L’associazione Comunità “Storia & Futuro” e “Le (in) Opportunità di quel PUC”

L’associazione Comunità “Storia & Futuro” sul Piano Urbanistico Comunale e “Le (in) Opportunità di quel PUC”.

Pietro Ciotti: Un PUC, che poco unisce,  privo di uno scenario di sviluppo compatibile e sostenibile, lontano dalla necessità  di realizzare identità per  Battipaglia e per i Battipagliesi.

Pietro-Ciotti

Pietro-Ciotti

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

BATTIPAGLIA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento sul PUC (Piano Urbanistico Comunale), dal Presidente dell’Associazione Comunità “Storia e Futuro” Pietro Ciotti, il quale non ha voluto far mancare il suo contributo al dibattito che si è aperto su POLITICAdeMENTE sulla Pianificazione Urbanistica di Battipaglia. Dibattito che ha già raccolto gli interventi dei: Verdi Ecologisti; Dell’Associazione Civica Mente; del Movimento 5 Stelle; dell’Architetto Brunello Di Cunzolo; del Consigliere regionale ed ex Sindaco di Battipaglia Fernando Zara; del Segretario cittadino del PD Luca Lascaleia; dell’esponente politico Michele Pietrasanta, candidato al Senato alle ultime elezioni politiche per il Movimento 5 Stelle; dell’Architetto Nicola Vitolo dell’Associazione Politica “A717 Battipaglia & Oltre“; tutti interventi pertinenti e puntuali e per questo interessanti nelle loro diversità, e tutti a vario titolo hanno cercano di dare il proprio contributo in modo da poter giungere, dopo un dibattito anche serrato e semmai controverso, alla migliore delle soluzioni.

Pietro Ciotti, pur non essendo un urbanista, dall’alto della sua esperienza politica vissuta ai massimi livelli provinciali e regionali nel Sindacato CISL, prendendo spunto da alcune semplicissime considerazioni tecniche, ha affrontato politicamente il tema della Pianificazione Urbanistica di Battipaglia, tra l’altro, molto dibattuto negli ultimi 40 anni, e precisamente dall’approvazione del PRG Fuccella ad oggi, tra l’altro molto usato e molto stiracchiato nelle sue interpretaazioni stravolgendone gli indirizzi e le finalità, che poi ci hanno consegnato una Città costruita che rispondeva solo agli interessi di chi aveva realizzato migliaia e migliaia di alloggi e non a quella parte pubblica, di cui tanto ne aveva e tanto, ancora oggi, se ne ha bisogno e per questo si dovrebbe partire più che dalla impostazione privatistica tout court da quella sociale e di interesse generale, per restituire oggi ai battipagliesi quello che si maltolto nel corso degli ultimi 40 anni.

E il Presidente della neonata Associazione politica Comunità “Storia e Futuro” Pietro Ciotti, ha messo quel tasello giusto che mancava al Puzle del Piano Urbanistico Comunale, e ha inserito nel dibattito quella che è la visione “romantica” ma fatta di principi politicamente accettabili, di quello che dovrebbe esere uno Strumento Urbanistico, lasciando alla Politica gli indirizzi generali e ai tecnici la traduzione degli stessi.

Val la la pena ricordare che quella prerogativa che spetta alla politica, per la Città di Battipaglia, al momento è sospesa a seguito dell’arresto del Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro, che ha portato prima allo scioglimento del Consiglio Comunale e poi al Commissariamento dello stesso, con la grave accusa della infiltrazione camorristica, tanto che si è reso necessario anche nominare una Commissione di Accesso agli atti, che ne stabilisse con precisone i vari ed eventuali collegamenti tra funzionari, amministratori, politici e imprese con la Camorra, nel momento in cui si individua una continuità sconcertante tra le scelte effettuate dalla Commissione Urbanistica Comunale e quelle che il Commissario prefettizio si accinge ad approvare, così come la continuità che si è evidenziato nelle collaborazioni tutte strettamente collegate e collegabili a scelte dell’ex Sindaco Giovanni Santomauro, si ha netta l’impressione che non è affatto peregrina che nell’approvare il PUC di cui alla risoluzione della Commissione preposta si approvi uno strumento che va nella continuità politica dell’Amministrazione Santomauro, e per questo rivolta si alla politica, ma a quella del passato e che è stata messa all’angolo con l’aggravante di essere ancora sotto osservazione, poiché sono ancora in corso le indagini.

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“Le (in) Opportunità di quel PUC”

di Pietro Ciotti
Presidente Associazione Comunità “Storia e Futuro”

Dopo decenni di interventi a sprazzi e varianti più o meno obbligate, l’opportunità, non colta, per riordinare riqualificare  urbanisticamente Battipaglia e per puntare alle vere potenzialità di sviluppo per la Città e per il Territorio.

