ASL & Veleni: Lettera aperta del primario Colasante al “Massone” Squillante

Colasante al Corriere del Mezzogiorno “elevando” il giudizio:Contro di me provvedimento ingiusto. Così solo Togliatti e la Massoneria”, e scrive al DG Squillante.

Togliatti e la Massoneria sono cose serie, figuriamoci se si possono accostare ai dirigenti dell’ASL, ogni imitazione rasenta il ridicolo. Il verde della “segnatura” è solo una chicca per dare un colore e accettabilità a quei “dolci veleni”.

Ospedale-di-Eboli-Giuliano-Colasante-Antonio-Squillante

Ospedale-di-Eboli-Giuliano-Colasante-Antonio-Squillante

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Nei giorni scorsi la brava giornalista Rosa Coppola, nella pagina salernitana del Corriere del Mezzogiorno allegato al Corriere della Sera, pubblicava l’articolo “Sospensione ingiusta e firmata col verde. E il primario denuncia il dg Squillante“, riportando alcune dichiarazioni del Dottor Giuliano Colasante Direttore della S.C. di Anestesia e Rianimazione del P.O. di Eboli sospeso per 30 giorni ad un mese dalla pensione e dopo 40 anni di onorato servizio. L’articolo portava alla luce e su un quotidiano prestigioso, la brutta storia che riguarda nello specifico il bravo Colasante, e più in generale la Sanità in provincia di Salerno e la Riorganizzazione dei Presidi Ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide, della così detta Valle del Sele che sarebbero dovuti confluire nel famoso Ospedale Unico della Valle del Sele, per il quale in un primo momento furono stanziati 300 milioni di euro per la sua realizzazione, e poi abilmente deviati per finanziare l’Ospedale Unico del Mare a Napoli., invece che l’Ospedale Unico.

Ospedale di Eboli.

Ospedale di Eboli.

Un articolo quello della Coppola che riprende i tantissimi articoli che POLITICAdeMENTE ha scitto in questi ultimi mesi che denunciavano le varie situazioni impossibili legate alla gestione della Sanità in provincia e sul nostro territorio, di quì tutte le vicende che hanno portato all’esasperazione, perché il DG dell’ASL Salerno Antonio Squillante ha evitato sistematicamente il confronto con i Sindacati e con il mondo politico, inoltrandosi in un pericoloso assolutismo circondato da uomini a cui ha dispensato incarichi per nulla contemplati dalle leggi, come è avvenuto: Sia per quello di Rocco Calabrese, Direttore Sanitario del P.O. di Battipaglia e successivamente anche di Eboli; sia per il dottor Pietro Spinelli, Commissario al Personale, tra l’altro interessato vivendo una situazione palese di conflitto di interesse, incompetente e senza nessuna specifica conoscenza in materia di risorse umane e quelle riguardanti l’organizzazione di una struttura complessa come un Ospedale, il quale a sua volta addirittura, si è inoltrato pericolosamente nella gestione delle singole organizzazioni delle Unità Operative, causando disservizi e contrazioni di servizi ma mettendo in pericolo le stesse prestazioni, come facevano rilevare nelle loro osservazioni alcuni Primari, ivi compreso il Dottor Giuliano Colasante, poi ingiustamente sospeso ad un mese dal suo collocamento in pensione. La sospensione di Colasante si basava su di un presupposto che deliberatamente non teneva conto di una comunicazione che lo stesso aveva inviato ed opportunamente protocollato, e per la quale egli, difendendo le sue prerogative, ha prodotto anche querela, trasferendo così le competenze dalla sfera amministrativa a quella penale.

Stefano-Caldoro

Stefano-Caldoro

La storia, naturalmente, sta prendendo una brutta piega, anche perché pare, che la sospensione dal servizio, del bravo primario di anestesia e rianimaione dell’Ospedale di Eboli Colasante, scavando, scavando, sia più legata ad una “vendetta” e una “punizione”, riconducibile all’attività professionale dello stesso che pare sia stato incaricato dalla Procura a svolgere una perizia professionale presso l’Ospedale di Battipaglia che coinvolgerebbe alcuni medici tra i quali si dice anche dello stesso Spinelli, piuttosto che alla “disubbidienza“, osservando il codice ippocratico, rispetto agli ordini scellerati e illegali che gli propinavano. Una posizione che sicuramente arriverà ad un chiarimento proprio grazie alla querela che Colasante ha presentato a sua difesa. Se questo dovesse rispondere a verità sarebbe di una gravità inaudita.

