E per un punto Martin perse la….. Giunta

Dimissioni guidate e “responsabili” degli Assessori della Giunta Melchionda: senso di “responsabilità limitata”. Dichiarazioni di Cariello, Polito e Marisei dei contiani.

Lotte di potere e conquiste di postazioni, trattative estenuanti tra i singoli consiglieri e il Sindaco, unico tessitore di tutte le trame pseudo-politiche che hanno attraversato il PD, la Maggioranza e l’Amministrazione. La Politica è sospesa. La Città è allo sbando. Intervengono le Segreterie provinciali.

Martino Melchionda e la Giunta

EBOLI – Ricordando quella bella storiella che ci riporta al XVI secolo, e ironia della sorte ad un Martinus Abate, si ricorda come questi per abbellire il suo monastero volle far incidere una scritta che fosse nel contempo di benvenuto e che recasse un messaggio di carità cristiana inequivocabile: “Porta patens esto. Nulli claudatur honesto“, la cui traduzione letterale è “La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto“.

Ma l’incisore commise il banalissimo errore di apporre il punto anziché dopo “esto”, dopo “Nulli”, stravolgendo il senso della frase in “Porta patens esto nulli. Claudatur honesto“, che tradotta voleva significare esattamente l’opposto del messaggio originario, cioè: “La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all’uomo onesto“. Da qui il modo di dire “Per un punto Martin perse la cappa“. L’Abate Martino voleva diventare Priore, ci pensò il Pontefice a rovinare i suoi sogni.

Martino Melchionda

Si dirà ma cosa c’entra la storia dell’Abate Martino con le dimissioni della Giunta Comunale di Eboli e con Martino Melchionda? C’entra e come. Molte analogie riconducono a quella storiella, basta solo cambiare i personaggi: L’Abate Martino che voleva diventare Priore, può essere il Sindaco Melchionda che vorrebbe diventare Deputato; Il “punto“, rappresenta sicuramente la banalità e può essere rapportata alla crisi causata da un banalissimo scontro interno all’UDC, poi incappellato politicamente da faide interne al PD; La “Cappa” è sicuramente la Giunta, che costretta da un incidente, poi diventato un dictat ammantato di proposta politica, ha rassegnato le dimissioni; il “Pontefice” potrebbe essere sicuramente il Segretario Provinciale del PD Nicola Landolfi.

Ma l’analogia più rispondente tra la storia del Martino Abate e del Martino Sindaco, non è nel nome, ma è nella banalità, nel senso che in questa vicenda che da oltre due mesi tiene bloccata la Città e ha fatto vacillare l’Amministrazione e la Maggioranza PD, API, UDC e a mezzadria IDV, chiarito che il Consigliere Paolo Polito non è organico alla maggioranza stessa, di politica non c’é proprio nulla. Tutto è riconducibile solo a lotte di potere e conquiste di postazioni, ma è anche il risultato di trattative estenuanti tra i singoli consiglieri e il Sindaco, unico tessitore di tutte le trame pseudo-politiche che hanno attraversato il PD, la Maggioranza e l’Amministrazione.

Val la pena ricordare che negli ultimi mesi l’Amministrazione ha faticato a raggiungere i numeri necessari per tenere i Consigli Comunali e per approvare alcuni provvedimenti. Val la pena ricordare che senza nessun apparente motivazione politica, se non una questione interna al Partito di Casini, i Consiglieri Comunali Emilio Masala e Pietro Mazzini avevano chiesto le dimissioni dell’Assessore Pierino Infante del loro stesso partito ottenendole. Val la pena ricordare che gli stessi hanno disertato i Consigli comunali dopo le dimissioni di Infante, in un primo momento, per alcune manovre politiche che vedevano in avvicinamento all’UDC, l’attuale Capo gruppo del Pdl Fausto Vecchio, e successivamente per aver avanzato la richiesta di una nuova nomina di Assessore, indicando l’ex Consigliere Gerardo La Manna, primo dei non eletti della lista UDC, si dice, evidentemente poco gradito.

Emilio Masala

Si ricorderà che a seguito di questa empasse politica è stata azzerata la sezione dell’UDC e sono stati inviati due commissari: Michele Toriello e Sergio Giordano, che dovranno riportare alla normalità il loro Partito. Si ricorderà anche che nonostante il Commissariamento della Sezione i due Consiglieri Masala e Mazzini hanno continuato a disertare i Consigli comunali, che sono andati puntualmente deserti nonostante sulla carta vi fossero i numeri necessari per tenerli.

