Identikit per il Colle. Ecco il totopresidente

Ancora poche ore e Napolitano passa il testimone ed è toto-Quirinale: ecco i nomi.

Per Cuillo(AreaDem) il PD è attraversato da tensioni e inquietudini e “rivolgendosi” a Renzi: “c’è chi guarda al Colle e pensa a Primarie e Congressi”. Intanto girano 9 nomi del PD manca Fassina però; 7 del PDL; 5 del M5S; 2 di Scelta Civica; 1 per la Lega.

Poltrona-vuota-quirinale

Poltrona-vuota-quirinale

ROMA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo da AreaDEM, l’editoriale di Roberto Cuillo sulla importanza della scelta del Capo dello Stato nella imminenza della convocazione dei “grandi elettori” per il prossimo 18 aprile, ma non senza fare delle considerazioni politiche anche oltre l’editoriale stesso.

In generale è sempre difficile fare la scelta di un successore ai vertici di Istituzioni importanti, siano esse civili o religiose come nel caso del Presidente della Repubblica oggi del Papa ieri, quando questi hanno interpretato in maniera straordinaria il loro ruolo.

E’ stato difficile per il passato ed è difficile oggi, anche perché il momento è drammatico e non si vorrebbe che una carica importante come il Presidente della Repubblica andasse in mani che non rispondessero alla alla volontà degli italiani, consapevoli che dovrà affrontare momenti difficili: come affidare l’incarico di Governo; come guidare il Paese verso importanti riforme, specie quella elettorale e andare al voto per rimettere nei canali democratici il Paese; contemporaneamente sorvegliare sulle scelte del Governo; per indirizzare scelte che rispondano ai sentimenti generali del paese; per affrontare ed eliminando una volta per tutte i privilegi dei “Palazzi” e della “Casta” che ci gira intono; per la gestione degli affari correnti; per evitare che il Paese deragli e per dare fiducia ai mercati; per favorire la ripresa economica; per rassicurare gli italiani e allentare la pressione fiscale e favorire misure in aiuto delle famiglie.

toto quirinale

toto quirinale

Dopo l’equilibrio politico e la competenza istituzionale, oltre che la saggezza e l’esperienza di Giorgio Napolitano, veramente sarà difficile individuare una persona che racchiuda in se tutte queste qualità, e con i numeri che si sono tra i grandi elettori e le tentazioni che prende alcuni del PD, specie dell’area tardo-furba proveniente dal PCI-PDS-DS, di fare da soli, indipendentemente dai colloqui di “facciata” che Pierluigi Bersani ha avviato, è più che difficile, ma non è impossibile.

Silvio Berlusconi dal canto suo lo ha capito e da animale politico e “pirata” degli affari, è consapevole di non poter restare fuori dalla partita e tenta, con ogno mezzo, di “agguantare” il PD e Bersani, e cercare di ottenere se non proprio un suo uomo, qualcuno che non gli sia nemico e con il quale poter poi “inciuciare”. Questa condizione, cioè quello che sul Colle ci debba essere un “uomo” di un “altro”, fa venire i brividi e ci dice che bosogna fare tutto il possibile per evitarlo.

Beppe Grillo anche ha capito che la partita è importante e non può sfuggirgli di mano per evitare che tra una “gita” e l’altra con possa perderne il controllo dei suoi Parlamentari, e allora alza i toni dello scontro, si allontana da ogni dialogo, e a sua volta cerca di portare fuori dal Parlamento affidandosi al web, salvo poi ad annullarre le consultazioni, come hanno detto i maligni dopo l’attacco al sito degli hacker, perchè evidentemente non gradite, e ripeterle, in modo tale di giocare ed essere sempre protagonista, anziché i due suoi capigruppo-portavoce Crimi e Lombardi, dai quali ormai qualsiasi cosa esce dalla loro bocca non corrisponde mai a quello che pensa Grillo e sono costretti a rettificare, la seconda poi, farebbe meglio se tacesse. Il tutto facendo avvicinare i dialoganti Bersani-Berlusconi.

Con queste premesse chi andrà al colle? Dario Fo, Romano Prodi, Pietro Grasso, Gianni Letta, Gino Strada? Il toto-nomi impera su tutti gli organi di informazione. Il lavoro dei Saggi è finito e fra pochissimi giorni è finito anche il settennato di Napolitano che ha dichiarato: «La parola e le decisioni toccano alle forze politiche e starà al mio successore trarne le conclusioni». Sta per calare il sipario su di lui ma sicuramente non è la fine ma è solo il primo atto e chi verrà, dovrà necessariamente riprendere da quello che ci ha lasciato Napolitano.

