Provinciali 2014: Tra nuove procedure e vecchi riti, l’ultimo inganno della casta

Il 12 ottobre prossimo si terranno le elezioni di secondo livello per le Provincie, voteranno solo i consiglieri comunali e Sindaci. Si risparmia? Sono utili? I poteri sono gli stessi.

Tra nuove procedure e vecchi riti partitocratici, l’ultimo inganno della casta. In Provincia di Salerno si contendono la Presidenza: Giuseppe Canfora e Giovanni Romano; rispettivamente sindaci di Sarno e Mercato S Severino. Dietro di loro grandi manovre e l’eterno scontro tra  De Luca e Cirielli-Carfagna. Ecco liste e candidati.

Giuseppe-Canfora-Giovanni-Romano-Palazzo-S-Lucia-Sede-Provincia

Giuseppe-Canfora-Giovanni-Romano-Palazzo-S-Lucia-Sede-Provincia

di Marco Naponiello e Massimo Del Mese
per (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Il 12 ottobre prossimo si terranno le votazioni per eleggere il nuovo Presidente e i nuovi consiglieri provinciali, da che dovevano essere abolite per risparmiare, al loro ritorno alla grande. Saranno elezioni di secondo livello, nel senso che non sono a suffragio universale ma a votare saranno i consiglieri comunali e Sindaci 1880 che eleggeranno il Presidente e 16 consiglieri provinciali, insomma un voto feudale, che non misura le unità ma li pesa e conseguentemente al peso ne attribuisce l’importanza. Un altro passo democratico all’indietro, un’altra presa per i fondelli, atteso che non ci saranno risparmi e saranno utili allo stesso modo di come lo erano, praticamente saranno comunque un “portafoglio” di potere e saranno comunqe un “dispensario” di incarichi, di consulenze e di sprechi, atteso come è stata ridotta la nostra straordinaria provincia di Salerno.

Marco Naponiello

Marco Naponiello

“Le province sono morte, “W le Province!titolava un quotidiano di caratura nazionale qualche mese addietro, e questa impressione rimane a tutt’oggi, e mentre il padre della riforma il ministro Delrio difende accoratamente la sua creatura si tratta di una rivoluzione istituzionale l’abolizione della provincia e della classe politica connessa, adesso sono solo agenzie a servizio dei Comuni ma i dubbi sul tavolo permangono. Le competenze ad esempio sembrano immutate, come ambiente trasporti e territorio rimarranno ad appannaggio dell’ente intermedio, dunque la differenza strutturale ad un primo esame risulta irrilevante.

Il  cambiamento risulta nel puzzle delle poltrone, non ci saranno i 2500 tra consiglieri ed assessori, forse un migliaio, e la tipologia elettiva, i politici che si auto-eleggono, non appare a primo acchito un esempio di democrazia partecipata. L’UPI, unione delle provincie italiane di concerto al Viminale e al Ministero dell’Economia, ha lanciato un allarme tenuta conti, tra le 63 provincie che andranno alle lezioni e le 8 città metropolitane, molte si trovano in pre-dissesto, a cui si aggiungeranno le enigmatiche deleghe, che ogni Regione deciderà di demandare, in piena autonomia, alle province allocate nel territorio. Dunque l’ente provincia risorge dalle sue ceneri, come una novella Fenice, confondendo il lessico abolizione con quello di trasformazione, ricorda l’equivoco in ambito fiscale tra Imu e Tasi, entrambe basandosi sui parametri catastali delle abitazioni. Poi il sospetto, che la Casta punti tutto sui nuovi rimborsi, in controtendenza con la Revisione della spesa voluta dal Governo di Mario Monti e la promessa abolizione di migliaia di Partecipate pubbliche annunciata dal Premier Matteo Renzi, pochi giorni fa. Difatti, Barbara Lezzi, portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato, ha raccontato alcuni retroscena riguardanti, la di per lei, finta abolizione delle province:

de luca

de luca

Vi ricordate i tagli ai costi della politica, che ci ha promesso il premier Renzi? Ebbene, nel decreto Pubblica Amministrazione, quello già approvato, c’è una postilla, che garantisce alle nuove province, quelle che dovevano essere abolite in realtà da Delrio, rimborsi spese molto generosi, laute ricompense, oneri previdenziali e tutto quanto spetta ancora a consiglieri provinciali e presidenti di provincia. Quindi si parla di tagli sì, ma purtroppo a scapito di famiglie e di imprese, mentre invece la politica, con due righe, si salvaguarda e loro la auto-ricompensano”.

