i disastri che ha provocato. E qui torna il tema del “farsi da parte”. D’Alema dice che “Renzi” lo vorrebbe “nonno ai giardinetti”. Bene, non è affatto una immagine negativa. La politica dovrebbe essere un mandato a tempo. Non una professione a vita. Luca Telese su Pubblico una settimana fa ricordava come proprio D’Alema che oggi accusa Renzi di “mancanza di rispetto” avesse partecipato a ben due rottamazioni, citando Natta prima e Occhetto poi. Ricordava una frase di Natta quando D’Alema era ancora un deputato qualsiasi:”E’ venuto da me un deputato di Gallipoli. Mi ha detto che sono una sorta di obsolescenza della politica”. Bene da qui si capisce la coerenza e la pochezza di una generazione che ha perso ogni occasione sia per vincere sia per tacere. Ha rottamato la generazione precedente ritenendosi superiore e pretende di non essere rottamata dalla successiva ritenendosi superiore. La generazione di D’Alema (preso come esempio sistemico) si ritiene superiore. E’ talmente saccente che quando perde accusa gli elettori di non aver avuto coraggio, di non aver compreso.

    Bersani (che non fa parte di quella generazione di sconfitti) è riuscito nell’impresa di essere finalmente il Segretario di tutti. Renzi non attacca Bersani, attacca il codazzo di Bersani. Bersani rappresenta, per me, quello che dovrebbe essere il PD. Un luogo aperto al contributo di tutti quelli che decidono di starci perchè condividono una visione comune della società e dell’Italia. Anche a costo di sacrificare le proprie ambizioni personali. Bersani poteva invocare il regolamento e fare il candidato premier e probabilmente anche vincere. Ha scelto con coraggio di sudarsi l’elezione. Se vincerà sarà il candidato di tutti perchè gli viene e mi auguro gli verrà riconosciuta l’autorevolezza necessaria per fare sintesi tra le diverse istanze e governare un paese complesso come l’Italia.

    In questo quadro di apertura al confronto di Bersani ci sono stati diversi errori strategici di Renzi che sembra essere insofferente al partito e ai luoghi di discussione. A luglio fu convocata una assemblea nazionale e presentato un odg sul regolamento per le primarie. Lo presentarono Civati, Gozi, Concia e tanti altri rappresentati minori. Renzi fece una capatina e si dileguò. L’odg fu “precluso” dalla Bindi. Nell’ultima assemblea allo stesso modo ha preferito essere in viaggio con il camper senza simbolo del PD piuttosto che presentarsi all’assemblea nazionale. Perchè, avrebbe detto poi, si fidava di Bersani. Bersani giustamente rispondeva “devi fidarti del pd, non di Bersani”.

    Queste due vicende sono sintomatiche di una chiara scelta strategica di Marketing (non farsi vedere nemmeno di striscio insieme al partito e a quelle che De Luca definirebbe “anime morte”) ma anche un chiaro segnale verso chi ritiene di appartenere al PD di insofferenza al confronto e al dialogo.

    E qui arriviamo ai riformisti. Negli ultimi anni, ed è un dato di fatto, sono intervenuti pubblicamente più per attaccare esponenti del PD che esponenti di altri partiti. Sono stati dati più volte in procinto di cambiare schieramento, ed oggi “surprise”, si candidano a sostegno di Renzi alimentando quello che al momento può essere sia un’orientamento sia un’equivoco. Ma che va sciolto. Soprattutto da loro. Sono ancora convinti che la loro casa sia il PD con tutti i limiti e quindi si batteranno per il cambiamento dall’interno ? Sono le primarie un modo per defilarsi in maniera “civica” dal PD esprimendo un giudizio netto ma rimanendo nell’ambito della coalizione di centrosinistra ? sono altro ? Ed in generale, e questo mi sembra sia preoccupazione generale, in caso di vittoria di Bersani, sosterranno il PD alle elezioni ?

    Possono sembrare domande banali ma chiarire i propri obiettivi di linea politica, come ha fatto Sgroia sostenendo di essersi “ricreduto” su De Luca ed addirittura lanciandolo in ruoli più prestigiosi, contribuisce a spostare l’asticella dell’attenzione sui contenuti. Cosa non trascurabile.

