Congresso PD: La renziana Tartaglione è il nuovo segretario della Campania

La renziana Tartaglione, con il 58.5% è il nuovo segretario regionale PD, sconfigge il lettiano Vaccaro fermo al 28% e il giovane Grimaldi al 14% circa. Ecco tutti i segretari PD eletti nelle 16 Regioni.

Vaccaro protesta e occupa la sede del PD salernitano, pare voglia protestare perché non è stato “paracadutato” bene. In Campania si sono recati alle urne oltre in 100mila, in calo rispetto alle precedenti nazionali, ma comunque un risultato. E si archivia una stagione politica: E’ arrivato il “nuovo”.

Assunta-Tartaglione

Assunta-Tartaglione

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – Si sono concluse anche queste altre Primarie del Partito Democratico. Primarie convocate per eleggere il Segretario Regionale in Campania e in altre regioni italiane. In Campania si sono recati alle urne oltre in 100mila, in calo rispetto alle precedenti nazionali, ma comunque un risultato di non poco conto, specie se si considera che è l’unico Partito che si sottopone, forse anche esagerando, a prove continue di democrazia “guidata”.

La deputata renziana Assunta Tartaglione è il nuovo segretario regionale del Pd della Campania. E’ il risultato delle primarie regionali per le quali sono stati superati i 100mila votanti. Tartaglione si attesta al 58,5% davanti a Guglielmo Vaccaro, deputato vicino ad Enrico Letta, con il 28% circa e Michele Grimaldi espressione dei “Giovani Turchi” e la “Sinistra democratica” di Pippo Civati, con il 13,7. Il voto si è chiuso tra le polemiche. Vaccaro ha occupato la sede del Pd a Salerno per denunciare brogli e quelle che lui giudica gravissime irregolarità. E si è cambiato pagina, adesso aspettiamo per vedere cosa ci si scriva dentro.

Assunta Tartaglione ha 44 anni, è avvocato civilista ed è parlamentare dal 2013. E’ membro della Commissione Giustizia e del Comitato parlamentare dei procedimenti di accusa. La Tartaglione ha fatto parte anche della commissione che ha elaborato lo Statuto nazionale del partito. Il suo primo commento a risultato certo è stato “Sono soddisfatta della grande partecipazione dei cittadini. Ora il Pd in Campania cambia passo. Da subito ci attiveremo per realizzare una piattaforma programmatica e a pensare a primarie per il candidato governatore della Campania ed in un’ottica di unità interna affrontare il cammino insieme per conquistare la Regione

VaccaroTartaglione-Grimaldi-Primarie-regionali-PD.j

VaccaroTartaglione-Grimaldi-Primarie-regionali-PD.j

Un voto, quello che si espresso ufficialmente ieri, che era già scontato, così come erano scontate le reciproche accuse di brogli elettorali. E seguendo questo film già visto si apprende che l’On. Guglielmo Vaccaro, ha occupato la sede del Pd a Salerno, proprio per denunciare brogli e quelle che lui ha indicato come gravissime irregolarità. I più maligni sostengono che Vaccaro voglia protestare perché non è stato “paracadutato” bene, come avvenne alle Primarie parlamentarie, che gli consentirono di evitare il confronto, ottenendo per contro una candidatura nel Collegio di Napoli, che costò a quello di Salerno un altro paracadutato: il napoletano ed ex segretario del PD campano Enzo Amendola e altri “sfessati“, come direbbe Vincenzo De Luca; per entrambi, non essendo ne De Gasperi e ne Gramsci, non si conoscono meriti particolari se non quelli di essere esperti e navigati “paracadutisti” perché dovessero essere esclusi dalle Primarie ed inclusi tra i primi nelle liste bloccate regalandogli uno scranno sicuro in Parlamento.

Sarebbe interessante sapere quanti consensi avrebbero se si votasse con le preferenze. Guglielmo Vaccaro di sicuro poche, atteso che nella sua Città, Scafati, ha raggranellato poco più di 400 voti, prova del suo radicamento nel territorio e dell’impegno che profonde nel suo ruolo di parlamentare, meno di quanti ne ha preso il suo concittadino Michele Grimaldi, l’altro competitor, che tra l’altro, ha ottenuto un risultato straordinario a livello regionale, totalizzando a livello regionale oltre il 13% dei consensi.