Quel PUC in via di approvazione da parte del Commissario Straordinario, frutto di un lavoro, certamente da rispettare, per l’impiego di energie preziose per la Città, con lo sguardo rivolto al passato e alle modalità con cui si determinava l’attuale disordine urbano di Battipaglia, non convince.

Pensiamo che la nostra Comunità meriti qualcosa di diverso, di diversamente rispettevole, per le persone che lo animano, per l’obbligo che abbiamo di fronte alle giovani generazioni battipagliesi, di garantire loro una speranza di futuro nella loro terra. Di garantire a questa Comunità di vivere in una dimensione urbana civile e moderna, dove il rispetto per le persone attraversi ogni momento della giornata, ogni segmento dell’età, dall’infanzia fino a quella della terza età. Dove ogni attenzione dovrebbe essere mossa per cercare risposte al grande male dei nostri tempi, quell’assenza di lavoro che sta negando il futuro a tantissimi giovani, a tanti altri costretti a cercarselo lontano dalla nostra città, in un viatico che sta impoverendo la nostra comunità nelle sue migliori energie, una comunità che si sta negando il proprio futuro.

Il decremento della crescita demografica negli ultimi anni è l’emblema della crisi in cui Battipaglia è immersa, il pantano da cui uscire. Giovani in fuga, caduta dei livelli occupazionali (grandi e piccole dismissioni industriali), la più alta tassazione locale del territorio, una mobilità urbana temporalmente e ambientalmente paradossale, il fiume e il nostro mare ridotti a cloache, la scarsa cura dei beni pubblici (strutture pubbliche, spazi verdi, luoghi di cultura e di socializzazione) abbandonati, scarsamente fruibili e/o del tutto inesistenti rispetto ai bisogni e alle dimensioni della Città.

E’ fuga dalla Città. Pensavamo che il PUC potesse raffigurare uno scenario anche in un arco temporale di breve, medio e lungo periodo, in cui la città, diventasse città, assumesse la sua compattezza, la sua definizione urbana e all’interno della stessa individuare i bisogni reali della comunità, i servizi primari, una mobilità efficiente, parcheggi sufficienti, attenzione al sociale e alle esigenze abitative vere dei battipagliesi. Una vivibilità urbana, che guardasse alla reti del sistema extra urbano, alle grandi vie della mobilità, delle merci e delle persone, per consolidare l’attuale apparato produttivo, frenare ogni possibile fuga e attrarre nuovi investimenti, nuove imprese capaci di elevare il potenziale produttivo, economico, delle attività in essere, a partire dalla maggiore risorsa territoriale legata alla filiera agroalimentare.

Quel PUC che non coglie il potenziale economico produttivo del territorio e non traguarda i reali bisogni delle persone, si nega quelle opportunità di crescita e di sviluppo che possono appartenere a tutti e non riservate a pochi.

Quel PUC, con l’impegno delle persone di buona volontà, andrebbe ripensato ristrutturato reso compatibile con il territorio e con le vere attese dei battipagliesi.

Battipaglia, 24 ottobre 2013

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2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Sono usciti i “revenants” dalle tombe!

  2. I Sindacati nell’attuale momento storico possono ben poco,se sono onesti intellettualmente e praticamente,il Capitale turbo globalizzato è un reale Leviatano insoddisfabile. I poteri forti dell’alta finanza mirano innanzitutto alla nostra riserva aurea: alla quale punteranno “se non molto presto, abbastanza presto”– ma anche AI BENI PUBBLICI ITALIANI: ad iniziare dalle percentuali di proprietà delle aziende che lo stato possiede ancora, fino al patrimonio immobiliare che l’Italia sarà COSTRETTA A SVENDERE,per ripianare il debito pubblico. Nel frattempo, il Governo s varerà – altre leggi che favoriscono tutti i poteri forti citati in precedenza, da quelli economico-bancari alle multinazionali, proprietari della grande impresa commerciale, facendo chiudere i negozi dei cittadini, grazie alla stretta fiscale e al calo dei consumi, che saranno soppiantati da centri commerciali.
    Si venderà la nostra sovranità e i nostri beni, con un occhio di riguardo per le caste: questo perché avere i potenti contro potrebbe nuocere al loro disegno, Avere contro loro, non sarebbe stato semplice come avere contro gli operai della FIOM che si sono visti eliminare l’articolo 18… ci farà aderire alla fregatura colossale rappresentata dal MES, che è una DITTATURA ECONOMICA spacciata per fondo di stabilità – le manovre finanziare “salva Italia” in realtà, sono servite esclusivamente a rastrellare i soldi necessari per aderirvi.

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