Oltre al nome per il Quirinale, c’è anche quello per il Governo, ma questa è tutta un’altra cosa, che si affronterà dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. L’elenco è molto lungo, è totonomi, e tra i candidati di Pd, Pdl, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica e Lega, la rosa dei nomi è di oltre 20 pretendenti pronti ad ereditare il posto di Giorgio Napolitano. Ecco i 22 che sono stati messi in campo, salvo poi, nelle prossime ore ad aggiungercene altri:

Pd: Romano Prodi, Pietro Grasso, Giuseppe De Rita, Anna Finocchiaro, Emma Bonino, Luciano Violante, Franco Marini, Sergio Mattarella e Pier Luigi Castagnetti.

Movimento 5 Stelle: Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Dario Fo, Gino Strada.

Scelta Civica: Mario Monti, Pier Ferdinando Casini.

Lega nord: Giulio Tremonti.

Pdl: Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Renato Schifani, Antonio Martino, Lamberto Dini, Marcello Pera, Giuliano Amato.

In tutto questo, l’editoriale di Cuillo è generico e pieno di riferimenti politichesi, portando in se “messaggi” rivolti a quanti, Matteo Renzi in testa, evidentemente individuati “colpevoli” di pensare alle primarie e ai congressi, dimostrando per questo, se ce ne fosse ancora bisogno, come il PD e la sua classe dirigente, sia lontana dai suoi elettori e non abbia compreso le difficoltà del momento, oltre che non riesce a dare risposte adeguate ai tempi, inseguendo responsabilità altrui senza affrontare le proprie. Peccato.

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Identikit per il Colle, pensando all’Italia

12 Aprile 2013

L’editoriale di Roberto Cuillo

La settimana che si chiude e’ stata segnata dagli incontri del Segretario del Pd con i leader delle altre forze politiche per confrontarsi sulla prossima elezione del nuovo Capo dello Stato. Le Camere in seduta congiunta, insieme ai grandi elettori indicati dalle Regioni, cominceranno a votare il prossimo 18 aprile. E’ prevedibile quindi che saranno ancora molti i contatti, le riunioni, le consultazioni per ricercare il massimo consenso possibile sulla figura che dovrà succedere a Giorgio Napolitano.

Non possiamo sbagliare. Per tante ragioni la scelta del prossimo Presidente della Repubblica sarà determinante: nel breve periodo, per cercare di uscire dalla situazione di stallo e dare un governo al Paese; ma soprattutto nel medio periodo per guidare l’Italia in una stagione di ricostruzione.

Roberto-Cuillo

Roberto-Cuillo

La crisi economica e sociale e’ ancora durissima e i suoi effetti sulla tenuta delle famiglie e delle comunità saranno pesanti per molto tempo. La società italiana e’ disorientata, spaventata e insicura e la fiducia nelle istituzioni democratiche vacilla.

L’Europa e’ sempre più evidentemente al bivio: o recupera rapidamente la capacita’ di contrastare la crisi con politiche di crescita allentando la morsa dell’austerità di bilancio o si trovera’ a confrontarsi con un drammatico fallimento. Le ragioni per scegliere una figura autorevole e condivisa per il Quirinale sono qui, nella necessita’ e urgenza di dare un punto di riferimento al popolo italiano, dopo il settennato che Giorgio Napolitano ha saputo interpretare conquistandosi la fiducia della stragrande maggioranza dei nostri concittadini.

Il Pd sembra attraversato da tensioni e inquietudini che contrastano con il compito che gli elettori ci hanno affidato e con il mandato che la Direzione e i Gruppi parlamentari hanno assegnato al Segretario. Chi guardasse a questo passaggio – l‘elezione del Presidente della Repubblica – con gli occhiali delle dinamiche interne al Pd, magari pensando a primarie e congressi, dimostrerebbe di non aver chiara la posta in gioco. Alta, molto alta.

