Eboli: Assalto all’Ospedale. Mamme infuriate difendono Ostetricia e Pediatria

Mamme infuriate assaltano l’Ospedale e la Direzione Sanitaria. Rabbia, proteste, accuse, per la chiusura dei Reparti di Ostetricia e Pediatria trasferiti a Battipaglia.

Non ci stanno, elencano i pericoli, minacciano conseguenze. Hanno paura per i loro figli e per loro stesse. Il DS Calabrese è un esecutore, i mandanti sono altrove. La protesta si trasferisce a Salerno. Un appello al PM Montemurro: Ci pensi lei, lo faccia in fretta, prima cha scappi il morto.

Corteo-Protesta-Ospedale

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Nonostante il caldo torrido e l’orario, le 14.30, la chiamata “alle armi” delle mamme e delle donne incinte è riuscita. Nessuno più delle donne riesce a metterci l’anima e la passione nelle battaglie, specie quando queste toccano i figli e la loro stessa salute. Guai a chi ci prova. Guai a sfidarle. La ragione della raccolta e della protesta risiede nella decisione assunta dal Direttore Generale dell’ASL di Salerno Antonio Squillante, ormai una scheggia completamente impazzita e fuori controllo, nella sua ostinata “missione” affidatagli dal Partito a cui egli fa riferimento, essendone stato Assessore Provinciale e candidato a Sindaco di Angri, e successivamente nominato Direttore Generale del Consorzio delle Farmacie Cofaser, per il quale risulta indagato per abuso d’Ufficio, corruzione e falsificazioni di bilancio, oltre che essere attenzionato dalla Direzione Distrettuale Antimafia sempre per vicende di assunzioni e affidamenti vari  legate al suo ruolo di DG e per altre vicende legate al tesseramento del suo Partito Fratelli d’Italia, per il quale il PM Vincenzo Monteurro sta svolgendo le dovute indagini, prima a depotenziare e poi a smantellare, accorpando, chiudendo, trasferendo reparti, chiudendo le sale operatorie e riducendo il personale, specie quello addetto alla rianimazione, e per contro inventandosi eccellenze in strutture dell’Agro nocerino in Ospedali falliti e decotti da anni, evidentemente nell’unico scopo di indirizzare verso altre strutture Ospedaliere pubbliche o o ambulatori e strutture sanitarie private.

Protesta-Ospedale-corteso

Protesta-Ospedale-corteso

Nella sua ostinazione oltre ad aver preso di mira gli Opsedali della così detta Valle del Sele, prosegue imperterrito aiutato dai suoi “Bravi” collaboratori, nominati sul campo, senza titoli e senza meriti e in ruoli illegali e non contemplati nelle sue facoltà, come quella fatta ad un Medico in forza all’Ospedale di Vallo della Lucania, tale Pietro Spinelli, il quale non solo non nasconde le sue origini fasciste fino a commettere reato di apologia, svolgendo anche prestazioni in ALPI presso l’Ospedale di Battipaglia, per tre anni ha percepito una somma pari a circa 500mila euro e nonostante tutto, in pieno regime di conflitto di interessi è stato nominato Commissario al personale prima all’Ospedale di Eboli e poi anche a quello di Battipaglia dove svolge la sua professione di Gastroenterologo in Alpi e agli altri due P. O. di Roccadaspide e Oliveto Citra, divenendo Commissario che dovrebbe attuare una Spending Review affiancato dal Direttore sanitario dell’Ospedale di Battipaglia e ora anche di Eboli Rocco Calabrese che di sua spontanea volontà, tra l’altro, chiese (excusatio non petita) di essere commissariato, hanno deciso di chiudere i Reparti di Ostetricia e di Pediatria dell’Ospedale di Eboli traseferdoli a Battipaglia nell’intento di realizzare un “Punto nascite” alla stessa stregua di un supermarket, ma in una struttura inadeguata ad accogliere oltre 1500 partorienti ed i relativi nascituri.

Struttura inadeguata per spazi e per tecnologia come lo stesso Primario di Ostetricia e Ginecologia di Battipaglia Gennaro Auriemma, ebbe a dire in occasione dell’Assemblea della CISL a Battipaglia, seriamente preoccupato per le madri partorienti e per i nascituri, nel momento in cui ha vicino alla Sala Parto, una Sala Operatoria chiusa, e nel caso dovessero insorgere complicanze dovrebbe condurre le pazienti in una Sala Operatoria lontana, immaginando i rischi e le possibilità nel caso di conseguenze serie di ricevere denunce per “omissione di soccorso“, Sala o Sale Operatorie lontane da Ostetricia ormai chiuse dal 15 giugno scorso fino al 15 settembre prossimo, condizione che aggrava le preoccupazioni di Auriemma e che ci allerta, come ha allertato le mamme e le donne incinte che oggi hanno marciato per protesta ed hanno occupato pacificamente, con in testa il Sindaco di Eboli Martino Melchionda e diversi altri amministratori, l’Ospedale e la Direzione Sanitaria dove il DS Calabrese come un asino in mezzo ai suoni non sapeva cosa fare, ma comunque non si è sottratto e si è sottoposto al confronto di una folla inferocita.

