Reazioni al Piano Territoriale ASL: Depotenzia gli Ospedali a Sud di Salerno

Il Piano Territoriale dell’ASL Salerno depotenzia i Presidi Ospedalieri a Sud della provincia di Salerno.

Il Consigliere Regionale Cammarano (M5S), attacca il Commissario ad Acta Polimeri e deposita un’interrogazione al Governatore De Luca. Rosa Adelizzi del Comitato di Salute Pubblica, individua le criticità e invoca dialogo con la Direzione Generale.

Ospedali-Battipaglia-Eboli-Agropoli-Cantone-Giordano-Adelizzi-Caldoro-Cammarano-De Luca

Ospedali-Battipaglia-Eboli-Agropoli-Cantone-Giordano-Adelizzi-Caldoro-Cammarano-De Luca

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Approvato e pubblicato il Piano Territoriale Ospedaliero dell’ASL Salerno, atteso il silenzio dei Partiti e degli uomini politici di Centrodestra e di Centrosinistra che avvicendatisi e vicendevolmente, hanno prodotto negli anni i risultati per nulla esaltanti dell’area di riferimento, alla così detta Valle del Sele e alla intera Regione Campania, i nodi man mano vengono al pettine.

E così ci prova, senza andare molto nel merito dei singoli Presidi Ospedalieri facendo alcune semplici domande al Governatore De Luca e al Commissario ad acta Josph Polimeni, il Consigliere Regionale Michele Cammarano del M5S, che punta il dito sui servizi e sulle strutture che dovrebbero rispondere a bacini di utenza per aree omogenee e di riferimento ai rispettivi abitanti.

Ospedale-Agropoli-Eboli-Battipaglia

Ospedale-Agropoli-Eboli-Battipaglia

Già solo queste due domande mettono in crisi l’apparato territoriale sanitario che è stato pensato da oltre un decennio dal duo Bassolino-Valiante, dal integerrimo Stefano Caldoro per finire all’eretico familista Vincenzo De Luca, tutti in una continuità spaventosa a difendere gli scempi della sanità napoletana, venuta vergognosamente alla ribalta nazionale dalle ultime cronache giudiziarie, e quelli clientelari e di parte della sanità provinciale che vedevano: un potenziamento a Nord della Provincia di Salerno; un mantenimento con “assestamenti” clientelari che hanno fatto molto discutere come lo spaccottamento della Torre Cardiologica per consentire, denunciato da alcuni politici, al consigliere per la Sanità di De Luca, il molto discusso Enrico Coscioni, di ottenere un incarico di Primario al Ruggi di Salerno, incuranti dello stato di degrado in cui versa l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno; di favorire il potenziamento oltre ogni misura in un deserto dell’altrettanto discusso Ospedale di Vallo della Lucania, anch’esso alla ribalta della cronaca nazionale per la vicenda Mastrogiovanni, e per le prestazioni in Alpi di alcuni dirigenti medici, inventati “Commissari al personale” degli Ospedali di Eboli e Battipaglia, i quali risultavano presenti in continuità temporale dall’Ospedale di Vallo e a quello di Battipaglia distanti tra loro 70 chilometri, ma percorsi in pochi minuti dagli interessati “disinteressati“, consumando in quella “continuità” un macroscopico conflitto di interessi.

Michele Cammarano 1

Michele Cammarano 1

«Quali sono i criteri adottati per la definizione dei bacini di utenza che stabiliscono l’individuazione dei presidi ospedalieri di base dell’Asl di Salerno?

Perché la struttura sanitaria di Agropoli è stata di fatto chiusa rispetto a un bacino di utenza che è di 10 volte superiore a quello, ad esempio di Vallo della Lucania, presidio invece potenziato e valorizzato dal Piano dei commissari e adottato nel nuovo atto aziendale?»

Queste sono alcune delle domande che il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Michele Cammarano, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi, ha riportato in una interrogazione rivolta al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al Commissario ad Acta Joseph Polimeni, avente ad oggetto la riorganizzazione presidi ospedalieri prevista dal nuovo atto aziendale dell’Asl Salerno.

«Con la riorganizzazione prevista dal nuovo atto aziendale e nell’ambito dei singoli presidi ospedalieri – sottolinea Michele Cammarano si è previsto a seconda delle circostanze individuate ora il potenziamento, ora l’accorpamento, ora la chiusura delle unità di volta in volta individuate. Si parte dal delineare il bacino di utenza definito tra gli 80.000 e 150.000 abitanti – spiega – a cui è legato l’attivazione di un “presidio ospedaliero di base” quindi dotato di sede di Pronto Soccorso.

