Il Segretario PD azzera Melchionda: Un avvertimento.

L’eliminazione di Melchionda passa su un filo che va da Eboli a Battipaglia. I due Sindaci sono sotto scacco. Pare che tra i motivi ci sia la mancata nomina di Marisei nei “Patti di Reciprocità” e la mancata formalizzazione dell’Accordo sulle Terre dell’Istituto Orientale.

I “mandanti” fanno solo da sfasciacarrozze. Il Centro-Sinistra non c’é più, Cariello e Rosania ne hanno decretato la fine.

Martino Melchionda

Martino Melchionda

EBOLI – E’ proprio difficile seguire le vicende politiche ebolitane. Più difficile è seguire quelle del Partito Democratico. Siamo ad un vero e proprio “borsino” politico. Cioè quotazioni a secondo degli umori del “mercato” interno alle correnti.

Che la vicenda politica interna del Partito Democratico fosse un pò complessa lo si sapeva, ma che fosse così suscettibile agli orientamenti umorali nessuno se lo aspettava. Ma analizzando i comportamenti si può anche ipotizzare gli andamenti e interpretare le strategie delle singole correnti o, come si dice oggi, sensibilità interne al PD stesso.

Che vi fossero difficoltà politiche all’interno del PD e all’interno della coalizione di centro-sinistra che uscì vittoriosa dalle urne nel 2005, si sapeva. Il quadro politico però è cambiato. E’ cambiato anche a seguito della semplificazione avvenuta dal risultato delle ultime Elezioni Politiche, che a seguito dello sbarramento ha costretto le diverse formazioni politiche minori ad accorparsi. Il risultato elettorale sancì inequivocabilmente la sconfitta del centro-sinistra e la scomparsa dal Parlamento della sinistra antagonista e di tutte le altre formazioni minori. Anche il PD è stato soggetto di questa semplificazione accogliendo in se, nel momento fondativo, diverse aree; quella cattolica della Margherita; quella liberale e residual-socialista; quella degli eredi del PCI, PDS, DS, ivi compreso altri piccoli e sparuti raggruppamenti minori.

La semplificazione politica ha fatto si che anche il quadro politico generale e l’alleanza di centro-sinistra subisse variazioni significative, così come non poteva ritenersi esclusa da questi fenomeni la vicenda ebolitana, tra l’altro complicata dalla presenza dell’ex Ministro Carmelo Conte e dei suoi parenti-seguaci, che fino a qualche mese fa non riuscivano ad avere un loro “domicilio” politico stabile.

Donato Guercio

Donato Guercio

Le “mutazioni” genetico-politiche proprio per la varietà delle confluenze nel PD e per la presenza appena più forte, al contrario del livello nazionale, della Sinistra alternativa, hanno attraversato solo l’area politica di centro-sinistra, essendo l’altro blocco, staticamente legato al suo leader nazionale Berlusconi e ai suoi proconsoli che ne decidono per suo conto le sorti. La conseguenza, è che il Centro-sinistra non c’è più, assorbito in parte dal PD, in parte dalle scissioni che hanno interessato i Comunisti, che hanno  generato altre sigle ed altri movimenti, inoltre non è trascurabile la divaricazione netta sulle varie politiche del Partito “giustizialista” di Di Pietro.

La questione locale evidentemente ha subito le stesse conseguenze e la stessa sorte: Un PD diviso, ma con la voglia e la necessità di unirsi; una sinistra divisa Rifondazione da una parte, Sinistra e Libertà dall’altra, che cercano nuovi spazi e nuove/vecchie evocazioni; L’Amministrazione Melchionda inconsapevolmente strumento di accellerazione di un processo degradante ma nello stesso tempo unificante, attraendo a se tutte le rappresentanze che avevano nel frattempo perso “residenza” politica. Il PD oggi, conta 16 Consiglieri Comunali, il Sindaco, il Vice Sindaco, 8 assessori e un nono che non è neanche troppo lontano.

La lunga fase politica dell’Amministrazione ha subito varie crisi, non ultima quella che portò all’estromissione della componente che fa riferimento all’Onorevole Cuomo, con il “licenziamento” degli Assessori Morrone, Consalvo, Infante, e alla sostituzione del Capo gruppo Vastola con Di Dio che aveva aderito ai RED e non ancora al PD. Da allora un’escalation di avvenimenti politici: la costituzione della sezione PD; la nomina del Segretario Guercio; l’episodio delle elezioni Provinciali, che vedeva l’Amministrazione, anziché sostenere il PD, schierata a favore di una lista civica; la produzione di atti amministrativi non concordati con il Partito; le varie fasi congressuali, che vedevano da una parte l’Area Cuomo, dall’altra quella Melchionda-Conte-De Vita con tutta l’amministrazione, Francescini e Letta e tutto il fermento che ne è derivato.

Analizzando questi percorsi, e valutando senza sconti le varie posizioni, nonostante tutti i comportamenti e gli atti politici riscontrati, non vi è stata una sola divaricazione pubblica, e del PD e del suo Segretario, e degli alleati (Rifondazione), fatta eccezione di qualche sortita del Consigliere Regionale Gerardo Rosania, ma che poco incideva nell’attività amministrativa, non avendo egli rappresentanti in Consiglio Comunale.

Cariello Massimo al gazebo di Massimo Comune Multiplo

Massimo Cariello

Tutte le discussioni sono avvenute nel chiuso delle stanze e senza mai prendere posizioni ufficiali che mettessero in “mora” politica l‘Amministrazione e Melchionda stesso. La cautela e l’unità del partito evidentemente erano prevalenti rispetto alle posizioni assunte dalla maggioranza, tanto prevalenti che a più riprese i vari leaders hanno lavorato perché questo avvenisse.