Allora l’addio alle Province era un bluff. Tornano le Province!? Il Senato le cancella, la Camera gli trasferisce poteri e soldi? A quanto pare, per consiglieri e presidenti arrivano anche rimborsi spese e “oneri contributivi, i permessi retribuiti, i rimborsi spese per la partecipazione alle riunioni degli organi provinciali, delle associazioni di rappresentanza, i rimborsi per gli incarichi di presidente di Provincia, di Consigliere provinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sono a carico della Provincia.

Nuove Provincie, i criteri elettivi: Saranno eleggibili, nonché, limitatamente alle prime elezioni, i consiglieri provinciali uscenti. Il consiglio dura in carica 2 anni. Sono eleggibili a Presidente della Provincia i Sindaci della provincia il cui mandato scada non prima di 18 mesi dallo svolgimento delle elezioni e, in sede di prima applicazione, anche i consiglieri provinciali uscenti. Il presidente dura in carica 4 anni. Eleggono il presidente e il consiglio provinciale, i sindaci e i consiglieri dei comuni della provincia. Le date per la presentazione delle liste dei candidati sono state fissate al 7 settembre, in caso di voto il 28 settembre, e al 21 settembre nel caso del 12 ottobre.

volpe

volpe

Veniamo a “cose” di casa nostra: nel salernitano si voterà il 12 ottobre, per tutto il periodo estivo son fiorite ipotesi realistiche o fantasiose, non si sa, nel PD per esempio sembrava che Mimmo Volpe, inossidabile Sindaco di Bellizzi, fosse in pole-position per la nuova Presidenza dell’Ente, ma come si dice di chi entra in conclave Papa e ne esce Cardinale, anche per il summenzionato la candidatura è sfumata in breve tempo.

Molto rumore invece hanno fatto le dichiarazioni del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, da un’emittente televisiva, con la franchezza rude che da anni lo contraddistingue ha dichiarato: Questa vicenda è un monumento alla demenzialità di questo paese, un esempio di come si possa creare un mercato politico per nulla. La riforma è ereditata dal precedente governo, ma è necessario che il Governo Renzi prima o poi semplifichi questo processo”.

Ma è tutto il Partito democratico ad essere scosso in queste concitate ore, la candidatura di Giuseppe Canfora, Sindaco di Sarno, fortemente appoggiata da Nicola Landolfi segretario provinciale del partito che nientemeno ne tracciò il profilo e prendendo atto che era così somigliante a Canfora nessuno ha avuto il coraggio di contraddirlo, superando in un solo colpo tutte le divisioni dei Democrat salernitani, sfumando forse in anticipo una possibile via unitaria nel partito, si racconta di una riunione burrascosa sul nome del primo cittadino della città dell’Agro.

Mara Carfagna Edmondo Cirielli

Mara Carfagna Edmondo Cirielli

Ma se Atene piange Sparta non ride, anche nel campo del centro destra le acque non sono chete, Giovanni Romano è il ”pomo” della discordia, nell’ennesimo terreno di lotta tra due establishment guerreggianti, quello che fa capo all’ex ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna capo-bastione provinciale di Forza Italia, e l’altro che è capeggiato da Antonio Iannone, ex presidente della provincia ad interim, ”testa di pontesul territorio, di Edmondo Cirielli, ultimo presidente eletto, e leader provinciale di Fratelli d’Italia, per la conduzione della coalizione.

La bella Mara, insiste sul fatto che si profilerebbe una questione di opportunità politica, infatti “rischierebbe” Giovanni Romano di cumulare una pletora di incarichi: la carica di Assessore Regionale, Sindaco riconfermato, ed eventuale Presidente di Provincia, eventualmente altri cavalli di razza della scuderia berlusconiana scalpitano, e da tempo, per ottenere la designatura, ma Iannone non molla, giustificando il suo operato come uno sforzo per l’unita della coalizione, ma di fatto sottolineando frizioni e dissapori nel campo del centro destra.

