“Caso Graziano” polemica Fratelli d’Italia-M5S e il PD sta a guardare

FdI accusa il M5S di giustizialismo, e nel giorno della memoria si mescola il “Caso Graziano con Paolo Borsellino, e il PD sta a guardare.

Ciarambino (M5S) aggredisce in Consiglio Graziano costretto a lasciare l’aula. Gambino e Passariello (Fratelli d’Italia AN): “No allo show mediatico del Movimento 5 stelle”. Avanzano i processi mediacici e di piazza e con la cultura del sospetto ci si sostituisce alle Procure e ai Tribunali.

Alberico Gambibi-Valeria Ciarambino-Luciano Passariello-Stefano Graziano

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – «Questa mattina, – Si legge in una nota a firma congiunta dei Consiglieri regionali Alberico Gambino e Luciano Passariellodurante la seduta di Consiglio Regionale, si è svolto l’ennesimo show del Consigliere Valeria Ciarambino del Movimento 5 Stelle che, non attenendosi all’ordine del giorno dei lavori, ha cominciato ad aggredire verbalmente il Consigliere del Pd Stefano Graziano in quanto raggiunto nei mesi scorsi da un avviso di garanzia, costringendolo ad abbandonare l’aula.

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Siamo indignati – proseguono Gambino e Passariello – per il deplorevole spettacolo a cui abbiamo dovuto assistere. Vorremmo ricordare al Consigliere Ciarambino che è stata votata dai cittadini per risolvere i problemi della Campania e non per celebrare processi sommari e mediatici.

Vista l’arroganza dei grillini – conclude la nota dei Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alberico Gambino e Luciano Passariello e l’assordante silenzio della maggioranza PD, in segno di solidarietà al collega Graziano siamo stati costretti ad abbandonare i lavori del consiglio, convinti che i processi si debbano svolgere nelle aule dei tribunali e non del consiglio regionale».

Dal canto suo il Movimento 5 Stelle attraverso una nota stampa pervenutaci dal gruppo regionale pentastellato rispetto a quello che per loro è il “Caso Graziano“, per il quale sottolineano «Abbandoniamo aula, per collusione insopportabile nell’anniversario strage di via D’Amelio – e ancora – Per una protesta morale ed etica il Movimento 5 Stelle ad inizio seduta del Consiglio regionale della Campania ha deciso di abbandonare l’aula. Non si può essere indifferenti al ritorno dopo tre mesi, periodo di raffreddamento, del novello figliol prodigo Stefano Graziano (Pd), indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Movimento 5 Stelle nel giorno del 24esimo anniversario dalla strage di via D’Amelio dove trovò la morte il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta non può tollerare queste presenze nell’aula dedicata a Giancarlo Siani, il giornalista ammazzato dai killer della camorra.

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La nota del Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle alla Regione Campania prosegue: «Oggi in questo Consiglio assistiamo al ritorno di un consigliere coinvolto in un’indagine di camorra. E ciò che è ancora più grave è il silenzio colluso in cui tutto questo avviene, come se nulla fosse, anzi tra baci e abbracci di bentornato. Sono trascorsi quasi 3 mesi da quel 26 aprile in cui la gravissima notizia del coinvolgimento di Graziano in un’indagine di camorra rimbalzò su tutti i quotidiani nazionali. Fummo i soli in quella circostanza a chiederne le dimissioni – conclude la nota del M5S –  sue e di tutti gli indagati per camorra che siedono in quest’assise, e chiediamo oggi come allora, in sintonia col pensiero di Paolo Borsellino, che oggi vogliamo commemorare attualizzando le sue parole: i politici sui quali gravi anche solo il sospetto di camorra devono stare fuori dalle istituzioni, senza se e senza ma».

La vicenda in se ha più i contorni del giustizialismo che della Giustizia e chiunque abbarracci questi metodi non rende un buon favore alla Giustizia, quella “GIUSTA”, quella che si pratica con la Legge, che si avvale di indagini e di processi, anche questi “giusti” e non sommari, che si basa su prove e che si fa nelle aule giudiziarie non sui giornali, nelle piazze e nella protervia di chi ritiene di essere il portatore assoluto della verità è della legalità e onestà.

Stefano Graziano

Stefano Graziano

Rendere omaggio a Borsellino, a Falcone e a tutte le vittime della mafia significa anche rispettare le leggi e aspettare che le braccia delle Istituzioni compiano i loro percorsi senza interferenze e soprattutto usandoli correttamente e non in maniera sbrigativa, sostituendosi e intepetrando motu proprio la legge.

Se Gambino e Passariello si sollevano riscontrando giustizialismo nel l’aggressione verbale di Valeria Ciarambino che si è scagliata su Graziano utilizzando male l’avviso di garanzia che ha ricevuto Graziano e peggio ancora associando questi a Borsellino, potremmo fare qualsiasi cosa usando lo stesso sospetto, per ogni cosa e soprattutto per quelle cose che pur non essendo reati sono comunque prepotenze e scorciatoie delle quali gli italiani sono da sempre vittime.

Potremmo fare qualche domanda, per esempio, alla stessa Ciarambino, che sembra abbia imbracciato il “fucile” del moralismo, che altri anche hanno fatto fino ad ora, ma che oggi sono e sembrano essere più appropriate di ieri:

  • Perché nel l’ufficializzare il suo Curriculum ha sottolineato di essere “funzionaria” di una Società privata e non ha citato si trattasse di Equitalia?
  • Perché non dice come è stata assunta?
  • Perché non dice come è giunta ai vertici della stessa?
  • Forse si vergognava di essere in una società che vessa gli italiani e pratica altro che “anatocismo” e che altri non è che il frutto di una fusione ben riuscita tra Banche e i famosi “esattori” semmai anche in odore di mafia?

Senza conoscere la sua storia personale si potrebbe avanzare più di un sospetto:

  • Il Primo è che per essere assunti in quella società o si è raccomandati o si appartiene a quelle Banche e a quegli esattori o ad altri;
  • Il secondo è che in quella Società di diplomati ce ne sono a iosa, come a iosa sono quelli che nemmeno hanno un diploma, rispetto a i pochi laureati e quindi come si può raggiungere livelli apicali in così breve tempo?
  • Il terzo è che il suo gruppo parlamentare proponendo l’abolizione di Equitalia e lei stessa, per sua dichiarazione avallandola, e non mostrando nessuna contrarietà a quella iniziativa parlamentare del M5S possa ricevere qualche beneficio in più nella stessa?

Se fossimo dei maligni o moralisti faremmo il paia e diremmo: “la Ciarambino è stata raccomandata sia per essere assunta e sia per giungere ai vertici di Equitalia”; ma poiché crediamo che possa essere successo anche altro e anzi ne siamo sicuri, POLITICAdeMENTE che è un sito libero e quotidianamente schierato a fianco della legalità e delle istituzioni e si sottolinea contro la CAMORRA e tutte le MAFIE, e per confermarlo, basta solo scorrere le sue pagine, ritiene che la stessa sia meritevole del ruolo che svolge in Equitalia e che abbia superato un regolare concorso o una regolare selezione e che semmai nonostante ci lavori non ne condivide modalità e finalità. Pertanto si faccia i seri e non ci si sostituisca ne alle Procure e ne ai Giudici e ai Tribunali, e si utilizzino metodi diversi per svolgere l’opposizione. Le altre strade portano altrove e in Italia stiamo andando “altrove”. E mentre questo accade, il PD sta a guardare.

Napoli, 19 luglio 2016

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