    Adesso sappiamo le motivazioni di Sgroia nel sostenere Bersani. Sarebbe utile al confronto e alla discussione conoscere anche le motivazioni e rispondere agli interrogativi che ponevo da parte degli altri comitati. Del resto, e dicono sia ingenuo e probabilmente lo sono, mi auguro che tutti i partecipanti alle primarie votino alle secondarie. Altrimenti possiamo anche non farle.

    Mi scuso per la prolissità.

  8. Spero che qualcuno dei commentatori abbia visto Sevizio Pubblico di Santoro ieri sera. L’ospite Renzi ha impressionato per il vuoto di idee ( eccetto qualcuna scopiazzata all’ultimo momento per accontentare i tanti elettori di sinistra che vorrebbero votarlo ma si rendono conto che è un apolide convinto )e gli slogan preconfezionati. Di fronte ad un interlocutore informato ( Costamagna , Santoro etc.. ) e ad un minimo di contraddittorio diventava banale, ripetitivo e poco concreto nella traduzione pratica del suo( ? ) pensiero.

  9. @G.Del Mese- Condivido e sottoscrivo….

  10. Per quanto riguarda Sgroia, ripeto, prima di attaccare o prendere posizione dovrebbe ricordare il suo passato lontano e recente e lo stesso di chi cita come attuale innovatore. La storia non può essere mistificata, aldilà dei meriti personali di singole figure di alto profilo politico. Facesse campagna per Bersani perchè realmente ci crede e non perchè il suo Sindaco, in riunione con De Luca, ha sposato quella linea. Sono sicuro che se De Luca avesse scelto Renzi..Melchionda avrebbe scelto Renzi…Sgroia avrebbe scelto Renzi. Se Sgroia fosse stato ancora vicino alle posizioni di Conte avrebbe scelto Renzi contravvenendo l’impostazione di Melchionda – De luca. Le belle parole vanno accompagnate da fatti concreti e rafforzate da un passato coerente. Ciò che manca in molti commentatori del blog attuale.

  11. @ cittadino amico.
    Bene caro concittadino, a tal proposito (mi riferisco all’ultimo tuo intervento), ti invito ad andare a leggere il mio intervento all’intervista del Presidente Sgroia.

  12. Caro Gabriele ho letto con attenzione il tuo lungo intervento e lo condivido in toto, anche nelle parti in cui critichi Renzi. Non mi illudo che il mio candidato, Renzi, sia immune da errori (passati, presenti e futuri). Non ho l’età per illudermi del contrario. È vero, però, che se metto sulla bilancia pregi e difetti di Renzi, sia personali che della campagna elettorale che sta portando avanti, non posso che essere contento di chiedere il voto in suo nome e per suo conto.
    Eboli è piena zeppa di politologi e dietrologi, al punto che le teorie complottiste sull’11 settembre sembrano una pallida controfigura degli scenari che delineano alcuni commentatori di questo blog.
    Detto questo, però, io voglio continuare a parlare di Renzi, della sua battaglia innovatrice, della possibilità concreta di cambiare classe dirigente.
    Ognuno di noi faccia la sua campagna elettorale, ma risparmiamoci il fango e le battutine, perché all’esterno, nel centrodestra, non avendo contenuti propri, non fanno altro che amplificare le nostre divergenze, nascondendo le macerie della loro parte politica.
    Ricordiamo in ogni momento cosa ci unisce e riflettiamo a lungo prima di sparare ad alzo zero sui candidati delle nostre primarie.