In ultima analisi che sul ddl Delrio siano piovute critiche a priori: Se invece di guardare la riforma come una forma nuova di regolamentazione giuridica che produce risparmi, la si considera un processo di cambiamento che avvia forme di collaborazione istituzionale nei territori, i punti deboli potrebbero rivelarsi punti di forza. Mi preoccupa che le funzioni attualmente svolte dalle Provincie hanno un costo intrinseco che rimarrebbe tale anche se le stesse venissero svolte dai Comuni, singoli o associati; Comunque, fra un paio di anni ne tireremo le somme sui costi e  i benefici di tale maquillage istituzionale, fino ad allora le ipotesi analitiche di cittadini ed esperti del settore amministrativo locale attenderanno risposta.

Intanto i due candidati che si contendono la presidenza della Provincia Giuseppe Canfora per il centrosinistra e Giovanni Romano per il centrodestra, sono sostenuti da 7 le liste: Canfora dal Pd, Sinistra per la Provincia, Udc; Romano, da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Provincia Moderata e Riformista (la lista civica di Fasolino e Inverso e Ncd. In tutto i candidati sono 84, tra sindaci e consiglieri in carica, 6 donne e 13 sindaci di cui: 6 del Pd (Vietri, Padula, San Gregorio Magno, Bracigliano, Centola e Bellizzi), due dell’Udc (Cicerale e Siano), uno di FI (Roscigno), due di FdI (Castelnuovo di Conza e Castellabate) e due nella lista la Provincia moderata (Polla e Campagna).

LE LISTE

Per GIUSEPPE CANFORA PRESIDENTE

PARTITO DEMOCRATICO
Francesco Benincasa
Giovanni Coscia
Giuseppina Fiore
Paolo Imparato
Mauro Inverso
Gerardo Malpede
Giorgio Marchese
Marco Pastore
Nicola Pesce
Antonio Rescigno
Giovanni Ritorto
Giovanni Savastano
Carmelo Stanziola
Massimo Torre
Domenico Volpe

SINISTRA PER LA PROVINCIA
Carmine Caprarella Eboli
Maria Cianciulli – Giffoni Valle Piana
Carmine Cocozza – Auletta
Gennaro De Caro – Capaccio
Giuseppe Lupo – Pertosa
Matarazzo Nazario – Perdifumo
Alfonso Spada – Amalfi
Massimiliano Tresca – Sarno

UNIONE DI CENTRO
Lello Buonfiglio – Nocera Inferiore
Gianquirino Cantalupo – Ogliastro Cilento
Francesco Carpinelli – Cicerale
Francesco D’Ambrosio – Montecorvino Rovella
Giovanni Guzzo – Novi Velia
Alberto Milo – Angri
Michele Salvati – Castel San Giorgio
Giovanni Scognamiglio – Vibonati
Giuseppe Scorza – Castel San Lorenzo
Sabato Tenore – Siano

Per GIOVANNI ROMANO PRESIDENTE

FRATELLI D’ITALIA
1.Baldi Germano, Cava de’Tirreni
2.Bellomo Francesco, Atena Lucana
3.D’Agostino Giovanni, Pellezzano
4.De Vivo Luigi, Nocera Inferiore
5.Fabbricatore Giuseppe, Nocera Superiore
6.Fariello Mario, Vallo della Lucania
7.Iannone Carlo, Mercato San Severino
8.Iannuzzelli Michele, Castelnuovo di Conza
9.Lamberti Pasquale, Pontecagnano
10.Langone Biagio, Serre
11.Odierna Sebastiano, Sarno,
12.Pisani Caterina, Pollica
13.Pierro Attilio, Roccagloriosa
14.Santocchio Mario, Scafati
15.Spinelli Costabile, Castellabate, Sindaco
16.Vargiu Roberto, Fisciano

FORZA ITALIA
Giuseppe Agovino (Sarno),
Nicolino Agresti (Sessa Cilento)
Vincenzo Capuano (Castel San Giorgio)
Igidio Criscuolo (Ascea)
Giuseppe D’Aiutolo (Montecorvino Rovella)
Fortunato D’ARISTA (Polla)
Annalisa Della Monica (Cava de’ Tirreni)
Rosalba De Vivo (Montecorvino Pugliano)
Mario Freda (Buccino)
Luigi Lupone (Mercato San Severino),
Francesco Marrazzo (Sant’Egidio),
Mario Giovanni Maio (Orria)
Flavio Vitagliano (Tramonti)
Pino Palmieri (Roscigno)
Roberto Voza (Capaccio),
Maria Rosaria Esposito (Pagani),

NUOVO CENTRO DESTRA
Roberto Celano
Rosario Bisogno
Vincenzo Bove
Antonio Fiscina
Matteo Monetta
Enzo Pagano
Pasquale Vitiello
Francesco Plaitano

