Guercio Pd interviene nel dibattito Conte-Cariello sul Mattino

Il trasformismo, in senso alto, non riguarda Cariello che naviga più terra terra. Lo slogan “tu che vuoi ?” tradisce la sua vera inclinazione: barattare interessi e voti.

Guercio: “Birre, generi alimentari, migliaia di scarpe distribuite in campagna elettorale, ricordano pratiche che furono di Lauro, ricco di famiglia”.

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo il presente Comunicato Stampa a firma del Coordinatore cittadino del Partito Democratico già Sindaco di Eboli Donato Guercio, che interviene nel dibattito che è scaturito all’indomani di un articolo a firma dell’Onorevole Carmelo Conte sul quotidiano “il Mattino“, dal titolo “Gli scempi trasformisti dei voti disgiunti“, che analizzava in maniera molto realistica alcuni comportamenti ed alcuni episodi a dir poco emblematici, che riguardavano anche alcune “fantasiose” iniziative per catturare voti.

L’articolo voleva mettere in evidenza il decadimento della “proposta politica” a scapito della propaganda e dell’offerta spudorata e dequalificante, come cattivo esempio e come tramonto di un’arte più nobile che ha affascinato uomini e donne che si perdono nella memoria del tempo delle società organizzate più progredite.

A quell’intervento ha risposto il Consigliere Provinciale Massimo Cariello Candidato a Sindaco di una coalizione trasversale di implicazione civica più l’UdC, IdV e Federazione della Sinistra, sempre sulle colonne de “il Mattino” con una sua nota dal titolo “Conte e la memoria che serve per cambiare“.

Un intervento che apre sicuramente un dibattito che nelle intenzioni iniziali di Conte evidentemente era solo mettere sotto i riflettori quanto accade in Italia e non andare nel particolare. La risposta però invita a continuare nelle riflessioni per fare chiarezza sui fatti e sulle circostanze che hanno animato la campagna elettorale di Cariello, proprio per le sue stridenti anomalie.

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COMUNICATO STAMPA

di Donato Guercio
Già Sindaco di Eboli e Coordinatore del PD

Donato Guercio

Massimo Cariello, nella lettera a Il Mattino del 7 aprile, è intervenuto su un articolo di riflessione sul “Conformismo in Italia” dell’On. Carmelo Conte, dal titolo “Gli scempi trasformisti dei voti disgiunti“, con osservazioni maldestre, che danno un’ulteriore prova della sua dimensione “bassa e bugiarda”. Che riflettere non sia nelle sue corde è noto, ma dire che birre (e affini), generi alimentari e migliaia di scarpe siano stati distribuiti per fini umanitari, in campagna elettorale, è da censurare come l’autogol di un senza morale politica. Il fatto è vero e ricorda una pratica che fu di Lauro, il quale, però, era ricco di famiglia.

Il suo lasciarsi andare, poi, sul ruolo dei socialisti negli anni ottanta, quando egli scodinzolava nella DC (altro che codazzo socialista), prova, quanto ignori la storia di Eboli: lo scontro tra socialisti e democristiani ebbe alti contenuti politici, di là di errori e esagerazioni.  Mai Carmelo Conte che tutti, compagni e avversari, a livello nazionale e locale, considerano un politico di rango, ha barattato i suoi ideali socialisti per motivi pratici, pur avendone avuta la possibilità. Anche la sua candidatura, con ruolo di tribuna, nel nuovo Psi fu decisa tra i socialisti (Craxi, De Michelis, e Signorile) a livello nazionale, per unire il partito e schierarlo compatto, dopo le elezioni, nel centro sinistra, come fu ampiamente pubblicizzato con manifesti e dichiarazioni sottoscritte e come poi, di fatto, avvenne.

Quanto alle discussioni interne al Pd di Eboli sulla ricandidatura di Melchionda a Sindaco, peraltro normali in un partito democratico, giova ricordare che non hanno mai avuto ad oggetto una scelta diversa sul nome (Melchionda, all’esito di un franco dibattito, è stato indicato più volte all’unanimità), ma l’opportunità pregiudiziale di costituire una coalizione di tutto il centrosinistra. Si è discusso di programmi e di alleanze ovvero di politica, ma di questo Cariello non intende le ragioni, ne fa volentieri almeno.

In ogni caso, il trasformismo, in senso alto, non riguarda Cariello che naviga più terra terra. Il “tu che vuoi ?” di un suo manifesto tradisce la sua vera inclinazione: barattare interessi e voti. Ciò che sta vivendo Eboli, grazie a lui, è un qualunquismo di interessi, mascherato da populismo da bar, che induce la gente ignara a tifare per una falsa rappresentazione della realtà. Dispiace ricordartelo, ma ho il dovere politico di richiamare l’attenzione della città di cui sono stato sindaco.