Ed è proprio quì che finisce la “banalità” e inizia la “faida” interna al Partito Democratico. Si dirà rientra tutto nei giochi politici, sicuramente si, ma purtroppo la crisi sembra essere attribuita all’UDC mentre la paternità naturale è del PD e a dare un cappello politico al tutto ci ha pensato un nuovo “cartello” interno ai Democrat, che vede insieme i Consiglieri Mauro Vastola, Cosimo Marotta, Mario Di Donato e Luca Sgroia, i quali prendono la palla al balzo e chiedono l’azzeramento della Giunta ed un “rilancio dell’attività amministrative e della Maggioranza“. Di quì la “resa” e la questione in perfetto stile sartoriale napoletano, si veste di politica e la trattativa passa nelle mani del Segretario Provinciale del PD Nicola Landolfi (Il Pontefice), che insieme al suo omologo dell’UDC Luigi Cobellis, risolveranno in capo a qualche giorno, la crisi politica e indicheranno la nuova Giunta, la quale fatta eccezione di qualche defezione per fare spazio ad un nuovo ingresso di indicazione del neonato gruppo Sgroia-Vastola, accontenterà l’UDC, non si sa come e l‘API che difende i suoi assessori a mezzadria con Melchionda.

Tutte sequenze che riempiono il nulla politico, culminate nelle dimissioni della Giunta dettate dalla famosa responsabilità politica che ha preso gli Assessori Cosimo Cicia, Carmine Magliano, Adolfo Lavorgna, Vincenzo Consalvo, Pasquale Lettera, Annarita Bruno e Remo Mastrolia che sebbene momentanemante assente si allinea.

Gli Assessori naturalmente mettono in evidenza il disagio politico che attraversa i vari gruppi e la necessità di sgombrare il campo da ogni ostacolo perché si possa riprendere una normale azione amministrativa che porti allo svolgimento del Consiglio Comunale e alla conseguente approvazione del Bilancio. Rivendicano il lavoro svolto ed indicano una serie di argomenti alla base del rilancio politico per arrivare al 2015, che corrisponde alla fine della consiliatura. E quali sono questi atti che molto responsabilmente hanno determinato le dimissioni della Giunta e che vengono indicati come punti di forza della nuova Giunta e di “amalgama” politica per la maggioranza tanto da arrivare fino al 2015?

  • L’estensione della Raccolta differenziasa ed il relativo rafforzamento;
  • Il funzionamento dell’Impianto di Compostaggio;
  • La questione dei Parcheggi interrati di Via Adinolfi;
  • Il preliminare del Piano Urbanistico Comunale;
  • L’intervento sull’Area ex Pastificio Pezzullo;
  • La riqualificazione della Statale 19 e di Via Rosselli;
  • Il Wi-fi cittadino (internet libero);

Oggettivamente tutti punti importanti ma che occorre necessariamente capirne le dinamiche. L’intera Giunta si dimette perché non è stata capace di portare avanti queste problematiche oppure ci sono state forze interne o esterne che ne hanno impedito la discussione e la eventuale risoluzione? La Giunta si dimette facendo autocritica ritenendo di non essere stata all’altezza del suo compito e salva il Sindaco o implicitamente gli attribuisce responsabilità di una mancata ed adeguata guida? Forse il Rafforzamenrto e l’estensione della Raccolta differenziata si poteva fare prima e non si è fatta? Forse si poteva risolvere in maniera diversa la questione dei Parcheggi interrati di Via Adinolfi e non si è fatto? Forse procedere per Varianti, scomporre gli ambiti territoriali e approvare i PUA non era la strada giusta e per questo si chiede il PUC? Forse non si è fatto abbastanza per rendere appetibile il Project Financing che riguarda l’ex Pastificio Pezzullo e tardivamente si cerca di adattarlo a sede della Cittadella Giudiziaria per colmare vuoti politici di vera e propria incapacità che da una parte vede sopprimere la Sezione distaccata di Eboli del Tribunale di Salerno e dall’altra cerca di mettere una “pezza” sul fallimento del P.J. del quale stiamo ancora attendendo il Progetto esecutivo, che in ogni caso, come al solito, vedeva soccombente il Comune riguardo alla distribuzione dei volumi realizzati? Forse c’é qualcuno che frena sul progetto che dovrebbe riqualificare l’intera area che va dalla SS 19 a Via Rosselli, anche questo scippato ad un giovane architetto, che ne aveva presentato la proposta, poi a progetto approvato brutalmente estromesso? Forse non si era d’accordo sul progetto del WI.fi cittadino per favorire i giovani ritenendo sia più giusto impegnarli nel superare selezioni di cui al Bando “generazioni a confronto” nel Piano di Zona S5, ancora non del tutto chiarite, che ha visto prevalere figli e amici oltre che giovani dirigenti del PD? Tutto quì?