Tornando all’articolo del Corriere del Mezzogiorno, che si allega a pié di pagina, sicuramente ha consentito di aprire un “Focus” su tutte queste brutte storie, denunciate anche dall’ex Sindaco di Battipaglia e Consigliere Regionale Fernando Zara, il quale a sua volta protestando per la chiusura delle sale operatorie dell’ospedale di Battipaglia, aveva ipotizzato ben altro, che con la spending review non aveva niente a che fare, e alle dichiarazioni di Colasante raccolte dall’articolista, verso la quale si spera non arrivi nessun tipo di pressione, emerge più che mai una gestione della Sanità dispotica, confusionaria, legata ad aspetti e vicende che seguono più i vissuti personali e politici che aspetti tecnici volti al buon funzionamento della sanità, e il Rapporto sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) del Ministero della Salute ce lo confermano ampiamente, poiché la Regione Campania in materia di Sanità è fanalino di coda, quindi sonoramente bocciata e “avvisata” poiché non avrebbe centrato quasi nessuno degli obiettivi prefissati sebbene indicati come “volontà”, in particolare, si evidenziano ancora criticità e ritardi relativamente, tra l’altro, all’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, all’assistenza per malati terminali, all’assistenza domiciliare e residenziale per anziani e disabili, alla riabilitazione, all’attività trasfusionale, ai percorsi diagnostico-terapeutici e al percorso nascita., quest’ultimo proprio quello che si contesta riguardo alla chiusura e al trasferimento dei Reparti di ostericia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia, tra l’altro in locali inadeguati per spazi e attrezzature e con le Sale Operatorie chiuse dal 15 giugno al 15 settembre.

Ma indipendetemente dalle notazioni negative del rapporto LEA nei confronti del Piano Sanitario Regionale della Campania, basterebbe solo un dato perché si indichi come siano state perseguite le politiche sanitarie che non rispondono affatto a criteri di obiettività, perché il Piano Sanitario di Stefano Caldoro andrebbe bocciato e rivisto in toto.

Caldoro-Squillante

Caldoro-Squillante

Infatti il Rapporto (Per approfondire: Verifica rapporto Lea 2012.) indica, per stessa ammissione dei suoi redattori, che in Campania dalla Base dei Dati nazionale risulta che, a gennaio 2013, la Regione Campania ha una dotazione di 18.478 posti letto, pari a 3,20 posti letto per 1.000 abitanti, di cui 2,91 per pazienti acuti (16.762 posti letto) e 0,30 per riabilitazione e lungodegenza (1.713 posti letto), mentre per la nostra area di riferimento di cui agli Ospedali di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Oliveto Citra, il rapporto Posti letto per 1000 abitanti è di 1,20, decucendo che per raggiungere una media regionale di 3,20, in altre aree vedi napoletano-casertano, questo rapporto arriverebbe anche a circa 5,00 posti letto per  1000 abitanti, evidenziando lo “strabismo sanitario” dei suoi redattori.

Ma ritornando alla vicenda della sospensione del Primario di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Eboli e all’articolo della giornalista Rosa Coppola, si coglie l’occasione per pubblicare quì di seguito una lettera che il Dottor Giuliano Colasante ha indirizzato, scegliendo di renderla pubblica e quindi “aperta”, al Direttore Generale dell’ASL Salerno Antonio Squillante, usando una particolare ironia, che è congeniale solo a chi ha un bagaglio culturale adeguato ai riferimenti che vi  sono riportati. E’ ovvio che il buon Colasante scrive questa lettera solo oggi per osservare fino in fondo la direttiva che impedisce ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni utilizzando il seguente letterale tenore:

Egregio Dottor Squillante, –

Ella, con leggiadro inchiostro verde, ha estesamente e obliquamente firmato il mio “rinvio a giudizio” con condanna alla pena preventiva di giorni 30, inaudita altera parte, con contestuale trasmissione dell’accusa, meglio, della sentenza, agli organi di stampa, autentica gogna senza appello per via dell’obbedienza alle direttive che mi impediscono dichiarazioni ai media.”

 inchiostro-verde-Firma-Squillante

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Qui Le segnalo, come forse altri non ha saputo fare, che la firma con inchiostro verde è, o era, prerogativa del “migliore”, alias Palmiro Togliatti, e ancora di più della peggiore massoneria: “La massoneria è un giorno incontrare una persona dei servizi segreti che ti dice che la Rosa Rossa firma le sue condanne a morte mandando lettere firmate con inchiostro verde …” , Paolo Franceschetti, “Sistema massonico e ordine della Rosa Rossa”, fatti e personaggi, questi, ça va sans dire, lontani mille  miglia dal nostro Direttore Generale.