Massimo, hai gestito come assessore locale e provinciale per tre lustri (il doppio di quella che fu la bella stagione socialista), ma non c’è traccia di una tua azione in favore della collettività; hai goduto, insieme a presunte “associazioni” di prebende per centinaia di migliaia di euro (di questo è certamente responsabile anche Melchionda che ti ha alimentato), provinciali e regionali; spendi e spandi come un paperone ( le spese della tua campagna per le provinciali ed ora per le comunali sono da capogiro); eri di Rifondazione comunista, a settembre stavi per affacciarti nel Pd, ora alcuni ti danno in marcia verso il Pdl, altri verso l’Udc. Questa è degenerazione finanche del trasformismo ed offende tutti, Cirielli e De Mita compresi. Questo dovresti spiegare al popolo e ai candidati delle tue liste, quelli che in buona fede ti seguono, ignorando cosa almanacchi con una manica di personaggi, alcuni noti e altri innominabili.

Hai aperto una bottega per dispensare “cose” ad alcuni presunti capi della destra, che per un piatto di lenticchie immaginario dovrebbero rinunziare al loro ruolo, tradendo i valori stessi della destra. A questo proposito, fa cadere le braccia la presa di posizione dell’avv. Giovanni Clemente, del quale dovresti attuare il programma, peraltro scopiazzato in malo modo da quello del Sindaco uscente. Clemente, parla in maniera molto ma molto approssimativa e disinformata, tradendo un suo particolare interesse alla impossibile privatizzazione del demanio marittimo. Non è un buon maestro, conosce i sentieri del potere e degli interessi non dei programmi e della buona gestione.

Massimo, la sinistra ti ha ripudiato, la destra, quella delle persone serie non ti accetterà: sarebbe imperdonabile che dopo aver lottato contro Rosania, che era la parte nobile e ideologica della sinistra alternativa, premi te che ne sei la degenerazione pratica.

Eboli, 8 aprile 2010

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Per completezza di informazione si riporta sia l’articolo di Carmelo Conte del 6 aprile 2010 che quello in risposta di Massimo Cariello del 7 aprile 2010.

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Gli scempi trasformisti dei voti disgiunti

di Carmelo Conte

Carmelo Conte

Pierluigi Battista, nel suo bel libro, I Conformisti, ha distinto gli intellettuali del secolo scorso in tre categorie: coloro che si arruolarono sotto una bandiera ideologica difendendone le ragioni a prescindere dalla realtà; coloro che, conosciuta la verità, passarono da uno schieramento all’altro; e coloro che, da indipendenti, privilegiarono la verità orientandosi di volta in volta sui fatti.

Eugenio Scalfari, nel criticare l’analisi di Battista, ha osservato che la distinzione fatta per gli intellettuali dovrebbe valere per tutti, operai, docenti, imprenditori, perché anch’essi vissero il novecento alla stessa maniera. Una questione sociale e non di elite. Un fenomeno che, nel corso della Seconda repubblica è sceso di livello: destra e sinistra, per ragioni di pancia, si sono conformati come due vasi comunicanti, con reciproci e continui scambi di uomini e di idee. Appare, perciò, interessante valutare quanto, questa tendenza, espressione di conformismo ideologico e di trasformismo pratico, influisca sulla scelta degli elettori, inducendoli a passare da uno schieramento all’altro per ragioni territoriali o di opportunismo.

Da questo punto di vista, le recenti elezioni regionali hanno fornito risposte di un certo rilievo, anche se in modo diverso secondo la Regione. Valga qualche esempio. In Puglia, la polemica sulla scelta del candidato Presidente ha avuto un peso rilevante in favore di Vendola che, oltre a capitalizzare il consenso di centro sinistra, ha attratto anche la parte del centro destra ostile a Fitto, leader locale del Pdl. A Venezia, il candidato di centro sinistra, ha vinto la corsa a Sindaco perché una parte consistente dell’elettorato della lega Nord ha rifiutato il suo voto a Brunetta, candidato della destra, per il suo trasversalismo nella formazione delle liste e nel modo di fare.

In Campania, invece, De Luca, pur avendo impostato la campagna elettorale contro il centrosinistra di Bassolino e senza il simbolo del Pd, ha capitalizzato circa il 4% di voto disgiunto, ma la coalizione di destra è passata da un più 18% delle elezioni politiche, quando si votò sotto l’effetto devastante dell’invasione dei rifiuti, a più 20%, guadagnando due punti percentuale sul centrosinistra.Una siffatta duttilità, nuova a scala regionale, oltre ad essere diffusa da sempre nei piccoli comuni, da un decennio, ha fatto presa anche in grandi centri cittadini.