Caldoro-Michele Cammarano-M5S-De Luca

Caldoro-Michele Cammarano-M5S-De Luca

Il piano regionale ha individuato alcune strutture di pronto soccorso – evidenzia Cammarano – in deroga per bacini di utenza inferiori a 80.000 abitanti in zone particolarmente disagiate, quali le zone montane o le isole, tra cui Roccadaspide e Agropoli”. “Rifacendoci a questi criteri rileviamo delle contraddizioni – aggiunge –  con un progressivo depotenziamento dei presidi ospedalieri nei comuni maggiormente popolati afferenti ai singoli bacini”.

“Nella nostra interrogazione chiediamo, nello specifico, se i comuni limitrofi di Agropoli e Capaccio che sono i più densamente abitati della parte sud della provincia di Salerno – conclude Cammarano – facciano parte dello stesso bacino di utenza o se siano stati inseriti in due bacini d’utenza differenti e le motivazioni che hanno portato a l’una o l’altra scelta».

cantone_giordano

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Al silenzio di alcuni Sindacati e al silenzio tombale del PD da una parte, e di FI e FdI dall’altra, a fare eco a Cammarano e alla Valeria Ciarambino, resta solo Rosa Adelizzi, la casalinga “pasionaria della Sanità“, che da anni con Mamme ribelli prima e da presidente del Comitato Salute Pubblica del Cittadino ora, fa le pulci alla Sanità, scrive in un Comunicato sulla questione delicata di ostetricia e del famoso “Punto Nascita” dell’Ospedale di Battipaglia.

«In merito alla situazione di profondo degrado che da 3 anni sta affliggendo il reparto di ostetricia dell’ospedale sant’Anna di Battipaglia. – Scrive Rosa Adelizzi del Comitato salute pubblica sulla questione di ostetricia dell’Ospedale di Battipaglia – È doveroso ricordare le scellerate decisioni intraprese in passato dalla ASL Salernitana e denunciate da noi più volte:

  • La chiusura del reparto di ostetricia dell’ospedale Maria S.S Addolorata di Eboli che ha costretto le partorienti al rivolgersi al U.O del presidio Battipagliese portando già all’epoca a non poche difficoltà nella gestione del reparto;
  • il nuovo piano ospedaliero dell’edizione Polimeni che ha penalizzato gli ospedali della piana del sele;
  • Il recente aumento di posti letto da 23 a 32 nel reparto di ostetricia di Battipaglia, senza però prendere i considerazione eventuali disagi per le pazienti, ammassate in uno spazio ristretto con attrezzatura, personale e condizioni igieniche inadeguate, ancora più grave la mancanza di privacy in un momento delicato per una donna.
rosa-adelizzi-antonio-giordano

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Chiediamo dunque al direttore generale Dott.re Antonio Giordano – conclude la Adelizzi utilizzando una garbata apertura verso gli organi dirigenziali – di prendere seri provvedimenti per garantire dignità alle partorienti ed a tutta l’U.O di Battipaglia.

Purtroppo per Cammarano, per la Adelizzi e soprattutto per noi utenti finali di servizi e prestazioni sanitarie pubbliche, dobbiamo rassegnarci rispetto a questo cerchio concentrico, verso il quale chiunque ci si accomoda, quelli di ieri e di oggi, e c’è tutto da scommettere anche per chi si siederà domani, altri non si produrrà che convergere verso quel centro con provvedimenti pensati e adottati in una strordinaria continuità che di volta in volta si indirizzano verso talune strutture a discapito di altre, o come nel caso della famosa Valle del Sele a discapito di un intero territorio che abbraccia un bacino di utenza di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide, Agropoli di oltre 200mila abitanti.

De Luca-Coscioni-Cantone

De Luca-Coscioni-Cantone

Una cosa è certa che da anni si è individuato nei vari Atti Aziendali presentati, gli stessi problemi che si riscontrano in quello che il Commissario ad Acta Polimeni ha recentemente approvato, ed ahi voglia di stiracchiare di quà e di là i reparti trasportandoli da un Ospedale all’altro come è il caso del reparto di Ostetricia e Ginecologia da Eboli a Battipaglia, per la così detta organizzazione funzionale, senza rispondere al queito dei quesiti: Perchè non viene riconosciuto a questi Ospedali il numero di posti letto che gli spettano in rapporto agli abitanti?

Un’altra cosa è altrettanto certa, che il Governatore De Luca, che tanto criticava il suo predecessore è finito per approvare e addirittura peggiorare il Piano predisposto da Caldoro, confermando come i due sono la stessa cosa o come immaginano la Sanità pubblica, invero molto ma molto distante da quella che al contrario moi tutti ci aspettiamo.

Napoli, 17 marzo 2017

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