Emergenza Rifiuti della Piana del Sele: Fumata Grigia al Consiglio monotematico

Tra Contestazioni, mugugni, favorevoli, contrari e tatticismi “Fumata grigia” al Consiglio monotematico sull’emergenza rifiuti nella Piana del Sele.

Le diverse sensibilità politiche di Sindaci e consiglieri presenti hanno impedito di licenziare un deliberato unitario, ma per tutti è indispensabile rinegoziare il Piano Rifiuti dalla Regione Campania. La Sindaco ospitante Francese: ”Da oggi auspico si inauguri finalmente un nuovo percorso condiviso, un salto politico istituzionale tra i vari Enti!”

Battipaglia-Consiglio piana del sele-emergenza rifiuti

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – E venne il giorno del tanto preannunciato, quanto temuto Consiglio Comunale congiunto sull’Emergenza Rifiuti nella Piana del Sele, nell’aula Consiliare di Battipaglia e mai forse si erano visti tanti esponenti istituzionali del comprensorio assisi in una stessa sessione. Va precisato che il Consiglio Comunale di stasera è il sequel istituzionale della protesta delle comunità istanti, sfociata in uno sciopero generale connesso ad un corteo  popolare di protesta con oltre 10mila partecipanti tenutosi il 23 novembre u.s. Quest’ultimo ineriva come una sorte “climax espressivo” della rabbia dei cittadini, alla decisione incomprensibile oltre che perniciosa, da parte della Regione Campania, del suo Presidente Vincenzo De Luca, e del suo vice alter ego e Assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, di voler concentrare, a guisa di Polo Industriale, l’impiantistica del trattamento dei rifiuti tra Battipaglia e Eboli e la Piana del Sele, attraverso la trasformazione dello STIR di Battipaglia in un Impianto di Compostaggio ed il potenziamento del Sito di compostaggio di Eboli, a poche centinaia di metri dallo stesso Stir. Per una visione completa e cronologica: https://www.massimo.delmese.net/?s=rifiuti+piana+del+sele

Battipaglia-consiglio monotematico-rifiuti

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Tale scelta a dir poco scellerata, che faceva pensare ai più aduna sorta di Spectre della Monnezza, faceva il paio ad un numero di 27 impianti tra pubblici e privati che trattano tale materia nei soli territori di Eboli e Battipaglia, per complessivi 125mila tonnellate di rifiuti, a fronte del fabbisogno di circa 10mila tonnellate sempre delle due cittadine capofila della Piana e di 35mila tonnellate dell’intero comprensorio. Dunque un sovradimensionamento che nel tempo porterebbe alla lavorazione paventata di 2.600.00 tonnellate, pari alla intera produzione regionale e sarebbe la morte  certa in termini d’immagine e di riverbero commerciale, per la famosa filiera bufalina ed agro-floro-alimentare, con automatica perdita di commesse (fatturato e posti di lavoro), fiore all’occhiello dell’economia nazionale, sia in ambito europeo e non, subordinata ahinoi alla filiera istituzionale, rectius partitocratica e familiaristica, ossia quella della politica-politicante e degli interessi endogeni rispetto alle popolazioni interessate.

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Si inizia con la “chiama” del Presidente del consiglio battipagliese Francesco Falcone, che registra 21 presenti in aggiunta agli illustri ospiti: il sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe, di Pontecagnano-Faiano Ernesto Sica, di Eboli Massimo Cariello,(accompagnato dal presidente del consiglio Fausto Vecchio e dall’assessore all’ambiente Ennio Ginetti) di Olevano sul Tusciano Michele Volzone, di Serre – Persano Franco Mannella, di Altavilla Silentina Antonio Marra,del presidente del consiglio di Capaccio-Paestum Carmelo Pagano (facente le veci del sindaco Francesco Palumbo) ed infine Antonietta Giorgia assessore all’ambiente del Comune di Campagna (in rappresentanza del sindaco Roberto Monaco), senza obliare naturalmente l’organizzatrice dell’appuntamento pluri-comunale, il primo cittadino di Battipaglia, Cecilia Francese.