A volte, sotto la spinta di risentimenti di intere categorie, come nel caso dei commercianti in favore di Guazzaloca, a Bologna (1999), altre volte per reazioni al malgoverno. E fin qui, la duttilità del voto potrebbe essere considerata un “correttivo” fisiologico del sistema. Ma essa diventa degenerazione se assume forme inaccettabili di accaparramento del consenso o peggio di controllo delle persone. Come si è verificato ad Eboli ove, tra una birra (e annessi), la distribuzione di mille paia di scarpe e la promessa di “cose” impossibili, sono state compilate liste e richiesti voti.

Ora, purtroppo per la gloriosa storia di Eboli, questo armamentario è in ballottaggio per la scelta del Sindaco. E, ironia della sorte, sarà il centro destra, da sempre all’opposizione, a dover scegliere tra il dignitoso sindaco uscente è l’imprevedibile sfidante, reduce da quindici anni di assessorato locale e provinciale sotto le insegne di Rifondazione comunista. Speriamo che lo faccia liberamente e non per induzione di un leader provinciale (nazionale), del quale si spende a sproposito il nome (offendendone l’onorabilità) per un piatto di lenticchie di alcuni suoi presunti capi, pronti a cambiare, poi, partito e schieramento. Uno scempio politico.

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Conte e la memoria che serve per cambiare

di Massimo Cariello*

Massimo Cariello

Suscita meraviglia constatare che anche il già ministro alle Aree Urbane, politico da me stimato, si sia lasciato trasportare in territori melmosi che non gli sono propri. Scarpe, birre e compravendita di voti, sono argomenti per i quali ho già dato ampia spiegazione che trova riscontro (qualora lo si volesse) nelle parole degli imprenditori che da 12 anni distribuiscono beni alle persone disagiate e nel raffronto con la realtà delle cose, spesso volutamente nascosta. Tuttavia non è solo questo il motivo della mia risposta.

Non si può restare indifferenti al meccanismo messo in atto: 40 anni di politica dimenticati in fretta. I codazzi lungo viale Amendola sembrano non esserci mai stati, a leggere il già ministro. E se decenni di controllo della vita politica ebolitana hanno lasciato il passo alla rincorsa alla verginità, figuriamoci che fine han fatto fare alla storia recente.

Quella storia che ha visto il già ministro (che parla di trasformismo) candidarsi nel centro destra in occasione delle politiche 2006. Una logica personalistica cui era seguita l’uscita dalla maggioranza cittadina del suo gruppo consiliare, poi rientrato a monopolizzare il Pd (la maggior parte degli ex Ds sono relegati in una lista civica). Certo, il Prc aveva seguito una strada simile nella convinzione che le cose si cambiano dall’interno. Poi tutto è andato diversamente.

L’amministrazione è stata imbrigliata in beghe tutte interne al Pd (ed il già ministro non è stato estraneo ai fatti), tanto che la ricandidatura del sindaco uscente è stata in bilico sino all’ultimo. Ricordo le parole del segretario Pd (ex sindaco socialista all’ombra del ministro) contro la riconferma del primo cittadino; le reiterate sfiducie da parte del sindaco all’indirizzo di una dirigenza del Pd “autonominatasi”; le assenze in consiglio comunale dei consiglieri del partito di cui oggi l’ex ministro è faro.

Si parli di trasformismo, poi, non omettendo di dire come trasformismo è quanto verificatosi in cinque anni di governo del suo (?) candidato sindaco; è l’ingresso nelle file di un partito, che appoggiava la candidatura di Silvio Berlusconi, solo per un seggio al Senato; è la compravendita di consensi in assise in cambio di posti di potere. Trasformismo, lo consenta l’ex ministro, non può essere di certo il coinvolgimento di tutte le forze (e prima di entrare in consiglio) ognuna con la sua specificità; la ricerca non di condivisione ad ogni costo, sia chiaro, bensì di un punto d’incontro per la crescita di Eboli.

Siamo espressione di quel popolo costretto a lunghe anticamere mentre il sindaco sgattaiolava dall’uscita posteriore di Palazzo di città. E non ci vengano a parlare di posti di lavoro, dato che proprio quella prassi (in cui potrebbero trovare risposta i codazzi di cui sopra) ha addormentato il paese. Il già ministro per le Aree Urbane sa che l’unica via di sviluppo per un territorio non passa attraverso i posti pubblici, ma dalla creazione di Lavoro, di attività produttive; un meccanismo attuabile solo con il coinvolgimento di tutte le forze politiche.

