Si va verso un Giunta “minor” e scende il sipario sulla crisi

Scende il sipario sulla crisi, si è vicini all’accordo, mancano i dettagli: e la crisi passa sulle spalle di Consalvo e Mastrolia. L’IDV con La Monica si chiama fuori.

I nuovi ingressi: Bello e Stefania Cardiello per l’API; Ilario Massarelli e Liberato Martucciello per il PD; Conferma per i più votati Lavorgna e Cicia; probabile Gerardo La Manna per l’UDC; in forse Annarita Bruno per Masci per il PD; Vastola all’ASIS e Vincenzo Caputo all’Impianto di compostaggio.

Martino Melchionda Sindaco di Eboli

EBOLI – Quando i Ristoranti sostituiscono i Partiti, i Bar sostituiscono i Gruppi consiliari e il marciappiede sostituisce il Consiglio comunale, succede che la linea politica e le alleanze si stabiliscono per strada e se ne viene a conoscenza dai giornali che ovviamente cercano la novità e la sparano alla ricerca dello scoop.

Ecco, questa è una crisi politica strana, che covava sotto le ceneri dell’opportunismo, nata per caso ed offerta dall’occasione della presa di posizione dell’UDC con Emilio Masala e Pietro Mazzini che incominciarono a disertare i Consigli comunali in segno di protesta per alcune vicende politiche interne ed alcune intromissioni esterne, ma in ogni caso riconducibile ad una lotta politica all’ombra del Partito di Casini che portò alla esclusione della Giunta del suo Assessore Pierino Infante e successivamente al commissariamento della Sezione locale in attesa di chiarimenti e di organizzare il Congresso Cittadino.

Ma la crisi covava sotto quella cenere e si alimentava e arrivato il momento opportuno, proprio quando si stava per concludere con il rientro dei due giovani ed inesperti consiglieri dell’UDC, che involontariamente hanno soffiato sotto quella cenere, ecco che si presentò con il proprio volto, quello del PD e una nuova cordata formata dal Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia e Mario Di Donato, aggiunta a Mauro Vastola e Cosimo Marotta, rispolverando il sentimento di Partito, il PD, che loro stessi hanno reso dormiente, fino a cancellarne anche la sezione, si accorgono che l’Amministrazione deve essere rilanciata, che occorre più colleggialità e consolidano la crisi fino a consegnarla nelle mani del loro segretario Provinciale Nicola Landolfi che con il suo omologo dell’UDC avrebbe dovuto lavorare per ricomporre quello strappo ormai evidente.

Antonio Cuomo

Ogni giorno sembrava si fosse raggiunto l’accordo e ogni giorno si faceva fare un giro di assessore a qualcuno, fatto sta che sono trascorsi due mesi e la Città non ha ancora la sua Giunta, azzerata per volontà dei novelli responsabili volendola rilanciare e volendole dare un nuovo impulso fino alla conclusione del mandato, così fu detto, e probabilmente così veramente sarà se si dovesse abbandonare il probabile e rientrare nella certezza.

Era evidente che la questione aveva assunto due particolari caratteristiche: la prima perché era diventata una crisi politica, poichè due partiti su tre della coalizione che sorreggeva l’Amministrazione Melchionda, tra cui il Partito del PD maggiore azionista, l’avevano assunta come base di partenza per una nuova contrattazione politica e una nuova distribuzione dei carichi e delle rappresentanze, confermando la debolezza dell’azione politica e amministrativa fino ad ora interpetrata; la seconda, perché erano cambiati i rapporti di forza essendoci stati alcuni passaggi interni ed esterni che ne modificavano le sembianze dei partiti e dei singoli gruppi e quindi richiedevano nuove soluzioni, registrando, tra l’altro, l’abbandono del Consigliere Paolo Polito del FLI che si era avvicinato organicamente all’Amministrazione e che successivamente essendo disconosciuto se ne era allontanato.

Mentre le delegazioni provinciali lavoravano, per coinvolgere in maniera concreta le nuove e variegate rappresentanze che nel frattempo si erano formate e approfittando dell’estate si pensò ad una Cabina riempendola di “attori-registi” che avrebbero dovuto rappresentare tutti e risolvere in breve la crisi politica. Di quì una serie di dichiarazioni che uscirono da quella cabina, evidentemente troppo stretta per contenere tutte le richieste avanzate di assessorati e di posti di governo nelle varie partecipate, tanto che si pensò ad un luogo più grande, e quindi al banchetto, e di quì al famoso accordo del ristorante a Paestum, sancendo così, come Antonio Elia, uno dei giornalisti locali si diverte ad echitettare i vari sammit, che di volta in volta si concludono con: il “patto dello scarpariello” di qualche anno fa o al “patto di Paestum” siglato qualche giorno fa, in un ristorante nella famosa località archeologica, che vedeva seduti intorno ad un tavolo inbanchettato, tutti gli attori protagonisti e registi della crisi, sotto la mediazione dell’Onorevole Antonio Cuomo che con il Sindaco Martino Melchionda cercavano di ricostruire la “scena” e dare corso a quell’operazione di rilancio forte dell’Amministrazione Melchionda tanto da arrivare fino alla fine della consiliatura e magari nelle more individuare anche un futuro candidato Sindaco per le prossime elezioni amministrative.