Roma, 12 aprile 2013

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Un “tecnico”,un Politico,un personaggio della “Società Civile”, o ancor di più,una FIGURA di GARANZIA che non appartenga alla CASTA,(quasi impossibile ritengo),di certo mettere d’accordo gli schieramenti (tot capita tot sententiae) mi sembra davvero impossibile,penso ad una forzatura improvvisa nata da accordi segreti dell’ultima ora,come possibilità risolutiva di qualche forza politica.
    Auspico che sia l’ultimo settennato di un tale profilo istituzionale,che nelle democrazie di oggi è inadeguato,sia per tempo,troppi sette anni,sia per poteri connessi,da notaio e di poca esecutività,e poi le modalità elettive,sembrano degne del Sacro Romano Impero,coi suoi Grandi Elettori!
    Che la parola dovesse passare al successore di Napolitano,per sbrigliare la matassa governativa, lo sapevano tutti da subito.
    Che un Presidente della Repubblica,in pieno “semestre bianco”, volesse condizionare gli sviluppi della politica italiana per gli anni futuri era apparso a tutti una decisione testarda di Giorgio Napolitano.
    Si sono persi quasi due mesi di tempo perché un signore quasi 90enne è voluto rimanere al Quirinale “fino all’ultimo giorno”. Perché ?
    Facile,ritengo:gli interessi di partito sono superiori agli interessi della Nazione e così si continua a scambiare favori o evadere dalle responsabilità.
    Mi chiedo perché dobbiamo ancora votare, se poi gli eletti non fanno il loro dovere?
    Gli eletti prendono un lauto emolumento ( per i Stelle,,il decurtamento è passato da 12ml a 2.500 in campagna elettorale,per poi impennarsi 6mila €,si son resi conto che fronteggiano a molte “spese”) indipendentemente dalla”produttività” Camerale.
    Ma PICCOLA PROVOCAZIONE se la rimunerazione, la prendessero solo a governo fatto o ad ogni legge promulgata sicuramente si avrebbe già il Governo e il Parlamento potrebbe conseguentemente legiferare.

  2. RE GIORGIO CHIUDE FINALMENTE E NEL PEGGIORE DEI MODI IL SUO SETTENNATO CON LA FARSA DEI SAVI SCOPRITORI DEL NULLA,I COSIDDETTI “SAGGI” E PASSA LA PATATA BOLLENTE AL SUCCESSORE.
    DAL 18 SI COMINCIA A VOTARE IL PROSSIMO MONARCA DELLA STORIA REPUBBLICANA E I PARTITI SONO SEMPRE PIÙ IN FIBRILLAZIONE
    DOPO AVERCI RACCONTATO PER ANNI CHE NON CI SONO PIÙ LE VECCHIE IDEOLOGIE, RESTANO ETICHETTE TIPO “CATTOLICO IN POLITICA”, “DI SINISTRA/DESTRA(moderata o estrema)”, “CENTRISTA (laica o cattolica)” UNA forma mentis DIFFICILE DA ARCHIVIARE.
    OVVIAMENTE CI SARÀ ANCHE IL CANDIDATO CHE PIACE AI MASSONI E ALL’ALTA FINANZA,FORSE L’UNICO CHE HA QUALCHE POSSIBILITA’, SE NON TUTTE, DI SALIRE AL COLLE, MA QUELLO ANCORA LO TENGONO CELATO
    INTANTO RAGGIUNGE IL SUO ACME L’AVVENTURA PARADOSSALE DI UN “SENZA DOMANI” BERSANI, L’UOMO CHE NON RIUSCENDO A FORMARE UN GOVERNO SI È MESSO A ELEMOSINARE IL FUTURO INQUILINO DEL COLLE PIU’ ALTO,DIMENTICO CHE NEL MENTRE, IL SUO PARTITO E’ UN GINEPRAIO DI VELENI:
    LA CORSA ANTICIPATA ALLA SUA POLTRONA DI SEGRETARIO,IL BUON PIERLUIGI RISCHIA DI CENTRARE TRE SCONFITTE IN UN COLPO SOLO,IL POLITICO CHE SI E’ MANGIATO UN VANTAGGIO DI 15 PUNTI %,CON LA SUA SPOCCHIA RADICAL CHIC, RIFIUTANDO APPARENTAMENTI,PRIMA CON M5S POI CON INGROIA,UMILIATO DA GRILLO,SBALLOTTATO DA RENZI,AVRA’ UN PRESD. DELLA REP. AMICO?

  3. Al di là di tutti i chiacchiericci sul totonomi, questi sono i 10 candidati proposti dai cittadini italiani registrati sul portale del MoVimento Cinque Stelle alla data del 31/12/2012 (e c’è anche quello votato dal sottoscritto):
    http://www.beppegrillo.it/2013/04/i_10_nomi_per_i/index.html

    Lunedì i medesimi iscritti potranno votare la preferenza tra questi 10 nomi. Il nome più votato sarà il nome proposto dai parlamentari 5 stelle. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un gruppo parlamentare che rappresenta un quarto del Paese porta in Parlamento una proposta di Presidente della Repubblica votata direttamente dai cittadini. Il secondo esperimento di democrazia diretta mai tenuto in Italia (il primo furono le Parlamentarie). Gli altri partiti si accodino, se ne hanno il coraggio.