Così, ho dovuto attendere circa venti giorni e vari solleciti per ottenere le carte “processuali” che l’ASL Sa ha collezionato a mio carico.

Così, ho scoperto che la (metaforica?) accusa di “manifesta incapacità” che uno scrivano zelante, ma probabilmente troppo anziano per coglierne il lato ossimorico, mi ha gentilmente rivolto, si basa sull’omissione da parte dell’Asl Sa, certamente involontaria, certamente accidentale!, del documento principe, la disposizione del Direttore Sanitario Rocco Maria Calabrese che, preso atto della gravità di quanto segnalavo, disponeva, in data 3 aprile, in perfetta sintonia con lo scrivente, di affrontare “le urgenze e le emergenze” e non le sedute ordinarie. Egli, “Rocco Maria“, disponeva, e non io. Egli è dunque “manifestamente incapace”? Ma il documento agli atti non c’è, non viene citato, e pertanto, kafkianamente, si dichiara con la sua negazione la sua non esistenza. Peccato sia regolarmente protocollato. Peccato io lo abbia presentato agli allibiti membri della commissione di disciplina. Peccato che io non abbia fatto altro, quindi, che obbedire al Direttore Sanitario.

Così, ho dato incarico al mio legale di presentare le opportune difese, sperando che il Dottor Squillante voglia dare seguito a quanto dichiarato, e cioè “portare le carte alla magistratura”, per consentirmi, con la lealtà che lo contraddistingue, di difendermi paritariamente.

Così, infine, (e con questo pongo fine all’anafora) oso nutrire la speranza che i giornali salernitani, in fin della vicenda, abbiano il pudore di pubblicare la verità dei fatti.

Ho agito, nei giorni 3 e 4 aprile 2014, e lo rifarei interamente,  con l’onestà morale e professionale di sempre, e cioè di oltre quarantuno anni di medico chirurgo anestesista rianimatore e venti di primario.

Ho agito nel rispetto delle leggi, della deontologia e, non ultime, delle preoccupate raccomandazioni espresse con nota scritta a tutti i Direttori Sanitari dal mio Presidente dell’Ordine dei Medici Dottor Bruno Ravera solo pochi giorni prima.

I migliori saluti

Dott. A. Giuliano Colasante
Direttore della S.C. di Anestesia e Rianimazione del P.O. di Eboli

Il dottor Colasante “elevando” il giudizio ritiene a giusta ragione che contro di lui vi sia stato un provvedimento ingiusto, e prendendo spunto dalla firma apposta con l’inchiostro verde, facendo ricorso al sarcasmo, paragona il provvedimento “punitivo” che lo ha riguardato, a quelli che prendeva Togliatti e la Massoneria, che appunto usavano inchiostri diversi per “impartire” ordini che poi venivano eseguiti, senza che essi potessero essere attribuiti a nessuno poiché mai profferiti verbalmente.

Palmiro Togliatti

Palmiro Togliatti

E’ forse il caso di ricordare al dottor Colasante che sia Palmiro Togliatti che la Massoneria, indipendentemente dalla condivisione o meno di pensieri e delle organizzazioni a cui appartengono, sono cose serie, figuriamoci se si possono accostare ai dirigenti dell’ASL, e a quello che accade nell’Azienda sanitaria salernitana. Il verde della “segnatura” è solo una chicca e niente altro, un modo che vorrebbe essere “esclusivo“, sebbene poi il verde, nell’immaginario collettivo si richiama alla speranza, da corpo a decisioni punitive, come quella a carico di Colasante, e magari conferisce accettabilità a quei “dolci veleni”, per usare un altro ossimoro, in maniera colorata. Colasante usa il sarcasmo perché evidentemente sa che ogni riferimento a Togliatti e alla Massoneria è inopportuno, e conseguentemente ogni imitazione rasenta il ridicolo e se il ridicolo uccidesse, oggettivamente sarebbero tutti morti: Squillante, Calabrese, Spinelli.