PROVINCIA MODERATA E RIFORMISTA
Rocco Giuliano
Batteo Bottone
Roberto Monaco
Raffaele Adinolfi
Vincenzo Orlotti
Sabatino Ingino
Vincenzo Laurito
Giovanni Colucci
Andrea Frusci
Luca Sabatella

Salerno, 25 settembre 2014

33 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. GRAZIE A M.NAPONIELLO e M. DEL MESE abbiamo finalmente capito cosa succederà il 12 ottobre prossimo per le elezioni-non elezioni Provinciali!
    Insomma un casino!
    Finalmente mi spiego l’attivismo del sindaco di Sarno Giuseppe Canfora: la settimana scorsa insieme al fighetto Landolfi e con la complicità di De Luca e Valiante organizzò nel suo paese la presentazione dell’opera di Bassolino LE DOLOMITI A NAPOLI. Presente l’autore, furono moderati dal nostro ottimo giornalista del Mattino Antonio Manzo.
    L’altra sera, sempre insieme al figo Landolfi, il candidato alla poltrona di presidente provinciale partecipò ad Eboli, alla promozione di un altro libro: TUTTA COLPA DI BERLINGUER sponsorizzato dal “bravo” sindaco Martino Melchionda con la presenza di un altro elefante della politica italiana: l’elegantissimo Fausto Bertinotti, il radical chic per eccellenza, responsabile della caduta del primo governo Prodi ed, all’epoca, ospite fisso delle televisioni berlusconiane. Moderatore Francesco Faenza,un altro ottimo giornalista ebolitano del Mattino.
    Allora ha ragione chi sostiene che finalmente i nostri amministratori salernitani, sostenuti dal fighetto Landolfi, hanno riscoperto la cultura con la “C” maiuscola! E bravi…uniscono l’utile al dilettevole in un intricato gioco di interessi economico-politici. L’autore vende i libri; i sindaci si candidano a presidenti provinciali o consiglieri regionali;i residuati bellici della politica nazionale fanno la loro bella figura con racconti e citazioni stravaganti; i giornalisti del Mattino si trovano a loro agio nella buona moderazione. E qualche ingenuo spettatore, che crede ancora nella cosiddetta cultura, li sta ad ascoltare senza capire che il folto pubblico presente è costituito, per la maggior parte, da fans sfegatati e silenziosi o amanti in fervida attesa.
    Ma, tornando a bomba, auguriamoci veramente che la riforma delle province venga effettivamente realizzata nella sostanza del DDL Delrio. Ossia produca risparmi notevoli per la collettività e reale collaborazione istituzionale tra gli enti locali verso il superamento di logori, inutili e dannosi campanilismi.

    • vi ringrazio Dott.Cicalese:
      personalmente,temo che le provinciali,come dedotto, dal nostro intervento scritto,(che gentilmente admin mi permette di esplicare)il rischio paventabile sia un enorme bluff di risparmi ed efficacia-efficienza per le territorialità,ma di contro l’ennesima eterna vittoria della partitocrazia,che è giudice e parte allo stesso tempo,si auto-rigenera,creando simulazioni ad arte per poter nei fatti amministrare il,potere locale, che è alla base ricordiamolo, di ogni altra forma di controllo!
      in buona sostanza…LO SI CAPISCE O NO CHE SON SOLO UN ASTUTO ESPEDIENTE PER VOTARSI TRA LORO????

  2. “La commissione Bilancio ha anche avanzato osservazioni sul rischio che con questo ddl aumentino i costi per lo Stato. “Non può escludersi – si legge – la duplicazione di costi e funzioni” dalla norma che “consente l’elezione diretta del sindaco e del Consiglio delle Città metropolitane”.