Un risultato quello del PD, che non può essere sottaciuto, sperando non si ripeta il copione a cui ci ha abituati, nel momento in cui vince alla grande le Primarie e perde altrettanto alla grande le elezioni, facendo poi l’esatto contrario di quello che ha detto in precedenza, e così il popolo democratico ha votato il PD per contrastare Berlusconi e il berlusconismo e si è trovato anziché Pierluigi Bersani che aveva vinto le Primarie e di misura le elezioni, Enrico Letta e Angelino Alfano con la “benedizione” di Silvio Berlusconi, poi defilatosi. E anche quì il film si ripete: mentre Matteo Renzi ha stravinto le primarie nazionali, ha stravinto le Primarie Regionali perché ci si è affidati a lui, come ultima spiaggia, per contrastare il populismo berlusconiano e l’aventinismo di Beppe Grillo; accade che si rifà un Governo simile al precedente dopo che ci si è accordati sulle riforme elettorali e costituzionali con Berlusconi, che finisce per parlare bene più di Renzi che dei suoi.

Vincenzo De Luca-Direzione-Nazionale-PD

Vincenzo De Luca-Direzione-Nazionale-PD

Mettendo da parte la considerazione che di troppe regole e di troppa “democrazia” si può anche morire, è da prendere atto che è finita una stagione. Si è archiviata una lunga fase politica, per fare spazio al “nuovo“. Il “nuovo” è arrivato, e fin dalle sue prime battute, sebbene si sarebbe dovuto presentare come fluido e “snello”, per non sembrare uguale al “vecchio“, sembra essere più ingombrante del solito. Non poteva essere altrimenti se si pensa che grandissima parte di quel “nuovo” è composto dal “vecchio”, che nel frattempo si è rinnovato e ha cambiato casacca in fretta tanto che in alcuni casi la “tintura” è ancora fresca come nel caso del Sindaco di Salerno, che oggettivamente sembra essere il meglio di quel “vecchio ora nuovo”, e che gli consente con quell’87% di consensi ottenuti di mettere una seria ipoteca ad un incarico ministeriale di primo piano, prendendosi una rivincita nei confronti di Maurizio LupiLa figlia di Fantozzi” ed Enrico Letta ed il suo plenipotenziario locale Vaccaro, che per sminuire il suo insuccesso, ipotizza imbrogli e occupa la Sede del PD salernitana, la quale per quanto guidata da un “imparziale” come Nicola Landolfi che da subito ha ritenuto di inserire nel sito web ufficiale del PD di Salerno solo le liste della Tartaglione, ritenendo inutile le atre, poi messe a mala voglia, e ritenendo di anticipare il risultato, insieme alle sue colpe ha quella di non aver occupato la sede del PD napoletano, quando si incluse il “paracadutato” Vaccaro nella lista bloccata del Collegio di Napoli, sottraendolo al confronto nel colleggio salernitano e regalandogli un posto sicuo alla Camera dei Deputati.

Nicola Landolfi

Nicola Landolfi

Alla notizia della denuncia di Vaccaro il Segretario Provinciale del PD Nicola Landolfi ha twittato: “Abbiamo verificato nelle prime ore di votazione per il Segretario regionale, una riedizione del film MI MANDA PICONE, con la presenza ai seggi di persone non iscritte che hanno tentato di accreditarsi come rappresentanti di lista. Quelli che gridano al lupo al lupo, hanno messo le mani avanti, perché hanno chiesto il voto alla destra. Lo sa sapevamo e si sta verificando!”. Complessivamente oltre al Comune di Capaccio dove pare (secondo i lettiani) siano state trovate il doppio delle schede votate, sono 7 i comuni nei quali ci sarebbero state delle anomalie: Capaccio, Giffoni Valle Piana, Fisciano, Agropoli, Albanella, Nocera Superiore e Salerno.