Quella degli Assessori dimissionari è un senso di “responsabilità limitata”.

Mauro Vastola-Martino Melchionda

Nessun accenno alle questioni dei contenziosi (Aracne, Mazzitelli, SETA, Espropri Area PIP) che aprono la strada del dissesto finanziario dell’Ente; nessun accenno alla gestione delle Partecipate (Multiservizi, Eboli Patrimonio e alle recenti implicazioni che ne hanno causato le dimissioni dell’Amministratore Unico Roberto Pansa, Il Consorzio delle Farmacie, ASIS);  ne talpoco alle vicende che ci riconducono alla risoluzione delle Terre dei Cinesi gravate dagli Usi Civici; Nessun accenno alle questioni che vede il nostro territorio continuamente depotenziato nelle sue strutture portanti, Ospedale, Tribunale, Scuole, Agenzia delle Entrate; Nessun accenno alle politiche di riqualificazione della Fascia Costiera e alle condizioni di rilancio economico di concerto con gli operatori; Nessun accenno alle politiche programmatiche riguardo alla nuova legislazione che prevede l’Unione dei Comuni e Piani territoriali per la gestione e una migliore e più razionale spesa a fronte di servizi comuni; Nessun accenno alle politiche sociali o alle politiche di integrazione, nessun accenno alla lotta alla criminalità organizzata e della sicurezza cittadina; Nessun intervento che preveda politiche di coinvolgimento degli operatori agricoli per avvicinarli ed integrarli al tessuto sociale cittadino.

Insomma se si voleva “vestire” politicamente questa crisi con abiti su misura, non si è riusciti farlo. Vuol dire che o si è scelto il sarto sbagliato, o i modelli non sono adeguati a quella famosa scuola sartoriale napoletana. E così Melchionda ha perso la Giunta, e sebbene la ritroverà “rinnovata” non risponderà a quei requisiti a cui necessariamente dovrebbe rispondere, e nonostante l’intervento delle segreterie Provinciali dei Partiti, si ritroverà nuovamente a “patteggiare” con i singoli e dovrà di volta in volta trovare soluzioni accomodanti e vivere alla giornata, sapendo di non poter accusare più i Contiani, perché ormai sono esclusi dai giochi e dai numeri, non potrà più addebitarle al suo Partito perché egli pur avendome piena potestà, ha capitolato nel suo ruolo, non potrà più prendersela con gli altri partiti, perché se li ritroverà sempre cambiati negli uomini e nei numeri, visti tutti i passaggi da un partito all’altro che ci sono stati, non se la potrà prendere con le opposizioni, perché anch’esse poco potenziate a reggere un confronto, non potrà prendersela più con nessuno. Gli ebolitani al contrario sanno con chi prendersela e forse con l’aiuto di qualche “Pontefice“, come nel caso del Martino Abate, si semplificheranno le cose.

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Le Reazioni

Massimo Cariello

Massimo Cariello (Nuovo PSI)

E la conferma della sconfitta politica di Melchionda , senza attributi e senza la capacita di affrontare il problema politicamente, si conferma il tagliatore di teste,cambia assessore come pedine di un gioco, ma forse bisogna ricordargli che dovrebbe rappresentare gli interessi dalla citta’ e non del suo gruppo, ma il tutto si concluderà con una bolla di sapone, cambieranno i nomi ma il metodo anzi il sistema di potere clientelare rimane lo stesso, al peggio non c’e mai fine, l’unica salvezza per Eboli sono le sue dimissioni altro e’ solo il prolungamento di una morte annunciata”.