  4. chiunque sarà speriamo in una persona capace e forte,x quanto riguarda le quirinarie balzane di Grillo,una ennesima dimostrazione dell’Utopia di Grillo,che da un lato comanda dall’alto della villa in toscana e poi inscena questa farsa sul web,hackerato pure,se è vero,forse un esito scomodo ed disatteso.
    Forse si è reso conto che dai malumori interni al M5S se Mortadella andava al quirinale,o comunque veniva proposto M5S spariva e rimanevano sul serio 4 gatti.
    Ricordiamoci che Grillo ha radunato un’ammasso di NoTav,centri sociali,delusi da destra e sinistra che credevano in u cambiamento.Alle prossime elezioni?Grillo sotto il 10%.
    p.s. Se nei punti del programma si propone un referendum per uscire dall’Euro e si propone Prodi la Colle, alcuni che hanno votato, non ci stanno con la testa!

  5. Dopo napolitano mi riesce difficile pensare a uno più pessimo di lui al Quirinale, forse(e sottolineo forse) solo berlusconi…e non me ne frega niente che più pessimo non si può dire!!!

  6. ULTIMISSIME NEWS DALLA CASTA:
    SEMBRA SIA IN ARRIVO UN NEO “PORCELLUM” by CALDEROLI ROBERTO,DOVREBBE RISOLVERE LA FACCENDA DEGLI INCOMPATIBILI ( che non si può giustificare, perdonare; che non si concilia con altra cosa)
    ERGO:TUTTI COLORO, DEPUTATI E SENATORI, I QUALI CONTINUANO A FAR FINTA DI NULLA ED A MANTENERE LO “SCRANNO” SU DUE O PIÙ POLTRONE,NELLO STIVALE.
    MARIO MAURO, SENATORE DELLA “FU” “SCELTA CIVICA” E DEPUTATO A BRUXELLES E L’EX “PRETINO” GABRIELE ALBERTINI, IN ASSONANZA SENATORE DEL LODEN MONTI E DEPUTATO “CONTINENTALE” CON BENEFITS E EMOLUMENTI DI VARIE species,
    PECCATO CHE ESISTA IL DETTAME DELL’ART. 122, II QUALE REDARGUISCE: ” NESSUNO PUÒ APPARTENERE CONTEMPORANEAMENTE A UN CONSIGLIO O A UNA GIUNTA REGIONALE E AD UNA DELLE CAMERE DEL PARLAMENTO, AD UN ALTRO CONSIGLIO O AD ALTRA GIUNTA REGIONALE, OVVERO AL PARLAMENTO EUROPEO”..MA LA COSTITUZIONE SEMBRA UN RISORGIMENTALE ORPELLO,BUONO PER OGNI OCCASIONE MEDIATICA,MA NEI facta concludentia…INESISTENTE!

  7. Tranquillo marco naponiello, dopo le ultime elezioni la costituzione è tornata di nuovo di moda e visto l’andazzo (il canto del cigno) a cui stiamo assistendo, dalle prossime elezioni sarà addirittura di gran moda.Loro,così occupati a fare l’unica cosa che sanno fare bene(arraff arraff e magna magna) non se ne sono ancora accorti ma la pacchia ormai è finita.
    Non volermene, ma certo che se dipendesse solo da te i cuochi della casta la costituzione continuerebbero tranquillamente a cucinarla come piace a loro,a noi solo e sempre l’ingrato compito di continuare a ingoiare rospi.

  8. I grillini propongono Milena Gabanelli e Grillo dichiara che una convergenza alla luce del sole di Bersani su questo nome potrebbe essere alla base di una futura collaborazione con il PD per mettere mano ai “cambiamenti” che gli italiani implorano da tempo( messa al bando del finanziamento pubblico ai partiti,legge elettorale che restituisca la democrazia a questo paese,legge sul conflitto di interesse ecc. ecc.) che la casta di sinistra dice di volere…a chiacchiere.
    Nel frattempo insieme a Berlusconi cercano un candidato “condiviso” per il Colle e dalle “consultazioni” sembra emergere un nome: Giuliano Amato.
    Se questo è il cambiamento e il nuovo che avanza “no comment” per carità di patria.

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