Ma brogli a parte Vaccaro non vince nemmeno nella sua Città, Scafati con i suoi 400 voti superato sia putre di poco dall’altro suo concittadino e competitor Grimaldi che si piazza primo. Nemmeno a parlarne a Giffoni Vallepiana, la Città di Paolo Russomando, renziano delle prima ora, che ha fatto cappotto. Fisciano anche è sotto accusa, nella Città dell’Irno ha vinto o stravinto Renzi, ed era anche comprensibile perché ad essere candidato era il Sindaco Tommaso Amabile. Musica tutta diversa invece è stata ad Eboli, dove, contrariamnte alle passate primarie che facevano registrare una serie di braogli e forzature queste primarie si sono svolte senza contestazioni. Questa Città tra l’altro e’ l’unica in provincia dove ha prevalso Vaccaro totalizzando 1400 voti, contro i 1200 della Tartaglione. Per la prima volta da quando si è costituito il PD che il gruppo che si richiama all’ex Ministro Carmelo Conte ha vinto sui suoi eterni rivali il gruppo che fa capo al Sindaco Martino Melchionda. Le ragioni della vittoria sono diverse, e vanno dalla mancata candidatura del Sindaco (il suo gruppo ha preferito il Sindaco di Capaccio Voza a lui), e il cambio del testimone tra Carmelo Conte e Cosimo De Vita, Presidente del Centro Elaion che ha condotto la figlia Angelica, capolista nel collegio di Battipaglia con Vaccaro segretario, alla vittoria.

Ma fermo restante le piccole differenze il dato nella sua completezza, che ci preoccuperemo di aggiornare man mano ne avreo conoscenza, è inequivocabile: Salerno e  tutta la Provincia si sono affidate a De Luca, e questo risultato è il miglior viatico per spalancargli le porte di un Ministero, e De Luca indipendentemente dalle sue dichiarazioni se lo aspetta e fra poche ore lo sapremo, specie dopo che Matteo Renzi ha ricevuto l’incarico di formare il Governo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Assunta Tartaglione

Assunta Tartaglione

Ecco tutti i risultati Regione per Regione:

CAMPANIA –  La deputata renziana Assunta Tartaglione è stata eletta nuovo segretario regionale del PD. Ha ottenuto il 58,5 per cento dei voti, superando il deputato lettiano Guglielmo Vaccaro fermo al 28 per cento. Il candidato Michele Grimaldi ha avuto il 13,7 per cento dei voti. L’affluenza sebbene in calo rispetto alle primarie ultime è stata alta, con oltre 100mila votanti.

SALERNO: Il nuovo Seretario del PD Tartaglione a Salerno contava sull’appoggio del Sindaco e Vice Ministro Vincenzo De Luca, il quale non ha fatto mancare il suo apporto consegnando in provincia il 68%, precedendo Vaccaro, con il 22% e Grimaldi col 10%, e a Salerno Città, convogliando i voti sulla candidata renziana fino a sfiorare l’87% con 2.487 preferenze, contro il 9,29% di Vaccaro, 266 voti, e i 111 voti di Grimaldi, pari ad una percentuale del 3,88%.

Napoli: Nella Città capoluogo di Regione anche se i dati parziali parziali ma vicini ad essere definitivi la Tartaglione si attesta al 63,5 con Vaccaro al 19 e Grimaldi al 17.
Caserta: La Tartaglione è prima con il 54 per cento, segue Vaccaro col 35,5 e Grimaldi con l’11,5.
Avellino: La neo-segretaria è prima con il 40,4, precedendo Vaccaro che ottiene il 37,3 e Grimaldi il 15,3.
Benevento: E’ l’unica provincia campana in controtendenza e Vaccaro risulta essere primo con il 45,8, segue la Tartaglione con il 40,5 e Grimaldi con il 13,7.

Avellino Benevento Caserta Salerno Napoli Totale
Tartaglione 7.016 6.106 7.283 24.097 25.704 70.206
Vaccaro 5.521 6.930 4.612 8.125 8.011 33.199
Grimaldi 2.264 2.080 1.702 3.456 7.366 16.868
14.801 15.116 13.597 35.678 41.081 120.273
12,31% 12,57% 11,31% 29,66% 34,16%
Tartaglione 47,40% 40,39% 53,56% 67,54% 62,57% 58,37%
Vaccaro 37,30% 45,85% 33,92% 22,77% 19,50% 27,60%
Grimaldi 15,30% 13,76% 12,52% 9,69% 17,93% 14,02%

LAZIO – Il nuovo segretario regionale è Fabio Melilli: ha ottenuto il 62 per cento dei voti, distanziandosi molto dalla renziana Lorenza Bonaccorsi che ha ottenuto il 30 per cento. Il civatiano Marco Guglielmo si è fermato all’8 per cento dei voti. Hanno votato meno di 50mila persone. Melilli era sostenuto da buona parte del PD, a cominciare dal presidente di regione Nicola Zingaretti, passando per la corrente dalemiana, la corrente “AreaDem” (Franceschini) e ampie parti del partito romano.