Protesta-Ospedale-Cicia-Cillo-Vecchio-Melchionda-Sgroia

Protesta-Ospedale-Cicia-Cillo-Vecchio-Melchionda-Sgroia

Con questo scenario, con questi personaggi, e con quei trascorsi come ci si può fidare, il sospetto che ogni azione più che seguire quel Decreto 49 che il DS Calabrese invocava, ad usum delphini, per giustificare il numero dei posti letto di Ostetricia ma non per il rapporto abitanti posti letto che nella nostra area è del 1.2 a fronte della media nazionale di 3 posti letto per mille abitanti, abbia seguito altre logiche, magari le stesse per le quali il DG Squillante è stato indagato dalla DDA di Salerno, quella degli amici o dei favori?

E la protesta è cresciuta cartelli, striscioni, tutti ad indicare la loro rabbia contro quello che oggettivamente è un attentato alla salute delle partorienti e dei loro piccoli, un provvedimento scellerato che come dicevano alcune di loro Maria Rosaria, Patrizia, Anna, Katiuscia: “Siamo indignate per la chiusura dei reparti di Ostetricia e Pediatria. Dimostrano di cancellare la nostra storia, ma ancora più grave di non aver nessun rispetto e nessuna considerazione per noi donne, per la nostra salute e per quella dei nostri figli“. Arrabbiate come non mai agitano delle lenzuala con su scritto “Noi siamo bambini non ruote di scorta della Sanità“, e ” “La protesta è l’unica strada che ci resta“.

Una signora anziana di nome Carmela mi avvicina molto dispiaciuta: “Alla mia età sono costretta ancora a protestare e scendere in piazza per difendere il nostro Ospedale. E’ una vergogna, abbiamo fatto tanti sacrifici e l’Ospedale lo abbiamo costruito pietra su pietra, ora mia figlia deve partorire, – e me la indica con la mano – e deve farlo a Battipaglia, e non per battipaglia, ma per i rischi che corre rispetto alla mole di partorienti che ci sono a fronte di una struttura che non è adeguata ad accoglierle e mi dicono ora si sono chiuse anche Sale Operatorie. – Si ferma e con le lacrime agli occhi – che dobbiamo fare, la devo mandare a morire? Dobbiamo mandarle a morire tutte quante? – e mi mostra il cartello “Noi non ci fermeremo“. Ne siamo certi, purtroppo non si fermeranno nemmeno loro, perché bravi come sono a fare i conti delle vite delle persone se ne fottono, per loro valgono quanto quello che dicono di aver risparmiato nell’anno scorso (1 milione di euro, se è vero) giusto il doppio di quanto ha guadagnato il commissario Spinelli in tre anni, non era meglio licenziarlo anziché mettere a rischio servizi e prestazioni e ora la vita di giovani mamme con i loro figli?

Protesta-Ospedale-Calabrese-Melchionda.

Protesta-Ospedale-Calabrese-Melchionda.

Se avessero licenziato lui e qualche altro protetto milionario in Alpi, avremmo sicuramente risparmiato e non avrebbe generato la sospensione dal servizio, del bravo primario di anestesia e rianimaione dell’Ospedale di Eboli Giuliano Colasante, che dopo 4o anni di onorato servizio, solo per non aver voluto ubbidire, osservando il codice ippocratico, agli ordini scellerati e illegali che gli propinavano. Scavando, scavando, pare ci sia una vendetta e una punizione dietro quella sospensione, legata all’attività professionale di Colasante che pare sia stato incaricato dalla Procura a svolgere una perizia professionale presso l’Ospedale di Battipaglia che coinvolgerebbe alcuni medici. Una posizione che sicuramente arriverà ad un chiarimento per via della querela che lo stesso Colasante ha presentato a sua difesa.

Tornando alla protesta e al corteo che è partito rumoroso e minaccioso dalla Piazza e si è recato sull’Ospedale, Gerardo, un infermiere in pensione, non ce la fa e vuole dire e dice la sua: “Sono tre persone (evidentemente si riferisce a Squillante, Spinelli e Calabrese) senza cuore e senza anima. Il grave è che sono consapevoli dei rischi a cui potrebbero essere sottoposte le partorienti e nonostante tutto se ne fregano. Cosa farebbero se dovesse succedere qualcosa ai loro figli o ai loro nipoti?