  3. Champagne!!! 10 CITTA’ METROPOLITANE (la più grande di quasi 4 milioni di abitanti poiché si parla di attuali confini della provincia ricompresi nella nuova istituenda città metropolitana) manco se fossimo in CINA o USA…le grandi metropoli…ecco perché lì la provincia non sparirà, cambia solo casacca, il nome, di fatto non vedo cosa cambi di diverso. Allora, mi chiedo, è democratico mantenere sotto un nuovo nome le province in taluni posti mentre si riformano per poi abolirle in tutti gli altri territori meno fortunati o per meglio dire di serie “B”? In Italia ci sono province che geograficamente, orograficamente, culturalmente, economicamente etc. sono infinitamente più complesse e difficile da gestire che rispetto alle costituende città metropolitane, quasi tutte in pianura ma al di là di ciò, se lo spirito è questo, fate voi!!!! Intanto 7.800 enti strumentali pubblici continuano a funzionare e nella stragrande maggioranza ad esercitare compiti e funzioni che le province potrebbero svolgere a costo zero…questi enti costano miliardi di miliardi…e nessun organo direttivo è stato eletto, ma nominato dalla politica italiana, di sinistra, centro e destra!!! POPULISMO E SLOGAN…..ZERO FATTI E TANTE CHICCHERE…COMPLIMENTI!!!!

    • Abolizione province, abolizione finanziamento pubblico etc etc, poi vedi: le “nuove” Province funzionano così…i nuovi finanziamenti funzionano così…etc etc. Signori l’italiano si rispetta, abolire significa “sopprimere” non modificare!!!

  4. Non avete abolito ma trasformato le province in consorzi che sono comunque centri di spesa. Se poi i dipendenti passeranno alla regione si finirà’ con l’aumentare i costi in modo abnorme.

  5. Rilevo in molti commenti che c’è critica all’azione di Governo, alimentata dalla recente dato sul PIL, ancora negativo.
    n un sistema economico complesso dove si sono accumulati nodi di ogni genere che ostacolano la crescita, risultati dell’azione di Governo si potrà vedere tra 2-3 anni.
    Riconosciamo che per la prima volta si fa sul serio e che i problemi sono affrontati con successo, nonostante l’azione di contrasto dei difensori della casta.
    Ma veramente credete che si possa iniziare a crescere dopo decenni con una classe politica attenta solo a se stessa e a mantenere privilegi l’Italia possa iniziare a crescere in pochi mesi di Governo, ancorché molto efficace?

  6. eccellente lavoro di Renzi e di tutto il Governo,approvata una riforma fondamentale attesa da anni,restano i problemi del lavoro e dello sviluppo ,ma questo è un altro capitolo.
    per adesso godiamoci questa vittoria storica,a tutti quelli che sono scettici dico fatevene una ragione.
    Renzi ha vinto,i detrattori hanno perso,spero continui cosi per almeno trenta anni!

  7. v’è pure un problema di costituzionalità. Le province sono enti previsti dalla Costituzione. Siamo sicuri che la loro abolizione (almeno formale) corrisponda al dettato costituzionale? Prevedo un ricorso alla Consulta; l’ennesima nel nostro sistema, caratterizzato da un’iperlegislazione schizofrenica, poco rispettosa dei diritti dei cittadini e sempre propensa ad applicare la logica del gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente.

  8. E delle Prefetture, che sono un perfetto doppione, che ne facciamo?
    E’ inutile giocherellare con le riforme finte se non si fa quella vera ,costituzionale.E quella vera sarà sempre inutile se non si comincia dall’articolo uno:”La sovranità appartiene al popolo.”Punto.Con questo la pretesa di altri di dire di no cadrebbe,insieme alla scusa di non poter fare niente.

  9. I sogni di vedere tagli di decine di migliaia di inutili dipendenti pubblici,inutili perchè alle dipendenze di enti inutili o perchè svolgono funzioni inutili rimarrà tale,un sogno.Stiamo ancora troppo bene,non abbiamo ancora toccato il fondo.L’Italia mi sembra una persona che è finita in fondo al mare,sta trattenendo il fiato in attesa di un’onda che la riporti su.Se l’onda arriva e quindi il Paese riparte allora avanti pure si continuerà senza cambiare nulla a spendere e dilapidare il denaro pubblico,con la complicità di parte delle imprese e del mondo finanziario conniventi con questo sistema.Se il Paese non riuscirà a risalire allora forse si troverà la forza per cambiare sistema per cercare di sopravvivere.

  10. Speravamo di avere interrotto il conto alla rovescia..ma e’ ripreso inesorabilmente..quanto alla fine?
    L’Europa tutta cresce PIGS inclusi ma l’Italia è al palo: ormai è totalmente soggiogata dall’azione distruttiva del partito delle tasse, caste radical chic come burocrazia ministeriale, diplomazia, magistratura, ecc. e, soprattutto, far lucrare l’oligarchia-Questa Nazione non ha scampo, è condannata!