  13. Caro Gabriele,
    come avviene spesso i tuoi contributi sono stimolanti e mi convincono ad intervenire.
    In merito all’analisi che hai svolto su Bersani e Renzi, condivido molte tue osservazioni, ma credo sia opportuno aggiungere qualcosa, ovviamente per ciò che riguarda il mio pensiero. Come te registro una scarsa propensione di Renzi al dialogo e al confronto nel partito. C’è da capire, però, se si tratta di una tattica contingente alle primarie o meno. Se è una scelta fondata sull’esigenza di parlare a tutti i potenziali elettori del centrosinistra o di chi vi vuole confluire, beh, allora la tattica è legittima. Se, invece, questa scelta è un segnale per far intendere la guida e l’opinione sul partito, allora la preoccupazione è tanta . Ad esempio la dichiarazione di Renzi “il PD è fatto dei suoi Sindaci” è segnale di democrazia partecipativa ed inclusiva se vista in ambito nazionale, ma esclusiva se analizzata a scala locale; il “bischero” è ancora troppo vago 🙂
    Quello che, inoltre, mi sento di aggiungere alla tua analisi dei competitors di matrice PD sono delle considerazioni su Bersani. Come te, lo ritengo un uomo con una profonda cultura di partito, sinceramente democratico e anche un riformatore convinto (anche se a volte, pure lui, ha prodotto riforme liberiste più che progressiste, in quanto senza contrappesi di garanzia, (penso all’abolizione dei minimi tariffari in una società per nulla meritocratica, che ha prodotto solo la diminuzione della qualità delle prestazioni……ma se vuoi ne parliamo in apposito contesto). Ma i punti più gravi a sfavore di Bersani sono il fallimento nel non aver saputo dare al PD una chiara missione laburista e una struttura di garanzia e regole diffuse sul territorio nazionale. La paura di rotture e la perenne ricerca di un equilibrio ha prevalso, di fatto, sul progetto di crescita del PD e della sua democrazia interna. Le scelte politiche ( o meglio l’immobilismo e l’ambiguità) sono state sempre frutto di accordi di capicorrente piuttosto che il risultato di uno schietto confronto interno. Il segretario di un partito, soprattutto se eletto da primarie, come da statuto PD, non è più la figura arbitro di una volta o, almeno, non solo. Deve anche essere portatore di una linea precisa; quella che ne ha determinato l’elezione. Linea precisa, ma non ferrea, che serva però a segnare i tempi delle scelte e del confronto propositivo, aperto al contributo di tutti.
    Siamo di fronte quindi ad una scelta: si prova Renzi sul campo, vedendo se è capace di scompigliare, dopo le liste elettorali, anche le lobby conservatrici oppure si spera che Bersani riesca davvero a far parlare chiaro il PD e quindi un ipotetico futuro governo nazionale?
    E qui veniamo ai riformisti. Uso la stessa locuzione che hai adoperato tu, nello sviluppo del tuo discorso, in una sequenza logica che non condivido affatto. (Scrivevi infatti, ………..insofferenza al confronto e al dialogo…….e qui veniamo ai riformisti) . Sai bene infatti che la cosiddetta “componente riformista” ha espresso il suo dissenso verso l’amministrazione proprio perchè le veniva negato il confronto; sai bene chi erano gli assenti alle riunioni di partito quando si decideva di discutere di qualcosa che andasse oltre l’organizzazione di un tavolino propagandistico; sai bene chi fece saltare l’esperimento dei gruppi di lavoro monotematici, che il direttivo tutto decise di far nascere per cercare la sintesi ed evitare di portare il dissenso all’esterno. Tra l’altro la proposta veniva a valle di un proficuo esperimento di questo tipo, il gruppo ambientale, che tu stesso incoraggiasti e che portò ad una chiara posizione condivisa del partito, consegnata poi all’amministrazione. Proprio in quel caso, ad esempio, io non condivisi alcune sfumature del documento, in quanto a mio avviso interpretammo in modo restrittivo alcuni passaggi del DM 10/09/2010, ma mi rimisi al primato della democrazia. Ero stato coinvolto nella ricerca di una sintesi, il contrasto sarebbe stato pretestuoso. Purtroppo è l’unico momento di questo tipo che ricordo. Pensavo che con i gruppi di lavoro l’esperienza potesse continuare, ma furono affossati dalle direttive dell’amministrazione.
    Allora la nostra richiesta di condivisione fu tacciata come infondata, anche da chi l’ha adoperata a solo un anno di distanza, come il presidente Sgroia. Il risultato di questo tardivo ravvedimento sta nel fatto che ora nella “cabina di regia” siedono pochi eletti e non un partito (come faceva rilevare l’intervistatore).
    Dunque sono i metodi a doversi rinnovare, prima delle persone. Rispetto poi al posizionamento politico dei liberi e riformisti e di chi li sostiene, per favore evitiamo di giocare a Nostradamus 😉 Si susseguono da tempo previsioni sul loro collocamento, formulate con il piglio del veggente (non parlo di te che almeno fai solo delle domande legittime), che servono solo a sventolare lo spauracchio della serpe nel seno per far rinascere vecchie alleanze, usate solo a scopo elettorale. L’amministrazione cavalca l’idea della sua originalità come punto di forza nei momenti in cui si ritiene autosufficiente, mentre quando rischia l’isolamento richiama antiche radici comuni. Penso alla definizione di “differenza antropologica” del PD con SEL che il Sindaco diede in un recente consiglio comunale! Quelle attribuite ai Riformisti e all’UDC te le risparmio.
    Cosa faranno i liberi e riformisti dopo le primarie? Lo decideranno insieme il gruppo di persone che ne costituisce la base politica, come è stato fatto per l’appoggio alla candidatura di Renzi. Essa è venuta a valle di un confronto plurale e politico, senza seguire il dictat di nessuno, come invece vogliono far credere i portatori della teoria del “grande vecchio” (uso la dizione di Salvatore Marisei). Teorici che vogliono per forza ignorare che i liberi e riformisti non sono “contiani”, ma persone che credono in una sinistra riformatrice che ha ancora molto da dire e che va oltre la singola storia dei suoi esponenti storici. (Che ad Eboli si parli di contiani, rosaniani, melchiondiani, cariellani, cuomiani è offensivo per la storia politica che gli appartiene). La decisione dell’appoggio a Renzi è stata inoltre indicativa per la componente, ma non vincolante per le scelte individuali. Socialismo è libertà.
    Ti ringrazio per il confronto.
    (@dott. Lioi, Nencini, rifiutando la candidatura, ha perso la grande occasione, in un momento propizio, per spingere con forza il PD verso la socialdemocrazia, riunendo insieme, nuovamente, le forze della sinistra socialista. Almeno per provarci. Mi auguro sia stato un errore di valutazione e non una garanzia per qualche seggio in Parlamento).
    Saluti a tutti