Nel frattempo che si arrivasse ad una composizione politica che interessasse solo ed esclusivamente il PD, sia pure riscontrando riflessi sull’Amministrazione, i canali politici sono rimasti sempre aperti fino a proporre le Primarie di Coalizione, respinte in maniera categorica sia da Cariello che da Rosania, mentre si registrava un possibilismo da parte dell’IdV. A queste posizioni si è aggiunta prepotentemente la discesa in campo di Massimo Cariello e Gerardo Rosania. Mentre il primo ha affiancato alla sua candidatura anche l’uscita incomprensibile dalla Maggioranza, dopo averne “bivaccato” per 4 anni e 10 mesi e dopo aver votato 4 bilanci e dopo aver incassato l’ultima “prebenda” (vedi il Presidente dei Revisori); il secondo, indipendentemente dal suo valore, si è imposto nel suo partito con la contrarietà dei Verdi, dei Socialisti e di parte dei Comunisti. Entrambi sono partiti pancia a terra, senza intavolare nessun discorso politico e senza effettuare nessuna autocritica, in una campagna elettorale, evidentemente ad excludendum del PD.

Se vi è stato qualche timido incontro nessuno degli autocandidati si è mai professato favorevole alla discussione se non per porre veti al PD e precisamente su Melchionda.

Questo blog ad un anno dalla sua prima uscita ha criticato in maniera inequivocabile il Sindaco Melchionda e la sua Amministrazione, ivi compreso gli uomini, nella loro azione politica e i partiti che la componevano, mai vi è stato una sola sollevazione e una sola contestazione alle critiche mosse su determinati atti amministrativi, presupponendo una sintonia con l’amministrazione stessa. In questo anno, eccezion fatta per le posizioni personali di alcuni Consiglieri, che per raggiungere alcuni obiettivi, hanno in maniera significativa concorso alla divisione di incarichi e alla consumazione di atti contestabili politicamente ed amministrativamente, non vi è stato nessun partito o residual-partito che abbia fatto valere una posizione contrastante la maggioranza stessa, ivi compreso il PD e il suo Segretario intento più a sedare che a vegliare sulle vicende politiche.

Apprendere oggi che Melchionda non è più il candidato del PD per intraprendere un discorso politico che vada nella ricomposizione del Centro-Sinistra è una doccia fredda e gli elettori non solo non lo capirebbero, ma non lo approverebbero, non avendo registrato nel corso degli anni nessun appunto proveniente da quelle forze politiche con le quali si vorrebbe dialogare. Si darebbe solo corpo meritatamete a giudizi negativi che già sono attribuibili alla politica e ai partiti da parte dell’opinione pubblica.

Ma quale sarebbe il centro-sinistra? Chi ne farebbe parte? Quali politiche si attuerebbero? Chi lo dovrebbe Guidare e perché?

Interrogativi che non hanno risposte plausibili se non nella ostinata posizione di Cariello e Rosania, che già sono candidati e già hanno aperto la campagna elettorale. Partiti rispettabili ma minoritari, che chiedono la “testa” di Melchionda ma non vogliono mettere in discussione la loro, magari appoggiata anche da chi ha segrete aspirazioni, ma che a noi risultano fuori dal tempo.

La eliminazione di Melchionda, senza una verifica politica, darebbe luogo alla formazione di una coalizione più allargata, che non è più il Centro-sinistra o almeno non è più lo stesso? O solo il ritiro di Melchionda sanerebbe la sete politica di questi Partiti? Cariello e Rosania si devono ritirare o si autoassolvono?

Quando si vuole costruire qualcosa non si parte dai veti si discute sulle cose da fare e come farle.

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

Ecco perché l’uscita del Segretario Guercio è fuori dal coro. Per come è stata formulata è sembrato un blitz. I più maligni hanno voluto attribuire a questa posizione un altro significato, sicuramente legato ad alcune “pretese” politiche non realizzate. Pretese che passerebbero su un filo che va da Eboli a Battipaglia. Conseguenza che terrebbe sotto scacco sia il Sindaco di Eboli Martino Melchionda, sia quello di Battipaglia e Segretario Generale del Comune di Eboli Giovanni Santomauro, i quali per le rispettive competenze dovrebbero “aggiustare” alcune cose. Infatti, Santomauro nel completare la sua Giunta pare stia trovando difficoltà nel PD e in una parte del PD, quella che si rifà all’Area Bassolino-Valiante, mentre Melchionda pare non abbia completato l’iter di alcuni atti amministrativi, come ad esempio, l’atto che formalizza l’accordo sulle terre dell’Orientale, e in più pare non abbia voluto deliberare la nomina di Salvatore Marisei nei “Patti di Reciprocità“.

Se queste cose rispondono a verità, l’azzeramento di Melchionda nella corsa  alla ricandidatura sarebbe un vero e proprio “avvertimento”, ed il latore di questo messaggio è stato inconsapevolmente il Segretario del PD Guercio, ma i “mandanti” sono individuabili e stanno assumendo il ruolo di sfasciacarrozze pensando poi di poter ricostruire il “convoglio”.

Ebbene, sia Cariello che Rosania o altri sono legittimati ad avanzare una loro candidatura, ma nel rispetto delle regole politiche. Questo vale anche per gli altri che invece da dentro il PD  vorrebbero tirare le cuoia  al Sindaco, devono attenersi alle regole interne, chi pensa in un ritorno al passato è fuori dal tempo. La pagina si è girata e anche se la trama può non piacere, si sta scrivendo un altro libro.

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