Tra i manifestanti anche diversi politici, il Vice Sindaco Cosimo Cicia dichiara: “Siamo anche noi per la razionalizzazione, ma scelte del genere non hanno nessuna razionalità. Sono provvedimenti sporadici che evidenziano la confusione programmatica dell’Azienda. E’ la prima volta che vedo una classe dirigente così chiusa al dialogo“. Tra la folla si vedono i Consiglieri Fausto vecchio, Alfonso Cillo, Tarcisio Di Cosmo, il Presidente Luca Sgroia, Pietro Mazzini, Gerardo Rosania, Francesco Rizzo, Roberto Palladino, il segretario di SEL Carlo Manzione, e quello di Rifondazione Silvio Masillo, l’Assessore Liberato Martucciello, Annarita Bruno, Adolfo Lavorgna, Ilario Massarelli, Francesco Bello, e quest’ultimo ci dice: “Non è una difesa campanilistica, ma una difesa territoriale, e per questo siamo contro questo disegno che tende ad orientare l’utenza altrove, depotenziando ora Eboli, ora Battipaglia, uniti in un solo obiettivo di cancellare la Sanità in quest’area“. Carlo Manzione di SEL ci consegna la sua preoccupata dichiarazione: “Siamo uniti nella protesta perché temiamo che la chiusura dei Reparti di Ostetricia e Pediatria sia il primo atto per chiudere il nostro Ospedale“.

Protesta Ospedale-Mamme-cartelloni

Protesta Ospedale-Mamme-cartelloni

Il corteo avanza e arriva nella piazzetta dell’Ospedale, un attimo di esitazione e via, un bel nutrito gruppo di persone con a capo una delegazione di politici il Sindaco Melchionda in testa, si dirige verso gli uffici per parlamentare con il Direttore Sanitario Calabrese il quale non esita un solo attimo ad incontrarsi, fino a che si decide che l’arena dis contro sia la piazzetta etutti tra grida e spintoni, e qualche frase irripetibile, i cafoni e gli scostumati non mancano mai, e si genera un pò di confusione, non manca nemmeno chi si rivolge con una serie di insulti diretti alla politica e al sindaco che in quel momento la rappresentava.

Dei Fratelli d’Italia, dei cugini del Nuovo Psi e dei parenti di Forza Italia manco a vederli, nemmeno l’ombra, loro: alcuni fanno finta di condividere le azioni demolitrici del trio di “sfasciacarrozze” e non avendo le palle subiscono; altri fanno finta di avere le palle e di non essere daccordo ma approvano il trasferimento a Battipaglia dei due reparti e tutte le sciamarrate dei tagli, soprattutto alle teste che sono state fatte, senza avere il coraggio di reagire.

Si arriva nella piazzetta e come intontito il Direttore Sanitario accenna un sorriso, circondato comè dalla folla del corteo rumorosa e disordinata che grida e che prima di trovare il giusto verso fatica a farsi comprendere. Finalmente ci prova una giovane mamma Manuela Grasso: “L’Ostetricia e la Pediatria non devono chiudere, Non possiamo partorire più ad Eboli, per un calcolo di posti letto, senza tener conto di tutte le spese accessorie e di tutti i rischi conseguenti. Quei posti letto non sono suifficienti ad ospitare l’enorme numero di partorienti dell’intero comprensorio. Una scelta scellerata che comporta troppi rischi, tutti sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli“. Dello stesso avviso è anche la signora Caterina D’Onofrio che aggiunge: “E’ un attentato alla nostra salute“.

Protesta-Ospedale-esposizione-cartelli.

Protesta-Ospedale-esposizione-cartelli.

E’ toccante il racconto di Katiuscia, la giovane mamma che racconta di quello e di come soffre suo figlio affetto da una malattia rarissima: Mio figlio ha gravi problemi respiratori e più di una volta è stato salvato per un secondo, proprio per la bravura dei medici e del personale di quei reparti che ora voi cancellate mettendo a rischio la vita di mio figlio che ha subito 9 operazioni“.