  11. Venghino Siori venghino.. Ristorante “La Mangiatoia”; dove potete degustare le specialità della Casta: Riforme all’italiana. Rimborsi del momento. Privilegi maltagliati. Assaggino di tasse. Sprechi della Casta. Giustizia all’ingiustizia. Sanità allo sbando. Pizzetti alle mafie. Fisco al sangue. Insaputa di reato. Coca al tiramisù e una cantina fornita di tutti i Privilegi d’annata.
    Del Rio sei un gattopardo e basta!
    Cambiare tutto per non cambiare nulla.

  12. Non penso che sia stupido renzi, ma furbo si. L’ostinazione con la quale si è presentato a fare il capo del governo nonostante un parlamento ostile, mi fa pensare che infondo l’idea di portare a casa delle vere riforme strutturali (intendiamoci quelle che fanno piangere un bel po di gente, magari non la solita) non ci sia mai stata…Così siamo passati da un salvatore delle patria ad un altro, che in fondo da quella scuola viene, e nell’attesa che la realtà ci inchiodi tutti ad una responsabilità collettiva godiamoci pure l’ennesimo annuncio spot seguito dall’ennesima delusione o dall’ennesima conferma, fate voi il risultato non cambia!!

  13. Con lo Schifezzum italicum, la boiata sulle Province e la modifica del Senato, siamo quasi alla privazione del diritto di voto…grazie a quel 40,8%, il nuovo Duce è già al comando!..

  14. SAREI CURIOSO DI VEDERE I COSIDDETTI RIFORMISTI DI EBOLI,IN UNA SOLA PAROLA I CARMELITANI SCALZI CHI APPOGGERANNO,NEL SENSO I QUATTRO VOTERELLI CHE LI RIMANGONO COME CERCHERANNO DI FARLI…PESARE?
    COSA SI INVENTERA’ IL MIRACOLATO DI PIAGGINE QUESTA VOLTA,PUR DI POSIZIONARE LE SUE PROTESI POLITICHE,I NIPOTINI,IL FIGLIO MAGARI,IN QUALCHE POSTO CHE NON SIA DI ETEREA RAPPRESENTANZA….

  15. oramai l’ago della bilancia si è spostato verso l’agro-nocerino,la sfida dei candidati a presidente sottolinea questo quadro politico,il pd delle zone oltre l’ irno ha molto + peso di quelle interne diviso e frastagliato,lo stesso per forza silvio,e la piana ne paga le spese,vedi ospedali e metro……

  16. Inciucio³ ..ovvero al cubo!ma le province non sono state cancellate? Presi come al solito in giro.
    Le tanto pubblicizzate riforme sono false. E’ sorprendente che uno così sia il primo ministro di una grande nazione come l’Italia che però, se si riconosce in lui, evidentemente tanto grande non è. Solo i novantenni fuori di testa possono stravedere per lui.

  17. le provincie zombie si aggirano di nuovo:
    Se vinco mai più larghe intese. (Renzi 20 ottobre 2013).
    – Nessuna intesa tra Letta, Alfano e me, non voglio essere assolutamente accomunato a loro (Renzi 29 dicembre 2013).
    una carriera politica fondata sull’inganno verso gli Italiani.

  18. Il senso di questa riforma doveva essere risparmiare soldi e snellire gli organi di governo.

    Ma niente, s’è cambiato soltanto il nome delle province e si è reso il tutto meno democratico (politici che si votano tra di loro).

    I problemi sono questi e sono evidenti, se volete vederli.
    Qualcuno lo sapeva già e vi aveva avvertito.

  19. Grande Marco i tuoi articoli sempre chiari e dettagliati!

    • grazie,si fa il possibile,grazie allo spazio graziosamente riservatoci dall’admin del blog!

  20. vedremo il peso delle dimissioni del melchionda nello scacchiere provinciale,il pd come si organizzare,e se landolfi sarà capace di organizzare un partito che sul territorio salernitano ha molte pecche

  21. Ma quando l’abolizione del art 18 per i politici?

  22. Non si capisce come si possa aver creduto che tutte le funzioni scomparissero magicamente o che qualcuno per magia se ne incaricasse. Non si capisce la meraviglia delle elezioni secondarie previste dalla legge. Ma il giornalista da quale pianeta arriva? Le scuole ci sono, le strade ci sono quale è il problema? Le province come si mantenevano ? Lo stato ha detto che non ci saranno soldi in più non che ce ne saranno di meno, semplicemente gli stessi soldi verranno utilizzati per far funzionare quello che c’è e che non può essere supplito o eliminato, in seguito quello che erano le province sparirà e le funzioni assolte verranno ridistribuite tra le città e le regioni.