simbolo massonico

simbolo massonico

Ma nessuno di noi vorrebbe che morisse qualcuno, vorremmo al contrario che la Sanità venisse gestita in maniera coerente con le aspettative che i cittadini aspirano e che gli Ospedali funzionino, e che i servizi non siano indirizzati alle convenienza ma al soddisfacimento della domanda di salute, vorremmo che un paziente non venga misurato economicamente in base alle prestazioni che deve ricevere, ma in base alle cure necessarie indipendentemente dalle spese che si affrontano, facendo naturalmente attenzione agli sprechi, che non si combattono riducendo le prestazioni, accorpando, chiudendo e trasferendo reparti o addirittura chiudendo gli Ospedali, ma evitando vi siano sacche di privilegi come quelle delle prestazioni aggiuntive in ALPI del personale Medico, consentendo di spendere cifre iperboliche e fuori controllo come i 22 milioni di euro spesi solo nell’anno 2012 nell’ASL Salerno e gli oltre 100 milioni di euro spesi nell’intera Regione, e magari fare attenzione che una siringa non costi 3 euro a fronte dei 30 centesimi comperata in Farmacia.

Tornando alla vicenda del dottor Colasante, alla penna con l’inchiostro verde, al provvedimento di sospensione, a Togliatti e alla Massoneria e a tutto il resto ivi compreso il sarcasmo utilizzato per descrivere una vicenda, volendo proseguire nello stile Squillante, Calabrese e Spinelli, sono più che fortunati che nel nostro Sud non ci sono più le truppe piemontesi e che fortunatamente sono state smantellate tutte le teorie di Cesare Lombroso, passate per “volere politico”, simile alla penna con l’inchiostro verde, per studi e per risoluzioni scientifiche. Meno male. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze, per colpa del Lombroso e della propaganda piemontese che non ha fatto altro che screditare il mezzogiorno e i meridionali, facendoli passare per delinquenti o per gente sottosviluppata e poco incline al lavoro e quindi inferiore.

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Meno male che Lombroso non è vissuto ai giorni nostri, altrimenti non ci sarebbe stato scampo per molti di noi meridionali e magari per il Direttore sanitario Rocco Calabrese, o il Commissario per il personale Pietro Spinelli, o il Direttore Generale dell’ASL Antonio squillante, ebbene ne avremmo visto delle belle, avremmo scoperto: esaminando i loro teschi sezionati e con la calotta cranica poco sviluppata, le loro imperfezioni fisiche relative ai caratteri somatici, naso schiacciato, sopracciglie folte e unite, fronte bassa, orecchie grandi, imperfezioni sul viso e quant’altro, avremmo avuto le prove inconfutabili e schiaccianti di avere un Direttore Sanitario, un Commissario al personale e un Direttore Generale, delinquenti nati.

Non ci sarebbe stata via di scampo per loro, secondo la teoria dell’uomo delinquente, delle quattro categorie di criminali individuate dal Lombroso, i primi due sarebbero annoverati ai criminali nati, caratterizzati dalle loro peculiarità anatomiche, fisiologiche e psicologiche riferibili a quella categoria; il Direttore generale invece, per le sue caratteristiche apparterrebbe ai “pazzi morali“, ai “mattoidi“, sempre secondo le teorie del Lombroso, che egli definisce come individui alienati che passano per geni, che si improvvisano politici seduttori, venditori di fumo, ammalianti predicatori, che sfoggiano narcisismo e che sono animati da una esagerata laboriosità, oltre che praticare il culto della propria personalità.

Insomma a tutti noi, sarcasmo a parte, non interessa il mondo della punizione sia esso di matrice comunista, massonica o che si richiami a Lombroso e ai piemontesi, e non ci interessano nemmeno quelle che in nome di certe “fratellanze” vorrebbero assoggettare uomini e cose a volontà per nulla confacenti a principi morali e solidali che al contrario devono necessariamente essere coltivati e per questo auguriamo lunga vita a tutti i protagonisti di questa vicenda ma nello stesso tempo ciaugureremo lascino quanto prima è possibile la Sanità e trovino altro da fare piuttosto che smantellarci quelle strutture che sonos costate tempo, soldi e sacrifici.