Finalmente tra le urla, completamente circondato e per niente sudato, nonostante un sole cocente e la situazione incandescente è il turno del Direttore Sanitario Calabrese: “La mia è una disamina tecnica – esordisce, è talmente tecnica che le vite delle personbe per lui e qper quelli come lui evidentemente non valgono un cazzo – riconosco e conosco la storia di Eboli e del Reparto di Ostetricia e del mitico dottor Magurno, ma questo è un momento delicato per la sanità campana e soprattutto per il territorio di Eboli e di Battipaglia. Sul Punto Nascite, val la pena di ricordare che lo abbiamo chiuso anche ad Oliveto Citra, che copriva una vasta e complicata area. Al momento non possiamo fare altro, è il Decreto 49 che ce lo impone e ci detta il numero di posti letto che bisogna avere sull’intero territorio, come i 20 posti letto garantiti per Battipaglia. Le sale Operatorie sono chiuse dobbiamo – un dimostrante lo interromepe “E’ una scelta scellerata e se succede qualche disgrazia” Calabrese riprende – Se si viene ad Eboli c’é il Pronto Soccorso e poi si trova allocazione dove sarà necessario – noi aggiungiamo sempre se c’é il personale e facendo i dovuti scongiuri e una poderosa grattata che non succeda nulla di grave prima di essere trasportati altrove, Altrove dove? a Salerno? a Vallo della Lucania; magri alla Struttura Sanitaria Privata di Agropoli o alla Struttura Sanitaria Privata di Battipaglia, atteso che Salerno è già congestionata di per se.

La disperazione e la rabbia crescono e man mano che si va avanti si ha la netta sensaziione che parlare a quell'”Asino” in mezzo ai suoni è veramente inutile, non è lui l’interlocutore, semmai è l’esecutore, il “mandante” sta a Salerno a Via Nizza. Interviene il Sindaco di Eboli Melchionda non prima di essersi preso qualche insulto diretto a lui e aqualche altro politico presente: “Precisiamo che stiamo facendo una battaglia per la Salute dei cittadini e per dare servizi efficienti e non di campanile. Per questo riteniamo sia sbagliato concentrare una enorme mole di partorienti in un unico reparto. E’ un atto grave quano irresponsabile: a Battipaglia sarà un lazzaretto. – e il Sindaco evidentemente si rende conto che il suo interlocutore non è in grado di poter garantire nulla e informa ai dimostranti dell’incontro con il DG Squillante – Domani alle 12.00 a Salerno porteremo al DG Squillante le nostre dimostranze, rappresenteremo i rischi e i pericoli di questa scelta e se c’é altro dietro questa decisione vuo, dire che si fa risciare la vita alle persone“. “Noi vogliamo salvare la vita delle mamme – dice la giovane ginecologa Luisa Di Benedetto – “Ho lavorato al Policlinico di Roma, e quello che vedo quì è una vergogna, ho potuto constatare di persona per un’emorragia che significa la distanza, i chilometri fanno la differenza, e la differenza vuol dire vita o morte. – e quì la giovane Di Benedetto ricorda il motto dei ginegologi – Il Bambino non è un piccolo adulto“.

vincenzo montemurro

vincenzo montemurro

Calabrese alle strette si lascia sfuggire: “Non possiamo avere l’Ospedale sotto casa nostra“. E’ vero non possiamo averlo sotto casa nostra, il Direttore sanitario ha ragione, noi non possiamo averlo perché lui e gli altri suoi colleghi Spinelli e Squillante lo vogliono portare sotto casa di altri.

Involontariamente Calabrese si è lasciato sfuggire quel disegno criminoso che accomuna gli attuali dirigenti, nel silenzio dei fascistelli e nanetti politici del posto e su commissione dei altri “nani” un pò più alti che avendo manie principesche vorrebbero assecondare tutti con la forza la minaccia e l’arroganza.

A questo punto la protesta finisce dietro questa frase subdola e irresponsabile se proprio un operatore della sanità la pronuncia. Per risparmiare si azzerino tutte le prestazioni accessorie e sicuramente con quei 22 milioni di euro che è costata l’ALPI, di cui tutti i medici e sopratturtto il controllore controllato Spinelli ne usufruiscono, si poteva pareggiare il bilancio.

Una cosa è certa la protesta oggi si trasferisce a Salerno per fare un altro buco nell’acqua e a noi non ci resta altro che appellarci al PM Montemurro:

Dottore, per favore accelleri e arrivi celermente alla conclusione delle indagini, lo faccia per amore di tante persone che sono a rischio per la loro salute e addirittura per la propria vita, lo faccia per quelle mamme che potrebbero morire per una banalissima emorragia e lo faccia per quei bambini che vengono alla luce sani e soprattutto vivi, ci liberi da questa gente.

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Protesta Ospedale-corteo mamme.

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Ospedale-Eboli-Protesta-Corteo

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Protesta-Ospedale-manifestazione-protesta

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Protesta-Ospedale-Calabrese

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Protesta Ospedale-Raduno Corteo

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Protesta-Ospedale-Manifestanti-Norma-Calabrese

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Calabrese-Protesta Ospedale 1

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Protesta Ospedale-Melchionda-Calabrese

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Ospedale-lenzuolo-protesta

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Protesta Ospedale-cartelloni

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Eboli, 24 giugno 2014

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