MOLISE – Micaela Fanelli è il nuovo segretario regionale del Partito Democratico. Ha ottenuto 9340 voti contro i 7544 della sua sfidante Laura Venittelli. Hanno votato circa 17mila persone, dato rilevante se si considera che alle primarie per il segretario nazionale i votanti furono 13mila.

PUGLIA – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, è stato proclamato nuovo segretario del PD in Puglia dall’Assemblea regionale, che si è riunita domenica 16 febbraio a Bari. Emiliano era candidato unico. Durante il suo discorso di insediamento ha annunciato i nomi dei suoi due vicesegretari e del presidente, sono tre donne: la civatiana Annarita Lemma alla presidenza, Assuntela Messina (da sempre vicina a Emiliano) e Sandra Antonica (cuperliana) come vice.

CALABRIA – I dati non sono ancora definitivi, ma per poco il candidato renziano Ernesto Magorno non ce l’avrebbe fatta a raggiungere il 50 per cento più uno dei voti. Si dovrebbe quindi procedere con il ballottaggio all’Assemblea regionale tra i due più votati, quindi Magorno e Massimo Canale. Lunedì 17 febbraio Magorno ha però diffuso un comunicato in cui ha annunciato la propria vittoria spiegando di essere “sereno nella certezza di aver conseguito già al primo turno il risultato che mi consentirà di essere il segretario del Pd calabrese, anche alla luce di alcuni ricorsi presentati dalla nostra lista e sui quali, vi è la consapevolezza e la piena convinzione di essere nel giusto. Con altrettanta tranquillità attendo, comunque, che la commissione regionale di garanzia valuti tali ricorsi e si pronunci in merito”.

SICILIA – Fausto Raciti è il nuovo segretario regionale del PD. Ha ottenuto circa due terzi dei voti, distanziando di molto il segretario uscente Giuseppe Lupo. Raciti ha 29 anni ed è segretario nazionale dei Giovani Democratici: era sostenuto sia dai renziani che dai cuperliani. Antonella Monastra, consigliere comunale di Palermo e candidata dei civatiani, ha ottenuto il 5 per cento dei voti. Rispetto al 2009 l’affluenza è diminuita del 50 per cento circa.

UMBRIA – Giacomo Leonelli ha vinto le primarie ottenendo il 67 per cento dei voti, distaccando di molto gli altri due candidati, Stefan Fancelli al 22,7 per cento e Juri Cerasini al 7 per cento. All’elezione ha contribuito l’accordo raggiunto tra renziani e altre correnti interne al partito locale. I votanti sono stati circa 11mila.

MARCHE – Francesco Comi ha ottenuto il 77,2 per cento dei voti ed è quindi il nuovo segretario regionale del PD nelle Marche. Ha superato nettamente l’altro candidato, il civatiano Gianluca Fioretti, sindaco di Monsano, in provincia di Ancona. Comi, renziano, è consigliere regionale e presidente della Commissione Salute all’Assemblea regionale delle Marche. Alle primarie hanno votato circa 12mila persone.

LOMBARDIA – Il nuovo segretario regionale della Lombardia è il renziano Alessandro Alfieri, che ha ottenuto il 57,19 per cento delle preferenze, superando la civatiana Diana De Marchi che si è fermata al 42,81 per cento (ma è andata bene a Milano). Alfieri era già vicesegretario del PD. Il risultato migliore per Alfieri è stato a Varese, il peggiore a Cremona. Bassa l’affluenza, con poco più di 24mila voti in tutta la Regione.