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Articolo del Corriere del Mezzogiorno

Sospensione ingiusta e firmata col verde E il primario denuncia il dg Squillante

Il dottor Colasante: così solo Togliatti e la massoneria

Sospeso e avvisato con firma in verde Eboli, il primario: sono atti da massoni

Il dottor Colasante: contro di me provvedimento ingiusto del dg Squillante. Parte un esposto in procura

SALERNO – L’Asl Salerno firma una sospensione cautelativa dal servizio in danno di un primario ospedaliero di Eboli, accusato di aver «disposto in modo arbitrario la interruzione di alcune sale operatorie». Poi si scopre che il professionista era stato autorizzato con una nota della direzione generale del nosocomio e mai inviata ai vertici dell’Azienda sanitaria locale. Il medico colpito dal provvedimento di sospensione si rivolge allora alla Procura della Repubblica per denunciare il «caso» e lo fa ironizzando sull’inchiostro utilizzato dal management dell’Asl per un atto ufficiale: il colore era verde.

«FIRMA LEGGIADRA» – Il primario ha dato mandato al suo avvocato per presentare un esposto denuncia in procura contro quel provvedimento di sospensione. Il dottor Aniello Colasante, dal primo luglio scorso ex primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale ebolitano, lo definisce un «rinvio a giudizio firmato, con leggiadro inchiostro verde, in modo esteso e obliquo con condanna preventiva a 30 giorni». Così, il professionista si arma di atti ufficiali e ironia. I primi gli servono per dimostrare la sua innocenza.

inchiostro-verde-Firma-Squillante.

inchiostro-verde-Firma-Squillante.

LA SUA DIFESA – «Il tre aprile scorso ho scritto ufficialmente al direttore sanitario Calabrese per chiedergli chiarimenti urgenti sulle improvvise modifiche apportate al turno di servizio degli infermieri addetti alle sale operatorie, firmate dall’allora commissario Spinelli, ma non dal direttore sanitario – scrive Colasante -. Questi, rispondendomi con atto protocollato, autorizza le attività chirurgiche in emergenza-urgenza. Il giorno 8 il Dg dell’Asl Squillante invia nota con la quale ravvisa gravi inadempimenti e firma la mia sospensione. Dinanzi alla commissione disciplinare mostro l’autorizzazione del direttore con la quale mi scagiono», racconta il dottor Cosalante. Che aggiunge: «La nota di Squillante, atto ufficiale, è firmato con penna dall’inchiostro verde prerogativa del ‘migliore’, alias Palmiro Togliatti, ma ancora della peggiore massoneria. Fatti e personaggi lontani mille miglia dal nostro Dg che ha dichiarato di voler mandare tutte le carte alla magistratura. Mi auguro lo faccia anche ora, alla luce di queste novità. Io con il mio avvocato vado avanti». L’ospedale di Eboli resta al centro di un vivace dibattito con provvedimenti che hanno precedentemente raggiunto altri medici e risultano ancora in corso. Non sono escluse novità.

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Salerno, 9 luglio 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Siamo caduti veramente in una situazione kafkiana-ridolini tutta da ridere, se non fosse che la Sanità è un settore fondamentale per la salute dei cittadini.
    Quest’ultima chicca così brillantemente descritta dal dott. Colasante evidenzia, ancora una volta, l’insulsaggine, l’incapacità, la saccenteria del trio spinelli-squillante-calabrese sostenuto dal capo-bastone caldoro.
    Quanto dobbiamo aspettare ancora per assistere finalmente al tramonto di questi personaggi che stanno arrecando più danni loro alla Sanità nella Valle del Sele che la seconda guerra mondiale?

  2. Veramente una situazione Kafkiana
    . Solidarieta’ al dottor Colasante e bocciatura senza appello per responsabili dell’ASL e quelli politici come Caldoro.

  3. Bello il richiamo a Lombroso. Triste e sconcertante e’ la storia. Ancora piu’ triste e’ pensare che la Sanita’ viene gestita in questo modo.

  4. Conosco il dr. Colasante da molti anni e per molti anni sono stato suo collega ospedaliero.
    La sua formazione professionale ed etica parte da un Signore Medico di nome Bartolomeo Olivieri ed attraversa un periodo fecondo dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Ebolitano con la “direzione” del dr. Cosimo (Nuccio) Majoli.
    Conosco e testimonio quindi il suo costante e quotidiano impegno rivolto SOLO a risolvere i casi – spesso gravissimi- dei pazienti affidati alle sue cure ed a quelle dei suoi collaboratori. Infatti per anni il Reparto ( ora Struttura Complessa) è stato un punto di riferimento nel campo della rianimazione, anestesiologia e terapia antalgica.
    Per questi motivi esprimo, all’ amico Giuliano, tutta la mia stima e solidarietà. Il tempo dà sempre ragione ai giusti… ed ai galantuomini…..abbi pazienza, ……..

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