    Marco

  14. Di nuovo Luca Sgroia. Un giovane vecchio. Uno che faceva i congressi fantasma nella sinistra giovanile pur di fare carriera. Uno che quando era segretario del suo partito al congresso fondativo dei DS tenne fuori tutti i membri uscenti del comitato direttivo (penso proprio con il consenso di Salerno) e portò a votare i suoi parenti, compresa sua nonna in carrozzella. Uno che è ammanigliato con De Luca da sempre o con Bassolino all’occorrenza. Un vecchio dei peggiori! Concordo con Carmelo C. in pieno e mi auguro davvero che questo arrivista senza scrupoli
    alle prossime elezioni comunali non venga eletto nemmeno come consigliere, per il bene del paese. Che vada a lavorare che è ora!

  15. Siamo qui a discutere di primarie e secondarie, a discettare sulle capacità dei singoli candidati premier, a valutare la posizione dei riformisti oggi o domani ( ma hanno una posizione…o sono alla ricerca di uno spazio ?) quando poi Berlusconi oggi nel discorso tv ha sparigliato di nuovo e rimescolato le squadre in campo. Se Monti cade ci sarà il tempo x le primarie? Renzi e’ lo strumento di poteri forti e chiesa per disunire il campo di Cs e progressista, la sua vittoria porterebbe dritto all’ingovernabilita’ e al Monti bis con l’accordo di Pdl , centro e parte del Pd. La sua presenza faceva comodo anche al Silvio remissivo di mercoledi. Oggi con il precipitare della situazione Renzi nn serve piu’ , il Pdl tornera’ con la Lega ed I moderati per governare dovranno allearsi con I progressisti a guida Bersani. Addio Monti bis, ciao ciao Renzi…

  16. Sgroia come Cuomo all’occorenza caricano e scaricano le persone a loro piacimento.
    Dimettetevi per il bene del paese,e la peggiore amministrzione degli ultimi 30 anni.
    Spero che quei due signori non vengano più eletti,andate a lavorare,almeno producete.