PIEMONTE – Davide Gariglio ha vinto l’elezione a segretario regionale, ottenendo 215 delegati su 400 in Assemblea che voteranno per lui. Rispetto alle primarie dello scorso 8 dicembre, per la scelta del segretario nazionale, si è presentato solamente il 20 per cento dei votanti. Gariglio ha ottenuto il 59 per cento dei voti a Torino, condizione che gli ha assicurato la vittoria. È abbastanza conosciuto in regione: 46 anni, renziano, è consigliere regionale ed è stato presidente dell’Assemblea legislativa regionale. Gariglio ha superato Gianna Pentenero, candidata dei cuperliani, e Daniele Viotti, candidato dei civatiani.

FRIULI VENEZIA GIULIA – Antonella Grim è stata eletta nuovo segretario regionale del Partito Democratico. Era candidata unica ed è stata quindi proclamata vincitrice dall’Assemblea che si è riunita domenica 16 febbraio a Pasian di Prato, in provincia di Udine. Grim ha spiegato che spingerà per un “partito europeo, riformista e di governo” e di sostegno a Matteo Renzi. Il presidente della regione, Debora Serracchiani, aveva sostenuto con convinzione nelle scorse settimane la necessità di una candidatura unitaria.

VENETO – Il nuovo segretario regionale è Roger De Menech, unico a essersi candidato. Ha 40 anni, è originario di Belluno ed è un sostenitore del segretario nazionale Matteo Renzi. Dovrà occuparsi presto soprattutto delle elezioni amministrative in primavera: si vota in circa metà comuni della regione.

LIGURIA – Nessuno dei candidati alla segreteria regionale ha ottenuto il 50 per cento più uno dei voti, dunque spetterà all’Assemblea votare il nuovo segretario. Alessio Cavarra è stato il più votato con il 48,02 per cento delle preferenze, seguito da Giovanni Lunardon con il 44,12 per cento e da Stefano Gaggero con il 7,86 per cento. Grazie al sistema della ripartizione nelle varie province, Lunardon dovrebbe avere circa 120 delegati che lo sostengono, contro i 109 di Cavarra e i 21 di Gaggero. L’affluenza è stata molto bassa, con poco più di 20mila votanti: meno di un sesto rispetto alle primarie del 2009.

TOSCANA – Dario Parrini è il segretario del PD in Toscana, era candidato unico. Ha 40 anni, è deputato, renziano, ed è stato sindaco di Vinci, in provincia di Firenze. È stato proclamato domenica 16 febbraio davanti ai 500 membri dell’Assemblea regionale.

VALLE D’AOSTA – Fulvio Centoz è il segretario regionale del PD: era l’unico candidato. Centoz è sindaco di Rhemes-Notre-Dame, comune sparso nella Val di Rhemes con 128 abitanti e ha fatto parte della segreteria regionale del PD con il ruolo di responsabile del dipartimento Enti locali. La decisione di non organizzare le primarie per la presenza di un solo candidato era stata presa lo scorso 8 febbraio dalla Convenzione del partito.

ALTO ADIGE – Nessuno dei tre candidati ha ottenuto il 50 per cento più uno dei delegati nell’Assemblea necessari per essere eletto a segretario provinciale del partito. Il candidato più votato è stata comunque Liliana De Fede con il 51,4 per cento dei voti, ma non ha ottenuto la maggioranza dei membri dell’Assemblea cui spetta poi materialmente il compito di eleggere il segretario. Sarà ora l’Assemblea a procedere all’elezione con un ballottaggio tra De Fede e il secondo candidato che ha ottenuto più voti, Mauro Randi con il 41,1 per cento.

Napoli, 17 febbraio 2014

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Congratulazioni alla dor.ssa On. A.Tartaglione per la vittoria,sperando che sia di buon auspicio per tutti i simpatizzanti pd e la provincia intera,questa elezione si sposa con un altra prova del partito in Sardegna,dove la neo-leadership ha ottenuto un battesimo fausto con Pigliaru Presidente.
    Finalmente una notizia che rallegra un’elettore del PD.Non sono stato entusiasta per come il segretario del mio partito ha dimissionato Letta ma,ormai il dado è tratto e spero che le cose vadino più che bene.
    Nota un po Sarcastica:on riesco a trovare il Movimento 5stelle, quello che aveva il 30% a marzo e che doveva cambiare le cose in Italia e , soprattutto, in Sardegna. Qualcuno sa dirmi perchè non trovo i grrillini? nemmeno tra i simboli delle varie coalizioni? Non è che non si sono presentati per non fare brutta figura?

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