Siamo alla necessità di mettere da parte quelle divisioni forzate e sterili (e l’esplosione – implosione dei partiti della prima Repubblica lo dimostra) per il bene del territorio. Intercettare fondi europei, promuovere la città lungo direttive che, grazie all’azione di 40 anni di governo, ormai ci vedono tagliati fuori. Penso al turismo Pompei – Paestum, a quello Amalfi – Cilento. Noi siamo lì in mezzo, ma (parafrasando Levi) nessuno più si ferma ad Eboli. E il ministro lo sa bene. Tuttavia sembra abbia dimenticato un po’ di cose. Abbia rimosso un po’ di passato che l’ha visto, vuoi o non vuoi, protagonista della vita politica nazionale ed ebolitana (perché anche Santa Cecilia è Eboli).

Quel che, invece, il ministro non riesce ad immaginare è che oggi quel vecchio modo di far politica non ha più luogo di esistere. La gente sta peggio anche grazie ad una prima Repubblica ricca di ombre e che dei soldi pubblici ha fatto man bassa (non sono io a dirlo). Il ministro non sa che la nostalgia è un male che logora da dentro, che come un parassita si nutre della linfa che tiene in vita un corpo. Un lento decadimento che, qualora si conservasse lo status quo, porterebbe alla rovina della nostra città. E noi alla logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei” non ci stiamo.

* Candidato Sindaco di Eboli

62 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. X Elio Presutto,
    hai davvero stancato un pò tutti, in molti miei commenti condivedevo in parte il tuo pensiero, xò adesso stai cadendo nel ridicolo. Ti ho anche difeso!!!
    Voglio ricordarti un aneddoto che è capitato nel 2001, quando tuo figlio era candidato a consigliere comunale.
    La lista dei socialisti nn fu ammessa poichè vi fù un errore nella presentazione, io ho votato a sindaco Carmelo Conte e nn avendo nessun candidato a consigliere comunale che mi gradiva, ho votato insieme ad alcuni miei amici tuo figlio nella sezione 31 (l’asilo) se nn mi sbaglio, a S.CECILIA.
    La preferenza x tuo figlio me la chiese un mio conoscente di Eboli….. con il quale all’epoca avevo attiva frequentazione , e in quell’occasione mi fece conoscere una persona di eboli, un tuo parente acquisito.
    Nn parlare di scheletri negli armadi, tutti noi ne abbiamo qualcuno, chi più chi meno.
    Ti stò raccontando una cosa che è successa a me personalmente, SE NN MI CREDI quando sarò ad Eboli se vuoi verrò a trovarti e ne parleremo di persona.
    Però x cortesia smettila di dire baggianate e nn essere pesante.
    Ne io e ne mio padre siamo stati e siamo dei santi lo ammetto.
    MENTRE TU CARO DOTT. PRESUTTO IN QUALE SCHIERA DI PONI?

  2. Per il Burbero “admin”, il livore era tutto nelle parole dette a “Il Mattino”dal personaggio in indirizzo. La lettera non ha niente di propagandistico perchè trasmessa alla chiusura dei Seggi Elettorali e la ripeterei 1.000 volte se attaccano un giovane perbene continuamente senza che Lei abbia sentito il dovere d’intervenire.
    Il blog è Suo, ma le invettive sono degli altri e quindi ho tutto il diritto di rispondere alle contumelei di invidiosi e stolti personaggi.
    Mi saluti caramente il mio amico Massimo del Mese.
    Il Socialista “Prigioniero Politico”

  3. Caro Massimo vedo che il mio commento nn è stato pubblicato ci sono dei problemi o altro ?

    • Per Carmelo C.-
      Sicuramente c’è un problema. non l’ho ricevuto.

  4. bravo admin,finalmente un pò di spazio per chi vuole condurre un dibattito franco e sereno….e basta con le autoproclamazioni,la propaganda,i progetti senza fondamenta…ora che il suo mito ha perso,spero che la lingua si sia un pò intorpidita.al sig.presutto!!!!

  5. AHAHAHAH….ADESSO ABBIAMO IL CANDIDATO SINDACO ,..SCADUTO ………AHAHAHAH .GRAZIE PER AVERTI PORTATO CON TE( ACQUISTI DELL’ULTIMA ORA) QUALKE COMPAGNO DI MERENDA….ANCH’ESSO SCADUTO………………….AHAHAHAHH

  6. X Admin, tutto apposto il problema era mio :-).
    Ti saluto con affetto e graziwe di tutto…

  7. Carmel è semp u cchiu bell.

  8. volevo chiedere al sig. Presutto quando ci sara’ questo convegno

  9. Ultime Notizie:
    MCD, Presutto J. e S., Mas Cariè, Angel Villan presto saranno tutti a destra alla corte del Re Cirielli.
    Senza gestire non sanno fare politica. Non sanno tirare la carretta e perciò rifondazione ha cacciato il Max.

  10. grazie Carmelove………
    Spero di incontrarti presto anche se nn capito chi 6.
    In ogni caso t.v.b. 🙂

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