  17. @Alex Vocca è normale, anzi è sano, valutare i fatti e le opinioni in maniera differente e quindi comportarsi di conseguenza. In effetti molti sostenitori di Renzi (come anche Marco Genovese più sotto) condividono alcune delle “riflessioni” che proponevo a volte anche in maniera critica. Segno di una adesione sana, consapevole che da solo Renzi non è in grado di cambiare l’Italia, consapevoli dei suoi limiti, dei suoi errori e fiduciosi che possa recuperare. Se vedi non ho mai citato una delle critiche più pretestuose che sento: “Renzi è di destra”. Ogni volta che qualcuno non riesce a controargomentare si rifugia utilizzando il peso anche evocativo delle parole. Io non voterò Renzi non perchè sia di destra e nemmeno perchè non ha un programma (altra polemica !). Anzi mi auguro che alcuni punti del programma di Renzi (es. politica economica) vengano integrati con quelli di Bersani. Non lo voterò perchè va bene l’Adesso. Ma non mi convince il dopo. In questo momento c’è bisogno di unire, non di dividere. Bersani rappresenta una sintesi tra le varie “anime” del PD (anche con i gruppi e le persone di cui personalmente non ho stima)

    E qui.. veniamo al commento di Marco Genovese. Mi fa piacere che ti stimoli e mi spiace davvero che siamo costretti a farlo soltanto su un blog e non anche in un partito. Per quello che in mio potere sto facendo pressioni da mesi affinchè ad Eboli (ri)nasca un Partito.

    Riguardo l’accostamento sui Riformisti mi dai l’occasione di spiegare meglio. Mi riferivo al rapporto ad esempio con il Partito Provinciale le cui direzioni vengono sistematicamente disertate. L’insofferenza al confronto e al dialogo la si manifesta non quando si è maggioranza ma quando si è minoranza. La stessa insofferenza ad Eboli, è vero, è stata bilaterale e come molto spesso accade l’Amministrazione avverta la pesantezza del partito e “preferisce” essere autosufficiente perchè certe “liturgie” sembrano una perdita di tempo (e su questo però non c’è stata una risposta adeguata del Partito tant’è vero che il momento dove forse le posizioni si sono più avvicinate e non diventavano strumentali è stato quando è tornato sulla scena in maniera autorevole Mario Conte)

    In realtà, se vogliamo dirla tutta, c’è una strategica e continua sovrapposizione di piani differenti soprattutto da parte dei Riformisti. Questa sovrapposizione è chiaramente strategica ed è funzionale alla polarizzazione dello scontro. Perchè se un congresso cittadino diventa anche un referendum contro De Luca o le primarie un referendum contro il Sindaco o il Partito è chiaro che si sposta il fuoco dell’attenzione dal contenuto alla contrapposizione personalistica ed ideologica.

    Questa polarizzazione è stata alimentata anche dall’altra parte ci mancherebbe. Quando si alimenta lo scontro è difficile confrontarsi in maniera serena sui contenuti. E ci si confronta sulle appartenenze (e a quel punto se permetti il dialogo è anche inutile e stucchevole). Le responsabilità sono di tutti, ci mancherebbe. Però tutti dovrebbero farne tesoro altrimenti saremo punto e a capo.

    Come te e tanti altri non mi sono mai tirato indietro e concordo con te: il PD deve essere quello del “laboratorio ambiente”. C’erano tutti quelli interessati, non c’è stata nessuna preclusione, nessuna arroganza ma una sana propensione al “venirsi incontro reciprocamente”. Il risultato è stato un documento equilibrato e allo stesso tempo preciso, autorevole. Nella mediazione siamo riusciti a far uscire una posizione “forte” e condivisa (anche se poi ognuno di noi avrebbe preferito mettere qualche accento qui e lì).

    Sul resto mi trovi d’accordo. Nella cabina di regia manca il partito (ma il partito non c’è e per il momento è giustificato dopo è fondamentale che ci sia). E riguardo la collocazione credo che sia il momento, per tutti, di fare un passo indietro. Riflettere. Assumersi le proprie responsabilità. Unire e non dividere. Rinnovare anche gli interlocutori ma dando loro mandato pieno. C’è sempre tempo per riparare, servono delle prese di posizione forti ma sono convinto che soltanto se si comprende il momento si può essere credibili dopo. Come collettivo, non individualmente. Certo però, Marco, le voci sui posizionamenti certe volte fanno sorridere anche me però prova a leggere le rassegne stampe. “Il grande vecchio” come lo definisce qualcuno e lo definisci tu riesce ad avere parole di elogio e generosi consigli per Caldoro (e non solo) mentre riguardo il Partito ed i suoi esponenti Provinciali soltanto critiche e distinguo. Unita all’assenza della componente nei luoghi di discussione provinciale fa sembrare verosimile queste “chiacchiere”. Che mi auguro siano solo “chiacchiere” però diamine consiglia anche tu, se condividi, un’atteggiamento diverso 😉

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