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Paolo Polito

Paolo Polito (FLI)

“”Cercasi Amalgama”. Gli Ebolitani non hanno ancora capito se la crisi politica, con le dimissioni degli assessori è formalmente aperta o definitivamente chiusa.

F.L.I. sta ancora aspettando di conoscere le cause che da almeno 3 mesi stanno bloccando le attività amministrative e istituzionali.

Una risposta, in effetti, hanno tentato di darla gli stessi assessori con la loro lettera di dimissioni di massa; anzi, sono andati ben oltre, dettando la nuova agenda politica: prima il bilancio 2012, poi la nuova giunta e tutte le cose da fare nell’immediato futuro. Appunto, il futuro … e del passato, chi ne parla? Dovrebbe farlo il Sindaco, che un anno fa assegnò a ciascuno degli assessori della nuova maggioranza PD-API-UDC i compiti amministrativi. Li hanno svolti? E con quali risultati?

Nulla di tutto ciò. Il sindaco si è limitato al solito, formale: grazie per il lavoro svolto.

La politica potrebbe essere una cosa seria, ma quando è gestita così appare sempre più una farsa. La situazione economico-finanziaria dell’ente è talmente difficile e complicata che occorre una grossa assunzione di responsabilità.

Noi di Fli riteniamo che si debba innanzi tutto tracciare il bilancio di un anno di amministrazione (quello trascorso da agosto 2011 a luglio 2012), poi varare la nuova giunta e il nuovo programma di fine mandato, infine il discutere bilancio 2012.

Quest’ultimo, tra l’altro, essendo stato approvato 3 mesi or sono da una giunta oggi dimissionaria, dovrebbe, per mera decenza politica, essere riapprovato dalla nuova giunta sulla base del nuovo accordo politico.

Sempre che riescano ad accordarsi. Nel frattempo stanno cercando l’amalgama.

Chissà che non sia il caso di scomodare il vecchio patron dell’Avellino, tale Sibilia, che ancora non ha capito che l’amalgama non è un super giocatore né un modulo di gioco, ma unità d’intenti, per il bene comune e non per singoli appetiti”.

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Salvatore Marisei

Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Armando Cicalese, Antonio Petrone (Liberi e Riformisti).

“Dimissioni della Giunta, cosa c’è dietro. Quanto costa al comune di Eboli l’operato di Melchionda, il suo aver abbandonato il programma elettorale, l’aver rifiutato la trasparenza e la collegialità delle decisioni, per trattare uno ad uno, inventando la maggioranza variabile, quella che si compone e si scompone ad ogni Consiglio comunale chiamato ad approvare provvedimenti dai risvolti molto pratici?

Il Sindaco non invochi scuse, non ammanti la realtà di una crisi di potere, con discussioni di programma e di politica. Di questo, in ciò che sta accadendo ad Eboli, non vi è proprio nulla. Egli è solo vittima dei suoi stessi metodi: aver trattato con i singoli consiglieri per raccattare sedici voti su provvedimenti discutibili, a vantaggio di privati che si aggirano nel Municipio facendola da padroni e a danno di Eboli.

Ora paga dazio perché qualche consigliere gli chiede il conto. Hanno imparato come si fa ed intendono farsi ricompensare con prebende politiche di ogni sorta per i servigi resi, aumentando il “prezzo” giorno dopo giorno: l’assessore, l’ASIS, la Multiservizi. Aver già messo mano alla giunta per due volte è solo il sintomo, ma la malattia resta lui con i suoi metodi, la sua ambizione, l’anteporre il suo destino personale, il suo tirare a campare, agli interessi dei cittadini che ne hanno già subito enormi danni.

Qualche esempio: lo scempio sulle colline di Eboli, prima con il parco fotovoltaico di San Donato che procura vantaggi a tutti gli interessati, tranne agli Ebolitani, poi con i trecento alloggi in zona agricola sopra Fontanelle del geom. Baglieri, quello che ha messo in ginocchio le casse del comune con il caso ‘Aracne’ intascando quasi due milioni di euro, infine la svendita del macello comunale, con una permuta che considera come ricavo per il comune anche le piazze, le strade ed i marciapiedi, opere che comunque si sarebbero realizzate con gli oneri di urbanizzazione.