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Inizia quest’ultima l’agenda delle relazioni dopo l’inno nazionale, ricordando con un composito excursus di cifre e di date l’intera vicenda ed i rischi connessi: Ringrazio i sindaci e i comitati presenti, noi accettiamo suggerimenti da tutti per attuare una nuova politica ambientale,e una gestione dei rifiuti fatta dal territorio. Non siamo contro il compostaggio ma riteniamo esagerate le quantità da lavorare in loco,per la salvaguardia delle attività produttive,l’unica l’agricoltura che ha retto nella lunga crisi economica ed ancora regge, e la salvaguardia della salute dei cittadini, non possiamo accettare quello che ci viene imposto dalla Regione Campania! Continua la sindaca lamentando le troppe autorizzazioni concesse ai privati nel comprensorio,fino a poter raggiungere la potenziale cifra di 2.600.00 tonnellate di frazione organica da lavorare, pari al quantitativo prodotto dall’intera Regione.”Non ci stiamo parimenti a diventare la pattumiera o il polo industriale dei rifiuti, nei due impianti vicinissimi per altro di Eboli e Battipaglia si lavorano oltre 55.000 tonnellate, una ulteriore aggiunta sarebbe uno scempio ambientale. Del resto la criminalità organizzata ha sempre avuto interessi nella spazzatura come anche confermato da un pentito di camorra, abbiamo avuto discariche, chiuse grazie alle battaglie dei cittadini come: Basso dell’Olmo, Macchia Sovrana, Castelluccia, Grataglie nel nostro comprensorio e rimane ancora la problematica delle eco-balle e di una sanificazione complessiva mai realmente partita, si son bonificate con una manciata di terreno le discariche e di certo non si sono rispettate le normative!”Cecilia Francese ha ricordato anche la manifestazione popolare di oltre 10.000 persone svoltasi a Battipaglia il 23 novembre scorso, e la necessità che ogni territorio realizzi il proprio ciclo integrato dei rifiuti,auspicando:”..da adesso una grande collaborazione istituzionale tra di noi sindaci, un salto di qualità permanente che vada oltre il campanilismo, facendo partire i sub ambiti ATO e creando dei siti di compostaggio di prossimità territoriale!”

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Il microfono scivola nelle mani di Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi e decano della politica locale, che demarca subito la differenza, rimproverando bonariamente la padrona di casa di ingenuità nella gestione dell’intera faccenda ed alcuni leader delle contestazioni popolari di voler attuare una sorta di “cabaret” mediatico:”..cari amici, io qui non firmo nulla, cosa abbiamo guadagnato nel mettere alla berlina, specie in questa sede i vertici regionali? L’emotività e il ricatto dei privati penso ci abbia portato in questa direzione, adesso abbiamo superato le discariche e ci viene offerto l’impiantistica e ci lamentiamo,andando avanti cosi non otterremo nulla e ci presteremo a delle strumentalizzazioni politiche e basta. Noi possiamo tranquillamente modellare le nostre istanze impugnando gli articoli 23 e 24 della legge regionale sui rifiuti, ma mi sembra eccessivo il clamore che si è creato al riguardo!” e conclude dopo un lungo intervento dal tono anche polemico Mimmo Volpe:” Dunque le strutture servono al territorio, convochiamo pertanto i vertici ATO e creiamo una rete di collegamento!

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Di tenore completamente diverso l’intervento di Ernesto Sica, anch’egli politico di lungo corso primo cittadino di Pontecagnano Faiano, il quale ricordando i ripetuti tentativi di allocare nel suo territorio,vicino l’abitato, una centrale elettrica ed altre tipologie  di impianti potenzialmente dannosi alla popolazione, afferma che firmerà il documento e che, con voce stentorea, evidenzia:Non possiamo permettere a chicchessia, al di là dei colori politici, di venire a comandare in casa nostra, questo deve essere subito chiaro!”, strappando scroscianti applausi alla platea e continua”Dobbiamo registrare da anni il fallimento ripetuto delle infrastrutture che avrebbero dovuto servire il territorio, dunque condivido in pieno quello che ha detto Cecilia Francese e sottoscriverò anche io convintamente il documento, e presto invito la creazione dei sub-ambiti per la gestione del ciclo rifiuti!”

Rapido l’intervento di Carmelo Pagano, presidente del consiglio di Capaccio-Paestum, che pur condividendo la problematica sui generis, esprime prudenza sulla falsariga di Volpe e sottolinea nel merito:”..non ho poteri io stasera per firmare nulla, non sono il sindaco, dunque rimetterò la questione alla mia assemblea!” suscitando malumori tra il pubblico presente.

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Un altro protagonista serale interloquisce con gli astanti, parliamo di Massimo Cariello, sindaco di quella Eboli che degli impianti da realizzare insieme  alla viciniore Battipaglia dovrebbe esserne il fulcro. Il Sindaco eburino pur apprezzando l’impianto della proposta di delibera dapprima specifica che il consesso civico della sua Città si era già espresso al riguardo poi intravede delle criticità nei punti del deliberando atto comune che dovrebbero essere discussi in separata sede.Mimmo Volpe fa delle provocazioni intelligenti e che andrebbero ascoltate e una sintesi andrebbe fatta tra di noi ma in un secondo momento, ricordo che il periodo più brutto per la questione rifiuti fu l’epoca di Bassolino, dove anche io come tanti miei concittadini, civicamente ci ribellammo alle discariche ed ora che si sono accantonate cosa facciamo torniamo indietro? Si è iniziato un opera di bonifica anche delle eco balle,vedi Coda di Volpe, non vogliamo di certo tornare indietro e magari ritrovarci un termo-valorizzatore. Dunque- conclude Cariello – sono disposto a lavorare insieme e a permettere anche il potenziamento dell’impianto di compostaggio nel mio territorio, ma non perdiamo questa occasione” L’intervento del sindaco eburino scatena altri malumori tra il pubblico ma la seduta continua.