  23. Non si chiameranno più province ma ex province e faranno esattamente le cose di prima:
    esattante come Berlusconi che viene chiamato ex cavaliere ma che ha ferreamente in mano, tramite Renzi segretario di un partito della ex sinistra, il paese che fra un po sarà solo più un ex paese.
    “Il voto di secondo livello esclude i cittadini conferendo la scelta a coloro che sono già stati eletti (i sindaci)” La SEMANTICA, arma micidiale usata dai politicanti per mantenere il potere e rimbambire il popolo. Per quanto tempo ancora ci faremo ingannare?

  24. Province “abolite”, politici al voto per rinnovare consigli di 4 Città metropolitane
    Domenica e lunedì 5-6 tocca a Milano, Bologna, Genova e Firenze oltre a 6 province. Il 12 ottobre sarà la volta di Roma, Torino, Napoli e Bari e delle rimanenti 58 Aree vaste disegnate dalla legge Delrio. Questa volta i cittadini non saranno chiamati alle urne perché l’elezione è di secondo livello e a votare saranno sindaci e consiglieri comunali..se la cantano e se la suonano

  25. DA UN GOVERNO ILLEGITTIMO (NON ELETTO DAI CITTADINI) NON SI PUO ASPETTARSI ALTRO CHE LA DIABOLICA PERSEVERANZA NEL CONTINUARE A ESAUTORARE I CITTADINI (GIUSTO PER ESSERE COERENTI CON LO SPIRITO DI ILLEGITTIMITA). Chissà se ci saranno dei cittadini che ringrazieranno per non essere interpellati e scomodati?

  26. Questa norma sulle province è un tappabuco, dal momento che formalmente esistono ancora (la riforma costituzionale non ha ancora finito il suo iter) si è evitato di votare direttamente gli amministratori. I sindaci che ricopriranno “incarichi provinciali” lo faranno SENZA PERCEPIRE STIPENDIO e questo è normale per una nomina di secondo livello, mentre se rimanevano elettive si sarebbero dovuti inevitabilmente pagare gli eletti. Ora questo non sarà granché, ma è un primo risparmio, anche se la vera voragine si trova nei DIPENDENTI PROVINCIALI, che sono troppi in rapporto al lavoro svolto. Se poi qualcuno grida allo spreco solo riguardo ai politici, ma poi difende gli impiegati, rappresenta l’emblema del qualunquismo.

  27. Questa norma sulle province è un tappabuco, dal momento che formalmente esistono ancora (la riforma costituzionale non ha ancora finito il suo iter) si è evitato di votare direttamente gli amministratori. I sindaci che ricopriranno “incarichi provinciali” lo faranno SENZA PERCEPIRE STIPENDIO e questo è normale per una nomina di secondo livello, mentre se rimanevano elettive si sarebbero dovuti inevitabilmente pagare gli eletti. Ora questo non sarà granché, ma è un primo risparmio, anche se la vera voragine si trova nei DIPENDENTI PROVINCIALI, che sono troppi in rapporto al lavoro svolto. Se poi qualcuno grida allo spreco solo riguardo ai politici, ma poi difende gli impiegati, rappresenta l’emblema del qualunquismo.

  28. Il nuovo slogan del governo: elezioni senza elettori ma con tanti eletti.La casta che si autoalimenta e si moltiplica per partenogenesi ormai. Coi nostri soldi

  29. Io sindaco
    io assessore
    io consigliere
    ed ora devo pure votare?
    e non posso mica fare tutto io.

    Le Provincie non sono state abolite… Perchè i debiti della PA sono forse stati ripagati entro il 21 settembre? Perché il PIL sarebbe forse a + 0,8%… Perché a settembre c’ è stata una grande ripresa “col botto”? Perché il 29 agosto è stata presentata la riforma della scuola?… Perché nello Sblocca Italia sono stati stanziati 43 miliardi per i cantieri?
    Come dice Della Valle: “C’è un ragazzo che parla molto e non conclude niente”.

  30. ” La differenza tra democrazia e dittatura è che in una democrazia prima voti e poi prendi gli ordini, in una dittatura non devi perdere tempo a votare”.
    C. Bukowski

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