Se questo è l’andazzo, c’è da chiedersi cosa ci aspetta dopo l’approvazione del bilancio che appare sempre più come una scusa: altre varianti al PRG, la svendita del patrimonio del comune, il mercimonio di posti di lavoro nelle partecipate, le prebende del Piano sociale di zona. Di questo passo, per saziare appetiti sempre più smodati, della città di Eboli non resterà più nulla e non è giusto secondo il Sindaco, che a pagare siano sempre gli ebolitani che meritano una nuova amministrazione”. 

Eboli 30 luglio 2012 (Aggiornato alle ore 14,00 del 30 luglio 2012)

11 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Conosciamo benissimo la storiella di MARTINUS ABATE,e,non potevi trovare analogìa più appropriata,anche nel nome,caro Massimo Del Mese.
    La tua descrizione di quanto sta accadendo è lo specchio fedele,ironico,ma anche amaro,di questo teatrino della politica ebolitano ridotto alla quintessenza aromatizzata della commedia tragi-comica a cui,noi italiani stiamo assistendo.
    Forse aveva ragione la Buonanima: GOVERNARE GLI ITALIANI NON E’ IMPOSSIBILE,…E’ INUTILE.
    Infatti,tutti i protagonisti , le comparse, il pubblico(gli elettori) di questo teatrino svolgono diligentemente la propria parte,ma nessuno riesce a guardare al di là da un palmo dal naso!
    Nessuno si rende conto che con questo personale politico EBOLI non andrà da nessuna parte.
    Ho lanciato un appello quasi del tutto inascoltato,in altra parte di questo blog. Ancora una volta ho avuto conferma che,forse,in fondo,a quasi tutti i frequentatori del sito piace solo parlarsi addosso,sputtanare gli avversari,sputare sentenze su tutto e tutti. Nessuno ha voglia di assumersi responsabilità in prima persona per tentare,se si è ancora in tempo,di salvare questo nostro martoriato ma amato paese.

  2. Io ho paura del futuro mio e dei miei figli,
    sembra un incubo, non si esce da queste sabbie mobilli.
    Sono SETTE anni che ci affondano giorno dopo giorno, questi politicucci non sono altro che lo specchio della politica del nostro paese, dove l’unico pensiero è la legge elettorale per “fottere” l’avversario e quante poltrone (poltrona=soldi)possono accaparrarsi.. le dimissioni sono un atto nobile per gli UOMINI veri, VOI siete solo delle nullità……………………

  3. Le bugie hanno le gambe corte. Un anno fa il gruppo consiliare del PD con il Sindaco in testa addebitava all’azione dei riformisti tutti i ritardi e le inefficienze dell’azione amministrativa. Si incolpava la segreteria del PD e il suo coordinatore di voler rallentare l’azione spumeggiante e le idee “illuminate” che avrebbero salvato Eboli, perchè chiedeva un confronto ed una sintesi sui temi dell’Urbanistica, delle Finanze, dell’applicazione del programma elettorale. Tanti componenti del direttivo e della segreteria assistevano ad una crisi politica senza l’opportunità di sviscerarne le cause in un confronto aperto e costruttivo, anche duro, ma scevro da soluzioni preconfezionate. Nel periodo di massima frizione, lì dove il partito doveva essere il luogo dell’incontro e magari dello scontro e della sintesi, gli “scontenti” disertavano le riunioni. E così cambiò la maggioranza comunale, con una delibera votata in consiglio comunale che sanciva l’ingresso dell’UDC senza credibili motivazioni politiche. Ma, d’altronde, pare che queste ormai non siano più richieste, visto che l’UDC accoglieva prima un consigliere del PD tra le sue fila, con la motivazione altamente politica di entrare in un gruppo di coetanei e poi un neo consigliere subentrato in consiglio che, dopo poco tempo, forse preferiva restarsene da solo ed ora parla di “singoli appetiti”. Ah, dimenticavo che Noi-Sud abdicava presto alla sua ragion d’essere per dar forza all’azione amministrativa melchiondiana e liberarla dall’abbraccio mortale di chi, semplicemente, chiedeva un confronto ed una sintesi. A distanza di un anno, la verità è tornata a galla grazie ai fatti. Assistiamo ad una nuova crisi ma, al contrario del passato, non si vede una minima motivazione politica. Aspettiamo che ce la spieghino e che sia credibile, altrimenti rimarranno in piedi tutti gli interrogativi di Admin.