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Tocca ad Antonio Marra sindaco di Altavilla che specifica:”Il problema rifiuti non riguarda solo i siti ma anche i mezzi di trasporto che percorrerebbero le nostre strade con i loro inquinanti da idrocarburi, certamente la questione andrà ridiscussa in delle sedi separate, come son convinto che si debbano finalmente riconvocare gli ATO di cui io sono un membro, ma che ancora non si è chiaro come operino, le competenze e siamo anche senza una sede, comunque si pressi De Luca sull’intera faccenda!

Conclude il round ei sindaci ospiti, Franco Mennella di Serre-Persano che con fare pacato diverrà un po’ l’idolo del pubblico per le sue nette affermazioni, strappando diversi applausi spontanei i quali metteranno in imbarazzo lo stesso interlocutore istituzionale. Mennella ricordando la storia di macchia Soprana e le eco-balle di Serre,afferma perentorio:”..basta il territorio nostro ha già dato! Adesso non possiamo permettere che altri decidano per noi dove costruire questi impianti danneggiando la salute e l’economia. Non condivido chi attacca i comitati, se non fosse stato in passato per le proteste di Piazza non avremmo ottenuto nulla! Dunque raggiungiamo un punto di incontro organizzandoci, ma un concetto deve essere chiaro. Qui da ora innanzi non si fa nulla senza il nostro consenso e quello dei cittadini!

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Un appendice finale rapidissima per mezzo dell’assessore all’Ambiente di Campagna, Antonietta Giorgia, in rappresentanza del Sindaco Roberto Monaco, la quale sull’onda ambientalista,sposerà le tesi dei primi cittadini: Francese, Sica e Mennella.

Al termine delle relazione dei primi cittadini del comprensorio o dei loro delegati, si registrano gli interventi di vari consiglieri comunali degli Enti convenuti in loco, iniziamo: per Battipaglia (Motta, Bovi, Baldi etc) per Eboli (Conte, Fido, Cardiello) che sulla falsariga del Sindaco Francese sposavano tesi e soluzioni, e innegabilmente la voce popolare, interpretata da Virginia Cerullo e Gerardo Rosania per il comitato “Eboli dice No” e da Cucco Petrone parimenti per “Battipaglia dice No”, di cui quest’ultima vanta la primogenitura tra i sodalizi spontanei cittadini della zona. Va sottolineato che i componenti dei comitati civici summenzionati hanno spesse volte battibeccato, nel corso della sessione serale, con gli esponenti istituzionali: ci riferiamo oggetto degli strali a Mimmo Volpe e  Massimo Cariello, quando i primi cittadini rispettivamente di Bellizzi ed Eboli sembravano, anzi affermavano un certo scetticismo, che sforava in una chiara riottosità a firmare il deliberato proposto, articolato in cinque pagine e sette punti, invece avanzando modifiche e incontri sine die per rimodulare il tutto, con i sub ambiti (S.A.D.) di costituenda formazione, il tutto apparendo agli occhi degli astanti, un ossequiosa sottomissione alla famigerata filiera istituzionale, contrapposta ad un poco riguardo verso le istanze popolari.

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Si chiude pertanto un primo round ai punti, mutuando un gergo pugilistico, per i comitati e i loro supporter istituzionali, invero con argomentazioni e contro-argomentazioni valide e  discutibili da entrambe le parti; difatti il rischio è che se il Piano dei Rifiuti regionale (legge26 maggio 2016, n. 14) dovesse essere revocato, le aziende aggiudicatrici di appalti potrebbero dare vita ad un mare di ricorsi al TAR di cui in ultima analisi, il percosso nel portafogli sarebbe sempre e solo il cittadino, ma il diritto alla Salute (art 32. Cost.) si sa bene, è tra i fondamenti della carta Costituzionale e va tutelato senza remore di sorta, come quello allo sviluppo economico e la libertà dal bisogno, che in una contingenza economica sfavorevole come questa sono da considerarsi esiziali. Ad ogni buon conto si vedrà dopo la tornata elettorale del 4 marzo p.v., come questa faccenda andrà evolvendosi; difatti lunedì 5 sapremo se la filiera istituzionale e partitica di “ieri” resisterà o meno con le conseguenze del caso. Cosa che dai sondaggi verrebbe da dire: mala tempora currunt per il PD nazionale e deluchiano, e di contro se in nome del politically correct e della (sempre di moda “tengo famiglia”) poltrona ben salda al deretano, altre “convergenze parallele” avranno diritto di cittadinanza, con annessi equilibrismi dialettici e politici e pentimenti dell’ultima ora.

Tutto questo ambaradan a noi relativamente, se non poco interessa, solo una cosa piace rimarcare sino allo sfinimento: POLITICAdeMENTE  sarà sempre al fianco della popolazione, delle partite IVA e in definitiva delle persone perbene, le quali aspirano solamente a vivere in armonia con l’ambiente, garantendo un futuro ed in special modo un presente, ai loro cari contro i padroni delle ferriere, che sono una costante di ogni Epoca, anche purtroppo nella versione 4.0, infatti le maschere son diverse ma i volti arcigni sotto, sono sempre gli stessi.

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Battipaglia, 17 gennaio 2017 

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