Bello Francesco

Si immagina che la parte più interessante non fu affatto la discussione sugli assessori e gli incarichi di sottogoverno che avrebbero visto una giunta forte, ma i programmi e le prospettive atteso che la Sezione Distaccata di Eboli del Tribunale dovrà trasferirsi a Salerno e atteso che l’Ospedale di Eboli ogni giorno è depotenziato tanto da chiudere, trasferire e accorpare alcuni reparti per volontà superiori e per mancanza di personale medico e paramedico, senza parlare del povero dottor Giuseppe Gigliotti che non riesce ad avere una gara di un centinaio di migliaia di euro, per la ultimazione del Reparto di Nefrologia, per un probabile ma arrogante dispetto di qualche funzionario salernitano. Si mmagina che si è parlato anche del futuro assetto urbanistico, atteso che sono stati approvati diversi PUA e si immagina si è parlato anche di come recuperare i consiglieri Riformisti, espulsi del PD, soprattutto perché particolarmente esperti nell’individuare tipi sospetti e affari sotterranei e poi in fine ecco che è arrivata la torta: Un bel Babà, di quelli come li fa Girolamo Ginetticon la crema chantilly.

Si dice che i migliori affari si fanno a tavola. E così è stato, tanto che poi si è lasciato “scappare”, e la stampa subito le ha accolte, le varie indiscrezioni sui futuri assetti della nuova Giunta. Poiché si è parlato di una giunta importante, caricandola di particoliari significati politici ecco che vengono fuori i primi nomi che soddisfano le curiosità. Le manovre quindi si articolano su alcune modifiche e così molto sicuramnente l’API schiererà Francesco Bello, uno dei suoi massimi esponenti essendo egli segretario organizzativo provinciale del Partito di Rutelli , facendo spazio a Pasquale Lettera che subentrerebbe come Consigliere, e la novità assoluta Stefania Cardiello anche lei impegnata a livello provinciale ma nei giovani, che sarebbe la seconda donna in Giunta che andfrebbe ad affiancare Annarita Bruno, mentre il PD lascia i suoi pezzi da novanta Adolfo Lavorgna e Cosimo Cicia, sacrificando sull’altare del “babà” Vincenzo Consalvo e Remo Mastrolia, che lasciano il loro posto agli staffisti Ilario Massarelli e Liberato Martucciello, mentre sicuramente l’UDC che ancora deve sciogliere le sue riserve sicuramente accantona l’ipotesi Dino Norma bruciato da una probabile visita del Sindaco, per ritornare sull’ipotesi di Gerardo La Manna, primo dei non eletti della Lista. C’è ancora un altro dubbio nel PD che passa attraverso un ipegno dell’ex Direttore Generale Gianfranco Masci, al mometo fuori dai giochi, ma che potrebbe rientare, il problema è che la sua figura è molto ingombrante e avrebbe bisogno di  molto spazio, che non può certo farsi sostituendo i più votati Cicia o Lavorgna, anche perché se il primo si è molto speso per la risoluzione della crisi assumendo il ruolo del Kissinger della politica locale, il secondo raggiunge sempre gli obiettivi e riesce a trasformare ogni cosa in voti e tanti, quindi si dovrebbe mettere di fianco per entrare nello spazio della Bruno ma non assumendo la quota rosa, Masci con il tutù non ci sta proprio bene.

Masci-Mastrolia

Poichè poi si era avanzata anche l’ipotesi di un coinvolgimento organico di Italia dei Valori con l’assegnazione di una delega a Luigi Morena, subito è arrivato un comunicato stampa di IDV a firma del Presidente del Circolo locale Enrico La Monica che smentisce questa voce: “A seguito di notizie apparse in questi giorni sulla stampa, in merito ad un eventuale coinvolgimento dell’IDV nell’amministrazione del Comune di Eboli, si precisa che tali voci sono del tutto infondate. Ad oggi, – conclude il Comunicato di La Monica – tra IDV e la maggioranza di governo, non ci sono né i presupposti e né iniziative congiunte tese alla creazione di convergenze politico-amministrative in ambito locale. Se La Monica smentisce netto, Francesco Bello non esclude questa ipotesi, anche perché l’Api aveva detto che se si andava verso una riconferma da parte degli altri Partiti dei loro assessori si sarebbero regolati di conseguenza riconfermando i propri. Il resto dell’accordo poi passa per l’immondizia e l’impianto di Compostaggio al quale andrebbe Vincenzo Caputo un fedelissimo del Sindaco, e per quella richiesta riconfermata da parte di Vastola di essere nominato all’ASIS, pensando ad un prossimo futuro e alla costituzione dell‘ATO.

Vista la roboanza e visto la portata del pranzo paestano ci si aspettava il coinvolgimento dei vari leader conferendo all’organigramma uno spessore all’altezza delle intenzioni e delle “portate” attraverso l’ingresso del Presidente Sgroia, del capogruppo Vincenzo Rotondo o di Roberto Palladino per il PD, come si aspettava l’ingresso oltre che di Bello di Arturo Marra per l’API, e quello o di Masala o di Mazzini o addirittura ad un ritorno di Infante, ma si è pensato diverssamente e si è orientati verso una giunta “Minor”, nel senso dello spessore politico non della valenza dei singoli che tra l’altro non si mette affatto in discussione, mentre si mette in discussione il canovaccio politico e si mette in discussione dei criteri politici adottati che non seguono affatto il criterio della rappresentanza politica, ma quello dell’appartenenza ai gruppi.

Aspetteremo le prossime ore per trovare conferme alle voci sussurrate. Per il resto il Paese può attendere può attendere il Bilancio e possono attendere le incompatibilità dei consiglieri, alle quali si aggiunge quella del Difensore Civico Gaetano Naimoli, che non è affatto una incompatibilità formale e removibile, ma da censurare.

Eboli, 22 agosto 2012

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