  4. I signori amministratori per i debiti dovranno rispondere al tribunale del popolo e poi a quello della giustizia.

  5. il nostro paese passa per le direzioni provinciali e locali dei partiti ??? Ma se sono tutti sotto accusa ??? Andate via politicanti…..via via via……..siete dei xxxx SENZA BUCO…..

  6. tanti perfetti e inutili BUFFONI

  7. x Vincenzo Cicalese.
    Caro Vincenzo non hai tutti i torti nell’esprimere la tua amarezza in merito all’appello che hai lanciato e che condivido ma,temo che il blog non basti, forse è il caso di guardarsi anche un pò in faccia e dirsi le cose e approfondirle e studiarle e proporle come probabile soluzione ai problemi di una città che merita davvero molto di più. Perchè nasca un vero “movimento di popolo” dobbiamo agire e far sì che i cittadini tutti comincino sul serio a pensare al dopo.Un manifesto? Una macchina di propaganda che annunci un’assemblea popolare? insomma la gente ha bisogno di toccare con mano, in fondo il blog non arriva a tutti e nonostante l’impegno indefesso dell’amico Massimo, occorre fare di più e trovare altre strade.Io sono a disposizione, possiamo parlarne, ci sono tante persone di buona volontà, oneste e serie in giro. Sono tante le persone con le quali parlo quotidianamente per strada e c’è voglia di confronto e di partecipazione. Buona giornata

  8. Costoro delle critiche e degli insulti non se ne fregano anche se cio avvenisse attraverso la tv o la piu rinomata stampa del Paese.-Ormai sono entrati nel personaggio,seguono quotidianamente i comportamenti dei loro leader cioe’ i nostri Parlamentari grandi maestri solo perche’ stanno a Roma e percepiscono mega stipendi da far vergogna agli stessi italiani in questa compagine di crisi nazionale.Ognuno pensa a se stesso come arricchirsi mentre colui che lo ha votato viene licenziato ,non riesce a pagare le bollette,una vita incerta e da miserabile ,dvoe per sbarcare il lunario anche i piu tenaci si piegano alla falce della prostituzione morale,mentre loro si ingrassano,appaiono, fanno grossi discorsi fatte di un linguaggio strano e stupido.Ma cosi la classe politica italiana ma soprattutto quella ebolitana va avanti e fa carriera. Ma piu stupidi siamo noi che gli diamo fiducia attraverso il voto,non bisogna mai dire le solite frasi “a chi votiamo sono tutti uguali” oppure “non vado piu a votare”.Cosi facendo buttiamo nella spazzatura lotte sociali che i nostri nonni hanno fatto pagando con il sangue . L’unica cosa bisogna riflettere bene quando si vota è l’unica arma che ci conse4nte di spodestare disgrecare un potere precostituito è l’unico modo di dire la tua contando con tanti milioni di cittadini.

  9. Più che giusto Gino quello che dici, non c’è conquista più grande del voto per una democrazia, basta utilizarlo in modo consapevole e con coscienza civica. Il fatto è che la stragrande maggioranza delle persone vota il politico di turno che può o potrebbe fare un piacere senza sapere o almeno non esserne del tutto consapevoli che noi decidiamo del nostro destino amministrativo e civico. Siamo abituati a votare il navigao, il furbo, l’agganciato l’ammanigliato quello che fa parte del bottone ecc. ecc. ecc. Proviamo qualche volta a votare l’onesto, il preparato, quello che ha senso civico ed ha a cuore la città con i suoi cittadini, proviamo una volta tanto a votare un volto pulito, volenteroso che stia con la gente veramente. Il voto è uno strumento splendido e quindi utilizziamolo in modo giusto. In tempo di crisi morale ed economica, la nostra unica salvezza è mantenere alta la dignità, solo così abbiamo speranza di uscirne. Buona giornata

  10. X M.Sueva, condivido appieno ma quando sento parlare di nomi come Sgroia mi vengono i brividi……

    Io vorrei DEL MESE sindaco

  11. Per Kevin Prince:
    Bisognerebbe chiedere a Del Mese e poi credo che Massimo sappia perfettamente che ora come ora occorre un lavoro di squadra per poter uscire dal marasma dei personalismi e dal fallimento di questa politica autoreferenziale.
    Mettere insieme uomini e donne oneste ed idee valide, può essere una soluzione.

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